domenica 25 luglio 2021

WEIRD STUFF & STORIES - La foto e le apparizioni della Madonna di Medugorje

Weird Stuff: La foto della presunta Madonna di Medugorje (parte 1)


Weird Stuff: La foto della presunta Madonna di Medugorje (parte 2)

Weird Stories: Apparizioni mariane a Medugorje

Weird Stuff omaggio alla famosa rivista Weird Tales, con Podcasting del Mistero

☯ Storie strane e misteriose

sabato 24 luglio 2021

Discesa - Richard Matheson - If Worlds of Science Fiction del Maggio 1954 - parte 2

 << Discesa - Richard Matheson parte 1

[...] Les disse - Io ci scommetto!, vedrete che domani probabilmente, noi entreremo dal varco di Hollywood, e poi hanno detto che sigilleranno tutti i varchi d'entrata!-

-Mah!, un varco d'entrata vale l'altro. Quello che mi provoca dolore, é far vivere mia figlia Jeannie che ha solo cinque anni, tutta la sua vita sotto terra!- disse Bill che continuava a fissare la finestra della stanza da pranzo, dove un bel tramonto rossastro, incendiava le nuvole in cielo, che poi rapidamente sfumavano verso un blu scuro, man mano che si spostava lo sguardo più in alto nel cielo. 

Nel frattempo arrivarono a casa di Bill, anche Fred e Grace, avevano parcheggiato l'auto sul piazzale davanti alla casa, mentre Mary s'alzò dal tavolo e corse ad aprire la porta della cucina, per far abbreviare il percorso a Fred e Grace, per raggiungere la sala da pranzo.

Dopo rapidi convenevoli, Fred fu edotto su cosa stavano discutendo Bill e Les. 

Fred era di New York, l'uomo disse in modo laconico che stare 40 anni sotto terra, non sarebbe poi stato così male, dato che lui facendo il conto di quanto tempo impiegava la metropolitana per andare e tornare dal lavoro, moltiplicando il tempo di viaggio in metropolitana, per tutti i giorni di lavoro sino alla pensione, il totale di vivere sotto terra in metropolitana, ci sarebbe andato vicino ai 40 anni futuri da vivere sotto terra.

Poi Fred disse - Pare che gli scienziati, abbiano quasi concluso un processo per sterilizzare le radiazioni della bomba, così potremo ritornare a vivere in superficie!-

-Beh! allora, forse resteremo tombati in metropolitana solo per 20 anni, invece dei quaranta che sono previsti- rise sarcastico Bill.

Intervenne nella discussione Grace - Ma cose sarà sotto terra?! Tutti i depliant che hanno diffuso, mostravano solo disegni di artisti, erano immaginazioni di luoghi sotterranei. Ma saranno davvero un'infinità di buchi e gallerie sotterranee?!-

Bill disse - E' più facile fare tanti piccoli buchi che un enorme cratere, dato che potrebbe anche crollare il soffitto, se lo spazio vuoto fosse troppo grande-

-Oh! Gesù!- rispose Grace - A me fà molta specie, andare giù a vivere sotto terra, figuriamoci rischiare d'essere sepolta viva in una frana!-

-Io penso che sarà orribile vivere sotto terra!- disse Grace - Non ci saranno ristoranti, non ci saranno teatri, non potremo viaggiare, solo gallerie e tunnell, luoghi bui o scarsamente illuminati e forse malsani. Sarà un inferno!- [...]

Mary disse -Concordo!, non si può chiamare vita, una vita fatta di privazioni, vivendo sotto terra al buio ed in segregazione!-

-Grace, non andare! mostra a tutti quanto sei tosta!- disse Bill con un tono sarcastico.

-Non é divertente!- rispose Grace.

Les disse - Io penso, che ci sarà davvero molta gente che non scenderà e preferirà rimanere in superficie.-

Bill disse - Chissà, forse quelli che resteranno in superficie, avranno una vita meno orribile, di quelli che finiranno sotto terra nelle gallerie!?-

-Stai zitto Bill!, non ti preoccupare di me. Io sarò in fila assieme a te,  ed tutti gli altri domani, per andare giù a vivere nei rifugi.- disse Grace.

Calò un minuto di silenzio tombale nella sala da pranzo, che poi fu poi interrotto da Fred che chiese -Ok! gente!, allora va bene per tutti, se domani mattina andiamo al varco di entrata di Reseda?!-

Tutti i presenti risposero affermativamente, a parte la piccola Jeannie che era intenta a mangiare una seconda porzione di torta gelato, e non face caso al contenuto delle conversazioni da grandi, che giravano nell'aria della sala da pranzo.

All'improvviso Grace, mentre accarezzava la testa di Jeannie, sbottò chiedendo - Porco Mondo! ma perché non proviamo a fermare la bomba! E se noi attaccassimo per primi?! Loro non ce la tirerebbero e noi non dovremmo andare sotto terra!-

Les scosse la testa e disse -E' troppo tardi! avremmo però potuto... e forse dovuto farlo!-

Mary disse -Loro non credo che abbiano dei tunnel in cui rifugiarsi!-

-Certo!- rispose Bill - Anche loro, sono adesso seduti nelle proprie dacie a bere voodka, ed rimuginare su come sarebbe stato bello vivere sotto terra, se fossero esistiti dei rifugi sotterranei, in cui nascondersi dalle esplosioni!-

Intervenne Ruth che commentò - A me pare, che questa discussione non porti da nessuna parte!-

Le tre coppie si misero a sedere sul divano e sulle poltrone, a fissare il caminetto acceso che illuminava la stanza buia, mentre fuori un cielo nero e pieno di stelle, sarebbe rimasto immutato per altri miliardi di anni. 

Ruth s'abbracciò con Les i due rimasero accoccolati in silenzio a guardare il fuoco scoppiettante nel camino. 

Bill e Mary si guardavano negli occhi in silenzio, e trapelò un lieve e silenzioso sorriso di complicità tra i due. 

Fred aveva uno sguardo silenzioso e malinconico, mentre guardava Grace sfogliare svogliatamente un vecchio libro. 

La piccola Jeannie era sdraiata sul tappeto bocconi, guardava il fuoco acceso, tenendosi la testa tra le mani e dondolando i piedi per aria.

>> Discesa - Richard Matheson parte 3




mercoledì 14 luglio 2021

Discesa - Richard Matheson - If Worlds of Science Fiction del Maggio 1954 - parte 1

 Les si fermò d'impulso, parcheggiò l'auto sul lato destro del Sunset Boulevard, in mezzo alle verdi colline che davano sul mare blu, Les girò la chiave e spense il motore dell'auto, poi disse - Guarda Ruth!-.

Era tardo pomeriggio, stava iniziando il tramonto, il sole tramontava e raggi rossastri illuminavano il cielo ed il mare, di un bel colore dorato, mentre le nuvole soprastanti si tingevano di un bel rosa che sfumava nel bianco, mentre più in alto alzando lo sguardo, il cielo blu sfumava in un colore blu assai più scuro. [...]

-E' davvero molto bello, ma é difficile da credere che non potremo più vedere, un tramonto simile!- rispose Ruth.

-Ci saranno tramonti artificiali, inoltre guardando dalla finestra si vedrà il Sole anche se sarà una sua riproduzione artificiale, ho letto qualcosa di simile, da qualche parte, sui depliant che hanno diffuso- rispose Les.

-Non sarà mai, la stessa cosa!- rispose Ruth

I due rimasero in silenzio seduti in auto, a vedere il Sole che tramontava. Era una sensazione strana, sapere che poi non si sarebbe più potuto vedere un'Alba oppure un tramonto del Sole e che tante cose che s'era soliti fare, non si sarebbero potuto più fare. Non si apprezza mai quello che si ha, sino a quando non te lo portano via!.

-Tesoro!- disse Les guadando Ruth - In ogni caso, resteremo insieme-

-Lo so!- disse Ruth che s'avvicinò a Les e lo abbracciò, poi la donna disse - Staremo sempre insieme, ma adesso non far caso a me, se sono triste: anzi cerchiamo di goderci questi momenti-

_______________

Bill uscì di casa, mentre l'auto di Les arrivò nel suo giardino sino a fermarsi proprio davanti al suo garage. Les era ancora stupefatto dalla calma di Bill, il quale per diciotto anni aveva pagato il mutuo della sua casa, da pochi giorni aveva ottenuto la piena proprietà della sua nuova casa, ma adesso la casa di Bill sarebbe stata distrutta!. Les storse leggermente la bocca, e pensò che la vita era proprio una maledetta bastarda, poi Les spense il motore dell'auto.

Les e Ruth uscirono dal veicolo, prendendo i pacchi che avevano riposto nel bagagliaio, salutarono Bill, nello stesso istante uscì fuori di casa correndo, Jeannie che era la figlia di Bill, la quale salutò ed abbracciò i due giovani che erano appena usciti dall'auto. Poi Les si rivolse a Bill dicendo -Senti Bill, ma domani prenderemo l'auto?!-

-Non lo so, ne parleremo quando Fred e Grace verranno quì domani mattina- rispose Bill.

Nel frattempo uscì di casa anche Mary, la moglie di Bill, nello stesso istante Ruth pensò che dopo tutto, era una buona cosa che lei e Les non avessero avuto figli, era una cosa orribile portare sotto terra anche una bambina com'era Jeannie.

-Che cos'é?!- chiese Mary, mentre guardò il pacco che Ruth teneva in mano.

-Ho pensato di portare un dolce!- rispose Ruth.

-Oh! non dovevi farlo!- rispose sorridendo Mary

-Perché no?! E' probabilmente l'ultima torta che sarà stata fatta, stando fuori!- disse Ruth

-A me, sembra che Ruth abbia avuto una buona idea!- disse ridendo Bill

Mary e Ruth entrarono in casa, seguite da Jeannie che s'era offerta d'aiutare le due donne, per apparecchiare e poter iniziare a mangiare prima. Les e Bill entrarono in casa dopo le donne, Les prese un bicchiere di Cherry e poi si mise a sedere sul divano accanto Bill, entrambi erano davanti alla finestra di casa, che aveva le tende aperte.

