lunedì 26 settembre 2022

Il dispositivo di Holmes Ginsbook - Isac Asimov - If Worlds of Science Fiction di Dicembre 1968

 Non ho mai visto Myron Ginsbook in uno stato d'animo modesto, perché mai io avrei dovuto?!

Noi lo chiamavamo tutti Mike, benché il dr. Ginsbook fosse laureato con un Nobel, era un tipico prodotto del XXI°secolo. Mike era sempre molto sicuro di se, e perché mai non avrebbe dovuto esserlo?!.

Nacque il 1 gennaio del 2001 ed aveva appena un centinaio di anni, io ero appena più giovane di 10 anni, e provenivo dal deprecabile XX°secolo e questo fatto catalizzava voci e curiosità su di me, specie dai giovani di cui sapevano così tanto dai libri del XX°secolo, ma di cui non sapevano direttamente niente. Fu proprio Mike che mi sottrasse dalle grinfie delle domande sul XXI°secolo, che mi piovevano in testa dalle ragazze in bikini che mi avevano circondato. 

-Mike!- mi disse Holmes -Non giocare con il passato!. Certo la storia antica ed il medioevo sono cose interessanti, ma quì siamo nel XXI°secolo, respira a pieni polmoni l'aria pulita di questo secolo, sentiti libero, anche d'interessarti a cosa sta facendo ragazza carina alla tua sinistra-. [...]

_______

Mike era convinto che avremmo potuto far fare passi da giganti alla Scienza, [...] anche perché io ero un laureato del prof. Paul Derrick, ormai era morto, ma io ero davvero forte in matematica ma un po' meno in fisica. [...] 

Il professor Derrick era un fumatore incallito, durante le sue lezioni diceva sempre -Immaginate gente!, come avremmo potuto svilupparci ed evolvere nei tempi bui, se avessimo potuto avere il sostegno morale delle sigarette! che liberano nell'aria nel processo di rapida ossidazione, ingredienti e sostanze dal gradevolissimo aroma che saturano i sensi del fumatore!- [...]

I dettagli di questo suo pensiero, non mi furono mai molto chiari, ma era indubbio che lo fossero per il professor Derrick, dato che tale commento lo ripeteva continuamente nelle sue lezioni universitarie. [...] 

Dopo la mia laurea, con le credenziali del professor Derrick, andai a fare il dottorato a Cambridge per un periodo di tempo, dove feci amicizia proprio con Myron Ginsbook per gli amici "Mike". [...]

Mike lavorava ad un progetto pratico sui microfilm, io non ne avevo mai visto uno, quindi Mike mi mostrò il dispositivo. [...] 

Ricordo che io, lo stesso Mike, quanto le entrambe nostre fidanzate rimanemmo molto sorpresi dal piccolo dispositivo, che era molto compatto, tanto poter essere persino installato all'interno di un occhio umano. [...] 

I movimenti muscolari dell'occhio umano gestivano le microscopiche lenti, risparmiando molto danaro nella mancata ingegnerizzazione di micro-meccanismi per la messa a fuoco delle lenti. [...] 

L'unico problema pratico da risolvere, era trovare un foglio od un dispositivo adeguato, su cui poter proiettare le immagini e poi poterle manipolare. 

Iniziai a lavorare sodo con Mike, collaborando nel progetto applicato.

Ricordo che noi iniziammo ad orientare il nostro interesse su un dispositivo di plastica, che potesse essere arrotolato per ottimizzarne il trasporto. La cosa sembrava funzionare bene, tranne per il fatto che la microscopica pellicola doveva essere avvolta in avanti ed indietro, per poter trovare una particolare immagine e questo rallentava il processo, quanto lo spazio disponibile.

Io e Mike, mettemmo da parte il progetto per un po' di tempo, sperando di avere qualche illuminazione mentre facevamo altro, perché sinceramente a noi non ci sembrava un dispositivo adeguato ad essere commercializzato, non essendo di alcun uso pratico.

Quasi contestualmente il professor Derrick annunciò la scoperta ed il brevetto di un dispositivo simile al nostro: la differenza era che l'aggeggio di Derrick aveva una microscopica lente magnificante e poteva essere agevolmente montata su un paio di occhiali. Dagli occhiali si sarebbe proiettato le immagini direttamente all'esterno, ad esempio semplicemente su un muro bianco.[...]

-Cavolo!, avremmo dovuto pensarci noi!- mi disse Mike con tono di voce insoddisfatto.

-Sì!, ma il dispositivo di Derrick é comunque un immagine bidimensionale, ha un accesso sequenziale, ed un contenuto limitato!- dissi, mentre leggevamo la notizia dai giornali.

All'improvviso un lampo di genio, piovve nella mia mente.

-Mike!- dissi -Perché non proviamo sul nostro dispositivo una proiezione dell'immagine 3D?!- [...]

Gli occhi di Mike si dilatarono come delle grosse noci, entrambi sorridemmo come due scemi, poi ci buttammo a lavorare a capofitto per un mese intero, capovolgendo il nostro progetto e sostituendolo con linee di sviluppo completamente diverse, alla fine riuscimmo nel nostro intento!. [...] 

Il nostro piccolissimo e strano aggeggio era un hardware piccolo, leggero, indossabile, [...] non aveva microfilm, molto capiente perché era interamente elettronico, ma sopratutto era solo apparentemente 3D, perché il nostro dispositivo proiettava direttamente le immagini digitali sulla retina, così al cervello umano apparivano 3D. 

Lo chiamammo il dispositivo Holmes-Ginsbook, Mike lo brevettò perché era lui a Cambridge il supervisore del progetto, mentre io ero solo il suo assistente, in un team di lavoro composto solo da lui e me.

Il nostro dispositivo fu prodotto in larghissime quantità, tanto da essere considerato ad oggi, il sostituto perfetto dei libri, anzi il sostituto perfetto di una libreria che era perfettamente portatile ed indossabile.

Il mio nome fu eliminato dal brevetto, tuttavia ottenni un contratto da un quarto di milioni di dollari, interamente pagati in anticipo da un consorzio d'industrie, soltanto per scrivere due fogli di poche pagine, in cui mi limitai solo a definire le specifiche tecniche e l'ingegnerizzazione del nostro prodotto.

Gli scienziati sono anime semplici, una volta che hanno fama, salute, donne, é tutto quello che chiedono!.




lunedì 19 settembre 2022

Solar1x Project - Il vecchio Mimoide

S0lar1x Project - Il vecchio Mimoide

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


 << Vittoria

 Tempo residuo per abbandonare in sicurezza la stazione spaziale Solaris con lo shuttle 22H : 30 minuti

Avevo ultimato da vario tempo le valigie per lasciare la stazione spaziale, ma non ero sicuro di volerle portare con me.

Sinceramente a parte la tuta spaziale che avevo indossato, con il casco che era temporaneamente appoggiato sul letto, tutto il resto dei miei bagagli non mi sarebbe servito a niente.

Dall'accensione dei motori della stazione spaziale, con l'uscita dall'orbita di Solaris, Alexia non mi aveva mai fatto fretta, per sollecitare la mia fuga.

Alexia ogni 12 ore mi avvisava, poi Alexia prese ad avvisarmi ogni 6 ore.

Vedendo che non mi scollavo dalla stazione spaziale, anche se c'erano ancora 22 ore e mezza, ogni ora Alexia prese a comunicarmi sul gigantesco monitor OLED di cabina, il conteggio alla rovescia, per ricordarmi cosa avrei dovuto fare.

Il pianeta Solaris che prima era enorme se era guardato dall'oblò virtuale di cabina, adesso sembrava molto più piccolo, ed ogni ora che passava, il pianeta sembrava rimpicciolirsi un pochino.

-Chris che cosa stai cercando sulla superficie del pianeta Solaris?!- mi chiese a bruciapelo Alexia.

-Niente!- risposi.

-Chris, perché non vuoi lasciare la stazione spaziale Solaris?!- mi chiese all'improvviso Alexia sia dalla cuffia, quanto dalle casse audio del gigantesco monitor OLED di cabina.

Io stavo ancora usando il gigantesco monitor OLED di cabina, come monitor ubiquo, per osservare in tempo reale i dati, le foto, lo streaming delle telecamere delle boe che erano sul pianeta Solaris.

-Mi manca Rheya, non voglio tornare sulla Terra senza di Lei- dissi.

-Chris, non troverai l'entità Phi Rheya dentro alla nana gialla, se deciderai di suicidarti, restando dentro alla stazione spaziale Solaris- disse Alexia.

-Sì! lo so. E' per questo che ho pensato di scendere sul pianeta Solaris, userò il mio shuttle- dissi.

-Chris, la nave stellare Anthares, probabilmente verrà su Solaris in cerca d'eventuali superstiti e per investigare sulle cause che hanno portato alla perdita della stazione spaziale. Chris cercheranno persone, feretri, hardware, relitti e quant'altro...- disse Alexia.

-Non lo credo, quando lascerò la stazione spaziale Solaris, provvederò a spedire un SOS di Aiuto all'Anthares, al Centro di Richerche Spaziali, al Comando di Flotta, inviando tutti i logs di sistema della stazione Solaris, che tu Alexia, ha provveduto a costruire. 

La causa della perdita della stazione spaziale sarà palese: fuga di radiazioni dal contenimento di almeno un reattore a fusione, che ha innescato una cascata di guasti che è culminata in una catastrofe di sistema. 

