domenica 20 settembre 2020

Chocky (parte 1)

Sul numero di Marzo del 1963 di Amazing Stories fu pubblicato il bel racconto di fantascienza "Chocky" di John Wyndham, il testo sarà omaggiato con una traduzione in italiano, e pubblicato direttamente sul blog in 4 puntate, da Settembre 2020 a Dicembre 2020, essendo il racconto notevolmente lungo per essere tradotto in un intero ebook JDAB.


Avrebbe potuto essere la fine di Aprile, o possibilmente i primi di Maggio, in ogni caso era da qualche parte in primavera che Matthew festeggiò il suo compleanno facendo i suoi 12 anni, prima dell'arrivo di Chocky. Io ero in terrazza, l'aria era tiepida e primaverile, la panchina dava sul giardino, era il posto dove in genere ci sedevamo quando andavamo fuori sul terrazzo in inverno, perchè su questa panchina ci batteva sempre il sole nel pomeriggio. 

Udii Matthew che parlava da solo, dentro casa, mentre era affacciato alla finestra e con un leggero tono irritato disse -Non lo so!, so solo che sono così le cose!.- 

Non diedi molta importanza alla cosa, pensai che stesse giocando dalla finestra, con qualche suo amico che era venuto a trovarlo, sostando in giardino, dove la finestra della sua camera prendeva aria.

-La Terra gira intorno al Sole in un giorno, un giorno è composto da 24 ore.- 

Dopo una breve pausa silenziosa, Matthew disse -Non capisco perchè dovrebbero essere 32 ore e non 24. In ogni caso, 24 ore compongono un giorno, 7 giorni fanno una settimana-.

Dopo una breve pausa, Matthew disse -Non ho capito, perchè 7 è un numero stupido ed invece 8 no. Comunque 4 settimane fanno un mese e di solito i mesi sono composti da 30 giorni, qualche volta da 31 giorni. No!, ti ho detto di no! e no!. I mesi non sono composti da 32 giorni, sono fatti principalmente da 30 giorni e qualche volta da 31 giorni. E sinceramente non ho capito perchè un mese dovrebbe essere composto da 32 giorni mentre le settimane da 8 giorni. Insomma, la Terra gira intorno al sole in 365 giorni e 6 ore, e nessuno può farci niente.-

La conversazione era davvero insolita, allora m'alzai e misi la testa fuori dal balcone, vidi Matthew che aveva la finestra della sua camera aperta, Matthew era seduto sul tappeto all'indiana, sembrava non esserci nessuno in giardino quanto in camera sua. 

Poi Matthew disse - Ti ho già detto che ce ne sono 12 di questi mesi... No!, non è stupido, è che in un anno non ce ne possono stare più di 12 e nemmeno meno di 12.- 

All'improvviso Colin, l'amico di Matthew comparve in giardino, chiamò Matthew e Matthew uscì di casa, per andare a giocare con il suo amico Colin.

Dopo cena, presi da parte mia moglie Mary e le chiesi -Hai notato, qualcosa di strano in Matthew, ultimamente?!-

-Beh! sì!- rispose Mary - Matthew sembra parlare da solo, poi fa silenzio come se ascoltasse qualcuno, ma non c'è nessuno nella sua stanza.-

-Da quanto tempo, va avanti questa storia?!- chiesi.

-Non saprei- rispose Mary -Io ho notato la cosa, da circa 2 o forse 3 settimane. E' un po' come la storia di Piff, quando comparve per Betty un po' di anni fà. -

Sua sorella Betty, vari anni fà, ebbe a crearsi un amico immaginario di nome Piff, la storia andò avanti per un anno, poi quando andammo al lago in vacanza, Betty conobbe vari altri suoi coetanei e Piff scomparve per sempre!. Mary non ebbe a chiedere niente a Betty su chi era Piff e che fine avesse fatto, pensò che fosse meglio non rinvangare questa storia, dato che s'era risolta da sola!.

Poi Mary disse che a suo avviso, non c'era da preoccuparsi troppo, se Piff non aveva turbato lo sviluppo psichico di Mary, sicuramente allo stesso modo Matthew che era di poco più grande, non avrebbe avuto a soffrire di niente, circa un potenziale amico immaginario. 

Risposi a Mary, che anche io ricordavo la storia di Piff, ma per l'80% del tempo in cui Betty giocava con il suo amico immaginario, Piff se ne stava zitto, finiva per sorbirsi tutte le spiegazioni e le storie che Betty le raccontava. Con Matthew la cosa era un pochino diversa, questo amico immaginario contestava le cose, pareva avere una propria opinione su tutto, e sembrava essere divergente con quella espressa da Matthew.