-Sei venuto giù da Santa Monica?!- chiese Bill a Les.

-No! ho preso la strada lungo la costa- rispose Les

-Gesù!, avresti dovuto vedere il caos che c'era in Santa Monica!. Gente che spaccava negozi e vetrine, auto che erano incendiate, panchine divelte, ed incendi appiccati nei negozi!. E' un mondo di matti!, non so nemmeno io, come sono riuscito a venirne fuori, senza restare impicciato nelle rivolte, trovandomi anche l'auto capovolta ed incendiata!- disse Bill

-Ma che diavolo sta succedendo?! Pensi davvero anche te, che siamo davanti alla fine del mondo?!- chiese Les che poi sorseggiò un po' di cherry dal bicchiere.

-Beh!, per alcuni é proprio così!- rispose annuendo Bill.

-La Metro Goldon Mayer farà sempre i cartoni animati?! Tom e Jerry al centro della Terra?! Ci sarà sempre il business, quanto l'economia che noi tutti conosciamo?!- chiese Les

Bill scosse la testa in senso di diniego poi disse -Hai letto i depliant, non c'é modo di metter sotto terra, esattamente proprio tutto quello che abbiamo in superficie!. Qualcosa, dovrà per forza rimanere in superficie e dovremo necessariamente rinunciare a diverse cose...-

Les prese il giornale che era ripiegato sul tavolo da The, il giornale era vecchio di tre giorni, ma in prima pagina c'erano tutte le informazioni sulla Discesa. I punti di entrata erano diversi: uno in Hollywood, uno in Reseda, ed un terzo nel centro di Los Angeles.

A caratteri cubitali, l'articolo chiudeva ricordando che LA BOMBA SAREBBE CADUTA IN SERATA!

Il resto delle notizie, ormai vecchie di 3 giorni parlavano di furti, omicidi e rapine e razzie. [...]

-A volte ci sono cose che non capisco!- disse Les, che ripiegò il giornale e poi lo ripose con delicatezza sul piccolo tavolo - Che senso ha, promettere alla gente che la televisione sarà un servizio che continuerà ad esistere, se poi dovremo rinunciare a molte altre cose più importanti!-

-Penso sia, un qualcosa che faccia da consolazione per la gente- rispose Bill mentre storse la bocca.

-Così vedremo in diretta, la bomba che ci esplode in testa?! Ma chi diavolo si metterà a fare tubi catodici e riparare televisioni, stando sotto terra?!- chiese Les.

-Ragazzo!, hai letto il giornale o no?! Sotto terra ci sarà tutto e sarà bellissimo! anche perché qualcuno vorrà certamente qualcosa, per la montagna di danaro che ha investito nella costruzione degli enormi tunnel sotterranei!- rispose sarcastico Bill.

Entrò all'improvviso nella stanza Ruth che chiese se qualcuno per cena voleva del vino oppure della birra, Bill disse che avrebbe preferito della birra, mentre a Les non sarebbe dispiaciuto del vino.

-Ragazzi! é pronta la cena!- era la voce di Mary proveniente dalla sala da pranzo, che era poco più in là, interruppe la conversazione di Bill e Les.

I due s'alzarono svogliatamente dal divano, s'avviarono di passo lento, verso l'altra stanza. 

Bill e Les conversavano su come sarebbe stato il nuovo mondo sotto terra: come sarebbe stato il sistema di trasporto, cosa prevedevano i piani per la produzione del cibo e loro succedanei biochimici, e quali sarebbero stati tutti gli impatti socioeconomici, dal dover costruire una società che avrebbe dovuto sopravvivere sotto terra!.

>> Discesa - Richard Matheson parte 2



domenica 11 luglio 2021

WEIRD STUFF - Le anomalie in Sud America

Weird Stuff - Il mistero del fuciliere Maya e della stele B di Copan

Aerei pre-Incas prove di una presenza d'antichi astronauti

Weird Stuff: La stele B di Copan

Weird Stuff omaggio alla famosa rivista Weird Tales, con Podcasting del Mistero

☯ Storie strane e misteriose

domenica 4 luglio 2021

WEIRD STUFF - Il Misterioso fenomeno di Norimberga del 14 aprile 1561 e gli UFO nell'Adriatico nel 1978

 Weird Stuff: Il fenomeno celeste di Norimberga 14/4/1561

Weird Stories: UFO nell'Adriatico nel 1978

Weird Stuff omaggio alla famosa rivista Weird Tales, con Podcasting del Mistero

venerdì 2 luglio 2021

Wolfenstien in Enemy Territory

 Wolfenstien in Enemy Territory è un gioco con adrenalina pura, in prima persona, dove si vede solo la canna del fucile davanti a se. Uccidere tutto cio che si muove, che compare di fronte agli occhi, senza farsi colpire.

http://www.splashdamage.com/content/wolfenstein-enemy-territory-barracks



mercoledì 30 giugno 2021

Progenia - Philip K. Dick


Omaggio ad IF Worlds of Science Fiction Novembre 1954 -Progeny- di Philip K. Dick tradotto in italiano in versione PDF in Copyleft(by-nd-nc)


Progenia - Philip K. Dick by 65C02




Il blog è "socchiuso" per FERIE

Come tutti gli anni, gli affezionati passanti del blog Mia Fantascienza, sanno che in Luglio ed Agosto, il blog va in FERIE. Quest'anno non é diverso dagli altri, solo che ci saranno interessanti novità!

  • Ogni Domenica, un contenuto multimediale di Fantascienza, da fruire gratis in streaming!
  • Continueranno ad essere pubblicati i podcast di fantascienza, dedicati a WORLDS OF IF con i racconti di SciFi a puntate!
  • Al termine degli episodi di SciFi, ci sarà il posting del tradizionale PDF in Copyleft,  sul racconto tradotto da WORLDS OF IF, da leggere e collezionare!
  • Ogni mese, continua la recensione su un VIDEOGIOCO GRATIS, in Copyleft!
  • In Luglio ed Agosto, ci saranno quindi nuovi podcast di SciFI dedicati a WORLDS OF IF
  • continueranno in Copyleft, le traduzioni in italiano di racconti di fantascienza di Asimov, Ballard, Bradbury, Clarke, Dick, Matheson, Wyndham provenienti da WORLDS OF IF, in Copyleft
  • Sarà aggiornato il post: Imparare a scrivere con Asimov, Ballard, Bradbury, Clarke, Dick, Matheson, Wyndham in cui si continuerà ad enucleare il pensiero dei grandi scrittori di fantascienza, tramite case of study concreti, per comprenderne i segreti della loro scrittura creativa!
  • Da Settembre 2021 torneranno ad esserci le tradizionale bloggate di fantascienza, con ricchi contenuti multimediali e tanti nuovi racconti di SciFi, dedicati ad IF WORLDS OF SCIENCE FICTION



martedì 29 giugno 2021

Progenie - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Novembre 1954 - parte 3

 << Progenie - Philip K. Dick parte 2

Ed Doyle riconobbe a stento suo figlio, quando comparve tra due robot che lo accompagnarono alla Stazione, poco distante da dove Doyle aveva parcheggiato la sua auto di superficie.

Ed aprì lo sportello con il cuore che gli batteva a mille disse -Ciao Peter!-

Gli occhi di Peter erano grandi e marroni, come quelli di Ed Doyle. I capelli di Peter erano vagamente biondi, come quelli di sua madre Janet. Il volto e la mascella volitiva, erano come quelli di suo padre Doyle. Nove anni erano tanti, erano stati proprio tanti per Ed Doyle, lo aveva visto che era un frugoletto di pochi decimetri, ed adesso vedeva un ragazzino di 9 anni, che stava crescendo forte e sano e di cui ogni buon padre ne sarebbe stato fiero.

-Allora!, Peter, come cavolo é star quì sulla Terra?!- chiese Ed.

Il ragazzo non rispose, guardò l'auto e vide che dentro l'auto c'era un robot guidatore che disse -Entra!-.

Il ragazzo entrò nell'auto, Ed disse -Sì!, abbiamo posti da vedere, vari luoghi da visitare insieme!-

Peter non rispose, era silenzioso, Ed ebbe la netta impressione che suo figlio Peter fosse sospettoso, osservava meticolosamente il vestito di Ed, che era polveroso, sgualcito, con le scarpe poco pulite.

Ed Doyle storse la bocca, poi disse -Sai Peter!, sono appena sceso dall'astronave, sono partito da Proxima Centauri, é stato un lungo viaggio, non ho proprio avuto il tempo di cambiarmi vestito. Sono un pochino impolverato, il viaggio é stato lungo!-

Peter disse le sue prime parole -4.3 anni luce, vero?!-

-Esatto! in appena 3 settimane di viaggio!- poi Ed si rivolse al robot guidatore e disse - Prego partiamo, guidi fuori città, andiamo in campagna!. Io odio le metropoli e le grandi città, non ci sono abituato!-

-Non ci sono metropoli nella colonia di Proxima Centauri?! Non sei abituato alle grandi città?!- chiese Peter che sembrava essersi scongelato dopo il primo impatto. 

Il cuore di Ed Doyle smise di battere in modo accelerato, finalmente suo figlio sembrava un pochino scongelato.

-No!, sono andato a vivere sulle colonie di Proxima Centauri, proprio perchè io non sopporto le grandi città!- disse Ed.

Peter questa volta non disse altro.

L'auto intanto lasciò rapidamente il complesso di mega caseggiati di cemento, ed iniziò ad addentrarsi in campagna, c'era pochissimo traffico, anche perché quasi nessuno più usava le auto di superficie, il grosso del trasporto privato quanto commerciale, da tempo sulla terra era stato trasferito su per aria, per cui le auto sulla Terra stavano iniziando a scomparire.

