mercoledì 17 febbraio 2021

Il problema con le bolle - Philip K. Dick - IF worlds of Science Fiction del Settembre 1953 - parte 3

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Julia disse -Hai visto?! siamo collegati con l'Asia con la Metropolitana Ipersonica, perché non facciamo un salto ad Honk Kong?!-

Hull sorrise, aprì la porta della sua auto di superficie, poi Nathan lanciò la sua auto, lungo il raggio di telecontrollo da remoto del traffico delle auto [...] quindi l'uomo disse - Riguardo all'ultima grande notizia, quella sulla scoperta degli Alieni, ripensandoci bene, io direi che la reazione di Forrest Packman é stata molto silenziosa. Troppo silenziosa. Io direi che é stata una reazione strana, mentre tutti attorno a lui gioivano, Forrest Packman é rimasto una maschera di cera, priva di ogni emozione. Mah!, non me lo spiego. Forse vorrà attendere che la notiza sia stata definitivamente confermata, dalla nostra flotta diretta sul sistema arturiano!-

-Sì! lo penso anche io- rispose Julia.

Nathan disse -Il sistema Arturiano si dice che abbia 7 oppure 8 pianeti vivibili, con terre fertili ed oceani. Alcuni di questi pianeti, si dice che siano abitati. Si dice anche che questi alieni, potrebbero aver visitato la Terra nel suo lontano passato. Alcuni nostri antenati, potrebbero anche aver commerciato con questi alieni-

-Allora la Galassia pullula di vita?!- chiese Julia.

-Se troviamo alieni, sicuramente la Galassia pullula di vita. In questo caso, nessuno sarà più interessato ai dispositivi di dislocazione della Farley Aerospazio, nessuno si curerà più di personalizzare micro-universi da esplorare, dato che ci saranno veri pianeti e vere culture aliene, con cui comunicare! e posti lontani presso cui viaggiare!-

-Ma che fine faranno tutti gli animali e persone e culture, che nel frattempo si sono evolute nella dimensione subatomica, dentro gli apparati di dislocazione spaziale, prodotti dalla Farley e poi personalizzati dalla popolazione mondiale?!- chiese Julia

-Non lo so, ma suppongo che saranno acquistati dallo Stato e poi questi dispositivi saranno lasciati liberi di evolversi, nei modi che le culture poste nella dimensione subatomica, loro decideranno in modo autonomo cos fare- rispose Nathan.

Ad un certo punto Nathan vide fermare automaticamente la propria vettura: c'era un'enorme fila che intasava l'entrata della super metropolitana verso l'Asia. Segnali lampeggianti di emergenza, sirene che suonavano, all'improvviso comparvero anche 12 militari, uno di questi si rivolse all'auto di Nathan dicendo -Giri indietro, la metropolitana per l'Asia serve a noi-

-Che é successo?!- chiese Julia.

Il militare rispose che un terremoto aveva distrutto la metropolitana, stroncandola in 10 sezioni, i robot di manutenzione erano già in funzione per cercare di ristabilire i contatti, con i segmenti che si erano spezzati, c'era da valutare se ci fossero stati feriti o morti.

Una nave della croce rossa, uscì dalal metropolitana ed atterrò davanti all'entrata, fece scendere i primi feriti, Il militare, invitò le auto che stavano facendo inversione ad imbarcare i feriti meno gravi, portandoli subito all'ospedale, così la nave della croce rossa sarebbe potuta tornare dentro al tunnell, per evaquare altre persone e risparmiando tempo.

Nathan fece salire in auto in ferito, il quale disse -Presto! Mi porti all'ospedale, ho bisogno di aiuto!. E' successo un disastro!, un terremoto ha distrutto la metropolitana, dentro c'erano almeno un migliaio di veicoli o forse più, per lo meno nel segmento di tunnell in cui stavo viaggiando io, Dio mio!, é un disastro, un vero disastro! ci saranno almeno diecimila feriti!-

-Ma come é stato possibile?! I robot non avevano elaborato la massima stabilità della struttura, valutando che un terremoto non sarebbe mai stato possibile?!- chiese Julia

-E' stato un atto di Dio!- rispose l'uomo.

Il volto di Nathan divenne scuro, scosse la testa ed accennò una smorfia con le labbra, poi contrasse nervosamente la mascella.

-Nathan, c'è qualcosa che non va?!- chiese Julia

Nathan Hull non rispose, rimase in silenzio, il suo sguardo si trasformò in una maschera di terrore e paura.