venerdì 13 maggio 2022

S0lar1x Project - I solaristi

S0lar1x Project - I Solaristi

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.



1.Creare una nuova chiave per la mia stanza, usando una cifratura militare, per mettere in sicurezza il mio alloggio.
2.Tornare alla navetta, indossando il mio casco spaziale, e verificare il buon stato di funzionamento dello shuttle.
3.Attivare una chiave biologica sulle mie impronte digitali per l'accesso al mio shuttle, per evitare che qualcun'altro potesse manomettere la mia unica via di fuga.
4.Collegare i sistemi ausiliari della stazione spaziale S0lar1x al mio shuttle, abilitare dal terminale locale di connessione il sistema ausiliario per un controllo AUX da remoto.
5.Prendere il mio bagaglio dallo shuttle, ritornare nella mia stanzetta nella stazione spaziale, togliermi la mia ingombrante tuta spaziale, riponendola al sicuro nel mio scompartimento personale.
6.Attivare una nuova chiave crittografata a cifratura militare per mettere in sicurezza Alexia, per proteggere il mio PAD da attacchi di virus sconosciuti.
7.Dal computer del mio alloggio, inserire il DVD e riformattare tutti i mainframe che gestivano la stazione spaziale, facendo valere le mie credenziali di root per massima sicurezza.
8.Far gestire i sistemi ausiliari della stazione spaziale dalla mia navetta, tramite la connessione AUX.
9.Collegare il mio PAD ai dischi contenenti il backup degli archivi della stazione S0lar1x, dando modo ad Alexia d'iniziare a raccogliere i dati ed i fatti, per continuare l'analisi del caso.
10.La prima cosa che Alexia doveva verificare, era il filmato del presunto suicidio del dr. Gibarian

Questo fu quanto mi consigliò dall'auricolare Alexia, ed in effetti fu esattamente quello che feci. 

Dopo quaranta minuti di lavoro, finii finalmente per indossare una più comoda tuta traspirante, poi tra dieci minuti sarei andato al centro di comando, con quanto m'aveva detto Snow meno di un'ora prima.

Volevo arrivare un po' in anticipo in Sala Comando rispetto all'ora fissata con Snow, perché io volevo verificare che i mainframe della stazione spaziale fossero tutti disattivati e non interferissero sui sistemi ausiliari.

-Kelvin!- disse Alexia - durante l'analisi degli archivi, non potrò aiutarti in tempo reale, ed i filmati della tua telecamera portatile potrò esaminarli solo in differita. Questo, a meno che tu non ponga in bassa priorità, il processo d'analisi dei dati dalle unità di backup della stazione S0lar1x-

-Non ti preoccupare Alexia!, esamina con alta priorità i dati degli archivi della stazione S0lar1x. Io saprò cavarmela anche senza il tuo aiuto in tempo reale- dissi.

-Va bene Kelvin, farò come mi hai detto- rispose Alexia.

Lasciai il mio PAD sulla scrivania connesso con il cavo di rete della mia stanza, staccai il cavetto della mia telecamera che avevo all'orecchio che collegava il PAD, poi chiusi la porta, quindi andai al centro di comando con dieci minuti d'anticipo.
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L'ultimo scarno rapporto del Centro di Ricerche Spaziali affermava che sulla stazione spaziale di ricerca S0lar1x c'erano solo TRE persone di equipaggio: il dr.Gibarian (capo equipaggio), il dr. Snow, il dr.Sartorius. 

I tre stavano studiando il pianeta da oltre un anno, quando le comunicazioni s'interruppero bruscamente per cause sconosciute. Negli ultimi brandelli di audio giunti all'HQ sulla Terra, i tre scienziati discutevano sulla presenza di altre entità sulla stazione spaziale. I sensori di movimento ed il tasso di Co2 nella stazione spaziale erano compatibili solo con la presenza di 3 esseri umani e non potevano esserci altre persone.
Poi i sistemi automatici rilevarono alcuni decessi, ma il consumo di Co2 sulla stazione spaziale rimase sempre costante per una presenza di 3 persone.
E' evidente che doveva esserci un malfunzionamento nei mainframe, occorreva fare un ripristino, con un aggressivo kit software antivirus di tipo militare, per garantire la sicurezza e l'integrità della stazione spaziale.