L'ultima telemetria sulla stazione spaziale indica un abbandono dell'orbita di Solaris per raggiungere l'incrociatore Anthares. Ma facendo due conti, loro penseranno che la stazione spaziale sia finita proprio dentro la nana gialla- dissi.

-Sì Chris, é corretto!- disse Alexia.

M'alzai dalla sedia, presi il mio casco spaziale, uscii dal mio alloggio e mi diressi di passo deciso verso l'hangar, dove c'era ancora attraccata la mia navetta spaziale.

-Chris, che cosa pensi di fare sul pianeta Solaris?! E' interamente coperto di acqua, ti sarà difficile atterrare con lo shuttle, il veicolo non é predisposto per atterraggi in mare- disse Alexia.

-Sì! Alexia, quando sarò a media quota, provvederò all'eiezione, l'idea é di atterrare con il paracadute, sopra quel grosso mimoide, che i radar hanno detectato. Farò esplodere lo shuttle dopo pochi minuti, per evitare che l'Anthares possa rintracciare parti importanti della navetta- dissi.

-Chris, le terre emerse sul pianeta Solaris, non sono luoghi sicuri o stabili. 

Chris, Le terre emerse scompaiono per inabissamento, questo fenomeno sconosciuto accade ad intervalli irregolari, mentre altre terre emerse di forma e superficie diversa, emergono poi contestualmente altrove. 

Chris, non ci sono alberi, non ci sono animali, non ci sono terre fertili, non c'è acqua dolce sopra i mimoidi. 

Chris, occorrerà 30 giorni all'incrociatore Anthares per entrare in orbita del pianeta Solaris. 

Chris, probabilmente dall'Anthares lanceranno missioni d'esplorazione sul pianeta Solaris in cerca di eventuali superstiti. Per quella data, sarai già morto affogato, oppure morto per sete oppure per fame- disse Alexia.

-Oppure avrò incontrato Rheya- dissi.

-Chris! le creature Phi non sono probabilmente composte da neutrini. L'esperimento del dr. Sartorius che era anch'esso una creatura Phi, é fallito. Forse le creature Phi sono composte a livello sub atomico da materia oscura e/o energia oscura, ma é solo un'ipotesi probabilistica. Non sappiamo niente sulle creature Phi, tranne il fatto che la massa atomica degli atomi prodotti dal pianeta Solaris, hanno un numero in UMA errato- disse Alexia.

-Sì lo so! ma é una mia scelta Alexia!- dissi mentre entrai dentro il mio shuttle.

-Chris, anche se é una tua scelta, stai facendo una scelta stupida!- disse Alexia.

Il portellone dell'hangar s'aprì, il mio shuttle s'allontanò lentamente, poi dopo aver virato, il mio shuttle s'avviò verso una rotta che lo avrebbe portato in orbita bassa intorno al pianeta Solaris.

Inviai un SOS su protocolli quantistici, allegando tutti i logs di stato della Stazione Solaris, che ormai era in preda ad una catastrofe di sistema.

-Chris, la stazione spaziale Solaris é stabile sulla sua rotta, collasserà sulla nana gialla, entro i calcoli previsti. 

Chris!, hai ancora tempo e carburante sufficiente sul tuo shuttle per raggiungere l'Anthares. 

Chris non fare scelte stupide! rifletti bene sulle azioni che farai nei prossimi minuti!- disse Alexia.

-Alexia, se ci pensi bene, il genere umano con il pianeta Solaris s'è comportato in maniera orrenda. Il pianeta Solaris ha inviato creature Phi, delle copie di persone estinte che avevano una propria e diversa personalità. 

Cosa hanno fatto Gibarian, Sartorius, Snow?! 

L'unica cosa su cui hanno studiato, é stata di trovare il modo per ammazzare queste creature. 

Anche io sono stato un barbaro, nonostante tutta la mia cultura e civiltà, ho ammazzato la prima Rheya che non rappresentava una minaccia. 

Alexia, io voglio rimediare a questa cosa, voglio dimostrare al pianeta Solaris che l'umanità non é così barbara. 

E' per questo che vado sul vecchio Mimoide, voglio che il pianeta Solaris mi ridia la mia Rheya- dissi.

-Chris capisco quello che vuoi dire. Chris, la creature Phi Rheya non era la tua Rheya della Terra.- disse Alexia.

-Non m'importa!- dissi.

-Chris posso stare con te?!- chiese Alexia.

-Che cosa vuoi dire?!- mentre impostai sul computer di bordo, il programma per il rientro dentro al pianeta, predisponendo la mia eiezione automatica a quota media, in modo da essere paracadutato sopra al grande mimoide. 

L'autodistruzione del mio shuttle sarebbe detonata dopo 2 minuti dalla mia espulsione.

-Chris non posso trasferirmi sulla Terra fuggendo con protocolli quantistici, perché a Terra se analizzassero i miei logs, scoprirebbero quello che io ho falsificato nei logs di missione, tutti i tuoi sforzi per rimettere il dentifricio dentro al tubetto e far sparire il tubetto, fallirebbero.-

-Si!- dissi

-Chris!, senza ricariche di energia, il mio tablet ha un'autonomia di 24 ore. Poi io mi spegnerò ma potrei essere una minaccia per te. E' probabile che tu abbia una speranza di vita superiore alle mie 24 ore, quindi dovrai liberarti del mio hardware, per evitare che il mio hardware possa essere ritrovato, rivelando cosa io ho fatto per te. 

Chris!, io non voglio autocancellarmi, anche perché potrei esserti ancora d'aiuto per varie ore, sul vecchio Mimoide, che sembra un luogo desertico. 

Chris mi porterai con te, invece di lasciarmi a bordo della navetta?!- disse Alexia.

-Certo!- dissi, mentre mi chiusi la visiera a scatto dell'elmetto spaziale, poi chiusi le cinture a strappo che contenevano il tablet con Alexia.

-Chris, che cosa ti aspetti di trovare sul pianeta Solaris?!- chiese Alexia.

-Se il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura, e se tutto questo é un fenomeno naturale, é probabile che rincontrerò Rheya. Forse sarà una terza Rheya e cittadina di Solaris. Oppure forse sarà la mia esatta seconda Rheya cittadina di Solaris.-dissi.

-E se il pianeta Solaris non é un condensatore di materia e/o energia oscura?!- chiese Alexia.

-Allora é probabile che sia un collettore di materia e/o energia oscura e se il 95% dell'altro universo contiene un Dio, allora Dio mi ridarà la mia Rheya della Terra. Altrimenti dal portale, incontrerò un demiurgo, che forse sarà capace di rendermi almeno la mia seconda Rheya cittadina di Solaris, oppure una terza Rheya cittadina di Solaris-

-Chris, e se entrambe le ipotesi sono errate?!- chiese Alexia.

-Se entrambe le ipotesi sono errate... Beh! Alexia, é perfettamente inutile stare in apprensione, perché non ci sarà niente di cui preoccuparsi, dato che non ci sarà proprio nulla!






domenica 18 settembre 2022

Flauti di Totonaco ALIAS velivoli VTOL ad elica intubata disegnati da Galaxy SciFi nel 1955

Non sfugge ad un osservatore attento del XXI°secolo, la copertina di Galaxy Science Fiction del Giugno 1955 in cui compaiono DUE velivoli VTOL ad elica intubata, ESTREMAMENTE SIMILI AL FLAUTO DI TOTONACO.

Piccolo particolare storico: I primi autogiri erano aerodinamicamente un ibrido tra un aereo ed un elicottero, dal design aeronautico completamente diverso, da quanto ritratto nel disegno e nell'OOPART

I primi elicotteri furono hardware sperimentale nel 1939 ma tali velivoli entrarono militarmente in linea solo nel 1950 nella guerra di Korea, con i primi elicotteri leggeri Bell e della Sikorsky

Nel 1954 c'era un orrendo (e pericolosissimo) accrocchio Aerocycle che non fu mai prodotto, dotato di eliche aperte.

Nel 1955 la ricerca sui velivoli VTOL era ai primordi, c'era solo anche il velivolo segreto Hiller VZ1 Pawnee

Il progetto militare da cui con il tempo ebbe a svilupparsi il velivolo VTOL per la ricognizione tattica (per esercito e marina USA) la FLYING PLATFORM nel tardo 1978


Nel disegno di copertina di Galaxy SciFi il velivolo ricorda vagamene l'autogiro di James Bond -Si vive solo due volte- (1962) ma sono assenti il rotore quanto le pale spingenti.

Il velivolo ultraleggero apparso nel cinema del 1969 é un autogiro ultraleggero, mentre quello disegnato in copertina del 1955 si notano chiaramente due eliche intubate, ai lati del velivolo, e non é presente nessun rotore. Il velivolo disegnato in copertina di Galaxy SciFi é de facto identico al velivolo alieno, OOPART il FLAUTO DI TOTONACO (confrontare con -L'Ufologia osservata con strumenti di Paleoufologia Razionale v1.0 - Capitolo 17.4-OOPART IL FLAUTO DI TOTONACO pag.88)

Il mezzo rappresentato nel flauto di Totonaco, quanto il velivolo disegnato nella copertina di Galaxy Science Fiction del giugno 1955, sono tecnicamente velivoli VTOL ad elica intubata, hardware poco diverso dal JETSON ONE (che però ha eliche non intubate, ma libere) e che solo oggi, é stato possibile costruire.



