martedì 29 giugno 2021

Progenie - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Novembre 1954 - parte 3

 << Progenie - Philip K. Dick parte 2

Ed Doyle riconobbe a stento suo figlio, quando comparve tra due robot che lo accompagnarono alla Stazione, poco distante da dove Doyle aveva parcheggiato la sua auto di superficie.

Ed aprì lo sportello con il cuore che gli batteva a mille disse -Ciao Peter!-

Gli occhi di Peter erano grandi e marroni, come quelli di Ed Doyle. I capelli di Peter erano vagamente biondi, come quelli di sua madre Janet. Il volto e la mascella volitiva, erano come quelli di suo padre Doyle. Nove anni erano tanti, erano stati proprio tanti per Ed Doyle, lo aveva visto che era un frugoletto di pochi decimetri, ed adesso vedeva un ragazzino di 9 anni, che stava crescendo forte e sano e di cui ogni buon padre ne sarebbe stato fiero.

-Allora!, Peter, come cavolo é star quì sulla Terra?!- chiese Ed.

Il ragazzo non rispose, guardò l'auto e vide che dentro l'auto c'era un robot guidatore che disse -Entra!-.

Il ragazzo entrò nell'auto, Ed disse -Sì!, abbiamo posti da vedere, vari luoghi da visitare insieme!-

Peter non rispose, era silenzioso, Ed ebbe la netta impressione che suo figlio Peter fosse sospettoso, osservava meticolosamente il vestito di Ed, che era polveroso, sgualcito, con le scarpe poco pulite.

Ed Doyle storse la bocca, poi disse -Sai Peter!, sono appena sceso dall'astronave, sono partito da Proxima Centauri, é stato un lungo viaggio, non ho proprio avuto il tempo di cambiarmi vestito. Sono un pochino impolverato, il viaggio é stato lungo!-

Peter disse le sue prime parole -4.3 anni luce, vero?!-

-Esatto! in appena 3 settimane di viaggio!- poi Ed si rivolse al robot guidatore e disse - Prego partiamo, guidi fuori città, andiamo in campagna!. Io odio le metropoli e le grandi città, non ci sono abituato!-

-Non ci sono metropoli nella colonia di Proxima Centauri?! Non sei abituato alle grandi città?!- chiese Peter che sembrava essersi scongelato dopo il primo impatto. 

Il cuore di Ed Doyle smise di battere in modo accelerato, finalmente suo figlio sembrava un pochino scongelato.

-No!, sono andato a vivere sulle colonie di Proxima Centauri, proprio perchè io non sopporto le grandi città!- disse Ed.

Peter questa volta non disse altro.

L'auto intanto lasciò rapidamente il complesso di mega caseggiati di cemento, ed iniziò ad addentrarsi in campagna, c'era pochissimo traffico, anche perché quasi nessuno più usava le auto di superficie, il grosso del trasporto privato quanto commerciale, da tempo sulla terra era stato trasferito su per aria, per cui le auto sulla Terra stavano iniziando a scomparire.

-Sai Peter, io ti ho visto appena nato, adesso ti rivedo dopo 9 anni, é veramente tanto tempo!, dimmi Peter come stai?!- chiese Ed.

-Sì! lo so, che eri venuto a vedermi, c'erano le informazioni nei logs dell'ospedale, che mi sono stati girati, per farmi conoscere la mia storia- rispose Peter.

-Ma come Stai?! Insomma, ti hanno trattato bene?!- chiese Ed

-Sì!, sto bene, Sì!, mi hanno trattato bene- rispose Peter.

-Prego autista!, fermi l'auto quì- disse Ed Doyle

-Ma quì non c'è assolutamente niente!- rispose il robot guidatore

-Esattamente! é proprio per questo che mi voglio fermare quì!. Faremo quattro passi a piedi. Poi torni pure in città- disse Ed

-Dove andiamo?!- chiese Peter

-Facciamo quattro passi in campagna, c'é un bel posto poco sopra quella collina, con un panorama splendido della città!. Ci sono poi alcuni alberi, staremo al fresco, riparandoci da questo Sole e da questo caldo. Potremo fare quattro chiacchere da Padre a Figlio!- disse Ed, mentre uscendo, prese dalla tasca la sua pipa e vi mise del tabacco e poi l'accese.

