lunedì 11 gennaio 2021

Il teschio - Philip K. Dick - IF Worlds of Science Fiction del Settembre 1952 - Parte 3


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La situazione poteva degenerare da un momento all'altro, rapido Conger pose due dita sulla fibbia della propria cintola, fece una leggera pressione, solo mezza pressione. Dalla sua cintola s'emise un breve ed intenso impulso a 360 gradi, che indusse la paralisi temporanea e stordimento ad ogni essere umano che era nel raggio di 5 metri. Conger uscì rapido e s'allontanò tranquillamente dal locale. Dopo qualche minuto, Bill e Lara uscirono silenziosi e barollanti, con un'aria stordita ed un passo da ubriachi: l'effetto di paralisi temporanea dell'impulso inibitore stava lentamente svanendo sui due giovani.

Il sole era calato ed era sera, Conger faceva quattro passi nel buio del paesello, alla ricerca d'indizi. All'improvviso una luce di una torcia gli si piantò nel volto e sentì un click, un classico rumore metallico che Conger ne riconobbe subito il significato. 

-Chi sei?!- disse una voce maschile, dal tono deciso.

-Sono io!- rispose Conger, senza fare movimenti bruschi e rimanendo fermo dov'era.

-Io chi?!- rispose la voce, dal tono deciso ed un pizzico spazientito.

-Sono Omar Conger, sono a pensione nella locanda Appleton, facevo solo quattro passi per Cooper Creek- disse Conger.

-Ok!- disse la voce, che aggiunse -Sono lo sceriffo Duff. Penso che sia tu la persona che cerco, devo parlarti. Oggi pomeriggio eri al piccolo bar del paese, ha fatto quattro parole con Lora Hunt e con il giovane Willet-.

-Sì!- disse Conger che poi aggiunse -Ed allora?! e poi, toglimi dalla faccia quella torcia, che mi sta accecando!-.

-Ok!- disse lo sceriffo, che poi disse - I due giovani hanno detto che hanno visto un flash di luce, provenire dalla tua cintola, poi hanno perso vista ed udito e non si potevano muovere. Questo per un breve periodo di tempo-.

-Come stanno adesso?!- chiese Conger.

-Stanno bene! ma che cos'era?! una sorta di bomba?!- rispose lo sceriffo Duff, che continuava a puntare contro Conger la rivoltella, ma aveva abbassato la luce della torcia, illuminando il busto e le mani di Conger, le quali erano immobili e distese lungo i fianchi.

-Una bomba?!- chiese ridendo sarcastico Conger, che poi aggiunse - se fosse stata una bomba, io e loro non saremmo ancora vivi!. Quei ragazzi fumano roba strana! e poi danno la colpa ad altre persone innocenti, se i due giovani stanno male!- disse in modo duro e laconico Conger.

Lo sceriffo Duff ripose la pistola nella fondina e chiese i documenti d'identità a Conger, il quale porse il dovuto, prelevandolo lentamente dall'interno della giacca. Lo sceriffò guardò la carta d'identità di Conger e poi la porse nuovamente a questi, restando in silenzio.

Conger prese il documento, lo ripose nel portafoglio e poi lo mise dentro la giacca a vento, quindi disse con tono laconico ma deciso -Buona sera sceriffo!- poi Conger passò oltre, camminando lento ma con passo sicuro.

Quanto Conger tornò alla locanda dove aveva la sua stanza in affitto, chiese alla signora che era intenta ad asciugare i piatti -Scusi signora, oggi che giorno è?!-

La donna rispose -Il primo di Dicembre-

-Ma come, siamo già a Dicembre?!- esordì Conger

La donna rise e rispose -Come passa veloce il tempo!, vero?!-

Conger annuì.

Nello spazio tempo in cui si trovava Conger, non esisteva nel calendario il mese di Quatembre, cosa che invece esisteva nel suo spazio tempo. Conger s'era dimenticato del fatto che dopo il mese di Novembre, nel XX secolo seguiva Dicembre. Conger non aveva più tempo per scoprire dove fosse il suo obbiettivo. Domani, il sindacalista criminale avrebbe iniziato a parlare, poi sarebbe stato catturato, quindi ucciso. Ma Conger avrebbe dovuto agire prima, uccidendo il sindacalista ancora prima che questo iniziasse a parlare?

Era maledettamente troppo tardi, oppure no?! [...]

La mattina del primo dicembre era una bella giornata di sole, cielo limpido, tanta neve alta!. 

L'idea di Conger era semplice: andare a Cooper Creek alla manifestazione, essere il primo ad arrivare sul posto, per vedere chi diavolo fosse, quello che avrebbe parlato. Avrebbe visto in faccia il vero comunista, il sindacalista rosso, così avrebbe identificato in modo univoco il suo bersaglio. Poi Conger sarebbe scappato a gambe levate, dentro la sua cesta temporale, quindi sarebbe potuto ritornare pochi mesi indietro nel tempo, per ammazzare a colpo sicuro, il sindacalista rosso quando ancora meditava di diventare un santone. Il piano di Conger era valido, l'importante era non farsi beccare dalla polizia, che l'avrebbe sicuramente scambiato per un rosso, finendo forse anche per ammazzarlo?!. [...] 