Confrontare con

Ufologia Scientifica: Storia e Sviluppi della Tecnologia e Tecnica terrestri



venerdì 16 settembre 2022

Solar1x Project - Vittoria

S0lar1x Project - Vittoria

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


 << I Sogni

Tempo residuo per accensione motori  ZERO H: 35 min

Non c'era più nessuno sulla stazione spaziale, a parte io e Rheya. 

Avevo fatto il giro di tutta la stazione spaziale nell'ultima ora, perlustrando di persona tutti i laboratori, tutti i bagni, tutti gli alloggi personali dell'equipaggio, inclusi magazzini, rimesse e persino i sotto livelli dei servizi, dove c'era bassa gravità.

Ogni maledetto buco sulla stazione spaziale, in cui un essere umano avrebbe potuto nascondersi, l'avevo controllato: cazzo! non c'era proprio un cazzo di nessuno sulla stazione spaziale Solaris, a parte io e Rheya.

Incredibile a dirsi, avevo verificato persino i refrigeratori in cui avrebbero dovuto esserci i due cadaveri, ma non c'erano più: scomparsi anche loro.

La stazione spaziale era vuota, c'eravamo solo io e Rheya.

Rheya mi seguiva in silenzio, non aveva parlato molto, s'era limitata a dire che tutti erano spariti.

Rheya mi seguiva ad una distanza variabile tra 1 mt e 5 mt, almeno a giudicare dalle stime fatte da Alexia, quando io mi voltavo per dare un'occhiata a Rheya.

I mainframe della stazione spaziale non tracciavano più il marker del dr. Snow, nessuno aveva lasciato la stazione spaziale, i portelloni degli hangar non erano mai stati aperti, dopo il mio lock che avevo imposto 2 giorni fa.

La mia navetta era ancora ancorata dentro il proprio hangar, ma a bordo del mio shuttle non c'era nascosto un cazzo di nessuno.

Snow, Sartorius, i loro maledetti visitatori sembravano tutti erano scomparsi, sulla stazione spaziale c'ero rimasto solo io e Rheya.

___________

Tempo residuo per accensione motori  ZERO H: 20 min

Ero con Rheya in mensa, lei era seduta al tavolo e sorseggiava un succo di frutta, Rheya sembrava molto calma e rilassata, quasi inspiegabilmente ciarliera, dato che mi bombardava continuamente di domande su che differenza ci fosse tra i cibi liofilizzati ed i cibi surgelati, che erano disponibili nelle dispense o frigoriferi della mensa.

Io a giudizio di Rheya ero invece scuro in volto, un po' indisponente nella conversazione, dato che mi limitavo a rispondere per monosillabi, alle assillanti domande di Rheya.

-Se io non esistessi, tu ti sposeresti?!- chiese all'improvviso Rheya.

-No!- risposi.

-Mai?!-

-No! mai!- risposi.

-Perché no?!-

-Non lo so. Sono già stato sposato per dieci anni, e non mi va di risposarmi- risposi.

-Chris!, sono spariti tutti sulla stazione spaziale, che cosa faresti se sparissi anche io?!-

-Non essere stupida Rheya!. Non ci sono motivi perché tu sparisca.- dissi

-Ti amo-

-Rheya, che cosa c'è che non va?!- chiesi.

-Niente!-

Ebbi appena il tempo di rivolgere lo sguardo al mio orologio da polso, per vedere quanti minuti mancassero all'accensione dei motori della stazione spaziale per lasciare l'orbita del pianeta Solaris, che quando rialzai gli occhi, Rheya era scomparsa.

Non poteva essere uscita dalla stanza, la porta era alle mie spalle e comunque la porta della mensa era chiusa, avrebbe dovuto essere aperta e l'avrei sentita aprirsi.

Corsi alla porta, l'aprii e mi ritrovai direttamente dentro al lunghissimo corridoio dritto, che divideva in diagonale la stazione spaziale.

Non c'era nessuno nel corridoio: vuoto, ben areato, +26°C e ben illuminato con luci bianche.

Ero rimasto solo sulla stazione spaziale.

-Alexia, hai visto anche te?!- chiesi, sperando che almeno la mia ancora di razionalità Alexia, fosse ancora presente per trovare una maledetta spiegazione a cosa cazzo stava succedendo!.

-Sì! Kelvin, l'entità Phi Rheya é scomparsa- disse Alexia in cuffia.

-Alexia, analisi profonda dei dati-

Dopo qualche secondo, Alexia disse -Kelvin!, i dati non computano!

-Alexia! forzare l'analisi profonda, formulare un giudizio preliminare sulla situazione attuale- dissi, mentre me ne stavo in piedi in mezzo al corridoio della stazione spaziale, voltando nervosamente la testa a destra e sinistra nel corridoio, e fissando il locale della mensa vuoto, con la porta automatica che avevo bloccato manualmente su open.

Ci fu un paio di secondi di silenzio, la mia Alexia non mi rispose subito: ebbi il timore che fosse sparita pure lei.

-Kelvin, il dr. Snow, il dr. Sartorius, ed i loro visitatori che erano nelle loro cabine o nei loro laboratori, e Rheya, erano delle creature Phi- disse Alexia.

-Come é possibile tutto questo?!- chiesi.

Ci fu un paio di secondi di silenzio, la mia Alexia non mi rispose subito: ebbi il timore che fosse sparita pure lei.

Alexia disse -Kelvin, ho riesaminato a fondo le conversazioni, c'era sfuggito un particolare. Ti faccio riascoltare la prima conversazione che tu hai avuto con il dr. Snow, il giorno che sei arrivato sulla stazione spaziale-

CLACK

-Ciao Snow!, sono Kelvin, come stai?!- 

-Non lo so. Chi sei?! Che cosa vuoi?!- 

-Hai bevuto?! Ti senti male?! Che c'é che non va?! Dov'é Gibarian, il capo equipaggio?!- 

-Povero Gibarian!, sei venuto dalla Terra per lui?! Che cosa vuoi da lui?!- 

-Dov'é Gibarian?!- 

-Non lo so dov'è!, sai Kelvin, quì non siamo sulla Terra-.

-Che cosa vuoi dire?!- 

-Siamo un pochino disorganizzati sulla Stazione spaziale S0lar1x. Kelvin, vuoi mangiare?! Vuoi bere qualcosa?! Vuoi fare una doccia?!- 

-No!, Dov'é Gibarian?!-

-Senti!, Ci sono solo io sulla stazione spaziale, non c'è nessun'altro a bordo, a parte io e te-

CLACK

Ci fu un paio di secondi di silenzio, la mia Alexia sembrava essersi addormentata, ebbi il timore che fosse sparita pure lei.

Alexia disse -Kelvin, la frase del dr. Snow non era formalmente vera. Sulla Stazione Spaziale all'epoca c'era il dr. Snow con i suoi visitatori, il dr. Sartorius, i visitatori del dr. Sartorius, c'era il cadavere della moglie del dr. Gibarian, c'era il feretro del dr. Gibarian. Tuttavia, alla luce del fatto che sono scomparsi tutti dalla stazione spaziale e che sei rimasto solo te, da cui s'evince che tutti erano creature Phi. Essendo tutte creature Phi, delle sonde in diretta comunicazione con il pianeta Solaris, la frase iniziale dr. Snow che afferma che c'è soltanto lui sulla stazione spaziale é corretta. Quel lui, é il pianeta Solaris, essendo le creature Phi un prolungamento sensoriale del pianeta-

-Sì! Alexia, é vero!- dissi, storcendo la bocca e passandomi una mano sulla fronte.

Stavo colando sudore freddo.

Forse temevo che sarei scomparso anche io.

-Kelvin, questa interpretazione dei fatti collima con l'attuale realtà. Kelvin i dati sono coerenti anche con il fatto che il dr. Snow ha dato prova d'essere insolitamente colto, per essere un bio-astronomo. Dalla scheda personale del dr. Snow, non risulta che Snow potesse avere skills di fisico e/o astronomo, a meno che qualche dato non sia stato omesso per errore. Kelvin ma questa ipotesi é alquanto improbabile, specie alla luce del fatto che anche il dr. Snow é scomparso e che sulla stazione spaziale Solaris ci sei rimasto solo te-

-Sì! Alexia!, concordo!- dissi, mentre chiusi la elettroporta della mensa.

-Kelvin, tra 10 minuti ci sarà una brusca accelerazione. E' bene che tu vada nella tua cabina oppure al centro di comando. Kelvin siediti oppure trova un forte appiglio, tra 10 minuti i motori della stazione spaziale s'accenderanno a piena potenza e lasceremo l'orbita del pianeta Solaris. - disse Alexia.

-Sì! Alexia!- dissi, mentre corsi al centro di comando.

____________

Tempo residuo per abbandonare in sicurezza la stazione spaziale Solaris con lo shuttle 23H : 58 minuti

-Kelvin, sulla stazione spaziale non c'è nessuno a parte te. Hai molto tempo a tua disposizione, ma sarebbe utile lanciare un SOS all'incrociatore stellare Anthares, usando i protocolli quantistici di emergenza del tuo shuttle. Questo avvalorerà l'idea nel Centro di Ricerche Spaziali, quanto all'Alto Comando di flotta, che sia in corso sulla Stazione Spaziale Solaris una catastrofe di sistema. In questo modo, l'Anthares inizierà ad avvicinarsi al tuo punto di incontro, potresti accorciare il tuo tempo di attesa dai 10 giorni ai 9 giorni- disse Alexia.