Ero seduto nel centro di comando, tutte le luci arancioni indicavano che i sistemi principali erano OFFLINE. Le luci verdi erano solo nei sistemi ausiliari, che erano pilotati dalla modalità AUX in remoto.

Girava la modalità ripristino di un aggressivo antivirus militare, niente e nulla interferiva o bloccava queste procedure, tra 24 ore tutti i sistemi principali sarebbero tornati pienamente funzionati, sulla stazione S0lar1x.

Il timer del countdown sentenziava che tutto sarebbe tornato normale tra 23h:55min

Ero comodamente stravaccato in una poltrona del silenzioso centro comando, presi un dossier cartaceo della biblioteca rotante prodotta dagli scienziati che avevano lavorato nella stazione spaziale, producendo ricerche e studi.

La stazione spaziale di ricerca S0larix aveva 4 anni terrestri, era stata posta in essere per studiare le innumerevoli anomalie rilevate sul pianeta blu.

Cazzo! nella grossa biblioteca rotante c'erano le copie di backup cartacee, di 4 anni di paper di ricerca: un fottio di roba da leggere!.

Misi a pieno schermo sul monitor del terminale, la telecamera esterna che riprendeva il pianeta: era tutto blu con qualche striatura bianca, a tratti il pianeta misterioso poteva anche ricordare la Terra.

Mi sovvenne alla mente un'antica teoria proto-scientifica sulla Terra, la teoria di Gaia, che postulava che la Terra fosse un sistema complesso e vivente. Sorrisi divertito, probabilmente era da questa vecchia teoria scientifica di 4 secoli fà, che la mia Alexia aveva formulato il suo risultato provvissorio.

Il secondo volume cartaceo della biblioteca rotante, discuteva di pattern che le intelligenze artificiali avevano riconosciuto nelle increspature del mare, nella formazione di isole di terra, quanto nella forma delle nubi. Pattern perfetti al 90% sull'insieme di Mandelbrot

Quanto era accettabile un 10% di errore?!

Gli esseri umani potevano soffrire di paredolia, ma anche le macchine ed il software potevano soffrire di paredolia, tramite gli algoritmi logici di autoapprendimento che i progettisti dei sistemi avevano creato per studiare un fenomeno?!.

1.Osservare il fenomeno
2.Descrivere il fenomeno
3.Fare Extrapolazioni
4.Verificare i risultati teorici con i dati misurati, in caso d'errore superiore al livello di confidenza accettato, ritornare al punto 1

Dio Santissimo!, c'erano tanti di quelli studi preliminari che erano riposti nella biblioteca rotante, che tutti i paper solitamente smentivano lo studio precedente, proponendo con nuovi dati altre nuove tesi. Solo l'archivio disponibile d'informazioni e dati e teorie ed ipotesi che erano state elaborate, m'avrebbero portato via almeno un anno di tempo, obbligandomi a restare sulla stazione S0larix.

Questa cosa non era accettabile: io avevo il mio calendario da rispettare.

Il Centro di Ricerche Spaziali m'aveva dato non più di 10 giorni di tempo per terminare il mio studio poi avrei dovuto tornare sulla Terra.

Era esattamente quello che io pensavo di fare, quando ancora non ero andato fuori di testa, ma questa é una cosa che vi dirò in seguito.

Vi basti sapere per adesso, che io avevo i miei impegni, e di tutti queste cazzate spaccacervello del pianeta blu, a me non fregava un cazzo.

Mi colpì però una frase scritta di pugno, da un certo dottor Veubeke, che un paio d'anni fà aveva fatto l'ultimo studio (non ancora smentito dai tre scienziati che avrebbero dovuto essere attualmente sulla stazione spaziale) sull'Oceano del pianeta misterioso. Il dottor Veubeke terminò il proprio rapporto scrivendo di proprio pugno quanto segue -Come si può pretendere di comunicare con un'Oceano intelligente, se noi esseri umani non ci capiamo l'un l'altra?!-

Era una frase profetica, che io all'epoca interpretai come un'inizio di follia, del dr. Veubeke.