-Che cosa vuoi dire?!- chiese con tono di voce preoccupata Mary.

-No! niente- risposi, mentre ripensavo alla conversazione insolita ed un po' folle, che avevo udito nel pomeriggio - Matthew stava discutendo su una questione di durata dei giorni del calendario e dei mesi. Niente d'importante.-

-Forse- disse Mary - Matthew giocava, riportando una discussione che aveva avuto a scuola sugli stessi temi-.

-Non credo proprio, nessuno a scuola gli avrebbe detto che una settimana composta da 7 giorni è stupida, mentre sarebbe preferibile una settimana composta da 8 giorni. Mi ricordo d'aver letto sul giornale tempo fà, che c'era stata una proposta matematica di riforma del calendario con 28 giorni, con in più un giorno ogni anno, ma sinceramente nessuno avrebbe da suggerire un mese di 32 giorni per 11 mesi di calendario, dato che poi resterebbero 13 giorni isolati, e non servirebbero a nessuno!-

Mary mi guardò sgranando gli occhi, poi aggiunse - Ehi!, Non l'ho cominciata io, questo discorso!-.

-Sì lo so, è un discorso davvero strano!- risposi ridendo. [...]

Mary riprese la parola, disse che a suo avviso era meglio non stuzzicare cane che dormiva. Ossia, era meglio ascoltare che tipo di discorsi Matthew facesse da solo, era meglio non preoccuparsi troppo, probabilmente sarebbe stata una fase simile a quella che sua sorella Betty aveva passato, un po' di anni prima, le cose sicuramente si sarebbero risolte da sole, tra un po' di tempo.

Il giorno dopo, io e Matthew andammo in auto a fare una passeggiata sul fiume, era un bel pomeriggio di domenica, Matthew mi chiese - papà perchè la mucca s'è fermata lì?-.

Erano le mucche della fattoria dei 5 Elmi, la piccola mandria s'era accatastata vicino al cancello di legno, avevano lasciato il pascolo, ed attendevano che il fattore Albert aprisse loro la staccionata per rientrare nella stalla ed essere munte.

Matthew esordì- Sì, papa!, ma perchè le mucche non si aprono il cancello da sole? Possono imparare, avranno visto Albert almeno un centinaio di volte aprire la staccionata per loro!- chiese Matthew.

- Perchè non ricordano come fare, per aprire la staccionata - risposi, azzardando un'ipotesi.

- Ma perchè le mucche si ricordano di andare vicino alla staccionata lasciando il pascolo, ma non si ricordano come aprire il cancello?- chiese Matthew.

- Semplicemente perchè non lo ricordano - risposi, riproponendo la mia ipotesi, non sapendo che dire.

- Che cosa inibisce un cervello, da ricordare o non ricordare?- chiese Matthew.

Non risposi: la conversazione era troppo complessa per me, figuriamoci per un bambino di 12 anni.

Questo era il tipo di domande che un po' mi spaventavano, non essendo coerenti per un bambino di 12 anni, ed era quello che temevo spuntasse fuori, a differenza di mia moglie Mary, che non voleva curarsi troppo delle fantasie e dei soliloqui di Matthew.

Fu circa 10 giorni dopo, che sapemmo per la prima volta, in modo ufficiale dell'esistenza di Chocky.

Era sera, Matthew doveva andare a letto a dormire, aveva qualche linea di febbre perchè s'era preso un raffreddore, tutti a scuola lo avevano contratto, specie nella classe di Matthew che erano quasi tutti ammalati.

Comunque, apprendemmo dell'esistenza di Chocky quando Matthew corse da sua madre Mary, il bimbo raccontò che lui era stanco e voleva dormire, ma Chocky continuava a parlargli a voce alta, impedendogli di dormire. 

-Chi è Chocky?- chiese Mary.

-Lei parla continuamente, anzi no!, lui parla continuamente, Chocky non la finisce mai di parlare, mentre io sono così stanco... mamma!, mandalo via!, devi dire a Chocky che io voglio dormire!-.

Mary diede un bacio ed una carezza a Matthew poi disse -Chocky, vedi di lasciar stare Matthew, è stanco ha bisogno di dormire, deve riposare. Domani mattina, quando Matthew starà meglio, se vorrai potrai tornare a fare quattro chiacchere con Matthew!-

La cosa sembrò funzionare, Matthew si rilassò e chiuse gli occhi, dopo pochi minuti dormiva già come un sasso.