-Sai Peter, io ti ho visto appena nato, adesso ti rivedo dopo 9 anni, é veramente tanto tempo!, dimmi Peter come stai?!- chiese Ed.

-Sì! lo so, che eri venuto a vedermi, c'erano le informazioni nei logs dell'ospedale, che mi sono stati girati, per farmi conoscere la mia storia- rispose Peter.

-Ma come Stai?! Insomma, ti hanno trattato bene?!- chiese Ed

-Sì!, sto bene, Sì!, mi hanno trattato bene- rispose Peter.

-Prego autista!, fermi l'auto quì- disse Ed Doyle

-Ma quì non c'è assolutamente niente!- rispose il robot guidatore

-Esattamente! é proprio per questo che mi voglio fermare quì!. Faremo quattro passi a piedi. Poi torni pure in città- disse Ed

-Dove andiamo?!- chiese Peter

-Facciamo quattro passi in campagna, c'é un bel posto poco sopra quella collina, con un panorama splendido della città!. Ci sono poi alcuni alberi, staremo al fresco, riparandoci da questo Sole e da questo caldo. Potremo fare quattro chiacchere da Padre a Figlio!- disse Ed, mentre uscendo, prese dalla tasca la sua pipa e vi mise del tabacco e poi l'accese.

-Che cos'é?!- chiese Peter

-E' una pipa!, non l'hai mai vista?!- chiese sorridendo Ed

-No- rispose Peter

-La comprai su Proxima Centauri, tanto tempo fà, circa 25 anni fà se non vado errato. All'epoca avevo 19 anni, più del doppio dei tuoi anni che adesso hai te. Fu proprio a 19 anni che migrai su Proxima Centaruri per andare a lavorare come idraulico. All'epoca, c'erano grandi cartelloni pubblicitari, che dicevano che sulle colonie si sarebbe diventati tutti ricchi, facendo milioni di dollari a palate- Ed Doyle rise sarcastico.

-E poi com'é andata?!- chiese Peter

- Non malaccio, adesso ho una mia ditta, la Proxima System, facciamo riparazioni e manutenzioni ed anche costruzioni. Ci sono 600 persone che lavorano nella mia azienda, non é stato facile realizzare tutto questo!. C'é voluto del tempo. Hai fame Peter?!- disse Ed

-Cosa?!- domandò Peter

-No!, dicevo, Hai fame?! Mi sono avanzati dei panini che mi sono portato da casa, una parte li ho consumati sul traghetto spaziale. A me non piace comprare il cibo sui traghetti, ti spelano! ossia la pietanze quando le bibite o l'acqua minerale, insomma costano davvero un botto, se si comprano sui traghetti spaziali!- disse Ed.

-No! grazie- rispose Peter che era tornato ad essere silenzioso, la conversazione procedeva a monosillabi, il ragazzo era ritornato poco empatico, legnoso e privo d'emozioni, praticamente un pezzo di ghiaccio, anzi un pezzo di ferro come i robot.

Ed mangiava un panino, era nervoso, meditava sul comportamento gelido e scarsamente empatico di Peter, all'improvviso da un albero scese uno scoiattolo, Ed Doyle gli lanciò un pezzo del suo tramezzino, l'animale s'avvicinò e ne mangiò un morso, gli piacque, l'animale lo strinse tra le zampette, poi tornò a correre rapidamente sopra l'albero da cui era sceso.

-Hai visto Peter!, é uno scoiattolo! Hai mai visto uno scoiattolo dal vivo?!- chiese Ed

-Non lo so- rispose Peter.

-Sai, quì sulla Terra, stanno cementificando praticamente quasi tutto, presto anche quest'area finirà cementificata. Forse ci faranno case, oppure delle fabbriche o delle altre strutture!. Prima o poi, finirà che con la sovrappopolazione che c'é sulla Terra, finiranno per tagliare tutti gli alberi che ancora sono rimasti sul pianeta!.- disse Ed

-E' oltre il nostro scopo!- disse Peter

-Cosa?!- chiese Ed

-Non ci vengono fornite questi tipi d'informazioni, sono oltre il nostro ambito di studio. Non sono dati, fatti e tendenze che sono pertinenti con il mio corso di studi, io studio per Biochimica - disse Peter.

-Ho capito!- disse Ed che poi aggiunse -Ma come t'è venuto in mente di studiare proprio biochimica, piuttosto che qualcos'altro?!-

-I test hanno dimostrato che io ho una predisposizione per questa materia- rispose Peter.

-Ho capito!- disse Ed che poi chiese -Ma ti piace proprio la BioChimica?!-

-E' una domanda strana, direi priva di significato. E' il mio lavoro, é quello per cui sto studiando, quindi direi che mi piace- rispose Peter

-Mio Dio Peter!, quando io avevo 9 anni, andavo a scuola, a volte marinavo la scuola ed andavo in giro un po' quì ed un po' là,  giocavo con i miei amici, leggevo libri e riviste di fantascienza, e poi andavamo di nascosto a vedere cosa facessero nello spazio porto, ed eravamo tutti appassionati di razzi e navi spaziali!. Immaginavo di fare milioni di cose e nessuna in particolare!. Quando fece i miei 16 anni, volai su Marte e vi restai per un po', mantenendomi lavorando. Poi volai su Ganimede, ma non c'era niente di particolare che mi piacesse là, e così finii abbindolato dalla pubblicità dei cartelloni a 19 anni, andando su Proxima Centauri.-

-Stai ancora su Proxima Centauri?!- chiese Peter

-Certo! c'ho trovato esattamente quello che cercavo!. E' davvero un bel posto!. Adesso sto iniziando una nuova attività su Sirio, ad 8 anni luce dalla Terra. E' un viaggio lungo, ci sono meteore da schivare, campi di meteoriti da monitorare e scantonare, insomma é un viaggio in cui di certo non t'annoi!- disse Ed

-Lo posso immaginare- disse Peter.

-Su Sirio abbiamo un piccolo posto, ci sono volute delle piante speciali per tirarle su, dato il contesto. C'ho lavorato io stesso, ma sarei felice se magari tu ci potessi dare un'occhiata e magari migliorare un po' quello che ho iniziato. Dimmi Peter, non ti piacerebbe andare su Sirio, a dare un'occhiata. C'é un pianeta quasi vuoto, con pochissime famiglie che ci vivono sopra. Oceani, mari, montagne vergini, con tanti animali e tante piante allo stato naturale. Sono tutte da studiare. Sirio é un po' com'era Proxima Centauri un po' di tempo fà. Nessuna città, solo la natura che ha disegnato un ambiente incontaminato!- disse Ed.

Peter sorrise.

-Perché sorridi?!- chiese Ed

-Nessuna ragione in particolare- rispose Peter.

-Beh!, se dobbiamo tornare alla Stazione é meglio se c'incamminiamo, altrimenti faremo tardi!- disse Ed

-Quando tornerai sulla Terra?!- chiese Peter

-Non lo so, non ci capito spesso sulla Terra, poi con tua madre Janet, da quando ci siamo separati, non ho ragione di passare sulla Terra. Sono venuto, solo per vedere mio figlio!- disse Ed Doyle.

Peter sorrise di nuovo.

__________

Era sera, le luci s'erano automaticamente accese alla Stazione, e lungo le vie d'entrata ai laboratori. Il dottor Bish stava esaminando i record di Peter, il ragazzo era rientrato tardi, aveva dovuto farsela tutta a piedi assieme a suo padre, perché Ed Doyle aveva mandato via il taxi che aveva inizialmente preso alla stazione. [...]

-Prego Peter, firma quì, questo certificato attesta che oggi hai visto tuo padre. Noi non vogliamo coercizzare il tuo studio in nessun modo. Hai cenato?! Che cosa ne pensi di tuo padre, Ed Doyle?! E' la prima volta che lo hai incontrato da quando sei nato. Non sei mai stato preparato a questo incontro!. Che impressioni ne hai tratto?!- chiese il dottor Bish.

-No!, non ho ancora cenato!- disse Peter che dopo aver firmato il certificato continuò dicendo - E' un tipo insolito, molto emotivo, ha molti bias cognitivi errati. E poi, devo dire, che mio padre emanava  proprio uno strano odore!-.

-Gli esseri umani, possono sudare e dalle loro ghiandole emano ormoni ed odori, questo accade spesso specie quando c'é molto sole. T'abituerai anche te, quando inizierai a lavorare con gli esseri umani, in fondo sono della tua stessa razza. Anche te, prima o poi suderai - disse il dottor Bish.

-No!, non era l'odore del sudore umano, era invece un odore pungente, era un'odore che aveva impregnato i suoi vestiti, era un odore che l'avevo già sentito, ma sul momento non mi ricordavo dove l'avevo sentito. Poi facendo mente locale, sono riuscito a ricordare cosa fosse: é lo stesso odore, degli animali da laboratorio. Sì! é proprio lo stesso odore, degli animali che teniamo in laboratorio per gli esperimenti!- disse Peter che accennò un sorriso sarcastico.

Il dottor Bish sorrise in modo ironico, poi disse - Peter, penso di capire quello che mi vuoi dire. Anzi, Peter, devo dire che penso di capire esattamente, quello che mi vuoi dire, inclusa la velata metafora, che mi stai indicando!

Un silenzioso e complice sorriso sarcastico, si stampò nel volto del robot quanto di Peter.



lunedì 28 giugno 2021

venerdì 25 giugno 2021

Progenie - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Novembre 1954 - parte 2

 << Progenie - Philip K. Dick parte 1

Ed prese un caffè caldo, Janet un frappè al brandy, la Nymphite Room, era un ambiente buio, con comode poltrone, ogni poltrona aveva un piccolo tavolino basso di forma parallepipeda d'alabastro, dentro cui una lampada accesa, diffondeva in modo sfumato della luce fioca e biancastra, mentre nell'ambiente un leggero e sfumato sottofondo musicale molto calmo,  si diffondeva nell'ambiente. I robot camerieri passavano silenziosi a portare bevande, gelati, frappé, sandwich e quant'altro gli ospiti in attesa, avessero ordinato.

