lunedì 26 aprile 2021

Autore Preminente - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Maggio 1954 - parte 3

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Solo una parte del mondo dei piccoli esseri era tangente alla IV°dimensione, questo spiegava perchè anche i piccoli esseri avessero sviluppato la capacità tecnologica di entrare nei tunnel, ma non erano ancora stati capaci di viaggiarvi dentro. Erano una cultura prevalentemente rurale, quasi comunista, monolitica e basata su tribù organizzate con tantissimi membri.

Henry Ellis comprò una grossa lente e la portò con se al lavoro, gli sarebbe servita per vedere i lineamenti di questi nuovi strani amici, dalla forma lillipuziana, che ben presto iniziarono a sviluppare una specie di culto pseudo religioso per Henry Ellis. Inoltre quando Henry Ellis usciva dal lavoro, non tornava subito a casa come faceva di sua abitudine, ma iniziò a seguire i piccoli ometti, spuntando nella dimensione laterale, dove questo nuovo mondo di alieni vivevano. Era tutto nella dimensione lillipuziana, anche se colori degli animali e delle piante, erano diversi da quelli del mondo di Henry Ellis.

-Come mai hai così tanto lavoro Henry, che negli ultimi tempi torni a casa sempre così tardi?!- chiese Mary Ellis. [...]

-C'é davvero tanto nuovo lavoro- rispose in modo vago Henry Ellis che poi aggiunse - Per 25 anni sono stato seduto ad una scrivania a fare statistiche sui voli degli aerei e delle aereoauto e monojet, adesso invece ho per le mani anche un nuovo progetto di lavoro che m'appassiona. Niente di speciale, ma é una cosa nuova e tutta scoprire!-

Suonò all'improvviso il videotelefono, Henry Ellis andò a rispondere, era il dirigente Miller, dall'espressione imbronciata, intimò in poche parole ad Henry Ellis di venire subito in ufficio, per fare quattro parole.

-Il signor Miller sembrava davvero molto infuriato, come mai?!- chiese Mary Ellis.

-Non ne ho la più pallida idea!- rispose Henry Ellis, che prese il cappello e la sua valigetta, poi si diresse subito in ufficio.

Miller non era uno di quelli che quando aveva qualcosa da dire, ci girava intorno, lasciando intuire la cosa: al contrario, Miller era uno di quelle persone che andava subito al punto.

-Perché diavolo pensi, che ti abbiamo dato il Jiffi-scuttler?! Sei stato il primo e l'unico ad averlo per primo!- chiese Miller, rivolgendosi con la faccia imbronciata ad Henry Ellis.

-Per usarlo e testarlo, prima che questo prodotto fosse proposto ai consumatori di tutto il mondo, in grandi quantità!- rispose, con tono titubante Henry.

-L'ispezione periodica della manutenzione, ha rilevato una perdita al Jiffi-Scuttler, insomma non funziona! e te non hai riportato niente?!- chiese Miller.

-Ma siete sicuri?!- rispose Henry che aggiunse -Il Jiffi-Scuttler ha sempre funzionato benissimo, a me non ha mai dato nessun problema!. Non ho riferito niente, perché non c'era niente da riferire!. Nessun malfunzionamento, nessun effetto collatterale negativo, nessun difetto da riportare!-

-E' guasto il Jiffi-Scuttler!- disse con un grosso grugnito il dirigente Miller, che poi aggiunse -Stasera te ne torni a casa, dopo il lavoro, come fanno tutti, usando un monojet. Niente più Jiffi-Scuttler!. E poi, ci sono tutti quegli strani accessi al Traduttore universale, che hai motivato per tradurre il dialetto della tua vecchia nonna che vivrebbe su Betelgeuse II. Non ci vive nessuno su quella stella lassù!. E te non hai riferito della perdita ai sistemi del Jiffi-Scuttler!-

-Ma io non c'entro niente con la perdita al Jiffi-Scuttler. Sì!, é vero, ho chiesto delle traduzioni automatiche al server, ma non credevo di consumare molto tempo macchina. Insomma, sono poche righe di alcune lettere, niente di più!-

-Henry!- esordì infuriato mister Miller -Il sistema automatico di traduzione, non ha tradotto in una lingua aliena, non ha tradotto in un antico dialetto di Centauri 5, ma ha tradotto in antico ebraico!. E' una lingua terrestre!. Il Jiffi-Scuttler apre una porta nella quarta dimensione, l'universo s'espande, ma dalla quarta dimensione si possono prendere scorciatoie. Sarebbe un ottimo modo per viaggiare, ma dovevi riferire eventuali difetti dalla macchina. Ti era stata affidata per usarla e testarla e provarla. Ma sopratutto, più dei pregi del dispositivo che sono già noti, dovevi riportare difetti e malfunzionamenti!. E questo, Henry, non lo hai fatto!-.