-Che cos'é?!- chiese Peter

-E' una pipa!, non l'hai mai vista?!- chiese sorridendo Ed

-No- rispose Peter

-La comprai su Proxima Centauri, tanto tempo fà, circa 25 anni fà se non vado errato. All'epoca avevo 19 anni, più del doppio dei tuoi anni che adesso hai te. Fu proprio a 19 anni che migrai su Proxima Centaruri per andare a lavorare come idraulico. All'epoca, c'erano grandi cartelloni pubblicitari, che dicevano che sulle colonie si sarebbe diventati tutti ricchi, facendo milioni di dollari a palate- Ed Doyle rise sarcastico.

-E poi com'é andata?!- chiese Peter

- Non malaccio, adesso ho una mia ditta, la Proxima System, facciamo riparazioni e manutenzioni ed anche costruzioni. Ci sono 600 persone che lavorano nella mia azienda, non é stato facile realizzare tutto questo!. C'é voluto del tempo. Hai fame Peter?!- disse Ed

-Cosa?!- domandò Peter

-No!, dicevo, Hai fame?! Mi sono avanzati dei panini che mi sono portato da casa, una parte li ho consumati sul traghetto spaziale. A me non piace comprare il cibo sui traghetti, ti spelano! ossia la pietanze quando le bibite o l'acqua minerale, insomma costano davvero un botto, se si comprano sui traghetti spaziali!- disse Ed.

-No! grazie- rispose Peter che era tornato ad essere silenzioso, la conversazione procedeva a monosillabi, il ragazzo era ritornato poco empatico, legnoso e privo d'emozioni, praticamente un pezzo di ghiaccio, anzi un pezzo di ferro come i robot.

Ed mangiava un panino, era nervoso, meditava sul comportamento gelido e scarsamente empatico di Peter, all'improvviso da un albero scese uno scoiattolo, Ed Doyle gli lanciò un pezzo del suo tramezzino, l'animale s'avvicinò e ne mangiò un morso, gli piacque, l'animale lo strinse tra le zampette, poi tornò a correre rapidamente sopra l'albero da cui era sceso.

-Hai visto Peter!, é uno scoiattolo! Hai mai visto uno scoiattolo dal vivo?!- chiese Ed

-Non lo so- rispose Peter.

-Sai, quì sulla Terra, stanno cementificando praticamente quasi tutto, presto anche quest'area finirà cementificata. Forse ci faranno case, oppure delle fabbriche o delle altre strutture!. Prima o poi, finirà che con la sovrappopolazione che c'é sulla Terra, finiranno per tagliare tutti gli alberi che ancora sono rimasti sul pianeta!.- disse Ed

-E' oltre il nostro scopo!- disse Peter

-Cosa?!- chiese Ed

-Non ci vengono fornite questi tipi d'informazioni, sono oltre il nostro ambito di studio. Non sono dati, fatti e tendenze che sono pertinenti con il mio corso di studi, io studio per Biochimica - disse Peter.

-Ho capito!- disse Ed che poi aggiunse -Ma come t'è venuto in mente di studiare proprio biochimica, piuttosto che qualcos'altro?!-

-I test hanno dimostrato che io ho una predisposizione per questa materia- rispose Peter.

