venerdì 24 settembre 2021

Astronavi con motori atomici dalla Terra a Marte


Sul magazine di fantascienza IF Worlds of Science Fiction, il giugno del 1957 la rivista propose un'immaginifico progetto fantascientifico d'astronavi a razzo, partite dalla Terra ed alimentate con reattori atomici a fissione, per poter raggiungere Marte. 

La forma delle astronavi era INUTILMENTE AERODINAMICA, riprendendo le forme di un B58 Hustler, le false cianografie disegnate nella rivista, immaginavano la presenza di una strana pala rotativa, che non si capisce bene a cosa dovesse servire, oltre al fatto che le pale erano ripiegabili per ottenere una forma più aerodinamica.

Un insolito progetto fantascientifico, di cui non se ne capisce le funzioni tecniche e tecnologiche, salvo avere come motori dei reattori atomici.

giovedì 23 settembre 2021

Il mercato segregato - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Aprile del 1955 parte 2

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-Speriamo che nulla vada storto!- disse Tellman, il gruppetto di uomini raccolti attorno all'astronave, aspettava il pick rosso scassato di Edna Berthelson, che era il loro fragile cordone ombelicale, con un passato opulento in cui prima della guerra, tutto era disponibile in larga quantità.

Ai lati della strada, coltivazioni di pesce e soia, con api ed insetti che vagavano da parte a parte, sporadicamente c'erano bambini che camminavano in colonna un po' come sonnanbuli silenziosi, qualche rara auto parcheggiata ai lati della strada, e vari cani da fattoria che abbaiavano sempre, quando uno passava sulla strada non asfaltata, alzando una nuvola di polvere dietro di se.

Qualcuno stava tagliando degli alberi, altri raccoglievano dei frutti, probabilmente per poi fare del whiskey, [...] la signora Edna guidava lenta e tranquilla, il suo scassato pick up, mentre Jackie se ne stava silenzioso, sdraiato in mezzo ai numerosi pacchi, nel vano di carico del furgoncino. [...] 

Tutto sembrava andare ragionevolmente bene, anche meglio, quando nonna Edna lasciò la strada di campagna per la statale, me dopo un po' di tempo le cose incominciarono a mettersi male per Jackie. [...] 

Nonna Edna aveva svoltato a sinistra, su una strada polverosa, molto polverosa, era strano che nonna Edna avesse preso quella strada, nessuno abitava da quelle parti. Comunque, il furgoncino di nonna Edna incominciò ad alzare tanta polvere, tantissima polvere, il colore rosso della carrozzeria prima divenne rosa, poi il rosa sfumò in un bianco polvere, poi il colore del furgone scomparve del tutto diventando bianco. Jackie non respirava più da quanta polvere c'era, il furgone nonostante non andasse veloce, sollevava così tanta di quella polvere che sembrava nebbia, e toglieva il respiro: Jackie urlò -Nonna!, Aiuto!- ma nonna Edna non sentì, Jackie s'alzò per respirare ma una buca lo spinse fuori dal furgone, talché Jackie si ritrovò in terra in mezzo alla sabbia.

Il furgone di nonna Edna era come dileguato nella nebbia, adesso Jackie era da solo, in mezzo al niente! e se la doveva sbrigar da solo!.

Dopo un po' di tempo, un camion della manutenzione stradale, che doveva essere arancione, sotto un fitto strato di polvere biancastra, si fermò poco distante da Jackie, uno dei due tecnici abbassò il finestrino cigolante e disse - Ragazzo!, che diavolo ci fai quì?!-

-Sono caduto dal furgone!- disse Jackie.

-Da quale furgone?!- chiese quello che non guidava.

Jackie non poteva dire loro, che era caduto dal furgone di nonna Edna, altrimenti il suo segreto sarebbe stato violato, quindi Jackie alzò le spalle e ripetè che era caduto dal furgone!.

I tecnici risero e gli dissero di salire a bordo del pulmino, lo avrebbero portato a Mount Diablo.

A bordo del camion della manutenzione, non c'era poi molta differenza con il vano di carico del furgone di nonna Edna, la polvere che s'alzava era comunque tanta, il camion cigolava e sbatteva, per le buche che incontrava sul tragitto. Nonna Edna era sparita, ed anche per questa volta, Jackie non era riuscito a scoprire dove la nonna andasse, con il suo furgone ed i tanti pacchi che ci caricava sopra!.

Nello stesso momento, nonna Edna era scesa dal furgoncino, aveva abbassato lo sportello posteriore  ed osservava i pacchi che erano nel vano bagagli, colmi di polvere. 

Tellman, il professor Crowley, Masterson e tutto il gruppetto di persone che s'era raccolto attorno al missile, s'avvicinò al pulmino della signora Berthelson.

Loro erano sempre dipesi dai rifornimenti della signora Berthelson, era l'unica che ancora aveva in magazzino varie supplies, questa però era l'ultima volta che la signora Berthelson avrebbe venduto le sue cose alla comunità, perchè sarebbero partiti per Venere. [...] 

Alla signora Berthelson non era mai interessato molto che progetti avessero gli altri o quali scopi stessero cercando di raggiungere, gli affari erano affari, così come aveva imparato da piccola, per cui era sempre stata molto fredda e poco empatica.

Mentre tutti s'assiepavano vicino al pulmino, il professor Crowley si rivolse sottovoce a Tellman, dicendo -Chissà se la signora Berthelson ha idea, di quello che sta succedendo sulla Terra, ed intorno a noi?! Chissà, se ha ancora del sale in zucca?! Chissà se ha collegato la guerra ed i suoi effetti, con tutto questo disastro che é intorno a noi?!-

Tellman scosse la testa e disse a bassa voce -Cristo!, continua a chiederci danaro, per lei ci sono solo i Dollari!, ma sinceramente io non ho idea di cosa se ne faccia, di tutti questi Dollari!. Io non credo che si renda conto, di cosa stia succedendo sulla Terra!- poi Tellman aggiunse - dopo tutto, é probabile che la signora Berthelson sarà morta tra meno di due anni. Non credo, che le interessi il futuro, non credo che le interessi sapere della guerra, e di cosa ha causato, e cosa sta succedendo tutto intorno a noi!-. [...]