-Ma il Jiffi-Scuttler funziona benissimo!, non ha nessun difetto!- continuò puntiglioso Henry Ellis.

-Henry, hai posto domande e formulato risposte, tutte le traduzioni che hai fatto, compaiono esattamente in un antico libro, che é contenuto negli Archivi degli Antichi Manufatti. Ogni cosa che hai fatto tradurre e che hai scritto e fatto ritradurre, sono scritti che sono contenuti in un antico libro, scritto tantissimi anni fà. Perché hai fatto sprecare tempo macchina per delle traduzioni inutili, se esiste già la traduzione in inglese di questo antico libro?!- Miller aprì un cassetto e fece sbattere rumorosamente la copia del libro in inglese, che aveva preso dall'Archivio degli Antichi Manufatti.

Henry Ellis prese il libro, lo sfogliò rapidamente e chiese se poteva portarlo a casa e leggerlo. Miller rispose che poteva leggerlo, esattamente come tutti quelli che viaggiavano con il monojet, stazionando in hovering nel cielo, a causa delle file e delle code, nel traffico aereo, per ammazzare il tempo delle lunghe attese, leggevano libri nella propria auto.

___________

Dorothy Lawrence era amica di Mary Ellis e spesso andava a trovarla, oltre che per farsi la permanente con il nuovo hardware lavasciuga, anche perché alle due donne piaceva conversare, essendo ottime amiche e vicine di casa. 

Mary Ellis era preoccupata, aveva visto rientrare a casa Henry, il quale scuro in volto dopo aver dato alla moglie il tradizionale bacio di rientro a casa, l'uomo s'era rintanato in silenzio nel proprio studio e non aveva più proferito una parola da almeno un'ora. 

Mary era preoccupata,chiese alla sua amica Dorothy Lawrence d'entrare nello studio assieme a Mary Ellis, e con la scusa di salutare il marito, Mary avrebbe provato a vedere cosa c'era che turbasse così tanto il marito, tanto da non proferir più parola per un'ora intera!.

Nello studio di Henry Ellis, era pieno di apparati tecnologici vetusti: vecchissime macchine da scrivere, vecchi elettrodomestici, calamai e penne stilografiche, vecchie biro, vecchi computer, sembrava una ricca e pingue collezione storica di un rigattiere. Henry Ellis era piegato in due sulla scrivania, intento a leggere un enorme libro di carta.

-Buon Dio!, un libro di carta!- esordì Dorothy Lawrence che poi chiese ad Henry se poteva vedere da vicino quello strano ed antico artefatto, di cui se ne parlava solo nei libri digitali di storia.

-E' molto pesante!- disse Dorothy Lawrence[...]  -inoltre questo strano oggetto é pieno di lettere, bisogna voltare a mano ogni pagina, i caratteri sono fissi e non possono essere magnificati o compressi, non ci sono link da cliccare, non ci sono contributi audiovideo. Insomma, sembra una cosa laboriosa e molto scomoda da consultare!, dato che non c'è nessuna interfaccia automatica che eventualmente legga il  testo per l'utente, curando la gestione dell'informazione!-

-Sì!- sorrise Henry Ellis - é un manufatto molto antico!. E' la versione tradotta in inglese, di un antico libro ebraico-

-Che libro é?! - chiesero in coro le due donne, mentre Dorothy Lawrence sorridendo, porse l'antico manoscritto ad Henry Ellis.

-La Sacra bibbia, penso che abbia oltre 1000 pagine!- rispose Henry Ellis.

-Buon Dio!, un libro di mille pagine?! non l'avrai mica scritto te?!- chiese ridendo Dorothy Lawrence, mentre la donna si voltò a guardare Mary Ellis, la quale aveva uno sguardo molto sollevato.

Henry Ellis sorrise e mormorò sotto voce -Solo delle piccole parti, non c'è ombra di dubbio che siano proprio quello che ho scritto e che poi ho lanciato fuori dal finestrino del Jiffi Scuttler qualche giorno fà,  mentre ero dentro al continuum spaziotempo della IV dimensione. Ma ora, se mi volete scusare, bisogna che torni al mio lavoro...- Henry Ellis riprese il voluminoso e pesante testo della Sacra Bibbia, quindi tornò ad immergersi silenzioso nella sua lettura.