Il dottor Veubeke aveva sistemato delle boe zeppe di sensori sul pianeta alieno, e queste numerose boe ancora funzionavano, spedivano dati fisici rilevati in loco, sulla stazione S0larix il mainframe di ricerca principale studiava i dati in automatico.

Un'altro dossier, preso a caso dalla libreria rotante era un mattone con oltre tremila pagine, il paper di ricerca diceva che il pianeta misterioso aveva un fondo roccioso, e non c'erano strutture artificiali sotto l'acqua e non c'erano basi aliene dentro la parte rocciosa del pianeta.

Avevo appena scalfito la superficie, del mare d'informazioni che erano stati prodotti sul pianeta Solaris in 4 anni di studi.

Non avrei dedicato altro tempo a queste sciocchezze, dato che nessuno c'aveva capito un cazzo su quel pianeta. In ogni caso, il resto delle informazioni l'avrebbe macinate Alexia per me, era inutile che leggessi oltre.

M'alzai e mi presi un caffè, cantai ironicamente - Vidi oh! mare quanto é bello!, m'ispira tanto sentimento!-

Il mito della putrida pozza con il liquido primordiale che diede la vita ai primi bio-elementi dei proto-batteri, che bombardati con le scariche elettriche dei temporali,  circa 4 secoli fà si pensava che la vita fosse nata così sulla Terra. Questo quando ancora non si sapeva che la vita era endemica nella galassia e che lo sviluppo endemico della vita sui pianeti, quanto la teoria della panspermia erano modi possibili per la nascita della vita sui pianeti che potevano ospitare la vita..

Volevo vedere di persona questo misterioso pianeta blu.

Andai alla grande vetrata blindata che tappezzava l'area di comando e la depolarizzai: il pianeta blu comparve in un primissimo piano illuminando d'azzurro tutta la sala comando. Il pianeta stava girando intorno alla grande vetrata con direzione oraria, e lo faceva in modo velocissimo. 

Era un movimento apparente, perché era la struttura della mia stazione spaziale S0lar1x che stava in realtà ruotando come una lavatrice in centrifuga, creando un'accelerazione angolare che assimilava una gravità artificiale, assai simile a quella lunare. 

La cosa mi causò un improvviso conato di vomito, che riuscii a controllare appena ripolarizzai la vetrata, che tornando scura fece sparire istantaneamente la mia nausea causata da moto apparente.

Tornai alla libreria rotante, andai direttamente alle ultime pubblicazioni: c'era un paper scritto da Gibarian e Sartorius, presi subito il testo e ci diedi una rapida occhiata.

Cazzo!, i due scienziati avevano bombardato intensamente il pianeta con raggi X. Questa era una cosa strana, i raggi X erano stati bannati da tempo da tutta la comunità scientifica come strumento d'investigazione diretto, in quanto potevano danneggiare l'eventuale DNA in forme di vita aliene, qualora ve ne fossero state. 

Nel paper di ricerca di Gibarian e Sartorious però non dicevano come mai i due scienziati avessero violato il protocollo di ricerca, per optare per una così invasiva e violenta tecnica di ricerca. 

Riposi il paper di ricerca nella biblioteca rotante.

Guardai l'orologio, era passato da un quarto d'ora, la presunta ora dell'appuntamento che avrei dovuto avere con Snow, ma al centro di comando non s'era fatto vedere nessuno.


All'improvviso udii dei passi, qualcuno stava camminando nel corridoio principale, ma poi il rumore scomparve. 

Corsi al portellone pensando fosse Snow, e guardai sia  destra quanto a sinistra, ma nel lunghissimo corridoio che tagliava nel diametro la sezione della stazione spaziale, non c'era nessuno.

Storsi la bocca e rimasi in silenzio.