-Ho capito!- disse Ed che poi chiese -Ma ti piace proprio la BioChimica?!-

-E' una domanda strana, direi priva di significato. E' il mio lavoro, é quello per cui sto studiando, quindi direi che mi piace- rispose Peter

-Mio Dio Peter!, quando io avevo 9 anni, andavo a scuola, a volte marinavo la scuola ed andavo in giro un po' quì ed un po' là,  giocavo con i miei amici, leggevo libri e riviste di fantascienza, e poi andavamo di nascosto a vedere cosa facessero nello spazio porto, ed eravamo tutti appassionati di razzi e navi spaziali!. Immaginavo di fare milioni di cose e nessuna in particolare!. Quando fece i miei 16 anni, volai su Marte e vi restai per un po', mantenendomi lavorando. Poi volai su Ganimede, ma non c'era niente di particolare che mi piacesse là, e così finii abbindolato dalla pubblicità dei cartelloni a 19 anni, andando su Proxima Centauri.-

-Stai ancora su Proxima Centauri?!- chiese Peter

-Certo! c'ho trovato esattamente quello che cercavo!. E' davvero un bel posto!. Adesso sto iniziando una nuova attività su Sirio, ad 8 anni luce dalla Terra. E' un viaggio lungo, ci sono meteore da schivare, campi di meteoriti da monitorare e scantonare, insomma é un viaggio in cui di certo non t'annoi!- disse Ed

-Lo posso immaginare- disse Peter.

-Su Sirio abbiamo un piccolo posto, ci sono volute delle piante speciali per tirarle su, dato il contesto. C'ho lavorato io stesso, ma sarei felice se magari tu ci potessi dare un'occhiata e magari migliorare un po' quello che ho iniziato. Dimmi Peter, non ti piacerebbe andare su Sirio, a dare un'occhiata. C'é un pianeta quasi vuoto, con pochissime famiglie che ci vivono sopra. Oceani, mari, montagne vergini, con tanti animali e tante piante allo stato naturale. Sono tutte da studiare. Sirio é un po' com'era Proxima Centauri un po' di tempo fà. Nessuna città, solo la natura che ha disegnato un ambiente incontaminato!- disse Ed.

Peter sorrise.

-Perché sorridi?!- chiese Ed

-Nessuna ragione in particolare- rispose Peter.

-Beh!, se dobbiamo tornare alla Stazione é meglio se c'incamminiamo, altrimenti faremo tardi!- disse Ed

-Quando tornerai sulla Terra?!- chiese Peter

-Non lo so, non ci capito spesso sulla Terra, poi con tua madre Janet, da quando ci siamo separati, non ho ragione di passare sulla Terra. Sono venuto, solo per vedere mio figlio!- disse Ed Doyle.

Peter sorrise di nuovo.

__________

Era sera, le luci s'erano automaticamente accese alla Stazione, e lungo le vie d'entrata ai laboratori. Il dottor Bish stava esaminando i record di Peter, il ragazzo era rientrato tardi, aveva dovuto farsela tutta a piedi assieme a suo padre, perché Ed Doyle aveva mandato via il taxi che aveva inizialmente preso alla stazione. [...]

-Prego Peter, firma quì, questo certificato attesta che oggi hai visto tuo padre. Noi non vogliamo coercizzare il tuo studio in nessun modo. Hai cenato?! Che cosa ne pensi di tuo padre, Ed Doyle?! E' la prima volta che lo hai incontrato da quando sei nato. Non sei mai stato preparato a questo incontro!. Che impressioni ne hai tratto?!- chiese il dottor Bish.

-No!, non ho ancora cenato!- disse Peter che dopo aver firmato il certificato continuò dicendo - E' un tipo insolito, molto emotivo, ha molti bias cognitivi errati. E poi, devo dire, che mio padre emanava  proprio uno strano odore!-.

-Gli esseri umani, possono sudare e dalle loro ghiandole emano ormoni ed odori, questo accade spesso specie quando c'é molto sole. T'abituerai anche te, quando inizierai a lavorare con gli esseri umani, in fondo sono della tua stessa razza. Anche te, prima o poi suderai - disse il dottor Bish.

-No!, non era l'odore del sudore umano, era invece un odore pungente, era un'odore che aveva impregnato i suoi vestiti, era un odore che l'avevo già sentito, ma sul momento non mi ricordavo dove l'avevo sentito. Poi facendo mente locale, sono riuscito a ricordare cosa fosse: é lo stesso odore, degli animali da laboratorio. Sì! é proprio lo stesso odore, degli animali che teniamo in laboratorio per gli esperimenti!- disse Peter che accennò un sorriso sarcastico.