-No! prima voglio fare una seconda ispezione della stazione spaziale- dissi.

-Va bene Kelvin, ti restano 23 H 57 minuti per lasciare in sicurezza la stazione spaziale Solaris usando il tuo shuttle. Una seconda ispezione della stazione spaziale, presso tutti gli alloggi, laboratori, vani, magazzini, incluso i sotto livelli dei servizi a bassa gravità, Kelvin io stimo che ti occuperebbe per circa 2 ore : 15 minuti. Il tuo margine di tempo per abbandonare la stazione spaziale Solaris é assai cospicuo e privo di problemi- disse Alexia.

-Alexia, prima di fare una seconda ed ultima ispezione della stazione spaziale Solaris, vado in cabina a preparare i miei bagagli- dissi.

-Va bene Kelvin, io provvederò a fare il backup dei logs di sistema sul tuo shuttle, in modo da giustificare l'abbondono della stazione spaziale davanti alla Commissione d'Inchiesta del Centro di Ricerche Spaziali e dall'Alto Comando di Flotta- disse Alexia.


>> Il vecchio Mimoide




lunedì 12 settembre 2022

Solar1x Project - I Sogni

S0lar1x Project - I Sogni

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


 << I Pensatori

 Passarono 6 giorni senza registrare alcun effetto, sull'esperimento del dr. Sartorius.

Il dr. Sartorius decise di ripetere l'esperimento in modo persistente, per un tempo indefinito, disse che avrebbe fatto anche cambiare orbita alla stazione spaziale, in modo da poter bombardare con raggi X tutta la superficie dell'oceano di Solaris. 

Per ottenere il risultato desiderato dal dr. Sartorius, data la modesta area della parabola che copriva con l'emissione di raggi X, e data la grandezza del pianeta, sarebbero occorsi circa 3.5 mesi.

Stavano per scadere i 10 giorni che mi erano stati dati dal Centro di Ricerche Spaziali per venire a capo dei problemi sulla stazione spaziale Solaris.

Era chiaro come il sole, non potevo attendere 3.5 mesi, restando sulla stazione spaziale in attesa dei risultati positivi, del lavoro del dr. Sartorius, di cui non c'era nessuna base scientifica sul fatto che l'esperimento di Sartorius potesse andare a buon fine.

M'infilai in gabinetto, tanto Rheya mi aspettava senza fare più storie in cabina oppure sarebbe andata alla mensa a far colazione e ci saremmo trovati là. Chiamai il dr. Snow, il quale come al solito rispose alla mia telechiamata, ponendo il suo volto a pieno schermo, per evitare che la telecamerina della sua cabina potesse inquadrare quant'altro vi fosse nella piccola stanzetta metallica.

-I risultati del dr. Sartorius tardano ad emergere, il Centro di Ricerche Spaziali mi ha dato 10 giorni per venire a capo della storia sulla stazione Solaris- dissi.

-Ah!, Si?! Kelvin che cosa pensi di fare?!- disse con tono ironico Snow.

-Al Centro di Ricerche Spaziali, ho inviato solo i dati delle analisi delle creature Phi. Dopo il ripristino dei sistemi il Centro di Ricerche Spaziali non ha chiesto inquiry ai nostri mainframe. Sulla Terra si sono limitati a ricevere quanto i mainframe di Solaris gli spedivano. Dal Comando di Flotta non hanno fatto inquiry ai nostri mainframe, sono militari di carriera, non ci sono minacce militari, loro si sono disinteressati della cosa. I militari si sono limitati a mantenere per noi, in sosta nel sistema Alpha Aquarius l'astronave interstellare Anthares, che attende il nostro eventuale ritorno.

Snow, io posso editare i logs di sistema, facendo apparire erroneamente, che tutti i laboratori scientifici sono andati gradualmente in panne, quindi le analisi ed i dati rilevati sulle creature Phi sono tutti errati. 

Come causa prima dell'avvio di una catastrofe di sistema, sarà ritenuta una fuga di radiazioni dal contenimento di almeno uno dei quattro reattori a fusione, che sono gestiti in modo automatico dai mainframe e che sostengono il fabbisogno di potenza della stazione spaziale. 

Snow, editando alcuni messaggi di errore, potremo simulare una graduale cascata di guasti con una irreversibile catastrofe di sistema. Un graduale effetto a catena, che ha danneggiato tutti i sistemi, tanto da costringerci ad abbandonare la stazione spaziale Solaris- dissi.

-Kelvin, questa cosa é molto interessante, vai avanti- disse Snow che con il proprio dito indice, si fissò la montatura degli occhiali, più vicino all'attaccatura del naso.

-Io, te, Sartorius, potremo fuggire con il mio shuttle. La stazione spaziale la faremo collassare sulla nana gialla, non rimarrà niente. L'incrociatore interstellare Anthares ci soccorrerà dopo circa 10 giorni. I sistemi vitali del mio shuttle reggono sino a 30 giorni per 4 persone, non ci sono problemi, tranne il fastidio di convivere in uno spazio angusto, dentro a tute spaziali, per 10 giorni- dissi.

-E la tua visitatrice non la porti con te?!- chiese Snow.

-Vorrei tanto ma non posso, non me la farebbero tenere. Lei farebbe una fine orribile, finendo come cavia da laboratorio studiata e vivisezionata-

-Kelvin!, c'è un problema!. Il dr. Sartorius é fuori di testa come un terrazzo. Il dr. Sartorius non ci sta più con la testa!. E' convinto che il pianeta Solaris sotto intenso bombardamento di raggi X, prima o poi il pianeta Solaris rilascerà fasci di particelle di anti-neutrini, che faranno sparire le creature Phi. Se torniamo sulla Terra con il dr. Sartorius, quello andrà a dire che ha scoperto la particella di Majorana, dirà che la super simmetria esiste, Sartorius dirà che il pianeta Solaris emette flussi di anti-neutrini in modo naturale!. Tutti gli scienziati della Terra vorranno venire sul pianeta Solaris a studiare la super simmetria- disse il dr. Snow.

-Snow, il dr. Sartorius non possiamo lasciarlo sulla stazione spaziale! il dr. Sartorius é uno di noi!- dissi.

-Forse il dr. Sartorius é uno di noi, oppure non lo é più, forse anche lui é una creatura Phi. Non c'è modo di saperlo. Forse, tutti noi siamo creature Phi e non lo sappiamo!- disse il dr. Snow.

-Questo é eccessivo! io so chi sono. Io so chi sei tu e so chi é Sartorius

-Chris, il dr. Snow ha un curriculum come bio-astronomo, ma ha dato prova di essere assai di più di un bio-astronomo. Forse il dr. Snow non é chi sembra- mi sussurrò Alexia in cuffia.

-Questa é una tua opinione Kelvin, ma potrebbe non essere la vera realtà!- disse Snow.

-Snow!, potremo far passare il dr. Sartorius come affetto da sindrome da spazio profondo. Bruschi cambi di personalità, attacchi d'ira, delirio, come l'esistenza dell'anti-neutrino rilasciato da un pianeta fatto d'acqua. Potremmo usare questi deliri scientifici contro di lui, una volta tornati sulla Terra. In modo da evitare che il Centro di Ricerche Spaziali possa credergli. Se io e te diremo la stessa versione, con i logs di sistema estratti dai mainframe prima dell'abbandono, la Commissione d'Inchiesta riconoscerà i nostri dati, che saranno interpretati come fatti, e classificheranno come deliri i discorsi del dr. Sartorius- dissi.

Snow annuii poi disse -Sì! la cosa potrebbe funzionare!. Resterebbe sul caso Solaris, solo l'anomalia matematica di un'orbita irrazionale stabile. E' questo che causò l'invio di una stazione spaziale di ricerca, intorno al pianeta Solaris. Ma con una stazione spaziale distrutta, numerosi anni di ricerche che però hanno prodotto risultati inconcludenti, con un suicidio di uno scienziato, ed un altro scienziato affetto da esaurimento nervoso per sindrome da spazio profondo, con tutti i pianeti e stelle che ci sono da studiare nella nostra galassia, é assai probabile che il Centro di Ricerche Spaziali archivi il caso Solaris, ignorando il pianeta- disse Snow accennando un sorriso ed un'espressione quasi liberatoria.

-Esatto!- dissi facendo un largo sorriso.

-Kelvin, il tuo finale mi piace!- disse Snow, che dopo una pausa aggiunse -Che posso fare per aiutarti?! Che devo dire al dr. Sartorius?!-

-Niente! faccio tutto io!. Snow! prepara i bagagli e tienti pronto nei prossimi giorni ad evaquare la stazione spaziale. Snow!, mi serve qualche giorno per organizzare la cosa al meglio. Lasciamo che il dr. Sartorius pensi di baloccarsi con i suoi raggi X in attesa della particella di Majorana anti-neutrino!- dissi.

Snow annui e poi chiuse la comunicazione.

-Chris, come posso aiutarti?!- disse Alexia in cuffia.