-Janet, sono tutt'orecchi, raccontami tutto!- disse Ed

-Non c'é poi molto da raccontare- rispose Janet mentre stendeva sul bordo superiore della propria poltrona, il suo tailler. Poi Janet disse - E' stato tutto molto rapido, ho conversato amabilmente per lo più con il dottor Bish- [...]

-Ma che cosa ti ha detto il dottor Bish di Peter?! A chi rassomiglierà?! Tra quanto potrà parlare?!- chiese Ed

-Dovrò chiamare il dottor Bish quando sarò tornata a casa. Peter inizierà ad interagire con te, appena te inizierai ad interagire con lui. Proviene dalla migliore banca dati eugenetica del paese- disse Janet.

-Pensi che mi faranno rivedere Peter?! Quanto tempo resterai in Ospedale a Los Angeles?! Fra quanto tempo ci daranno Peter?! Fra quanto tempo potremo portarlo a casa?!- chiese Ed

Janet rimase in silenzio, s'accese una sigaretta e continuò a sorseggiare il suo frappè al brandy, poi disse con un tono un po' scocciato - Ed, non so bene che cosa tu sappia dei bambini, ma tutto é cambiato dai tuoi tempi. Moltissime cose sono state scoperte, ci sono nuovi metodi, nuove tecniche, nuove tecnologie, per tirare su i figli. Mi fanno leggere un po' di libri a riguardo. Quindi, penso che tra pochi giorni mi manderanno a casa. Nel frattempo stanno testando e studiando quali sono le potenzialità di Peter, per testare le sue abilità latenti, e quale direzione prenderà il suo sviluppo. Così verrà subito instradato sul suo miglior percorso educativo. Poi quando sarà arrivato a NOVE anni...-

-Mio Dio! Janet!, noi non possiamo aspettare NOVE anni, prima d'avere nostro figlio!- esordì Ed alzandosi in piedi di scatto!

-No! Ed, sei te che non hai capito. Per DICIOTTO anni Peter deve restare con loro, devono toglierli quell'aria plasticosa, poi dopo Peter potrà stare con noi, tutto il tempo che vorremo!. Ed, cerca di fare la persona serie ed adulta e siediti, stai dando spettacolo!- rispose Janet

Ed tornò a sedersi, poi disse -Ho l'impressione che a te non interessi niente di Peter!, DICIOTTO anni sono tantissimo tempo!-

-Ed, non hai capito, questo tempo serve allo sviluppo di Peter per evitare che abbia conflitti con noi, é per il bene di Peter. Peter non é un cane od un gatto che girerà per casa, é un essere umano. Solo i robot possono dare una perfetta educazione!. I robot non danno ordini contrastanti, i robot non picchiano, i robot non bevono, i robot non s'arrabbiano, i robot non urlano. Sono solo i robot che possono dare la migliore educazione ai figli. Vuoi forse leticare ed avere dei conflitti con il nostro Peter in futuro?! Vuoi che Peter abbia delle nevrosi?! - chiese Janet.

-Ci vediamo dopo!- rispose Ed, che in modo laconico chiuse la discussione.

Ed Doyle sarebbe andato a far due passi e sopratutto a fare quattro chiacchere con il dottor Bish, perché questa storia delle nuove tecniche d'istruzione e di sviluppo ad Ed Doyle non andavano per niente giù. C'era di mezzo suo figlio, c'era l'istruzione di suo figlio ed i rapporti di suo figlio con i propri genitori. Ed Doyle era delle colonie, un posto dove ancora c'erano le maniglie delle porte che si aprivano con la mano, erano luoghi dove a nessuno sarebbe saltato in testa di far crescere il proprio figlio a dei robot. Fottuti aggeggi metallici, ancorché robot superiori dotati di una raffinata I.A. 

A sentir Janet, Ed Doyle avrebbe dovuto adattarsi al fatto che non avrebbe potuto vedere, parlare, giocare con suo figlio, almeno sino a quando questo non avesse avuto DICIOTTO anni. Praticamente quasi una vita!, quando ormai l'educazione e lo sviluppo di Peter sarebbe stato ultimato. Com'é possibile, che l'Ospedale potesse trattenere suo figlio per diciotto anni?! Era un periodo di tempo incredibile, dannatamente troppo lungo da attendere e da accettare.

__________

Il dottor 2g-Y Bish stava studiando l'uomo che gli era in piedi di fronte, mentre la subroutine software d'identificazione, cercava i punti critici umani di riconoscimento del volto, per dare un'identità alla persona che era immobile ed in piedi davanti al tavolino.

-Lei, é il signor Ed Doyle, viene da Proxima Centauri, è uno delle colonie, é venuto in quest'ospedale ed in questo ufficio 9 anni fà, per la nascita di suo figlio Peter- disse dopo un paio di secondi di attesa, il dottor Bish.

-Esattamente 9 anni fà!- rispose con un tono sarcastico Ed Doyle

-Prego signor Doyle, prenda una sedia e si segga. Cosa posso fare per lei?! Come sta la signora Doyle?!-

-Dottor Bish- l'interruppe con tono deciso Ed - Lei sa dove é mio figlio Peter?!-

Il dottor Bish tamburellava le dita sul tavolo, poi rispose -Sì!, so esattamente dov'é Peter. L'ho messo a studiare alla stazione di ricerca biologica di Los Angeles, suo figlio é una mente brillante. Ha dimostrato eccezionali capacità, potrà diventare uno dei pochi, uno dei pochi in cui abbiano rintracciato stupefacenti possibilità!. Suo figlio Peter, potrebbe diventare un luminare in biochimica, uno dei migliori biochimici al mondo!-

-Vorrei vedere mio figlio!- disse Ed Doyle.

-Che cosa significa vedere mio figlio?! Può definire meglio il concetto?!- chiese il dottor Bish.

-Penso d'essere stato sufficientemente chiaro- rispose in modo stizzito Ed Doyle che era rimasto in piedi.

-Vuole dire, Mr Doyle che lei vorrebbe solo vedere suo figlio Peter, oppure allude al modo di dire, per cui lei vorrebbe parlare con suo figlio Peter?!- chiese il dottor Bish. [...]

-Vorrei parlare con mio figlio Peter, per varie ore, senza che ci siano robots tra le palle!- sbottò nervosamente Ed Doyle.

-Capisco...- disse il dottor Bish che poi aggiunse - Ma non credo che lei, Mr. Doyle sia nella situazione emotiva adeguata, per poter incontrare suo figlio, lei ha appena fatto un lungo viaggio da Proxima Centauri. E' venuto sulla Terra per affari oppure per piacere?!-

-Sono partito da Proxima Centauri, per arrivare sulla Terra, perché voglio parlare con mio figlio Peter. Adesso é più chiaro, se la dico così?!- disse Ed Doyle con un tono di voce molto alterato.

-Suo figlio sta studiando biochimica, é in una fase critica della sua evoluzione...

Ed Doyle interruppe il dottor Bish -Ma Peter cosa ne pensa della biochimica?! E' quello che vuole studiare, oppure non gli piace e gliela fate studiare a forza?! Che cosa vuola fare da grande Peter?! Vuole diventare un biochimico oppure ha altre aspirazioni?!. Dottor Bish, mi dica dove posso trovare Peter, mi faccia parlare con mio figlio per un paio d'ore, poi il resto lo deciderà Peter!-

-Quale resto?!- chiese il dottor Bish.

Nella prima scansione dell'immagine di Ed Doyle, l'uomo aveva capelli scuri,  oggi invece s'erano fatti un po' bianchi, i vestiti che un tempo erano molto ben stirati, oggi apparivano poco curati, l'espressione di Doyle indicava che l'uomo stava perdendo davvero la pazienza, stava digrignando i denti in un modo tale, che la I.A. stimò che ben presto la reazione dell'uomo sarebbe diventata molto violenta. Ed Doyle aveva messo una mano in tasca e la sua posizione della mano in tasca, con uno strano rigonfiamento, poteva far supporre dal volume della tasca della giacca, la presenza di qualche tipo di arma da fuoco, che erano solitamente diffuse nelle arretrate colonie.

-Va bene!- disse il dottor Bish - questo foglio di carta, le da il diritto di vedere suo figlio, potrà osservarlo mentre studia ed é a lezione, inoltre lei ha il diritto di parlare con Peter per 90 minuti anche da solo. Può condurre suo figlio Peter anche fuori dal campus di studio biochimico, ma deve riportarlo entro i limiti di tempo che le saranno comunicati. Le ricordo, che suo figlio ha 9 anni, é in uno stadio cruciale dello sviluppo, ha appena scelto che tipo di studi fare, il ragazzo deve essere libero di seguire il suo percorso, senza subire traumi o stress emotivi. Peter sino ad oggi, non é mai stato in contatto con esseri umani, quindi contenga il suo comportamento, e sia molto prudente -

Ed Doyle afferrò rapido il foglio di carta che il dottor Bish li porse, e se ne andò rapido dall'ufficio.

>> Progenie - Philip K. Dick parte 3



lunedì 21 giugno 2021

Satellite by IF Worlds of Science Fiction (parte 2)

Un testo in due puntate di Scienza, scritto con un linguaggio discorsivo e divulgativo sul tema della missilistica. Così come Amazing Stories ebbe a proporre saggi divulgativi sul volo spaziale e considerazioni scientifiche su pianeti ed orbite terrestri, analogamente la rivista IF nel 1950s ebbe a ricalcare buona parte della linea editoriale originale di Hugo Gersback.


Estratto IF Worlds of Scien... by 65C02


Autori del testo: J.M.NUDING (Capo ingegnere di ricerca presso la North American Aviation ed Atomic Research Energy and Problems of Instrumentation) P.J.VANOUS (ingegnere senior delle microonde presso la Bendix Aviation, nella Missile Guidance Systems Division). Un interessante trattato, facile da leggere, per tenere presente quale fosse il livello di conoscenza scientifica diffusa nel 1950s grazie all'operato della rivista IF, che non pubblicava solo racconti di fantascienza.