Il dottor Bish sorrise in modo ironico, poi disse - Peter, penso di capire quello che mi vuoi dire. Anzi, Peter, devo dire che penso di capire esattamente, quello che mi vuoi dire, inclusa la velata metafora, che mi stai indicando!

Un silenzioso e complice sorriso sarcastico, si stampò nel volto del robot quanto di Peter.



lunedì 28 giugno 2021

venerdì 25 giugno 2021

Progenie - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Novembre 1954 - parte 2

 << Progenie - Philip K. Dick parte 1

Ed prese un caffè caldo, Janet un frappè al brandy, la Nymphite Room, era un ambiente buio, con comode poltrone, ogni poltrona aveva un piccolo tavolino basso di forma parallepipeda d'alabastro, dentro cui una lampada accesa, diffondeva in modo sfumato della luce fioca e biancastra, mentre nell'ambiente un leggero e sfumato sottofondo musicale molto calmo,  si diffondeva nell'ambiente. I robot camerieri passavano silenziosi a portare bevande, gelati, frappé, sandwich e quant'altro gli ospiti in attesa, avessero ordinato.

-Janet, sono tutt'orecchi, raccontami tutto!- disse Ed

-Non c'é poi molto da raccontare- rispose Janet mentre stendeva sul bordo superiore della propria poltrona, il suo tailler. Poi Janet disse - E' stato tutto molto rapido, ho conversato amabilmente per lo più con il dottor Bish- [...]

-Ma che cosa ti ha detto il dottor Bish di Peter?! A chi rassomiglierà?! Tra quanto potrà parlare?!- chiese Ed

-Dovrò chiamare il dottor Bish quando sarò tornata a casa. Peter inizierà ad interagire con te, appena te inizierai ad interagire con lui. Proviene dalla migliore banca dati eugenetica del paese- disse Janet.

-Pensi che mi faranno rivedere Peter?! Quanto tempo resterai in Ospedale a Los Angeles?! Fra quanto tempo ci daranno Peter?! Fra quanto tempo potremo portarlo a casa?!- chiese Ed

Janet rimase in silenzio, s'accese una sigaretta e continuò a sorseggiare il suo frappè al brandy, poi disse con un tono un po' scocciato - Ed, non so bene che cosa tu sappia dei bambini, ma tutto é cambiato dai tuoi tempi. Moltissime cose sono state scoperte, ci sono nuovi metodi, nuove tecniche, nuove tecnologie, per tirare su i figli. Mi fanno leggere un po' di libri a riguardo. Quindi, penso che tra pochi giorni mi manderanno a casa. Nel frattempo stanno testando e studiando quali sono le potenzialità di Peter, per testare le sue abilità latenti, e quale direzione prenderà il suo sviluppo. Così verrà subito instradato sul suo miglior percorso educativo. Poi quando sarà arrivato a NOVE anni...-

-Mio Dio! Janet!, noi non possiamo aspettare NOVE anni, prima d'avere nostro figlio!- esordì Ed alzandosi in piedi di scatto!

-No! Ed, sei te che non hai capito. Per DICIOTTO anni Peter deve restare con loro, devono toglierli quell'aria plasticosa, poi dopo Peter potrà stare con noi, tutto il tempo che vorremo!. Ed, cerca di fare la persona serie ed adulta e siediti, stai dando spettacolo!- rispose Janet

Ed tornò a sedersi, poi disse -Ho l'impressione che a te non interessi niente di Peter!, DICIOTTO anni sono tantissimo tempo!-

-Ed, non hai capito, questo tempo serve allo sviluppo di Peter per evitare che abbia conflitti con noi, é per il bene di Peter. Peter non é un cane od un gatto che girerà per casa, é un essere umano. Solo i robot possono dare una perfetta educazione!. I robot non danno ordini contrastanti, i robot non picchiano, i robot non bevono, i robot non s'arrabbiano, i robot non urlano. Sono solo i robot che possono dare la migliore educazione ai figli. Vuoi forse leticare ed avere dei conflitti con il nostro Peter in futuro?! Vuoi che Peter abbia delle nevrosi?! - chiese Janet.