Mmmhhh... forse i rumori di passi che avevo udito, non erano stati i classici rumori di passi di esseri umani, e forse le mie orecchie s'erano semplicemente sbagliate?!


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mercoledì 11 maggio 2022

S0lar1x Project - L'Arrivo

S0lar1x Project - L'Arrivo

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


Erano le ore 19:00 secondo l'ora della mia navicella, che era ormeggiata dentro la baia di lancio dell'astronave interstellare Anthares. 

Quattro tecnici con mimetica militare, ronzavano indaffarati intorno alla mia navetta spaziale con i loro pad, stavano ultimando gli ultimi controlli pre-lancio. I quattro militari mi salutarono militarmente, io non ero un militare e così mi limitai ad alzar la mano destra con palmo aperto, facendo loro un grosso sorriso da dentro il mio casco spaziale. 

Salii un po' impacciato a bordo del mio piccolo shuttle, la mia tuta spaziale era ingombrante in quell'angusto abitacolo, ma la poltrona era grande e molto comoda.

Un paio di militari mi allacciarono le cinture al sedile, ma io non dissi loro nemmeno una parola.

I loro sguardi silenziosi erano stati più eloquenti di una ridda di domande.

Perché diavolo il Centro di Ricerche Spaziali spediva in fretta e furia un noto "strizzacervelli" sulla stazione spaziale Solar1x?! 

Forse c'era qualcosa di vero, su quanto i Mass Media vociferavano ultimamente, circa le strane storie che giravano intorno al mistero della stazione spaziale Solar1x ed all'interruzione delle sue comunicazioni?!.

E perché mai il centro di Ricerche Spaziali spediva sulla stazione spaziale uno strizzacervelli e non un team di tecnici esperti in comunicazioni interstellari su protocolli quantistici?!

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Il lancio fu rapido e senza problemi, la mia navetta spaziale fu accelerata e poi spedita verso il sistema Alpha Acquarius, i due computer di bordo della mia navetta avrebbero curato tutto il viaggio.

Sull'interfaccia grafica del grande monitor touch screen, c'erano le Graphic User Interface dei due computer che monitorizzavano il viaggio: una ragazza bionda ossia il computer principale, una ragazza mora ossia il computer secondario.

La ragazza bionda m'informava regolarmente con un tono di voce un po' metallico, che il volo della mia navetta procedeva senza intoppi e saremmo arrivati a destinazione tra meno di un'ora terrestre, riferita al tempo nave della mia navetta. 

La ragazza mora con voce metallica, al termine di ogni aggiornamento della ragazza bionda, ripeteva noiosamente -Confermo i dati comunicati-.

I programmatori del software della navetta, non avevano molta immaginazione.

Per fortuna avevo con me il mio PAD, su cui avevo copiato Alexia.

Alexia era la mia sofisticatissima Intelligenza Artificiale che avevo copiato nel PAD, dal computer del mio ufficio. Alexia mi avrebbe aiutato a trovare il bandolo della matassa, che si nascondeva sulla stazione solare Solar1x.

Alexia mi diceva via cuffia del casco spaziale, che stavamo andando verso un sistema stellare binario, su cui uno strano pianeta fatto d'acqua e con delle isole di terra che emergevano e poi sparivano per ricomparire altrove sempre sul pianeta, aveva fatto impazzire ogni astronomo che n'aveva studiato l'orbita. 

Quello strano pianeta sembrava che prima fosse destinato ad essere sparato fuori dal sistema solare binario. Le sue equazioni orbitali sentenziavano un destino infausto: allontanandosi dai due soli, il pianeta sarebbe diventato un blocco di ghiaccio, un banale pianeta errante.

Poi i dati e le nuove equazioni orbitali sentenziarono che il pianeta sarebbe stato destinato a collassare su uno dei due soli.

Infine dalle rilevazioni astrali, emerse che il pianeta s'era stabilizzato in un'orbita irrazionale stabile.