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The Problem of Space Travel




sabato 19 giugno 2021

Progenie - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Novembre 1954 - parte 1

 Ed Doyle accorse, prendendo un taxi di superficie, l'uomo piazzò 50 crediti sulla testa del robot che guidava il mezzo, poi Ed Doyle si coprì il volto con un fazzoletto rosso e chiese con tono basso, d'essere portato all'Ospedale.

Il veicolo di superficie scivolò rapido nell'aria, prima di raggiungere in collina, il grande edificio dell'Ospedale. Il veicolo si fermò davanti all'entrata, Doyle saltò giù dal taxi con tre balzi, sotto gli occhi dei pazienti convalescenti che erano affacciati alla finestra a prendere aria, oppure deambulavano faticosamente, facendo riabilitazione, passeggiando lentamente nei pressi dell'entrata dell'Ospedale.

Ed Doyle entrò prepotentemente dentro la Hall dell'Ospedale, poi con foce affannosa, disse -Dove?! Dove é lei?! Dove sono loro?!- Tutti quelli che lavoravano o passavano dalla Hall si fermarono per un attimo, osservando l'uomo che era entrato così di fretta nell'Ospedale.

Janet era stata fortunata, su Proxima Centauri c'era un pessimo ospedale, ma la donna era stata spedita in tempo sulla Terra assieme al suo bambino, che sembrava voler anticipare la nascita.

Ed era corso da Proxima Centauri sulla Terra, per raggiungere Janet, presso il l'Ospedale Centrale di Los Angeles, per la fretta Ed aveva lasciato il pianeta rapidamente, portando con se solo una piccola ventiquattro ore. Adesso che Ed Doyle era arrivato nel bell'ospedale di Los Angeles si sentì un poì più rassicurato, così come quando ebbe a lasciare la Terra per andare a vivere sulle colonie, un posto dove ancora le porte si aprivano con le maniglie a mano e nelle strade c'erano dei lampioni a luce elettrica. [...]

Un robot attendente si diresse verso Ed Doyle, nello stesso istante il personale ed i pazienti che erano nella Hall dell'Ospedale tornarono a seguire le proprie funzioni, e le proprie richieste, ignorando l'uomo che era entrato nell'ospedale in modo così plateale ed irruente.

-Posso aiutarla?! Chi sta cercando?!- chiese il robot con un vistoso accento metallico, rivolgendosi a Doyle.

-Sì!, cercavo mia moglie!- rispose laconico l'uomo.

-Come si chiama?!-

-Janet Doyle, mia moglie ha appena partorito, ha avuto un bambino!- rispose con un pizzico d'orgoglio Doyle.

-Certo signore!- rispose il robot, dopo un paio di secondi di attesa, mentre a video sul petto, era comparso il messaggio che il robot stava consultando i record dell'Ospedale. 

-Prego, mi segua da questa parte!- concluse il robot.

-Come sta mia moglie?! Sta bene?!- chiese Doyle

-Sì!, sta piuttosto bene- rispose laconicamente il robot

Janet indossava un bel vestito blu molto chic, aveva una sigaretta tra i diti, era seduta su una bella sedia di mogano, mentre il dottore era seduto dall'altra parte della scrivania e sembrava stesse ascoltando ciò che Janet diceva.

-Ciao! Ed!- disse la donna, mentre vide entrare Doyle dalla porta - Sei arrivato adesso?!- chiese la donna.

-Sicuro! - poi Ed Doyle dopo una breve pausa aggiunse - E' finito tutto?! Cioé voglio dire... é già tutto finito?!-

Janet rise a 32 denti e disse -Sì!, é già finito tutto! vieni e siediti accanto a me, questo é il dottor Bish-

-L'evento é accaduto- disse il dottor Bish, con un lieve accento metallico. Ed Doyle comprese che il dottore era un robot di alto livello, dotato di una spiccata I.A. era stato assemblato con forme umanoidi, e non nelle bizzarre forme metalliche degli altri robot lavoratori o specializzati in funzioni specifiche. L'entità robotica aveva la pelle un pochino troppo chiara rispetto ad un essere umano, ma portava degli occhiali e persino un anello all'anulare sinistro che lo rendevano molto più umano di quanto non potesse sembrare. Leggermente legnoso nel movimento, l'uomo teneva le mani appoggiate sul tavolo senza gesticolare, ma il volto sembrava molto espressivo. A parte il piccolo particolare della voce leggermente metallica, solo da vicino ci si sarebbe accorti che l'entità era un robot e non un essere umano.

Janet invece non era cambiata per niente in questi sei mesi: continuava a fumare le sue sigarette, un piccolo volto rotondo, bionda, labbra rosse, e due occhi blu e gelidi come il ghiaccio.

-E' stato un lungo viaggio da Proxima Centauri a quì?- disse il dottor Bish che poi aggiunse - Non preoccupatevi, attualmente lo stanno lavando, gli devono mettere del collirio e poi fare un'applicazione di un'onda celebrale al cervello, ma é questione di pochi minuti.-

-Quindi é un bambino?!- chiese Doyle

-Certamente! non ricorda Mr.Doyle che lei era con me, quando decise di scegliere il sesso del nascituro.- disse il dottor Bish.

All'improvviso la parete della stanza, iniziò a diventare opaca, poi traslucida, infine trasparente. Ed allungò subito gli occhi per vedere: nella stanza c'erano robot assistenti e vari apparati, un robot teneva in mano una grossa scatola metallica e si stava approssimando a loro.

Ed Doyle scattò in piedi e s'avvicinò alla parete, contemporaneamente il dottor Bish disse -Mrs Doyle, non vuol dare una sbirciata?!-

-Certamente!- rispose Janet, che s'alzò non troppo velocemente e poi si pose accanto a Doyle, mentre la donna appoggiò le proprie braccia sul busto.

Il dottor Bish fece un gesto, il robot attendente allungò le proprie braccia metalliche, per mostrare quello che c'era nel contenuto della grossa scatola metallica, che conteneva una coperta bianca morbida.

>>  Progenie - Philip K. Dick parte 2



giovedì 17 giugno 2021

Satellite by IF Worlds of Science Fiction (parte 1)

Un testo in due puntate di Scienza, scritto con un linguaggio discorsivo e divulgativo sul tema della missilistica. Così come Amazing Stories ebbe a proporre saggi divulgativi sul volo spaziale e considerazioni scientifiche su pianeti ed orbite terrestri, analogamente la rivista IF nel 1950s ebbe a ricalcare buona parte della linea editoriale originale di Hugo Gersback.


Estratto di IF Worlds of Sc... by 65C02


Autori del testo: J.M.NUDING (Capo ingegnere di ricerca presso la North American Aviation ed Atomic Research Energy and Problems of Instrumentation) P.J.VANOUS (ingegnere senior delle microonde presso la Bendix Aviation, nella Missile Guidance Systems Division). Un interessante trattato, facile da leggere, per tenere presente quale fosse il livello di conoscenza scientifica diffusa nel 1950s grazie all'operato della rivista IF, che non pubblicava solo racconti di fantascienza.

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giovedì 10 giugno 2021

Widelands

Widelands ricorda molto un vecchio gioco chiamato The Settlers. Obbiettivo del gioco è creare un grande impero, far sviluppare il popolo per renderlo forte, libero e con un futuro florido!

http://wl.widelands.org/

lunedì 7 giugno 2021

sabato 5 giugno 2021

Racconti di Fantascienza gratis, in Inglese, di Isaac Asimov

Isaac Asimov alias Isaak Judovič Azimov (Petroviči 2 gennaio 1920 – New York 6 aprile 1992), fu uno scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense. Autore di numerosi romanzi e racconti di fantascienza e di volumi di divulgazione scientifica, la sua produzione é stimabile intorno ai 500 volumi pubblicati, su un eterogeneo cluster di argomenti scientifici, romanzo polizieschi, fantascienza umoristica e letteratura per ragazzi. Alcuni romanzi e racconti di fantascienza di Asimov ebbero delle trasposizioni cinematografiche.

Raccolta di racconti e libri di Asimov / PDF / Free Download

oppure, se rimarrete postati sul blog, in futuro li potrete avere GRATIS, in italiano, in PDF, tradotti e condivisi in Copyleft e/o convertiti in Audio Libri! ;-)

martedì 1 giugno 2021

Racconti di Fantascienza gratis, in Inglese, di Ray Bradbury

Raymond Douglas Bradbury (Waukegan, 22 agosto 1920 – Los Angeles, 5 giugno 2012) fu uno scrittore statunitense, innovatore del genere fantascientifico, nella sua carriera esordì anche come sceneggiatore cinematografico. Nel 1934, durante la Grande depressione, si trasferì con la propria famiglia in California, dove scoprì il mondo della fantascienza, tanto da iniziare a scrivere alcuni racconti sulle riviste del settore. Tra le sue prime opere si contano anche racconti polizieschi e noir.

oppure, se rimarrete postati sul blog, in futuro li potrete avere GRATIS, in italiano, in PDF, tradotti e condivisi in Copyleft e/o convertiti in Audio Libri! ;-)

domenica 30 maggio 2021

Pezzo da esposizione - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Agosto 1954 - parte 3

 << Pezzo da esposizione - Philip K. Dick parte 2

Miller tornò a casa, non c'era nessuno, uscì sul giardino ed attese sino a quando non passarono più auto e non c'era più nessuno in giro. Miller girò intorno alla propria casa, dietro le mura della sua abitazione notò che c'era un velo leggero, quasi invisibile, dietro cui si muovevano strane ombre. S'intravedeva nitidamente una sbarra metallica, era il passamano di sicurezza che lui aveva fatto porre dentro la mostra sul XX°secolo, per accedere da una piccola scala gradini, dentro la ricostruzione della casa del XX°secolo. 