-Ci vediamo dopo!- rispose Ed, che in modo laconico chiuse la discussione.

Ed Doyle sarebbe andato a far due passi e sopratutto a fare quattro chiacchere con il dottor Bish, perché questa storia delle nuove tecniche d'istruzione e di sviluppo ad Ed Doyle non andavano per niente giù. C'era di mezzo suo figlio, c'era l'istruzione di suo figlio ed i rapporti di suo figlio con i propri genitori. Ed Doyle era delle colonie, un posto dove ancora c'erano le maniglie delle porte che si aprivano con la mano, erano luoghi dove a nessuno sarebbe saltato in testa di far crescere il proprio figlio a dei robot. Fottuti aggeggi metallici, ancorché robot superiori dotati di una raffinata I.A. 

A sentir Janet, Ed Doyle avrebbe dovuto adattarsi al fatto che non avrebbe potuto vedere, parlare, giocare con suo figlio, almeno sino a quando questo non avesse avuto DICIOTTO anni. Praticamente quasi una vita!, quando ormai l'educazione e lo sviluppo di Peter sarebbe stato ultimato. Com'é possibile, che l'Ospedale potesse trattenere suo figlio per diciotto anni?! Era un periodo di tempo incredibile, dannatamente troppo lungo da attendere e da accettare.

__________

Il dottor 2g-Y Bish stava studiando l'uomo che gli era in piedi di fronte, mentre la subroutine software d'identificazione, cercava i punti critici umani di riconoscimento del volto, per dare un'identità alla persona che era immobile ed in piedi davanti al tavolino.

-Lei, é il signor Ed Doyle, viene da Proxima Centauri, è uno delle colonie, é venuto in quest'ospedale ed in questo ufficio 9 anni fà, per la nascita di suo figlio Peter- disse dopo un paio di secondi di attesa, il dottor Bish.

-Esattamente 9 anni fà!- rispose con un tono sarcastico Ed Doyle

-Prego signor Doyle, prenda una sedia e si segga. Cosa posso fare per lei?! Come sta la signora Doyle?!-

-Dottor Bish- l'interruppe con tono deciso Ed - Lei sa dove é mio figlio Peter?!-

Il dottor Bish tamburellava le dita sul tavolo, poi rispose -Sì!, so esattamente dov'é Peter. L'ho messo a studiare alla stazione di ricerca biologica di Los Angeles, suo figlio é una mente brillante. Ha dimostrato eccezionali capacità, potrà diventare uno dei pochi, uno dei pochi in cui abbiano rintracciato stupefacenti possibilità!. Suo figlio Peter, potrebbe diventare un luminare in biochimica, uno dei migliori biochimici al mondo!-

-Vorrei vedere mio figlio!- disse Ed Doyle.

-Che cosa significa vedere mio figlio?! Può definire meglio il concetto?!- chiese il dottor Bish.

-Penso d'essere stato sufficientemente chiaro- rispose in modo stizzito Ed Doyle che era rimasto in piedi.

-Vuole dire, Mr Doyle che lei vorrebbe solo vedere suo figlio Peter, oppure allude al modo di dire, per cui lei vorrebbe parlare con suo figlio Peter?!- chiese il dottor Bish. [...]

-Vorrei parlare con mio figlio Peter, per varie ore, senza che ci siano robots tra le palle!- sbottò nervosamente Ed Doyle.

-Capisco...- disse il dottor Bish che poi aggiunse - Ma non credo che lei, Mr. Doyle sia nella situazione emotiva adeguata, per poter incontrare suo figlio, lei ha appena fatto un lungo viaggio da Proxima Centauri. E' venuto sulla Terra per affari oppure per piacere?!-

-Sono partito da Proxima Centauri, per arrivare sulla Terra, perché voglio parlare con mio figlio Peter. Adesso é più chiaro, se la dico così?!- disse Ed Doyle con un tono di voce molto alterato.