La signora Berthelson estrasse dalla tasca un foglio ben ripiegato, era l'inventario di dieci pagine, ordinatamente scritto a macchina, lo passò a Flannery, il quale una cosa per volta, Flannery iniziò a spuntare dall'inventario, il pacco che la Berthelson toglieva dal pulmino, per poi andare a caricarlo nell'astronave. [...]

Quando la procedura di carico fu finita, Flannery estrasse una grossa mazzetta di Dollari e la porse alla signora Berthelson, poi il professor Crowley s'avvicinò e disse -Questa signora Berthelson, é l'ultima spedizione, non la disturberemo più!-

-Ma io ho fatto alcuni ordinativi, della roba che mi avete chiesto... mi deve ancora essere recapitata!- disse Edna Berthelson.

-Beh poco male!, la potrà usare lei, oppure venderla a qualcun'altro. Mi dispiace signora Berthelson, noi non possiamo restare ancora quì- rispose il professor Crowley [...]

-Ma io ho ordinato varie e cose, e voi dovete prenderle!- rispose piccata la signora Berthelson.

-Mio Dio, lei é pazza!- esordì il professor Crowley, mentre Masterson sbottò dicendo - Signora Berthelson, ma davvero pensa, che noi saremmo rimasti per sempre quì?! Non si rende conto, di cosa ha causato la guerra, e di cosa c'é tutto intorno a lei?!-

Intervenne Tellman che disse - Celebriamo l'ultima nostra cena sulla Terra, con una tazza di caffè!-

La signora Berthelson salì in silenzio, con un'espressione di ghiaccio, sul suo veicolo, poi chiuse violentemente lo sportello, facendo sbattere rumorosamente la portiera del suo furgoncino scassato, poi mise in moto e se n'andò senza dire una parola.

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Mentre il furgoncino rosso che era diventato rosa pallido, saltellava sulla strada piena di buche, alzando altra polvere, la signora Berthelson ripensava alla conversazione che aveva appena avuto, con i suoi migliori ed unici clienti. La signora Berthelson aveva dato per scontato, in modo errato che le cose avrebbe potuto essere sempre così: lei aveva il monopolio delle merci che a loro servivano, loro pagavano e non facevano mai discussioni o problemi. 

Ma adesso le cose cambiavano, per la seconda volta le cose cose erano cambiate, la prima volta da dopo la guerra, le cose erano veramente cambiate per Edna Berthelson. Mentre il furgoncino entrava nella contea di Walnut Creek, dove un tempo c'erano vari negozi e centri commerciali, oggi tutti chiusi, i due razzi che decollarono nella notte, ebbero dei grossi guai!.

Il primo missile, quello che conteneva le scorte ed i materiali imbarcati, decollò apparentemente senza problemi, ma dopo pochi secondi esplose per aria, in una nuvola di fuoco, finendo in mille pezzi, come se fosse stato un enorme fuoco d'artificio!.

Il secondo missile [...] si staccò da terra, ma dopo qualche minuto di volo, il controllo di direzione fu perso, il missile puntò nuovamente sulla Terra, scattò così l'espulsione d'emergenza di tutto il personale che era a bordo, il missile cadde nei pressi di Mount Diablo.

Il tentativo di lasciare la Terra per andare su Venere, fu un disastro completo!

Crowley era tutto nero, ricoperto dalla testa ai piedi di fumo e con parti del vestito bruciato, l'uomo era sotto shock per l'incidente, Crowley cercò di muovere la gamba ma non c'era verso di poterlo fare, la gamba era probabilmente rotta.

Una fioca luce di torcia, tenuta in mano da Tellman si muoveva nell'oscurità, tra i rottami fumanti, che erano caduti, tappezzando un po' tutta l'area dell'impatto. Tellman vagava sconsolato in silenzio, alla ricerca degli altri sedili d'eiezione.

-Io sto ragionevolmente bene!- disse il professor Crowley quando fu illuminato in volto dalla luce della torcia di Tellman.

-Cristo Santo! che botto!- esordì Masterson che barcollante, s'avvicinò alla luce della torcia di Tellman.

-Siamo solo noi?!- esordì Tellman, con la voce incrinata.

Da qualche parte, Flannery bestemmiò ripetutamente, con urli che squarciarono la notte, mentre voci di donne si lamentarono nell'oscurità: tutti sembravano essere più lontani, dal gruppetto che s'era raccolto intorno alla luce della torcia di Tellman.

-E' stata la vecchia stronza!, maledetta vecchia puttana! la stronza maledetta, c'ha sistemato per bene!. Cazzo!, la vecchia non voleva che noi lasciassimo la Terra, Cristo! noi eravamo i suoi unici e migliori clienti!- disse Masterson in lacrime.

Crowley disse -No!, No!, No!, non é possibile, c'è stato sicuramente un nostro errore di assemblaggio, quando abbiamo modificato i missili-

Tellman era bianco come un morto, aveva la testa bassa, non sapeva più cosa dire.

-Quella vecchia stronza tornerà!, Io lo so! Noi siamo i suoi migliori ed unici clienti, lei sa che non siamo andati da nessuna parte!. La vecchia stronza tornerà!. Ma come fate a non capirlo! noi dobbiamo andar via da quì! dobbiamo scappare!- disse Masterson in lacrime.