Un'orbita irrazionale stabile: una strana definizione astronomica, coniata matematicamente solo per quel pianeta. De facto il pianeta navigava dentro al sistema solare binario di Alpha Acquarius, il pianeta volava nello spazio tra i due soli, adattandosi giorno per giorno, per mantenere una perfetta orbita a forma di 8 passante intorno ai due soli, con una distanza costante idonea a mantenere l'acqua liquida, mentre il pianeta aveva sempre una rotazione asincrona.

La cosa insolita era che i due soli del sistema Alpha Acquarius erano diversi: uno era una nana gialla, una stella simile al Sole della Terra. L'altra stella era una nana rossa, con una massa molto più piccola, emetteva energia prevalentemente negli infrarossi, per cui la zona abitabile era in un'orbita assai più vicina intorno alla stella.

Lo strano pianeta fatto d'acqua, navigava nello spazio, tra questi due soli, avendo orbite circolari di raggio diverso, ma sempre idonee a mantenere l'acqua liquida sul pianeta.

Una follia astronomica a dire degli astronomi.

Per questo, c'avevano messo una stazione spaziale in orbita geostazionaria sul misterioso pianeta blu, per studiarne il moto e quant'altro ci fosse stato da studiare.

Dio!, più sfogliavo le notizie ed ascoltavo i rapporti di Alexia, più questa storia del Progetto Solar1x mi sembrava una follia. 

Il Centro di Ricerca Spaziale mi aveva dato un rapporto molto stringato sull'ultima situazione nota nel personale che serviva sulla stazione spaziale, ma non mi avevano detto niente di tutto questo. 

La follia, la pura follia sembrava essere detonata nella stazione spaziale Solar1x, per questo il centro di ricerche spaziali aveva mandato me: un maledetto strizzacervelli esperto in neuroscienze, tanto da aver creato Alexia. 

Il mio software lo usavano praticamente tutti, per monitorare il personale nello spazio, quanto per studiare le culture aliene che erano note sino ad oggi, ma erano poste in uno stato di evoluzione sociotecnologica inferiore alla nostra, per cui noi le studiavamo da remoto, senza palesarci.

-Alexia, che cosa ne pensi di tutta questa storia?!- chiesi al mio PAD che tenevo in mano.

-Kelvin, ho dati insufficienti per emettere una diagnosi-

-Alexia, forzare l'analisi! elaborare un giudizio preliminare!- dissi storcendo la bocca.

-Il Pianeta é probabilmente una forma di vita intelligente- disse laconicamente Alexia.

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Attraccai alla stazione spaziale, e tutto filò liscio.

Prima di scendere feci fare al computer di bordo del mio shuttle un'esame campionario ma ben approfondito dell'atmosfera a bordo della stazione spaziale S0lar1x.

L'aria era perfettamente sterile, priva di microbi, aria pulita con perfette percentuali di ossigeno, azoto, e basso livello di CO2. Era un ambiente idoneo per un essere umano, temperatura costante a +26°C in tutti i vani, camere, laboratori ad uso dell'equipaggio.

Uscii dalla mia astronave, finalmente ero arrivato!.

Non c'era nessuno ad accogliermi sul ponte di attracco, questo era strano.

Il Centro di Ricerca Spaziali, quanto l'alto Comando di Flotta, ed anche il comandante dell'Anthares avevano comunicato alla stazione spaziale S0lar1x il mio imminente arrivo.

Mi tolsi il casco, ma non lo riposi nell'abitacolo della mia navetta o tantomeno nell'armadietto di alloggiamento sulla stazione spaziale, davanti al mio shuttle.

A dire il vero, non mi tolsi nemmeno la mia tuta spaziale ingombrante.

Il rapporto che avevo letto sull'ultima situazione nota a bordo della stazione spaziale, mi suggeriva tante ragioni per essere prudente.

Tenni il casco spaziale nella mano sinistra, mentre con la mano destra, sistemai all'orecchio sinistro una mini-telecamera.

La collegai con il mio PAD, adesso Alexia avrebbe visto e sentito, tutto quello che avrei visto ed udito io, così la mia I.A. m'avrebbe aiutato a venire a capo di tutta questa strana faccenda. 

Mi diressi in silenzio, di passo deciso, verso il centro di comando.