-Suo figlio sta studiando biochimica, é in una fase critica della sua evoluzione...

Ed Doyle interruppe il dottor Bish -Ma Peter cosa ne pensa della biochimica?! E' quello che vuole studiare, oppure non gli piace e gliela fate studiare a forza?! Che cosa vuola fare da grande Peter?! Vuole diventare un biochimico oppure ha altre aspirazioni?!. Dottor Bish, mi dica dove posso trovare Peter, mi faccia parlare con mio figlio per un paio d'ore, poi il resto lo deciderà Peter!-

-Quale resto?!- chiese il dottor Bish.

Nella prima scansione dell'immagine di Ed Doyle, l'uomo aveva capelli scuri,  oggi invece s'erano fatti un po' bianchi, i vestiti che un tempo erano molto ben stirati, oggi apparivano poco curati, l'espressione di Doyle indicava che l'uomo stava perdendo davvero la pazienza, stava digrignando i denti in un modo tale, che la I.A. stimò che ben presto la reazione dell'uomo sarebbe diventata molto violenta. Ed Doyle aveva messo una mano in tasca e la sua posizione della mano in tasca, con uno strano rigonfiamento, poteva far supporre dal volume della tasca della giacca, la presenza di qualche tipo di arma da fuoco, che erano solitamente diffuse nelle arretrate colonie.

-Va bene!- disse il dottor Bish - questo foglio di carta, le da il diritto di vedere suo figlio, potrà osservarlo mentre studia ed é a lezione, inoltre lei ha il diritto di parlare con Peter per 90 minuti anche da solo. Può condurre suo figlio Peter anche fuori dal campus di studio biochimico, ma deve riportarlo entro i limiti di tempo che le saranno comunicati. Le ricordo, che suo figlio ha 9 anni, é in uno stadio cruciale dello sviluppo, ha appena scelto che tipo di studi fare, il ragazzo deve essere libero di seguire il suo percorso, senza subire traumi o stress emotivi. Peter sino ad oggi, non é mai stato in contatto con esseri umani, quindi contenga il suo comportamento, e sia molto prudente -

Ed Doyle afferrò rapido il foglio di carta che il dottor Bish li porse, e se ne andò rapido dall'ufficio.

>> Progenie - Philip K. Dick parte 3



lunedì 21 giugno 2021

Satellite by IF Worlds of Science Fiction (parte 2)

Un testo in due puntate di Scienza, scritto con un linguaggio discorsivo e divulgativo sul tema della missilistica. Così come Amazing Stories ebbe a proporre saggi divulgativi sul volo spaziale e considerazioni scientifiche su pianeti ed orbite terrestri, analogamente la rivista IF nel 1950s ebbe a ricalcare buona parte della linea editoriale originale di Hugo Gersback.


Estratto IF Worlds of Scien... by 65C02


Autori del testo: J.M.NUDING (Capo ingegnere di ricerca presso la North American Aviation ed Atomic Research Energy and Problems of Instrumentation) P.J.VANOUS (ingegnere senior delle microonde presso la Bendix Aviation, nella Missile Guidance Systems Division). Un interessante trattato, facile da leggere, per tenere presente quale fosse il livello di conoscenza scientifica diffusa nel 1950s grazie all'operato della rivista IF, che non pubblicava solo racconti di fantascienza.


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sabato 19 giugno 2021

Progenie - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction del Novembre 1954 - parte 1

 Ed Doyle accorse, prendendo un taxi di superficie, l'uomo piazzò 50 crediti sulla testa del robot che guidava il mezzo, poi Ed Doyle si coprì il volto con un fazzoletto rosso e chiese con tono basso, d'essere portato all'Ospedale.

Il veicolo di superficie scivolò rapido nell'aria, prima di raggiungere in collina, il grande edificio dell'Ospedale. Il veicolo si fermò davanti all'entrata, Doyle saltò giù dal taxi con tre balzi, sotto gli occhi dei pazienti convalescenti che erano affacciati alla finestra a prendere aria, oppure deambulavano faticosamente, facendo riabilitazione, passeggiando lentamente nei pressi dell'entrata dell'Ospedale.