Miller attraversò questo strano velo, e magicamente rientrò nel XXII°secolo: riconobbe subito il volto del controllore Fleming, che sembrava girovagare a vuoto per la mostra, con un'espressione preoccupata e sperduta, Fleming probabilmente era in cerca di Miller.

-Miller, vieni un attimo quà!- disse subito il controllore Fleming, che con il proprio dito indice, indicò la panchina dentro al museo, sulla quale c'era la valigetta 24 ore di Miller - Che cosa é questo strano oggetto?!-

-E' la mia valigetta, un artefatto del XX°secolo. Fleming, le vorrei far vedere la ricostruzione di una casa del XX°secolo- disse Miller, con il chiaro intento, di portare il controllore attraverso il varco multidimensionale, dentro al XX°secolo.

-No! grazie!- rispose Fleming. [...] 

Miller raccontò dei figli, della moglie e del tenore di vita del XX°secolo, senza rivelare chiaramente che per qualche arcano motivo, un varco multidimensionale s'era aperto dentro la sua mostra.

Fleming non era interessato a questa storia, Fleming era irrimediabilmente fermo sulla propria posizione: il XX°secolo era una civiltà morta e sepolta da 200 anni, e Miller era uno studioso tanto innamorato del suo lavoro, da non essere più capace di distinguere tra il suo oggetto di studio e la vita reale del XXII°secolo.

Giunse all'improvviso, di passo rapido ed energico, il potentissimo presidente del board Carnap, con al seguito il suo classico stuolo di assistenti. Carnap s'era precipitato al museo, evidentemente chiamato dal controllore Fleming, per le irregolarità perpetrate da Miller.

-Miller!, stupido imbecille! esca subito fuori da questa mostra!. Per gli imbecilli psicotici che non riescono a comprendere quale sia la realtà dalla fantasia, da tempo abbiamo varato la legge dell'eutanasia!. Adesso basta, deve finire questa mania del XX°secolo, é una civiltà morta e sepolta da 200 anni!. Questa é solo una ricostruzione, una mostra su una cultura antica!, dobbiamo anzi discutere delle sue numerose irregolarità!. Miller, si deve conformare!- disse sbraitando Carnap.

-No!- rispose con forza Miller che aggiunse - Per qualche strano motivo, s'è aperto un varco temporale o multidimensionale, vi si accede da dentro la ricostruzione di questa casa del XX°secolo. Io me ne vado dal XXII°secolo, non mi riconosco in questa cultura che opprime i liberi, che sopprime la libera opinione, che ha l'eutanasia per i dissidenti politici, io vado indietro nel tempo nel XX°secolo, e voi non mi potrete mai raggiungere!- [...]

-Miller, si sturi bene le sue stupide orecchie!- disse con tono irato il potente segretario Carnap -io ho già dato ordine di smantellare tra 23 ore questa stupida mostra, che ha un chiaro intento sedizioso e rivoluzionario. Miller, lei é uno psicotico, il suo mondo di favola collasserà tra meno di 23 ore. Poi volente o nolente, noi la faremo conformare alle regole del partito!- disse a gran voce il potente segretario politico Carnap.

-Stronzate!- rispose Miller, che corse dentro la casa, con il chiaro intento di rifugiarsi nel passato, varcando il portale multidimensionale.

In casa non c'era nessuno, i suoi figli forse erano ancora a scuola, ma nel frigo c'era ancora del latte fresco, era probabilmente quello che sua moglie Marjorie aveva comprato quando era andata a far shopping. Miller si stravaccò sul divano, era contento e felice come un bambino il giorno di Natale, era felice d'essere tornato nel suo XX°secolo, prese il giornale di oggi, che languiva sul tavolo del salotto. 

In prima pagina svettava la notizia:

L'URSS rivela d'aver costruito la bomba al cobalto!

La distruzione del mondo, é alle porte!



giovedì 27 maggio 2021

Creature of black lagoon ritorna su IF nel 1956

Sulla rivista IF Worlds of Science Fiction del giugno 1956 fu pubblicato il racconto di fantascienza "The Scamperers" scritto da Charles A.Stearns ed illustrato con sagacia dal disegnatore Paul Orban, in cui s'immaginò l'esistenza di esseri mutanti a forma di uomini rana, che vivevano nelle paludi. Si mescolò la fabula di H.G.Well -Isola del dr.Moreau- con la fabula di alieni saurici sapiens, riportando sull carta, dentro ad un racconto di SciFi, il mostro che già sguazzava nel cinema in "The Creature of the black lagoon" (1954) 

In realtà, la creatura anfibia & saurica della laguna nera, nacque nel 1939 dopo qualche permutazione!

  1. Wonder Stories Quaterly dell'inverno del 1931 ebbe a pubblicare il racconto di fantascienza "The Scarlet Planet" dell'autore Don M. Lemon, in cui nacquero gli alieni "rettiliani".
  2. Nel 1939 su Fantastic Adventures fu coniato il concetto dell'alieno saurico, il magazine antropomorfizzò l'entità, che prese in tutto e per tutto la corporatura quanto i lineamenti, di quello che poi Hollywood permuterà in Predator solo nel 1987.
  3. Nel 1949 su Amazing Stories nacque la genesi di "Things from another world", un mostro alieno era imprigionato nel ghiaccio...
  4. Nel 1954 nacque su pellicola "The Creature of the black lagoon" (1954) Hollywood pescò dall'immaginario delle Pulp Mags, riportando al tempo della pietra, l'alieno saurico che fu immaginato nel 1939
  5. Fu IF Worlds of Science Fiction nel 1952 in cui nacque il concetto del cacciatore spaziale: il personaggio era umano, ma Hollywood nel 1987 ebbe a permutarlo in altro modo, recuperando il concetto dell'alieno saurico del 1939 e mescolandolo con il grande cacciatore spaziale.
  6. Nel 1956 il mostro saurico ed anfibio, ritornò sulla carta, in IF Worlds of Science Fiction -The Scamperers-
  7. Nel 1971 i fumetti scopiazzarono spudoratamente il genere del 1956 e 1954 con "The Swamp Thing"
  8. Nel 1982 Hollywood riprese in mano il plot del -Il mostro della palude
  9. Infine 1987 il mostro anfibio :-) di razza saurica, evidentemente stanco e stufo :-) di sguazzare nella palude, divenne un super tecnologico feroce cacciatore alieno in Predator (1987)

Salvo errori ed omissioni involontarie :-) questo è il notevole curriculum vitae, degno di un oscar alla carriera, degli alieni saurici, nella letteratura terrestre di fantascienza!


lunedì 24 maggio 2021

Pezzo da esposizione - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Agosto 1954 - parte 2

 << Pezzo da esposizione - Philip K. Dick parte 1

Oppure poteva essere Edwin Carnap il presidente del board, la persona più potente del direttorato mondiale?!. I rumori sembravano provenire dalla riproduzione di una casa del XX°secolo, se Miller fosse vissuto in quel periodo, la sua casa sarebbe stata esattamente così, più o meno. Una villetta con giardino, con tre camere da letto, un paio di bagni, un garage, salotto e cucina con cucinotto. 

Miller entrò dentro la riproduzione della casa del XX°secolo, in cerca delle persone che aveva intravisto poco prima. Non c'era nessuno in salotto, nemmeno nelle camere da letto e non c'era nessuno nei due bagni. Dalla cucina provennero delle risa e dei rumori di piatti. Qualcuno stava consumando una classica colazione del XX°secolo: pancetta e ciambelle calde, con caffé nero lungo.

In cucina c'era una donna trentenne con due bambini, i quali erano seduti al tavolo di plastica e stavano terminando la colazione. L'orologio elettrico segnava le 8:30 di mattina, mentre la radio era accesa e sussurrava a bassa voce, le classiche trasmissioni mattutine del XX°secolo. Troneggiava in mezzo al tavolino la grande caraffa metallica di caffè nero lungo, ancora fumante, una bottiglia di latte a metà, con piatti e posate. La donna aveva una blusa blu e dei pantaloni bianchi i due ragazzi indossavano blu jeans, delle t-shirts e delle scarpe da tennis.

Miller rimase esterrefatto in silenzio, come surgelato, immobile ed impietrito sulla soglia della porta di cucina che era aperta.

-Questo, dovete chiederlo a vostro padre, appena torna dal lavoro- disse la donna.

-Glielo abbiamo già chiesto, e lui ha detto che noi possiamo!- risposero in coro i due ragazzi.

-E' meglio, se glielo richiedete un'altra volta- rispose la donna. [...]

All'improvviso uno dei due ragazzi si voltò, incrociò lo sguardo di Miller, il quale trasalì. Quello sguardo di quel ragazzo, gli era familiare, non gli era sconosciuto.

-Gee!- disse il ragazzo -Mi hai quasi spaventato, per un momento!-

La donna si voltò guardò Miller e disse -George!, che cosa stai facendo lì sulla porta, vieni a prendere il tuo caffé, che é già pronto!-.

Miller entrò in cucina, e si mise a sedere, si cavò un po' di caffè nero, ancora fumante, l'uomo osservava incredulo il fluido del caffè fumante, mentre fluiva nella tazza di porcellana che era sul tavolo. Tutto sembrava molto reale in quella strana simulazione.

I due ragazzi iniziarono a pressarlo di domande -Don ha detto, che te gli hai già detto, che noi possiamo andare a far camping lungo il fiume russo, con la scuola, é vero?!. Ted invece mi ha detto, che te gli hai detto, che io posso noleggiare un sacco a pelo, perché quello che ci passa gratis l'Armata della Salvezza ha un pelo sintetico a cui sono allergico.!-

-Sì!- rispose Miller titubante, il quale dedusse che i due ragazzi si chiamavano evidentemente Don e Ted. 