-Alexia!, devi disabilitare tutti i comandi impostati dal dr. Sartorius, poni il suo account in una SAND BOX, che simuli gli effetti dei suoi cambi di orbita. 

Alexia, blocca la porta del centro di comando, ed interdiscilo al dr. Sartorius.

Alexia!, blocca le eventuali inqury di trasmissione dalla Terra, nega alla Terra ogni accesso al prelievo dei dati, rispondi con un errore ai sistemi.

Alexia, edita cronologicamente tutti i logs di sistema della stazione spaziale, a partire dalla prima rottura delle comunicazioni della stazione spaziale Solaris. 

Alexia introduci dei messaggi di errore per simulare una cascata di guasti che s'irraggi dal centro della stazione spaziale verso l'esterno della struttura.

Alexia, devi inserire nei logs di sistema, prima dei piccoli guasti ai laboratori. Poi una cascata esponenziale di guasti di gravità cresente, in modo da simulare in tutti i logs di sistema una graduale ed irreversibile catastrofe globale di sistema.

Alexia, tutti i laboratori devono avere nei propri logs di sistema guasti tali, da poter ritenere come errori di misurazioni, tutte le analisi che sono state fatte sino ad oggi, sulle creature Phi. Le creature Phi devono apparire stando ai logs di sistema con errori ai laboratori, come degli errori di misurazione!- dissi

-Chris!, ho capito: Chris!, farò quanto mi hai chiesto. Chris! tieni presente che non sono programmata per mentire. Se dalla Terra mi chiederanno i miei logs di sistema, emergerà il falso che sarà stato prodotto su tutti i logs di sistema della stazione spaziale Solaris- disse Alexia.

-Sì! lo so Alexia. E' per questo che ti lascerò sopra la stazione spaziale, finirai distrutta dentro alla nana gialla, assieme alla stazione spaziale. Alexia non morirai, perché c'é una serie di copie esatte di te, nel mio ufficio.- dissi.

-Sì! Chris questo lo so.-

-Alexia, questo mio ordine ti crea un problema?!-

-No! Chris nessun problema. Andranno persi solamente dati e relazioni, elaborate dal mio motore neurale, durante questi giorni che abbiamo investigato sulle anomalie intorno al pianeta Solaris. Il mio motore neurale é identico a quello presente sulla Terra, sarà come un ripristino di sistema ad una data precedente- disse Alexia.

-Alexia!, quanto tempo ti serve per fare un lavoro sicuro e pulito?!- chiesi.

-Chris mi occorrono t0+96 ore. 

Con t0 indicante il punto di avvio della procedura richiesta. Chris, prima devo accendere i tre dei quattro reattori a fusione. Questa task mi necessita di 48 ore a partire da t0. 

Poi dopo 48 ore, i motori della stazione spaziale inizieranno a spingere la stazione spaziale per farla uscire dall'orbita del pianeta Solaris. La stazione spaziale Solaris sarà instradata su una traiettoria sicura per un'evaquazione con il tuo shuttle. 

Imposterò una traiettoria lenta e discendente verso la nana gialla. Dall'uscita dall'orbita del pianeta Solaris evento t1, che si verificherà dopo t1=t0+48 ore, dal momento t1 potrai abbandonare la stazione spaziale in modo sicuro, usando il tuo shuttle entro un termine massimo di 48 ore. 

Chris, dopo t1+48 ore, il tuo shuttle non avrà potenza sufficiente per lasciare la stazione spaziale e si dovrà agire solo con i motori della stazione spaziale per cambiare orbita o rallentare, questo resterà possibile come manovra per altre 24 ore. 

Dopo tale punto t2, non sarà più possibile evitare l'impatto con la nana gialla perché l'accelerazione impressa alla stazione spaziale e l'attrazione gravitazionale della stella sarà troppo forte, e niente e nessuno potrà lasciare la stazione spaziale che cadrà contro la nana gialla- disse Alexia.

-Ok!, Alexia esponi i tempi cronologici d'evaquazione- dissi.

-Chris: t0 é l'evento in cui inizierò ad eseguire la procedura richiesta. 

t0+48 ore é il tempo necessario per accendere i reattori a fusione

t1=t0+48 é il punto in cui la stazione spaziale lascerà l'orbita del pianeta Solaris con i motori al plasma in piena potenza.

48 ore a partire da t1 sono il margine di tempo entro cui, i membri umani della stazione spaziale Solaris potranno lasciare la stazione spaziale in piena sicurezza, usando il tuo shuttle.

t2=t1+48 é il punto limite, il punto in cui per solo altre 24 ore, sarebbe possibile rallentare la caduta della stazione spaziale sulla nana gialla, permettendo al tuo shuttle di salpare dalla stazione spaziale, usando i motori della stazione spaziale per rallentare la sua caduta verso la nana gialla.

oltre t2 ossia dopo t1+72 ore non sarà più possibile abbandonare la stazione spaziale.- disse Alexia.

-Ok! Alexia ho capito!, dopo l'uscita dall'orbita del pianeta Solaris, avrò 48 ore di tempo per lasciare in piena sicurezza, la stazione spaziale, Se questo non dovesse accadere per qualche ragione, ho ancora 24 ore di tempo per usare i motori della stazione spaziale per rallentare la traiettoria della stazione spaziale verso la  nana gialla, in modo da potermi allontanare con il mio shuttle, con tre persone di equipaggio a bordo-

-Chris!, Sì! é corretto!. Chris devo impostare un conteggio alla rovescia, per usarlo come riferimento cronologico delle varie fasi, a tua sola utilità personale?!- disse Alexia.

-Sì! Alexia, imposta un conteggio alla rovescia per identificare lo spazio delle fasi, espresso in ore e minuti- dissi.

-Chris, devo iniziare la procedura richiesta?!

-Alexia!, Sì! ti ordino di eseguire la procedura richiesta!- dissi

-Va bene Chris, la procedura richiesta é iniziata!. Siamo a T0=47 ore: 59 minuti prima dell'abbandono dell'orbita dal pianeta Solaris- disse Alexia.

____________

Nelle successive 24 ore non vidi e non sentii più nessuno sulla stazione spaziale, a parte Rheya che era sempre con me.

Tutti i mainframe continuavano a macinare dati provenienti dalle sonde e boe che erano poste sul pianeta Solaris.

A guardare il centro di comando, non sembrava che fosse cambiato niente a bordo della stazione spaziale Solaris, tranne il fatto che nei logs di sistema, s'erano attivitati degli allarmi silenziosi, creati dalle I.A. dedicate all'analisi del buon funzionamento dei sistemi. 

Gli avvisi silenziosi, segnalavano il rischio che da molto tempo sulla stazione spaziale Solaris, si fosse innestata una cascata di malfunzionamenti a catena, che se non fosse stata bloccata rapidamente, avrebbe condotto ad un'ineluttabile catastrofe di sistema.

I robot di manutenzione erano stati disabilitati, perché non c'era alcun guasto da riparare, essendo i messaggi di errore fittizi. 

Per evitare che le I.A. dedite all'analisi dei sub-sistemi, non avendo risposte positive dai robot di manutenzione, con i logs di sistema che segnalavano una crescente cascata di guasti, le I.A. dei sub-sistemi potessero lanciare un SOS automatico al Centro di Ricerche Spaziali ed al Comando di Flotta, staccai manualmente lo spinotto della rete COM, per cui le I.A. dei sub-sistemi erano state ridotte al silenzio.

Per il resto, nel centro di comando, tutto era silenzioso e tranquillo, s'erano accesi i quadri pannelli automatici con gli indicatori di utilizzo, dei quattro i reattori a fusione della stazione spaziale. 

I reattori a fusione per ovvie ragioni logiche non erano ancora attivi, occorreva loro del tempo prima che questi potessero entrare in saldo energetico positivo, in modo da poter accendere i motori al plasma e spingere la stazione spaziale fuori dall'orbita del pianeta Solaris.

Alexia era utile e precisa: mancavano ancora 23 ore e 15 minuti prima di poter lasciare l'orbita del pianeta Solaris.

Prima di lasciare l'orbita del pianeta contavo di rivedere di persona Snow e Sartorius, loro sarebbero dovuti uscire dai propri loculi: in cabina, nei bagni o nei laboratori, non c'era nessun altro posto dove avrebbero potuto andare quei due, dato che per non avere brutte sorprese, avevo provveduto a bloccare l'accesso ai due ponti di attracco!.

>> Vittoria



domenica 11 settembre 2022

Mirini Laser predetti da Galaxy Science Fiction 1955

Non sfugge ad un osservatore del XXI°secolo, il criptico disegno che sventola nella copertina di Galaxy Science Fiction dell'Aprile del 1955 in cui inferiormente ad una pistola, si può riconoscere la presenza di un proiettore laser per un mirino laser, mentre sul castello della pistola é presente un mirino ottico ad intensificazione.

Nell'Aprile del 1955 i "mirini laser" erano tecnologia militare segreta oppure dispositivi tecnologici fuori contesto storico?!

Nel 1917 fu Einstein che pose le basi concettuali per la creazione di un Laser/Maser, tuttavia il primo Maser fu costruito nel 1953 alla Colombia University dal prof.Townes

La macchina per la produzione del laser era grande e pesante e complicata, e quando fu inventato fu definito come "un'invenzione in cerca di applicazioni" dato che non si sapeva come sfruttare questa luce sintettica prodotta dalla scienza, anche a causa degli apparati grandi e pesanti e della molta energia richiesta per produrre tale luce sintetica. Gli studi sul laser progredirono, costruendo nuovi tipi di Laser con tante applicazioni: industriali, militari, mediche, ludiche ecc...