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Nel centro di comando, seduto in silenzio su una poltroncina, davanti ad una serie di monitor piatti che riprendevano il pianeta alieno, c'era Snow. 

Snow era uno dei membri dell'equipaggio: bioastronomo ed esperto di cibernetica.

-Ciao Snow!, sono Kelvin, come stai?!- domandai con voce forte e chiara, fermandomi sulla porta e senza entrare nel vano comando.

-Non lo so. Chi sei?! Che cosa vuoi?!- disse Snow ruotando la poltroncina.

-Hai bevuto?! Ti senti male?! Che c'é che non va?! Dov'é Gibarian, il capo equipaggio?!- chiesi, fermandomi davanti a lui a circa due metri di distanza.

-Povero Gibarian!, sei venuto dalla Terra per lui?! Che cosa vuoi da lui?!- chiese Snow.

-Dov'é Gibarian?!- chiesi con tono di voce duro.

-Non lo so dov'è!- rispose Snow che poi aggiunse -Kelvin, sai quì non siamo sulla Terra!-.

-Che cosa vuoi dire?!- chiesi, mentre con lo sguardo cercavo segni di tremito alle mani od al corpo di Snow.

-Siamo un pochino disorganizzati sulla Stazione spaziale S0lar1x. Kelvin, vuoi mangiare?! Vuoi bere qualcosa?! Vuoi fare una doccia?!- chiese Snow.

-No!- risposi seccamente, poi dissi -Dov'é Gibarian?!-

-Senti!- disse Snow - Ci sono solo io sulla stazione spaziale, non c'è nessun'altro a bordo, a parte io e te-.

-Gibarian ha lasciato la stazione spaziale?! E' partito per il traghetto Anthares?! Oppure Gibarian é andato ad esplorare il pianeta fatto d'acqua?!- chiesi.

-No! però c'é stato un incidente stamattina all'alba- disse Snow.

-Che tipo d'incidente?!- chiesi.

-Hai presente quando decidi per conto tuo, che ti sei stancato di stare quà dentro, ed esci fuori nello spazio, senza tuta spaziale?!- disse Snow con un sorriso forzato.

-Ho capito!- dissi storcendo la bocca -Ci sono dei filmati di telecamere di sicurezza da poter visionare?!-

-Certo, li puoi trovare nel mainframe centrale, puoi accedervi da ogni postazione del centro comando, quanto dal computer della tua stanza- disse Snow che poi aggiunse -Ho letto la posta elettronica speditaci dal Centro di Ricerche Spaziali, dall'Alto Comando e dal comandante dell'Anthares. Puoi prendere la cabina n°4 per le tue necessità. Se vuoi ti accompagno.- disse Snow.

Alexia mi disse in cuffia di essere prudente; non dargli le spalle, restare a distanza di sicurezza, facendo bene attenzione a possibili gesti inconsulti.

-Ok!, fammi strada- dissi, allontanandomi lentamente e con prudenza da Snow, per farlo passare e tenerlo a dovuta distanza.

-Kelvin- disse Snow - Quì non siamo sulla Terra, preparati ad incontrare l'impossibile quì a bordo della stazione S0lar1s. Questo é tutto quanto posso dirti, per avvertirti. Lo so che sembra folle, ma é esattamente così-.

-Allucinazioni?!- chiesi, mentre camminavamo nel lungo corridoio e Snow era a 2 metri avanti a me, dandomi le spalle,

-No! queste sono reali e sono molto pericolose. Ricordati bene quello che ti ho detto!. Kelvin, stai in guardia!- disse Snow, con tono di voce calmo, mentre continuò a camminare lentamente, nel corridoio metallico.

-Snow, che cosa é accaduto a Gibarian?!- chiesi.

Snow non rispose.

-Sartorius dov'é?! cosa sta facendo?!- chiesi.

Snow non mi rispose, aprì la porta del vano n°4, mi porse la chiave elettronica e po arretrò di un paio di metri da me, mi sorrise per lasciarmi entrare, poi disse -Kelvin, torna tra un'ora al centro comando-.


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