La donna s'avvicinò alla tavola, prese tutte le posate ed i piatti sporchi per portarli nel lavabo e rigovernarli, disse -I ragazzi, hanno detto che gli hai dato anche il permesso, di poter guidare l'auto per un po', ma solo lungo la rotabile non asfaltata, quando non ci sono altre auto-.

Miller era seduto al tavolo in silenzio, la sua testa ronzava di pensieri come un autocarro del XX°secolo. Era forse impazzito?! 

E' possibile che la ricostruzione del XX°secolo che aveva fatto, in 3d e che era processata, fosse davvero così convincente?!. Fuori dalla finestra c'erano persone che camminavano, auto che si muovevano, sembrava tutto davvero reale. Cosa diavolo era successo?! Miller era davvero tornato indietro nel tempo, nel XX°secolo?!

La donna all'acquaio si chiamava Marjorie, questo pensiero sovvenne nella mente di Miller.

La donna disse -George!, ma che fai ancora lì seduto al tavolo!. Prendi l'auto e vai a lavorare, prima che il vecchio Davidson, inizi tuonare, dal suo ufficio!-

Davidson, questo cognome era rimasto incollato nella mente di Miller, il nome gli era familiare. Davidson era un uomo anziano, con i capelli bianchi, lavorava alla United Electronic Supply, il suo negozio era un posto storico nel grande grattacielo di San Francisco.

Miller s'alzò dal tavolo, annuì guardando la donna, ma Miller restò in silenzio, s'allontanò dalla cucina, attraversò il salotto come fosse stato un fantasma, aprì la porta e vide che fuori era una splendida giornata di sole, con poche nuvole ed un tiepido calore primaverile. C'erano molte auto che si muovevano lungo il viale della Virginia, era tutte dirette verso l'incrocio di Shattuck. Poteva vedere il ponte sulla baia di San Francisco e tutte le altre zone. Parcheggiata davanti casa c'era una Buick.

-Allora!, possiamo andare al camping?!- chiese Ted.

-Ted!, senti, c'è qualcosa di strano quà!- disse Miller

-Tipo cosa?!- chiese Ted

-Oggi é venerdì?!- chiese Miller.

-Certo!- rispose Ted

Come faceva a sapere Miller che oggi era venerdì, se i giorni della settimana erano stati cambiati dal direttorato?!. [...] 

Poi d'un tratto Miller fu invaso dai ricordi. 

-Oggi é venerdì...- ebbe a ripetere Miller -Il venerdì per colazione mangiamo sempre bacon ciambelle, perché lo zio Frank mangia con noi il Sabato e la Domenica, ma lui é allergico alle ciambelle e così nei week end, noi non mangiamo mai bacon e ciambelle. Frank é il fratello di Marjorie, Frank s'era arruolato nei Marines ed era caporale, ha fatto la I°guerra mondiale!-

Ted e Don dissero -Ciao!, ci vediamo stasera, noi andiamo, altrimenti facciamo tardi a scuola!-.

Miller annuì, tornò dentro casa, andò in cucina, i ricordi lo stavano iniziando a sopraffare. Miller disse -Marjorie, oggi non vado a lavoro, non mi sento bene. Non ci sto con la testa. C'é qualcosa che non va, e non riesco a mettere le cose a posto. E' meglio se faccio un salto dal Dr. Grundberg, al palazzo dei dentisti e dei medici.-

_________

Adam Grundberg era uno strizzacervelli, sulla quarantina, con capelli castani, molto piazzato e con grossi occhiali da vista rotondi, ascoltò in silenzio Miller, il medico non disse mai una parola per interrompere Miller.

Infine il medico chiese -Quando ha preso il giornale, oppure quando é andato in cucina, é successo un incidente o qualcos'altro?!-

-No! non credo, é tutto molto confuso. Non ricordo nemmeno d'aver mai preso il quotidiano ed averlo letto o sfogliato.- disse Miller. Poi l'uomo aggiunse -Il fatto é che non trovo più la mia valigetta. Dentro c'erano tutti gli artefatti del mio tempo. Non la trovo più, eppure sono sicuro d'averla lasciata accanto a me, sulla panchina, quando ero al museo sul XX°secolo.-

Il volto di Miller scurì poi disse -Si rende conto dottore, che tutto questo, incluso lei, é solo la ricostruzione 3d di una simulazione immersiva del XX°secolo, e che tutto questo non é reale!. E' solo un sogno, un sogno ben costruito e perfettamente assemblato, tanto da non essere distinguibile dalla realtà a meno che uno non si svegli!-

-Questo pensiero, Miller, lei l'ha avuto prima o dopo, rispetto a quando ha preso il giornale?!- chiese il dottor Grundberg.

-Siamo dentro ad un museo, questa é una replica, una simulazione 3d del XX°secolo. Voi non siete a San Francisco, ma siete la riproduzione virtuale e simulata di un'esposizione antica dedicata al XX°secolo, il mondo reale é nel XXII°secolo. Voi non siete reali, state dentro al museo di Storia Antica di New York- disse Miller che poi aggiunse -ed io, sono il curatore della mostra del XX°secolo!-

-Gli esaurimenti nervosi ed il rifiuto della realtà sono spesso comuni oggi, la grande tensione, la grande responsabilità causano una sorta di rigetto della realtà, Miller si ricorda dove ha messo il giornale?!. E' quella la causa che ha generato questa situazione, c'era una notizia che ha letto e che le ha scatenato il rifiuto della realtà- disse il dr. Groundberg.

-Ancora con questo giornale?!. Tutto questo non é reale, il mio io, sta proiettando dentro la simulazione, i ricordi dei parenti lontani e delle persone del XX°secolo, che popolarono questo tempo. Sono solo ombre dentro la mia mente! Niente é reale!- rispose Miller.

-E' solo una frustrazione del suo lavoro, si sente un piccolo meccanismo in questa società ed il suo cervello ha creato una via di fuga immaginaria, un mondo del futuro. Un mondo popolato da robot e da razzi che salpano verso Marte e Giove dallo spazioporto di La Guardia. Lei vorrebbe vivere nel mondo del futuro, perché gli stress e le tensioni del mondo di oggi e del suo lavoro e le responsabilità della famiglia la stanno opprimendo. Miller, dove ha lasciato il giornale?!- disse il dottor Groundberg.

-Sulla panchina! dentro al museo di New York, nel dipartimento di storia antica, nella mostra sul XX°secolo che io ho organizzato!.- rispose sicuro Miller.

-Questo posto non esiste- disse il dottor Groundberg che poi aggiunse -Miller, provi ad immaginare un luogo, in questo XX°secolo, dove avrebbe potuto lasciare il giornale e dove avrebbe potuto sedere su una panchina e dove tutto é cominciato. E' lì che s'è scatenato lo shock ed il rifiuto della realtà. Per lei il futuro del XXII°secolo é reale quanto il passato del II°secolo. Ma entrambi non possono essere reali, uno dei due é solo una sua immaginazione, una fuga dalla realtà. E' per questo che non vuole trovare niente nel XX°secolo, mentre la sua mente ha posto tutto quello che pensa sia importante in un distante futuro. E' il rifiuto della realtà del presente del XX°secolo. Però se lei ritorna sulla panchina, e ritrova il giornale, se lo rileggerà, allora si renderà conto che non esiste un'altra realtà posta in un distante futuro!-

>> Pezzo da esposizione - Philip K. Dick parte 3



domenica 23 maggio 2021

Bombadiere Valkyrie immaginato nell'aprile 1956

Nell'aprile del 1956 la rivista di fantascienza IF Worlds of Science Fiction, ad apertura del magazine propose un disegno, in cui s'immaginava che l'USAF avrebbe presto dispiegato in linea, dei bombardieri supersonici, propulsi da motore nucleare.

Le forme aerodinamiche del disegno, sono simili al bombardiere supersonico B58 Hustler che tuttavia nel 1956 era ancora un protitipo, dato che sarebbe entrato nell'USAF nel 1960 e poi ritirato nel 1970

A mio avviso però, le forme aerodinamiche del disegno di IF del 1956, sono assai più simili a quelle del X-B70 Valklrie che sarà progettato ed assemblato solo nel 1964. Il velivolo X-B70 non era alimentato da un reattore atomico, ma da carburante avio, l'X-B70 sarebbe stato un bombardiere da Mach 3.0 ma consumava così tanto carburante, che l'USAF non lo mise mai in produzione, essendo troppo costoso far volare, mentre la costruzione di ICBM Minuteman sarebbe stata molto più economica ed efficace militarmente.

Il X-B70 fu anche protagonista di un'incredibile incidente aereo con un F104 in un volo promozionale, di cui è rimasta traccia storica!



venerdì 21 maggio 2021

Racconti di Fantascienza gratis, in Inglese, di Richard Matheson

Richard Burton Matheson (20 Febbraio 1926 – 23 Giugno 2013) fu uno noto scrittore americano di successo, scrisse numerosi libri e dozzine di racconti fantasy, horror, fantascienza. Dopo aver servito nell'US Army dal 1943, sopravvivendo alla WWII in Europa, Matheson si trasferì alla scuola di giornalismo nel Missuri e poi in California.

Una raccolta di racconti di Richard Matheson la potete trovare in originale, in PDF, in Free Download

I am legend - R. Matheson / PDF / Free Download

The Third from the Sun - R. Matheson / PDF / Free Download

Being, Descent, Brother to the Machine - R. Matheson / PDF / Free Download

The Best of Richard Matheson / Online reading 


oppure, se rimarrete postati sul blog, in futuro li potrete avere GRATIS, in italiano, in PDF, tradotti e condivisi in Copyleft e/o convertiti in Audio Libri! ;-)

mercoledì 19 maggio 2021

Caterpillar & rover & robot lunari nell'aprile 1954

Sulla rivista IF Worlds of Science Fiction, in apertura della rivista nell'aprile del 1954 fu pubblicato un disegno, in cui s'immaginava la presenza di Caterpillar lunare. Il mezzo era una via di mezzo tra un trattore ed un rover, anche con capacità robotiche tali da poter essere teleguidato dalla Terra con segnali radio. Il mezzo, se guidato da un astronauta sarebbe potuto essere un mezzo di locomozione ed esplorazione della Luna. In alternativa od in caso d'emergenza, il rover lunare sarebbe potuto essere teleguidato con onde radio dalla Terra.