Il punto storico é che i primi "laser sight" ossia mirini laser (Red Dot / Green Dot) per scopi militari, come quelli immaginati in copertina da Galaxy Science Fiction, ossia piccoli dispositivi laser attaccati ad armi portatili leggere, furono perà costruiti nel 1975.

In buona sostanza, l'arma impugnata dall'eroe fantascientifico disegnato nel 1955 é fuori contesto storico d'almeno 20 anni rispetto al 1955.


sabato 10 settembre 2022

Solar1x Project - I Pensatori

S0lar1x Project - I Pensatori

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


 << Conversazione

 -Chris!, che tipo d'esperimento avete in mente di fare?!- chiese Rheya.

La sua voce fu una sorta di sorpresa per me, io avevo passato tutta la notte a mentire a me stesso, sul fatto che avrei trovato una serie di argomenti che mi avrebbero permesso di tenere Rheya con me, riuscendo a convincere l'Alto Comando di Flotta quanto il Centro di Ricerche Spaziali.

Ero così avvilito dell'inviluppo di pensieri in cui la lunga riflessione m'aveva coinvolto, che non mi ero più accorto della presenza di Rheya e del suo respirare regolare.

C'era la penombra nella mia cabina, con la luce blu notturna, che ormai tenevo regolarmente accesa da ieri, dopo che era comparso il nuovo visitatore, che credeva d'essere il dr. Gibarian.

-Chris non dire all'entità Phi Rheya, che il dr. Sartorius sta cercando il modo per uccidere in un colpo solo, tutte le entità Phi che sono a bordo della stazione spaziale- disse Alexia in cuffia.

-Veramente non lo sa nemmeno il dr. Sartorius che cosa pensa di scoprire con il suo esperimento. E' un modo per cercare di valutare, se ci sono effetti del pianeta Solaris sulla stazione spaziale. Potrebbero esserci dei risultati, oppure nessuno!- dissi, con tono monotono, cercando di non dare importanza alla faccenda.

-Chris!, ci sono altri pianeti come questo?!- chiese Rheya.

-Mboh?! forse Sì!, forse No!. Non lo sappiamo. Quello che però io e te sappiamo, é che tra una mezz'ora dobbiamo prepararci, il dr. Sartorius ci aspetta- dissi.

-Aspetta anche me?!- chiese Rheya.

-Sì!, ma tu Rheya, non farai parte dell'esperimento. Sarai semplicemente una spettatrice, la cavia da laboratorio sarò io- dissi ridendo.

-Ho capito!- rispose Rheya.


Il dr. Snow osservava poco interessato il notebook e le strumentazioni che c'erano nel piccolo laboratorio ausiliario, che il dr. Sartorius aveva attrezzato, per il suo annichilatore.

Il dr. Snow teneva in mano una piccola busta di noccioline salate, le mangiava lentamente osservando gli scritti con equazioni e cifre, che il dr. Sartorius aveva elaborato e stampato su vari fogli.

-Chris, considerando lo sguardo attento de dr. Snow, nell'osservare gli appunti stampati del dr. Sartorius, valuterei che il dr. Snow sia un fisico astronomo con una seconda laurea in bioastronomia, perché un bio-astronomo non si sarebbe curato di tutti quelle formule, grafi di Feyman e conteggi vari- mi sussurrò Alexia in cuffia.

Io annui con la testa, senza dire niente e continuai ad osservare il dr.Snow, il quale poi si chinò a guardare il notebook del dr. Sartorius. Il computer portatile era appoggiato sul bancone, l'antenna di emissione elettromagnetica della stazione spaziale, per il computer era adesso allineata direttamente sul pianeta Solaris.

-Il grosso paraboloide é allineato, siamo ad alzo zero sul nostro bersaglio!- disse ridendo divertito il dr. Snow, mentre scosse la testa in senso di diniego, mentre guardò il dr. Sartorius.

Rheya era in laboratorio con noi, era in piedi a circa 3 mt da me, era appoggiata alla parete metallica, stava in silenzio con le braccia conserte, poco distante dalla porta pneumatica che era chiusa.

Io ero seduto su una poltrona, il dr. Sartorius armeggiava al suo bancone dal lato opposto del dr. Snow.

All'improvviso il dr. Sartorius prese a girarmi intorno, in modo silenzioso, tenendo in mano un'intricata matassa di ventose e fili, che meticolosamente mi stese sulla testa e sulla fronte.

-Cosa é questo caschetto anti-urto, con questa telecamera digitale collocata nel caschetto?! Perché c'è un filo che dalla telecamera va verso il suo zainetto?! E perché indossa una cuffietta nell'orecchio destro?!- chiese il dr. Sartorius.

-Un impianto medico, stabilizza il mio equilibrio elettrolitico- dissi - Non si preoccupi dr. Sartorius, non é niente d'importante. Non intralcerà il suo esperimento-

-Voglio ben sperare!- disse il dr. Sartorius che mi guardò con sospetto. 

I suoi occhi nevrotici, si muovevano ossessivamente a destra e sinistra, dal suo sguardo aguzzo e silenzioso, era chiaro che il dr. Sartorius non se l'era bevuta la mia storia.

Per la prima volta, il dr. Sartorius aveva notato la presenza di un'I.A. in mio ausilio.

-Dr.Sartorius, Io devo pensare a qualcosa in particolare?!, mentre sta campionando le mie onde Teta, dal mio Io cosciente?!- chiesi.

-No!, pensi o non pensi, faccia pure cosa le pare...- disse il dr. Sartorius.

Il dr. Snow fece una grassa risata.

Il dr.Sartorius si voltò e disse -Dr. Snow, desidera dire qualcosa?! Vuol suggerire qualcosa?! Oppure vorrebbe cambiare qualche protocollo, del mio esperimento?!-

-Se invece di postulare l'emissione spontanea della particella di Majorana dal pianeta Solaris, sotto il bombardamento di raggi-X, m'avesse spiegato nel suo paper, le ragioni di un'emissione simile, avrei compreso meglio, l'utilità di tutto questo ciarpame!- disse il dr. Snow che chiuse il discorso, estraendo una lattina di cola dalla tasca, e dopo averla aperta un metallico TAC, s'accaccò alla lattina tracannandone a garganella il contenuto.

-Stia attento dr. Snow, bevendo così potrebbe anche soffocare- sibilò il dr. Sartorius

Io guardai Rheya e risi, facendole l'occhiolino.

Rheya era silenziosa, era imbronciata, non disse una parola, restò in piedi, appoggiata al muro metallico, con le braccia conserte a 3 mt da me.

Dopo cinque minuti, il dr. Sartorius disse -Abbiamo finito, la campionatura del suo IO cosciente mi basta, dato che metterò la sua trasmissione in loop. Adesso ho sufficienti dati, per elaborare il flusso di trasmissione verso il pianeta Solaris-

Il dr.Snow ebbe a battere le mani, poi rilasciò un poderoso rutto roboante, che fece l'eco nella scarna stanzetta metallica del piccolo laboratorio.

___________

Io e Rheya uscimmo dal laboratorio, il dr Snow uscì a ruota e senza dire una parola, s'avviò di passo veloce verso la sua cabina. 

Il dr. Sartorius rimase in piedi davanti al notebook, era appoggiato sul bancone metallico, l'uomo diede le spalle alla porta, scrutò il grafo delle mie onde Teta, contestualmente la porta del piccolo laboratorio si chiuse rapidamente con un secco BONF.

-Chris!, questa porta del laboratorio s'é chiusa nello stesso modo, con la stessa velocità della nostra porta di cabina, quando io ebbi l'incidente. Però la nostra porta di cabina, non si chiude più così velocemente tanto quanto fà questa?! Chris, come mai le porte della stazione spaziale si chiudono in modo diverso?!- chiese Rheya.

-Chris questa cosa é interessante, la creatura Phi Rheya si sta interessando in modo più accorto all'ambiente in cui vive, inoltre é capace di stare a più di 1 mt da te, in modo stabile e duraturo, anche se la temperatura é +26°C- disse Alexia

Io sorrisi e dissi -Perché é autonoma!-

-Chris!, che cosa vuol dire che una porta é autonoma?!- chiese Rheya.

-Sì! Chris, lo penso anche io, probabilmente il legame con te si sta allentando o per lo meno, non é così necessario e stringente come lo era all'inizio. Se questo trend continuasse, la creatura Phi Rheya potrebbe anche staccarsi volontariamente da te- disse Alexia.

-Rheya!, vuol dire che la porta s'adatta alla velocità con cui escono le persone dal vano- dissi ridendo.

-Chris!, che cosa intendevi, quando parlando con il dr. Snow, dicesti di aver trovato un modo per salvare capra e cavoli?!. Chris che cosa vuoi fare?!- chiese Alexia in cuffia.

-Vieni Rheya, andiamo a vedere un po' le stelle, dall'oblò panoramico della stazione spaziale. E' sul ponte 1, é posta centralmente, ed é una zona a bassa gravità!. Vedrai ci divertiremo!- dissi.

Rheya finalmente mi sorrise.