Ed Doyle entrò prepotentemente dentro la Hall dell'Ospedale, poi con foce affannosa, disse -Dove?! Dove é lei?! Dove sono loro?!- Tutti quelli che lavoravano o passavano dalla Hall si fermarono per un attimo, osservando l'uomo che era entrato così di fretta nell'Ospedale.

Janet era stata fortunata, su Proxima Centauri c'era un pessimo ospedale, ma la donna era stata spedita in tempo sulla Terra assieme al suo bambino, che sembrava voler anticipare la nascita.

Ed era corso da Proxima Centauri sulla Terra, per raggiungere Janet, presso il l'Ospedale Centrale di Los Angeles, per la fretta Ed aveva lasciato il pianeta rapidamente, portando con se solo una piccola ventiquattro ore. Adesso che Ed Doyle era arrivato nel bell'ospedale di Los Angeles si sentì un poì più rassicurato, così come quando ebbe a lasciare la Terra per andare a vivere sulle colonie, un posto dove ancora le porte si aprivano con le maniglie a mano e nelle strade c'erano dei lampioni a luce elettrica. [...]

Un robot attendente si diresse verso Ed Doyle, nello stesso istante il personale ed i pazienti che erano nella Hall dell'Ospedale tornarono a seguire le proprie funzioni, e le proprie richieste, ignorando l'uomo che era entrato nell'ospedale in modo così plateale ed irruente.

-Posso aiutarla?! Chi sta cercando?!- chiese il robot con un vistoso accento metallico, rivolgendosi a Doyle.

-Sì!, cercavo mia moglie!- rispose laconico l'uomo.

-Come si chiama?!-

-Janet Doyle, mia moglie ha appena partorito, ha avuto un bambino!- rispose con un pizzico d'orgoglio Doyle.

-Certo signore!- rispose il robot, dopo un paio di secondi di attesa, mentre a video sul petto, era comparso il messaggio che il robot stava consultando i record dell'Ospedale. 

-Prego, mi segua da questa parte!- concluse il robot.

-Come sta mia moglie?! Sta bene?!- chiese Doyle

-Sì!, sta piuttosto bene- rispose laconicamente il robot

Janet indossava un bel vestito blu molto chic, aveva una sigaretta tra i diti, era seduta su una bella sedia di mogano, mentre il dottore era seduto dall'altra parte della scrivania e sembrava stesse ascoltando ciò che Janet diceva.

-Ciao! Ed!- disse la donna, mentre vide entrare Doyle dalla porta - Sei arrivato adesso?!- chiese la donna.

-Sicuro! - poi Ed Doyle dopo una breve pausa aggiunse - E' finito tutto?! Cioé voglio dire... é già tutto finito?!-

Janet rise a 32 denti e disse -Sì!, é già finito tutto! vieni e siediti accanto a me, questo é il dottor Bish-

-L'evento é accaduto- disse il dottor Bish, con un lieve accento metallico. Ed Doyle comprese che il dottore era un robot di alto livello, dotato di una spiccata I.A. era stato assemblato con forme umanoidi, e non nelle bizzarre forme metalliche degli altri robot lavoratori o specializzati in funzioni specifiche. L'entità robotica aveva la pelle un pochino troppo chiara rispetto ad un essere umano, ma portava degli occhiali e persino un anello all'anulare sinistro che lo rendevano molto più umano di quanto non potesse sembrare. Leggermente legnoso nel movimento, l'uomo teneva le mani appoggiate sul tavolo senza gesticolare, ma il volto sembrava molto espressivo. A parte il piccolo particolare della voce leggermente metallica, solo da vicino ci si sarebbe accorti che l'entità era un robot e non un essere umano.

Janet invece non era cambiata per niente in questi sei mesi: continuava a fumare le sue sigarette, un piccolo volto rotondo, bionda, labbra rosse, e due occhi blu e gelidi come il ghiaccio.