E' un interessante spunto fantascientifico molto plausibile, considerato che la NASA ancora nel 1954 non era stata istituita, dato che l'ente spaziale USA sarà fondato solo nel 29 luglio 1958



lunedì 17 maggio 2021

Le Politiche INTERVENTISTE Aliene di Contatto Puntuale

Come tutti i “brand”, anche il blog "Mia Fantascienza" avrà testimonials: quale migliore testimonials di due alieni, per supportare un blog di Fantascienza?! ;-)

Ezezel e Tehia, sono due personaggi di “fantasia” che potete conoscere letterariamente, dentro vari ebook della collana JDAB.

Ho deciso, che quando sarò colto da una pulsione irresistibile a scrivere un racconto di SciFi, darò spazio con piccoli racconti ai due nuovi testimonials del blog :-)


Quando qualche soggetto sulla Terra, s'accorge dell'esistenza degli alieni, poiché gli Alieni monitorizzano i social media con una latenza di 7 giorni, ed intercettano le trasmissioni dei Mass Media terrestri, per ragioni di studio scientifico, quando gli Alieni s'accorgono che qualcuno sulla Terra, s'è accorto della loro presenza, allora emerge un primo potenziale interesse alieno verso il soggetto in questione.

Questa é anche la ragione, perché agli alieni piaccia la Fantascienza terrestre: gli alieni sono CURIOSI di vedere come i terrestri immaginano gli Alieni, nonostante chi scriva di loro, non li abbia mai incontrati!.  

L'interesse alieno svanisce rapidamente, se il potenziale candidato terrestre, in buona sostanza "canna vistosamente ogni cosa sulla cultura Aliena". 

Se invece, il potenziale candidato argomenta cose ragionevolmente corrette sulla cultura Aliena, allora l'interesse alieno per il soggetto cresce: s'apre concretamente la possibilità di un contatto puntuale, perché la I.A. aliena che macina i dati estratti dai segnali terrestri, evidenza il possibile candidato nella colonia di Gonor.

Perché si possa aprire una procedura di "contatto alieno puntuale", occorre che il candidato terrestre sia "degno", e sia capace di "sostenere una qualche conversazione", che solitamente verte sulla cultura umana. Sulla colonia di Gonor, si contano sulle dita di una mano, quelli che cercano di capire con qualche successo, cosa accada sulla Terra. Usi & Costumi sulla Terra sono così diversi da quelli Alieni, che gli Alieni capiscono veramente poco o niente della cultura umana in Economia, Politica, Diplomazia, Giurisprudenza, Demografia ecc... Il grosso dello studio della cultura umana é svolto da I.A. le quali non di rado s'affidano ad esseri umani contattati, per avere dati e valutazioni argomentate, su quello che "accade in questa o quell'altra tribù umana".

Furti, Omicidi, Violenze, nella cultura Aliena sono cose sconosciute: il potenziale candidato deve passare positivamente una serie di TEST, sulla valutazione dei BUGS CAPITALI, oltre a dimostrare di non avere retro-pensieri ostili contro gli Alieni, ed essere un essere umano per niente o poco veniale.

Se il soggetto passa questi primi test "psico-attitudinali", allora possono iniziare i primi contatti.

Questi sono sempre filtrati con GHIU-Graphics Human Interface Unit, che fanno credere al cervello umano, d'interagire in un ambito sicuro e privo di rischi, con esseri umani. Questa finzione, serve per ridurre il disagio, la paura, lo stress di un primo contatto con un alieno, che potrebbe scatenare panico & violenza.

Contemporaneamente, seguono una serie d'esami medici, per ridurre i rischi sanitari per ambo le razze, nonchè esami medici di carattere scientifico, sullo stato medio di salute del soggetto contattato.

Terminata questa procedura, inizia una graduale conoscenza con la cultura aliena, questa dipende dalla curiosità aliena, dall'amicizia, la fiducia, che si stabilisce tra il contattato e l'Alieno ed il BioBot che cura il contatto.

Può accadere che se il soggetto ha un livello bassissimo di BUGS CAPITALI, per mantenere la specialità funzionale, ma allargando la varietà genetica della colonia, quanto per traslare il rapporto di amicizia in parentela, é possibile che sia prelevato DNA umano, poi manipolato e/o mescolato, ed infine usato per creare qualche entità ETH che sarà legata al DNA del contattato.

Nel contatto puntuale, é cosa comune che per osmosi involontaria, sia nell'essere umano quanto nella controparte aliena, vi siano assimilazioni d'abitudini & valori alieni ed umani in modo incrociato, che rendono la comprensione della cultura aliena e lo studio della cultura umana, più semplice per entrambi i soggetti.

Gli alieni sono per loro natura, più empatici, più collaborativi, più altruisti degli esseri umani: é spontaneo per loro "consigliare e collaborare" con esseri viventi ancorché meno intelligenti (sia perchè meno evoluti, sia perché con minore volume cranico, sia perché i terrestri sono dotati di un minor rapporto massa.celebrale/massa.corporea) ma comunque moralmente degni, di un contatto puntuale. 

Io sono sempre affascinato dalla tecnologia aliena, quando posso l'osservo con attenzione, ed anche se non sono molto intelligente, e non sono neppure sufficientemente ferrato in Fisica e Chimica e BioChimica, cerco d'intuire almeno i principi generici del funzionamento.

Oggi vi parlerò di Ahbel: probabilmente è un "biobot senziente" dotato di I.A. un classico esempio di "tecnologia di SciFi Black Box"

Ahbel parla in italiano corretto, é molto avaro di frasi, dice sempre affermazioni cortissime, non ha accenti o localismi. 

Una volta aggiunse il prefisso e suffisso "deh", ad una frase cortissima, per farmi capire che aveva scaricato la libreria dell'Italiano, declinato nel dialetto labronico. Ahbel, avrebbe potuto comprendere così le mie strane e colorite metafore, che altrimenti gli apparivano imperscrutabili e criptiche.

Io, sinceramente non ho ancora capito se la sua voce risuonava nella mia mente per via telepatica, oppure se la voce maschile e giovanile, simile ad un essere umano, aveva un proprio suono.

Quando gli ho chiesto come si chiamasse, ha risposto Ahbel, ma potrebbe essere anche Jabel o cose così. Ahbel non ha aggiunto altro.

Quando gli ho chiesto chi fosse, il vestito bianco dall'aspetto plasticoso e lucente, ha mostrato tante righe verticali nere. Nella mia mente, é comparsa dal niente, senza sapere come fosse arrivato questo pensiero, l'immagine di un Apple Macintosh II quanto di un Apple II GS. In effetti il vestito di Ahbel, era diventato simile al case dei due computer, salvo essere lucente come fosse stato d'alabastro con un lampadina accesa. Ahbel o Jabel, però non ha detto niente.

Quando gli ho chiesto cosa volesse, ha detto che leggeva i miei blog, ero il loro referente per avere una valutazione su cosa accadesse nella tribù italiana. Questo é lo strano pensiero, che m'è piovuto nella testa, così dal niente.

Quando gli ho chiesto cosa facesse, Ahbel ha allungato una manica, dalla manica é spuntata una mano molto piccola, era dotata di 4 diti, falangi minuscole e lunghe, l'arto aveva un aspetto plasticoso ma anche lucente, aveva dei polpastrelli strani, simili a ventose. Ahbel ha puntato il mio notebook, poi ha detto che i libri, le immagini e le signorine.xxx che erano nell'hard disk, erano cose interessanti. 

Quando gli ho chiesto, come facesse a galleggiare nell'aria, Ahbel ha detto che aveva un proprio campo di forza. Non ha aggiunto altro.

Io ho provato ad accendere la luce del lampadario, volevo capire meglio, ma l'interruttore non ha funzionato.

Ho chiesto ad Ahbel come mai l'interruttore del mio lampadario non funzionasse. Nella mia mente, senza sapere come fosse arrivato questo pensiero, é comparsa l'idea che l'interruttore in modo temporaneo era stato magnetizzato, onde inibire il transito della corrente elettrica.

Gli ho chiesto, perché la piccola luce di servizio (posta in basso sulla spina elettrica vicino alla porta che tengo sempre accesa di notte), funzionasse.  Nella mia mente, senza sapere come fosse arrivato questo pensiero, é comparsa l'idea che la piccola lampadina non era sgradita ad Ahbel.

Ahbel galleggiando nell'aria, s'è poi avvicinato alla mia libreria, dove ripongo DUE dei miei TRE cellulari. Il mio smartphone che uso per le telefonate, quanto il mio cellulare GSM che non uso più (avendo una pessima telecamera, l'ho messo da parte). Ho poi un terzo cellulare che é mezzo guasto, ma uso ancora come torcia e sveglia. 

Ahbel ha detto -NE HAI TRE- mentre il suo braccio e la sua mano, indicavano i due telefonini.

Gli ho chiesto perché s'interessasse ai miei cellulari. Ahbel non mi ha risposto.

Chi legge questo racconto di SciFi, spero non pensi che Ahbel sia un "angelo custode", perché io non ho mai visto un essere spiritico, interessarsi a gadget tecnologici terrestri.

Prima che Ahbel attraversasse la parete di cemento, sparendo nello stabile accanto, mi ha fatto "ciao ciao" con la manina, senza dire nient'altro.

<< Di cosa parlano gli alieni nella Base di Gonor?!


p.s.
Se dopo la lettura, di questo spiegone di fantascienza ;-) vi fosse germinato il sospetto, che degli alieni stiano davvero sponsorizzando gratuitamente il mio blog di SciFi ;-D allora... il mio raccontino avrà raggiunto il suo obiettivo!