Sulla collina sopra Cooper Creek non c'era ancora nessuno, il comizio non era ancora iniziato, comparve Lora Hunt dietro un albero. Conger e Lora si scambiarono quattro parole, Lora disse che molte auto della polizia stavano convergendo su Cooper Creek, perchè c'era un assembramento di comunisti rossi. Tutti i presenti sarebbero stati arrestati. 

Conger chiese se Lora era sola, la ragazza rispose che era con suo padre e con Joe French, un idraulico, che era un vecchio amico di suo padre. Sul luogo del comizio, si diceva che si sarebbe riversato tutto il piccolo paese di Cooper Creek: alcuni per curiosità, altri per ascoltare quello che si sarebbe detto, molti altri perchè militi della guardia nazionale che erano stati chiamati, assieme allo sceriffo Duff, ed alla polizia stradale, tutti stavano convergendo in zona per fare una grande retata di rossi.

Comparve nella neve il pick-up, un uomo, probabilmente Joe French abbassò il finestrino e disse -Lora!, presto monta in auto!, si sentono già  le sirene spiegate, sono le auto della polizia, camion della guardia nazionale!, filiamocela!-

Lora montò in auto, il gippone sparì veloce nella neve, infilandosi tra alcuni alberi.

Conger corse nella capsula temporale, era la sua unica via d'uscita, o forse no!. Non poteva tornare indietro nel suo tempo, non aveva finito la missione. Non era però riuscito ad identificare la sua preda. 

Conger era seduto nella sua capsula temporale, rifletteva cercando una soluzione, in una mano impugnava il revolver in calibro .357 nell'altra mano, osservava il teschio giallastro di quello che avrebbe dovuto uccidere. Per la prima volta Conger si mise ad osservare il teschio con molta attenzione, cercando d'immaginare come avrebbe potuto essere il volto della sua preda. Quando i suoi occhi posero lo sguardo sui denti, Conger trasalì. Il teschio che teneva in mano, era la sua testa: il teschio aveva un dente storto, proprio come l'aveva lui. La dentatura era un criterio unico di riconoscimento, non c'erano dubbi. 

Adesso Conger sapeva, Conger sapeva che se fosse stato trovato a Cooper Creek, Conger ci sarebbe morto a Copper Creek, perchè con la barba lunga ed il so accento straniero, quanto con i suoi documenti d'identità falsi, la sua identità di straniero, tutto avrebbe rappresentato il rosso perfetto da incolpare. 

Dove mai avrebbe potuto scappare, se s'era messo in trappola da solo?!

Fuori dalla capsula temporale, s'era raggruppato un folto numero di persone, la gente s'aspettava una lotta, la gente s'aspettava un discorso, la gente s'aspettava una soluzione, la gente s'aspettava un comizio.

Conger uscì, qualcuno dalla folla gli gridò -Usa la bomba! rosso!, usa la tua bomba rosso, e salvaci tutti!-

Conger sorrise, e disse -Non ho nessuna bomba! ho solo una pistola! ma non la voglio usare!-

-Perchè no?!- gridò una donna.

Conger la guardò, era proprio la stessa donna che aveva incontrato per strada poco tempo fà, davanti alla Cherrywood Gazzette, era la donna che s'era messa ad urlare, quasi fosse stata impietrita dal terrore!.

Conger sorrise sarcastico. 

Ecco com'era nato il mito del sindacalista rosso, che aveva vinto la morte!. 

Per quelli fuori dalla capsula temporale, Conger sarebbe morto il primo dicembre 1960, poi sarebbe tornato a vivere un pomeriggio del 5 aprile del 1961. Questo mito avrebbe iniziato una nuova religione, che si sarebbe trascinata per 200 anni!. Morto nel 1 gennaio 1960 ma poi Conger sarebbe rinato cento settanta anni dopo in un lontano villaggio su Marte.

Arrivò la polizia, la folla attorno a Conger si spostò, gli agenti della polizia gli puntarono le armi contro, e Conger alzò le mani e disse -Ragazzi!, ho un ottimo paradosso per voi!. Quelli che prendono le vite, perderanno la loro vita. Quelli che uccidono poi moriranno. Ma chi avrà donato la propria vita, dopo tornerà a vivere!-

La folla rise, i poliziotti sorrisero in modo nervoso, poi avanzarono per ammanettare Conger. 

Questo era tutto quello che Conger aveva intenzione di dire, una frase che avrebbe dato da pensare anche nei tempi a venire, una frase che sopratutto sarebbe stata ricordata.

Conger rimase fermo ed immobile, ad attendere il proprio destino.

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