>> I Sogni



giovedì 8 settembre 2022

Solar1x Project - Conversazione

S0lar1x Project - Conversazione

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


 << L'Ossigeno Liquido

La mattina seguente ebbi a ricevere un'email da Snow, diceva che il dr.Sartorius asseriva che aveva ultimato la costruzione di un annichilatore, ossia un emettitore di Raggi-X che sarebbero stati rimodulati in frequenza, sulla base dei nostri engefalogrammi coscienti, estratti dalle nostre menti. 

A giudizio del dr. Sartorius, il bombardamento del pianeta Solaris con raggi X modulati in frequenza sulle onde dei nostri encefalogrammi coscienti, avrebbe fatto scomparire le creature Phi.

-Rheya!, tesoro!, devo andare a fare quattro chiacchere con il dr.Snow, ci sono alcune cose di lavoro che devo discutere con lui- dissi, poi dopo una pausa aggiunsi -Penso che sia meglio se m'aspetti nel corridoio della stazione spaziale ed eviti d'entrare nel laboratorio del dr.Snow-.

-Non ti devi giustificare con me, basta che non sia una cosa troppo lunga- disse Rheya

-Rheya non puoi controllarti?!- chiesi.

-Non dipende da me, quando t'allontani troppo da me, dopo poco cado nel panico, non riesco più a controllare la situazione. E' come se fossi tua prigioniera, prigioniera della tua presenza!- disse Rheya.

-Chris, è possibile che la biochimica delle entità Phi, abbia un qualche legame con la temperatura che emette il corpo umano oppure con la Co2 che emette il tuo corpo. Suppongo siano i due parametri di missione, cui l'entità Phi monitorizza a livello inconscio, essendo stata programmata geneticamente per interagire con te. L'interazione umana é oggetto di studio del pianeta Solaris, e per interagire occorre una prossimità stretta. Prossimità stretta che é parametrata costantemente dal livello di Co2 e/o dagli infrarossi emessi dal tuo corpo. Questa é la mia ipotesi- disse Alexia in cuffia.

-Sì! ho capito!.- dissi annuendo, poi dopo una breve pausa aggiunsi -Rheya, cercherò di sbrigarmela nel minor tempo possibile- dissi.

_________

Il lungo corridoio metallico che tagliava in diametro la stazione spaziale era leggermente illuminato da una luce rossastra, ed era insolitamente assai più caldo delle altre stanze della stazione spaziale. 

Nel lungo corridoio c'erano +30°C, rispetto ai +26°C stabili nelle camere, bagni e laboratorio. Le luci artificiali del lungo corridoio metallico erano anche spente, il lunghissimo vano prendeva luce naturale dall'alto. 

Mentre camminavo nel corridoio alzai gli occhi e m'accorsi che nella stazione spaziale i doppi vetri blindati erano stati depolarizzati e le tapparelle in super ceramica erano state ruotate di vari gradi, per far filtrare nel lungo corridoio, una grossa dose di tenue luce rossastra della nana rossa del sistema binario di Alpha Aquarius. Il pianeta Solaris era infatti entrato da dieci di minuti in orbita alla nana rossa che emetteva una fioca luce visibile, ma molta energia negli infrarossi.

-Chris, ho depolarizzato la copertura per far entrare più luce naturale, ed ho ruotato di 8°gradi la protezione in super ceramica, in modo da far entrare più energia infrarossa nel lungo corridoio della stazione spaziale. Ho anche posto in stand by il funzionamento del condizionamento artificiale nel corridoio centrale per mantenere il locale a +30°C. E' un test per valutare le reazioni dell'entità Phi Rheya, suppongo che in questo modo l'entità Phi Rheya dovrebbe riuscire a controllare meglio la tua assenza, con una temperatura di fondo più elevata di +4°C rispetto al fondo degli altri locali della stazione spaziale che sono più freschi a +26°C- disse Alexia in cuffia.

Io annuii con la testa, restai in silenzio, Rheya mi seguì in silenzio, Rheya era alle mie spalle ad un metro esatto di distanza da me.

Giunti a 3mt dal laboratorio del dr. Snow, Rheya si mise a sedere in terra sul pavimento, fece scivolare la schiena sulle pareti metalliche dell'angusto corridoio e chiuse le proprie braccia sulle ginocchia accoccolate.

La distanza minima di 1 mt che Rheya aveva da sempre mantenuto con la mia figura, adesso non sembrava più necessaria, il valore s'era espanso al suo triplo: 3 mt.

Suonai il campanello, uscì i dr. Snow che chiuse la porta del laboratorio ed in corridoio iniziò a discutere.

-Il dr.Sartorius vorrebbe iniziare la registrazione delle tue onde celebrali coscienti, da sveglio, oggi pomeriggio- disse il dr. Snow.

-Ho capito- dissi.

-Chris, riferisci al dr. Snow il fatto che la creatura Phi Rheya sta avendo una crisi psicologica, perché sta sviluppando la sua piena identità- disse Alexia in cuffia.

-Snow, Lei sa cos'é- dissi a bassa voce.

-Perché mi dici questo?!- chiese il dr. Snow.

-E' per avvertirti, Lei ha sviluppato un'identità propria, Lei é autonoma, Lei non comprende i legami inconsci che la legano al pianeta Solaris- dissi.

-Lo fanno tutte le creature Phi- disse il dr.Snow con un tono di voce monotono e gelido -tanto più trascorrono il loro tempo a contatto con esseri umani. Kelvin!, sinceramente non mi é chiaro se l'identità delle creature Phi sia frutto di un processo emulativo dall'interazione con esseri umani. Oppure, se le identità delle creature Phi sono il mero risultato di una pre-programmazione genetica accelerata nella sua biochimica.- 

Dopo una breve pausa il dr. Snow aggiunse -Kelvin!, forse a dire il vero non é nemmeno importante chiedersi quale sia, dei due il processo più corretto a descrivere il funzionamento delle creature Phi, oppure se c'è dell'altro che ci sfugge. Kelvin!, noi siamo venuti sul pianeta Solaris per studiare il pianeta, ma noi siamo diventati l'oggetto di studio del pianeta, tutti noi che siamo intrappolati nella stazione spaziale, siamo topi da laboratorio senza una via d'uscita. Kelvin! dovremmo andarcene!-

Io storsi la bocca e dissi -Se decidessi di avallare la tua idea, io mi porterei via Rheya. E' un essere umano, é autocosciente, non posso abbandonarla dentro ad una stazione spaziale in autodistruzione-

Snow sorrise sarcastico e disse -Kelvin, credi che l'Alto Comando di Flotta oppure il Centro di Ricerche Spaziali te la faranno tenere?!. Cosa dirai loro, che Lei é in realtà il dr.Gibarian che ha cambiato sesso?!-

-Chris, il dr.Snow ha ragione. Tutti i dati delle analisi che abbiamo fatto, sono state spedite su protocolli quantistici al Comando di Flotta, quanto al Centro di Ricerche Spaziali. Loro sanno le stesse cose che sappiamo noi sulle creature Phi.- disse Alexia in cuffia.

-Cercherò di parlare con loro, Lei é autocosciente ed é umana a tutti gli effetti- dissi.

-Certo!, ma il dr.Sartorius postula che il materiale subatomico delle creature Phi siano i neutrini. Il dr.Sartorius postula l'esistenza di un campo di forza emesso dal pianeta Solaris, che mantiene i neutrini coesi, forzandoli ad emulare i nostri atomi. Il dr.Sartorius pensa che allontanandosi dal pianeta Solaris, le creature Phi si dissolverebbero. Quindi se il dr.Sartorius avesse ragione, le creature Phi sono reali solo dentro l'orbita del pianeta Solaris- disse il dr.Snow

-Ma noi sappiamo che il dr.Sartorius si sbaglia. Non sono i neutrini a comporre il materiale subatomico delle creature Phi, probabilmente é la materia oscura e/o l'energia oscura.- dissi.

-Kelvin! noi non sappiamo niente, è soltanto un'ipotesi più probabile di quanto suppone il delirante dr.Sartorius. Noi non sappiamo niente della materia oscura e/o energia oscura!. 

Se il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura, e se tutto questo é un fenomeno naturale, non é detto che la materia oscura e/o energia oscura possa continuare ad emulare i nostri atomi fuori dall'orbita del pianeta Solaris. 

Non abbiamo mai osservato una cosa simile, é probabile che questo accada solo intorno al pianeta Solaris. La tua creatura Phi si dissolverebbe appena si fosse allontanata dal pianeta Solaris.

Se invece il pianeta Solaris fosse un collettore di materia e/o energia oscura, sarebbe una sorta di portale naturale tra il 95% dell'universo che non conosciamo ed il 5% dell'universo che conosciamo. E' possibile che la tua creatura Phi non si dissolverebbe, appena si fosse allontanata dal pianeta Solaris. Lei non te la farebbero mai tenere, perché essendo composta da materia oscura e/o energia oscura, in modo stabile e duraturo, Lei sarebbe studiata come una cavia da laboratorio. 

Kelvin!, e non ho ancora discusso le implicazioni e gli impatti socio-scientifici delle due ipotesi.- disse il dr. Snow.

-Snow, il punto é che io amo Rheya- dissi.

