lunedì 6 marzo 2017

The Bookends scenarios

Conferenza olandese del 29/1/2017 sulla questione: il futuro dei libri e delle biblioteche in Australia.

Con un panel d'esperti è stata creata una "timeline" d'eventi futuri, all'interno del quale ci si è chiesto: che fine faranno i libri di carta e le biblioteche?!. 
Perchè la gente dovrebbe noleggiare dei libri tra 15 o 20 anni?! 
Se è possibile trovare libri a prezzi bassi nei supermarket/iperstore, se è possibile comprare e scaricare istantaneamente online il file da Amazon, perchè la gente dovrebbe andare in libreria per noleggiare un libro?!. 
La gente potrebbe andare in libreria per avere un consiglio su un testo che non è presente su Amazon, oppure per incontrare qualcuno, ecco che allora le poche biblioteche potrebbero diventare dei posti speciali.


Il divenire del genere umano girerà attorno solo alla convenienza nel futuro?!

Sì!, quanto è facile, quanto è economico, quanto è poco costoso, quanto è rapido, ottenere l'ebook che si desidera? Laa convenienza è una variabile chiave ed è nefasta per le biblioteche. Per questo le biblioteche dovranno trasformarsi, diventare luoghi dove si fanno cose, si aggiustano e correggono bozze e si stampano libri, luoghi dove si parla con la gente, s'incontra persone ecc... Per adesso le stampante 3D sono assai costose, ma potrebbero essere acquistate dalle biblioteche e poi condivise nell'uso, alle persone che si recano presso le biblioteche, per fare cose o prototipi.

Non è nella natura umana, avere uno spazio pubblico dove condividere cose?! Le biblioteche in sostanza sono luoghi dove sono archiviati testi, spesso in pubblico dominio.

Lo spazio fisico è certamente utile, aiuta la socializzazione, specie nell'età in cui i bambini sono piccoli. Chiedere un consiglio ad un libraio è cosa diversa da fare un'inquiry telematica presso google, non ci sono algoritmi che scelgono o filtrano l'informazione. Rimarranno le grandi biblioteche pubbliche, ma le biblioteche private generiche sono sicuramente sotto minaccia e si estingueranno!.

La carta rimarrà oppure ci sarà una migrazione totale al digitale?!

Perchè il cervello preferisce istintivamente la carta?!. C'è una ricerca scientifica a riguardo. Carta, penne e lapis sono invenzioni antiche, ma nonostante siano antiche, non vuol dire che siano diventate pessime. Se cerchi un'informazione veloce, come dati finanziari, quotazioni, previsioni meteo, oppure informazioni da condividere rapidamente con altre persone, allora la forma naturale dell'informazione è nel dominio digitale sul monitor. Se invece, parliamo d'argomenti molto complessi, che occorre tempo per apprenderli, concentrazione per comprendere il contesto, allora la carta è certamente superiore allo schermo digitale!.

Le biblioteche sono luoghi dove la gente trova se stesso?!

Nella misura in cui i luoghi sono silenziosi, che permettano la riflessione. Ma oggi come oggi, è sempre più difficile in città avere luoghi e spazi dove poter pensare, riflettere senza distrazioni o disturbi esterni. Ci sono rumori del traffico automobilistico, cellulari che squillano, aerei che passano, conversazioni rumorose intorno alla gente, un sacco di distrazioni. Ecco che si torna al passato, nelle vecchie sale di lettura dove regnava il silenzio e la concentrazione, un posto di qualità, dove consumare informazione di qualità.

Questo entra in conflitto con il WiFi nelle biblioteche.

Sì, perchè la fruizione di internet comporta rumori, multimedialità, distrazioni rumorose che creano un diverso contesto da quello che invece serve nelle vecchie sale di lettura. Per cui la migliore soluzione per una libreria è suddividere lo spazio per aeree: zone in cui è possibile ascoltare musica, in altre dove puoi telefonare, in altre dove invece è obbligatorio restare in silenzio come nelle vecchie sale di lettura. Poi dipende dalla persona, che sceglierà a seconda delle proprie esigenze, in quale area sostare.

Se le biblioteche pubbiche saranno chiuse, saranno re-inventate e ricompariranno?!

La teoria secondo la quale le biblioteche pubbliche dovrebbero essere chiuse, è che le cose che si trovano presso le biblioteche pubbliche, già si trovano dentro internet!. Ma non tutte le persone potrebbero avere internet, quindi se la libreria pubblica è un posto dove è possibile noleggiare un computer pubblico a tempo, ecco che la cosa diventa positiva. Se per cultura, s'intende anche cultura medica, che si può apprendere nelle biblioteche pubbliche; allora per i senza tetto o per le persone con problemi psicologici, si potrebbe tentare di convincere i politici a finanziare l'apertura di biblioteche pubbliche. Questo per acculturare su temi medici questi segmenti di persone, specie quando il tempo è brutto e non c'è altro posto dove andare!. Ma per fare questo, occorrerebbe trovare dei rapporti di causa ed effetto e poter misurare gli eventuali benefici.

Quali dovrebbero essere le competenze di un libraio moderno?!

Le persone vogliono trovare libri, informazioni, occorre che i librai diventino esperti in altre forme d'informazione, ma le persone vogliono anche aiuto per come fare cose, questi skills non sono necessariamente coperti da una cultura libraria, ma da quella digitale.

Quale strategia per le biblioteche ed i librai?!