Io guardai Mary un po' preoccupato, lei mi disse che la cosa era buffa, in famiglia avevamo adottato u'altra peste, dopo Betty, Piff, Matthew adesso c'era anche Chocky, ma dopo tutto la cosa s'era risolta in modo agevole, un bacio ed una carezza e due parole dolci ed il problema era risolto con l'amico immaginario di Matthew. 

Anzi, disse Mary, che non s'era capito bene se Chocky era un'amico oppure un'amica immaginaria, e questa cosa a parere di Mary era positiva: forse Matthew stava crescendo ed era un modo per scoprire l'interesse verso le bambine, che sino a quel momento erano state ignorate, dato che a parere di tutti i dodicenni le bambine erano pappamolle e non erano capaci di giocare a palla o correre a sufficienza, nei giochi di bambini di corsa e guardie e ladri o nascondino.

La febbre di Matthew sparì, ma questa storia di Chocky divenne sempre più complicata. 

Mentre Piff, nell'immaginazione di Betty, compariva solo in camera della bambina quando c'era da giocare, Chocky adesso aveva una sua forma: era quì, era lì, sedeva là, oppure stava laggiù, insomma pur non essendoci nessuno in camera od in cucina oppure nello studio, Chocky aveva acquisito una presenza. Chocky era qualcosa di più di una voce che compariva dal niente e poi spariva dal niente. [...] Questa cosa spaventò mia moglie Mary, che mi prese in disparte e se ne uscì dicendo che questa cosa di Chocky stava prendendo una brutta piega. Una cosa era parlare con un amico immaginario nella camera dei giochi, salvo poi Piff sparire per tutto il tempo della giornata. Altra cosa era dire che Chocky era seduto in cucina o nello studio od altrove ed era presente per tutto il giorno nella vita di Matthew. La fantasia di Matthew si fondeva con la realtà, a dire di mia moglie Mary c'era il rischio che Matthew non fosse più capace di discernere tra fantasia e realtà: era meglio se uno psichiatra avesse dato un'occhiata a Matthew quanto prima. [...]

Affrontai con Matthew la questione se Chocky fosse un lui oppure una lei: Matthew aveva chiaro quale fosse la distinzione tra i sessi, ma diceva che Chocky non capiva perchè fossero state necessarie due persone per crearne un'altra. C'erano altri dubbi e quesiti su variegati campi ed ambiti, il punto era che Matthew sapeva la differenza delle cose, ma ripeteva che era Chocky che diceva che non aveva capito questo o quello o quell'altro. [...]

La storia di Chocky divenne ancora più incasinata, quando venne a trovarmi Mr.Gore, il professore di matematica di Matthew. Mi disse che Matthew era diventato molto bravo in matematica, molto rapido a risolvere i problemi, era come se qualcuno lo stesse aiutando in matematica, ma Mr.Gore non era riuscito a capire come Matthew sapesse l'uso di base due. Mi chiese se io gli avevo insegnato l'uso di base 2. 

-No!- risposi - Non avrebbe senso insegnarla ad un bambino di 12 anni!-.

Mia moglie aveva gli occhi fuori dalle orbite, non aveva capito niente!.

Scese Matthew da camera sua, il professor Gore porse un foglio a Matthew e gli disse: che numero è questo?!

Y N Y Y N N Y Y = 1 0 1 1 0 0 1 1

Matthew rispose al volo - 179-

-Chi ti ha insegnato base due?!- chiese Mr.Gore

-Chocky!- disse Matthew - ha detto che è stupido usare 10 segni, per indicare le cifre, solo perchè si hanno 10 dita, quando è più semplice usare solo due segni, specie se si hanno due dita!.- 

Il professor Gore diede altri numeri in base 2, per fare moltiplicazioni, divisioni, somme, sottrazioni e Matthew le fece tutte correttamente in un lampo!. [...]

-Matthew, chi ti ha insegnato a far di conto, in questo modo?!- chiesi con tono serio.

-Te l'ho detto!, è stato Chocky!-

Questa cosa mi spaventò tantissimo, anche se i bambini sono spesso soliti fare delle scoperte, osservando il mondo che gli circonda, non era normale che Matthew avesse appreso in modo spontaneo nozioni matematiche, che non s'insegnavano normalmente al corso di studi tradizionale, in cui Matthew era iscritto. [...] 

Qualsiasi cosa fosse Chocky, diceva d'avere due dita, contava perfettamente in base 2, proprio come fanno i computer.

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