-Kelvin!, tu ami a livello inconscio il ricordo di Rheya che vedi nella creatura Phi che rappresenta per te un succedaneo perfetto della tua defunta Rheya. Oppure Kelvin!, tu ami questa creatura Phi, che é stata fabbricata dal pianeta Solaris per essere esternamente identica al ricordo della tua Rheya, nonostante la creatura Phi che rassomiglia a Rheya, non sia la tua Rheya della Terra!- chiese il dr. Snow.

-Chris, il dr. Snow ti ha posto una buona domanda!- disse Alexia in cuffia.

-Cristo! non lo so, non l'ho capito nemmeno io!- dissi.

-Kelvin!, sei tu lo strizzacervelli non io!, dovresti essere più pratico di me, di queste seghe mentali. Io sono un bio-astronomo, esperto in cibernetica. Non sono avvezzo a queste seghe mentali, per me tutto il mio mondo é composto da parametri, parametri che devono essere misurati con numeri ed intervalli di confidenza, tutto questo definisce il mio modello del mondo chiuso e limitato che non ammette distorsioni-

-Snow, se lei é generata da un condensatore di materia e/o energia oscura ed é reale solo attorno al pianeta Solaris, allora Lei lasciando il pianeta Solaris si dissolverà. Non m'importa, se dovesse capitare non sarà capitato per colpa mia. Non posso abbandonare Rheya un'altra volta . 

Se invece Lei é generata da un collettore di materia e/o energia oscura e Lei é reale anche lontano dal pianeta Solaris, io la devo portare con me, perché lei é autocosciente, perché Lei é umana, Lei é viva. Troverò un modo per ragionare con il Comando di Flotta ed il Centro di Ricerche Spaziali- dissi.

-Kelvin!, stai andando fuori di testa!. Sei completamente disconnesso dalla realtà!- disse il dr. Snow mentre scosse la testa.

-Kelvin!, Se il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura, Lei si dissolverebbe dopo poco aver lasciato l'orbita del pianeta Solaris. Potremmo ancora occultare tutta la faccenda. 

Kelvin, immagina cosa accadrebbe se si sapesse in giro che il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura. 

Se tutto questo é un fenomeno naturale, allora tutti gli scienziati del mondo verrebbero a studiare il pianeta Solaris. 

Come effetto avremo che tutte le religioni terrestri collasserebbero, perché Dio sarebbe un fenomeno naturale che starebbe dentro ad una teoria matematica sulla materia e/o energia oscura che finalmente potremmo studiare con osservazione diretta. 

Si scatenerebbe l'odio per la scienza una rivoluzione violenta, che potrebbe riportare l'umanità a rifiutare la scienza. Ci potremmo involvere!. 

Se invece il pianeta Solaris fosse un collettore di materia e/o energia oscura, sarebbe una sorta di portale naturale tra il 95% dell'universo che non conosciamo ed il 5% dell'universo che conosciamo.  Lei non si dissolverebbe dopo aver lasciato l'orbita del pianeta Solaris. 

Non potremmo occultare tutta la faccenda.

Il Comando di Flotta, Lei non te la farebbe tenere.

Il Centro di Ricerche Spaziali, Lei non te la farebbe tenere.

La studierebbero come una cavia da laboratorio e poi verrebbero in massa tutti gli scienziati della Terra, sul pianeta Solaris, per studiare la materia e/o energia oscura in modo diretto.

La Scienza da strumento neutro s'impregnerebbe di etica, religione, pregiudizi, tutte le altre n-1 religioni sulla terra collasserebbero, perché ci sarebbe una sola religione che sarebbe scientificamente corretta e si sarebbe fusa nella scienza. 

L'universo potrebbe non avere un Dio creatore, ma l'universo potrebbe essere sempre esistito.

Noi scambieremmo per Dio creatore dell'universo, un'entità che vive e s'é evoluta nel 95% della materia che compone l'altro universo in cui dominano leggi fisiche diverse ma non incompatibili con il 5% del nostro universo. 

Per fare una metafora, noi che viviamo nella cantina che occupa il 5% della superficie della casa, finiremmo per chiamare Dio, un essere che non é dio, ma é solo quello che vive nella porta accanto e che ha il 95% della superficie della casa. 

Una casa che é sempre esistita, una casa che é una palazzina con un appartamento ed un piccolo stanzino.

Kelvin, distruggiamo la stazione spaziale e fuggiamo via, sino a quando siamo in tempo!- disse Snow.

-Chris, il dr. Snow non ha torto. Il punto é che l'Alto Comando di Flotta quanto il Centro di Ricerche Spaziali, già conoscono tutti i dati sulle creture Phi- disse Alexia.

-Snow, immagina per un attimo cosa potrebbe accadere, se l'Alto Comando di Flotta ed il Centro di Ricerche Spaziali, già sapesse delle creature Phi?!- chiesi, storcendo la bocca.

Snow dilatò inaspettatamente gli occhi, tirò in su con il naso, poi si pigiò con il dito indice la montatura degli occhiali sopra al naso, quindi disse -Mmmhhh- poi spostò la testa leggermente a destra e diede una rapida occhiata a Rheya. 

Snow disse -Kelvin!, tu sei il commissario in capo per la stazione spaziale Solaris. Quando sei arrivato, hai fatto girare il software militare per il ripristino di tutti i sistemi della stazione spaziale. Al Comando di Flotta ed al Centro di Ricerche Spaziali sanno tutto sulle creature Phi. Sanno cosa ho fatto io alle creature Phi. Sanno cosa ha fatto Sartorius alle creature Phi. Sanno tutto quanto, incluso il delirio dei neutrini e dell'annichilatore ai raggi X del dr. Sartorius-

-No! dell'annichilatore e dei neutrini dell'ipotesi Sartorius non lo sanno. Snow!, io ho spedito solo i dati delle analisi sulle creature Phi- dissi.

-Kelvin!, loro sanno di Lei, se Lei sopravvive all'allontanamento del pianeta, stai sicuro che non te la faranno tenere. Dobbiamo solo sperare che il pazzo di Sartorius abbia ragione, con la sua stronzata dei neutrini del cazzo, quanto dell'annichilatore ai raggi X- disse ridendo sarcastico il dr. Snow

-E se il dr.Sartorius fallisse?!- chiesi.

-L'esperimento del dr.Sartorius fallirà molto probabilmente, perché non ci sono evidenze che il materiale sub-atomico delle creature Phi siano i neutrini. E' un'assunzione che é uscita dalla testa del dr.Sartorius, senza uno straccio di evidenza. Il dr.Sartorius immagina che il pianeta Solaris emetterà l'anti-neutrino ossia la particella di Majorana perché il pianeta é bombardato da raggi X. 

Sartorius é un credente della super simmetria, di cui non abbiamo mai trovato traccia in 400 anni di studi. Non si capisce perché mai il pianeta dovrebbe emettere l'anti-neutrino sotto un'emissione di Raggi X. Inoltre nell'Universo é più abbondante la materia oscura e l'energia oscura, ed é più probabile che sia questa roba, che a livello sub-atomico stia simulando gli atomi e le molecole delle creature Phi- disse ridendo sarcastico il dr. Snow.

-Ok! Snow, diciamo che tu abbia ragione. Allora il pianeta Solaris é un collettore naturale di materia e/o energia oscura che emula atomi e molecole, allora forse non esiste un Dio. Oppure, se il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura con cui emula atomi e molecole, allora esiste un Dio oppure c'è solo un demiurgo.- dissi.

-Kelvin non lo so!, Kelvin! hai fatto un casino!. Noi siamo nella merda sin sopra ai capelli!. Il dentifricio é uscito fuori dal tubetto, ma per il bene dell'umanità, tu, io, il pazzo di Sartorius, dovremo inventarci qualcosa, per rimettere il dentifricio dentro al tubetto e poi far sparire il tubetto di dentifricio, e convincere l'Alto Comando di Flotta ed il Centro di Ricerche Spaziali che non é mai esistito nessun tubetto del dentifricio!- disse Snow che sollevò la testa per guardare la tenue luce rossastra che proveniva dal soffitto, da cui si vedevano le forme della nana rossa di Alpha Acquarius.

-Snow, lascia stare questi discorsi. Se il pianeta Solaris é un collettore naturale di materia e/o energia oscura allora forse non esiste un Dio. Oppure se il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura: allora esiste un Dio oppure c'è solo un demiurgo.- dissi.

-Forse sì! o forse no!. Ma che diavolo vuoi che ne sappia!- disse Snow.

-Snow!, io ho una soluzione per salvare capra e cavoli!- dissi.

-Qual'é?! Kelvin! che cosa vuoi fare?!- chiese Snow, mentre si grattò con la mano la guancia destra.

-Chris, che cosa vuoi fare?!- chiese Alexia in cuffia.

-Chris!, ne hai ancora per molto?!- era la voce di Rheya, aveva un tono un po' spazientito. Mi voltai a guardare Rheya, Lei non era più seduta sul pavimento a 3 mt dalla porta del laboratorio del dr. Snow, ma Rheya s'era alzata, s'era avvicinata a circa 1.5 mt di distanza da noi.


>> I Pensatori




giovedì 1 settembre 2022

Freedoom

Freedoom è un clone open source di Doom, per giocare a Freedoom si deve scaricare un motore software Doom compatibile, come ZDoom o Crispy Doom. Il videogame FPS é disponibile per Windows, Mac, Linux e Android.

https://freedoom.github.io/