Le biblioteche nel 2030 in Australia, gli scenari sono una sorta di wargame o piano di battaglia, così come fece la Shell negli anni settanta, migliorando il ruolo del sistema delle decisioni aziendali, costringendo a pensare oltre il prossimo mese e trimestre ma negli anni a venire 5-10-15 anche 50 anni in avanti. Creare una serie di scenari seguendo l'evoluzione delle variabii chiave che determinano un alto impatto ed alta incertezza. Il cambiamento climatico e l'economia ad esempio, sono un classico esempio d'utilizzo degli scenario planning. L'economia è molto importante per i librai, anche se non è possibile dire come sarà l'economia tra 20 anni, puoi creare quattro scenari di futuro assai differenti. E questo è un modo per vedere quanto resiliente è il tuo business e che qualità di pensiero hai. Investire in grandi biblioteche robotizzate, è un classico per i dossier di scenario planning nell'editoria, perché lo scenario è focalizzato nel 2030. Il 2030 è una data sufficientemente lontana per dire che gli usi & abitudini della popolazione saranno cambiate pesantemente anche per banali ragioni demografiche. Ci chiediamo, quali "skills" saranno necessari nel 2030 per essere un libraio di successo?! Un esempio sono le previsioni meteo: saranno precise e puntuali oppure disorganizzate e caotiche?! Quanto stabile è Wikipedia od Apple nel futuro?! Basti pensare a quello che è successo nel multimedia: dai dischi del vinile alle cassette, ai CD, ai DVD poi al blue ray, quindi di nuovo al vinile. Questo è un buon esempio d'alta volatilità tecnologica. Quindi, uno dei driver del cambiamento è la stabilità tecnologica, l'altra variabile chiave è se le biblioteche saranno un luogo fisico reale oppure diventeranno uno spazio virtuale come Amazon. 

http://www.sl.nsw.gov.au/sites/default/files/bookends_scenarios.pdf

Quale è stata la tua esperienza nel lavorare con i librai, sulla costruzione di tali scenari?!

I librai sono quelli che hanno a che fare con i libri, nelle biblioteche sono stoccate circa il 90% dei libri, in senso materiale e sono ancora una risorsa vitale. In Texas tutte le biblioteche hanno trasformato in digitale tutti i testi legali, questo è certamente utile, ma una biblioteca che non avesse libri, non potrebbe essere una biblioteca.

Se il tool dello scenario planning è così potente, perchè i librai non lo usano?!

Solo il management delle aziende lo usa come tool o per lo meno dovrebbe, tuttavia la disciplina economica dello scenario planning non è nota in altri ambiti di studio. E' un'attività molto complessa, a metà strada tra fantascienza ed un tremendo processo razionale. La comparsa di Amazon, Kindle ha sorpreso molte persone specie negli USA, sopratutto per i tassi di crescita molto ampi. Ma era abbastanza prevedibile, bastava parlare con i giovani che consumano molta informazione ma non frequentano le biblioteche.

E che dire della flessibilità richiesta ai librai, che solitamente sono persone anziane?!

Una delle cose che servirà in futuro è avere la testa agile, mente aperta per rimanere al passo. Se le cose girano molto velocemente in una parte, occorrerà ai librai di seguire il trend, se vogliono adattarsi.

Le biblioteche stanno diventando posti meno segreti e più simili a dei book store: come fare per renderle ancora più visibili?!

Adottare una mentalità di vendita di prodotti, la gente viene per noleggiare libri ma che cos'altro potrebbe affittare in biblioteca?! Imparare musica, le lingue, stampare in 3D, discussioni locali, punti d'incontro, eventi di storia e molto altro, ci sono tante idee ed innovazioni a riguardo, basta googlare querando con la stringa "biblioteche vs google". E dovrebbe essere compito anche dei librai, elevare la qualità di cosa la gente legge, dando consigli nel favorire un incremento della qualità di lettura. Se leggi un testo impegnativo in un posto rumoroso, ben difficilmente apprenderai qualcosa. Se invece, fruisci il testo in un ambiente silenzioso, come una sala di lettura, allora le cose saranno assai differenti!.

Cosa sono gli indicatori di prima allerta?!

Nello scenario planning s'osserva la realtà per valutare quale è lo scenario emergente: non ha senso fare quattro scenari e metterli da parte, occorre seguire la realtà degli eventi. Ad esempio, se l'abbandono della carta è rapido e trionfano gli ebook, allora stiamo andando in una direzione, altrimenti in un'altra. Le variabili chiave sono tecnologia e demografia, entrambe impatteranno sulla questione delle biblioteche pubbliche e private.

Dovremmo avere docce o cascate d'acqua nelle biblioteche, per avere un ambiente favorevole allo sviluppo d'idee?!

No!, c'è però una ricerca scientifica a riguardo, un sondaggio che ha campionato dove la gente ha avuto le proprie migliori idee. Le risposte sono incredibilmente consistenti, nessuno ha detto che ha avuto le proprie migliori idee al lavoro, ma altrove. E questo è interessante, dato che spendiamo miliardi per far pensare le persone al lavoro ottenendo ovviamente poco successo. La risposta è stata a casa propria, in un luogo tranquillo e silenzioso. Un luogo come una biblioteca, oppure altre idee sono nate nel proprio letto, nella propria camera, sotto la doccia oppure facendo ginnastica, sulla spiaggia oppure nuotando. Oppure facendo attività mondane ripetitive, come pulendo i piatti o la casa, aggiustando la bicicletta o pulendo il giardino!. L'interazione con le persone non è necessaria a partorire nuove idee, ma è solo una fase preparatoria. Alcune persone riescono a pensare in luoghi rumorosi, ma la maggioranza preferisce luoghi silenziosi e tranquilli.


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