-E' stato un lungo viaggio da Proxima Centauri a quì?- disse il dottor Bish che poi aggiunse - Non preoccupatevi, attualmente lo stanno lavando, gli devono mettere del collirio e poi fare un'applicazione di un'onda celebrale al cervello, ma é questione di pochi minuti.-

-Quindi é un bambino?!- chiese Doyle

-Certamente! non ricorda Mr.Doyle che lei era con me, quando decise di scegliere il sesso del nascituro.- disse il dottor Bish.

All'improvviso la parete della stanza, iniziò a diventare opaca, poi traslucida, infine trasparente. Ed allungò subito gli occhi per vedere: nella stanza c'erano robot assistenti e vari apparati, un robot teneva in mano una grossa scatola metallica e si stava approssimando a loro.

Ed Doyle scattò in piedi e s'avvicinò alla parete, contemporaneamente il dottor Bish disse -Mrs Doyle, non vuol dare una sbirciata?!-

-Certamente!- rispose Janet, che s'alzò non troppo velocemente e poi si pose accanto a Doyle, mentre la donna appoggiò le proprie braccia sul busto.

Il dottor Bish fece un gesto, il robot attendente allungò le proprie braccia metalliche, per mostrare quello che c'era nel contenuto della grossa scatola metallica, che conteneva una coperta bianca morbida.

>>  Progenie - Philip K. Dick parte 2



giovedì 17 giugno 2021

Satellite by IF Worlds of Science Fiction (parte 1)

Un testo in due puntate di Scienza, scritto con un linguaggio discorsivo e divulgativo sul tema della missilistica. Così come Amazing Stories ebbe a proporre saggi divulgativi sul volo spaziale e considerazioni scientifiche su pianeti ed orbite terrestri, analogamente la rivista IF nel 1950s ebbe a ricalcare buona parte della linea editoriale originale di Hugo Gersback.


Estratto di IF Worlds of Sc... by 65C02


Autori del testo: J.M.NUDING (Capo ingegnere di ricerca presso la North American Aviation ed Atomic Research Energy and Problems of Instrumentation) P.J.VANOUS (ingegnere senior delle microonde presso la Bendix Aviation, nella Missile Guidance Systems Division). Un interessante trattato, facile da leggere, per tenere presente quale fosse il livello di conoscenza scientifica diffusa nel 1950s grazie all'operato della rivista IF, che non pubblicava solo racconti di fantascienza.

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giovedì 10 giugno 2021

Widelands

Widelands ricorda molto un vecchio gioco chiamato The Settlers. Obbiettivo del gioco è creare un grande impero, far sviluppare il popolo per renderlo forte, libero e con un futuro florido!

http://wl.widelands.org/

lunedì 7 giugno 2021

sabato 5 giugno 2021

Racconti di Fantascienza gratis, in Inglese, di Isaac Asimov

Isaac Asimov alias Isaak Judovič Azimov (Petroviči 2 gennaio 1920 – New York 6 aprile 1992), fu uno scrittore e biochimico sovietico naturalizzato statunitense. Autore di numerosi romanzi e racconti di fantascienza e di volumi di divulgazione scientifica, la sua produzione é stimabile intorno ai 500 volumi pubblicati, su un eterogeneo cluster di argomenti scientifici, romanzo polizieschi, fantascienza umoristica e letteratura per ragazzi. Alcuni romanzi e racconti di fantascienza di Asimov ebbero delle trasposizioni cinematografiche.

Raccolta di racconti e libri di Asimov / PDF / Free Download

oppure, se rimarrete postati sul blog, in futuro li potrete avere GRATIS, in italiano, in PDF, tradotti e condivisi in Copyleft e/o convertiti in Audio Libri! ;-)

martedì 1 giugno 2021

Racconti di Fantascienza gratis, in Inglese, di Ray Bradbury

Raymond Douglas Bradbury (Waukegan, 22 agosto 1920 – Los Angeles, 5 giugno 2012) fu uno scrittore statunitense, innovatore del genere fantascientifico, nella sua carriera esordì anche come sceneggiatore cinematografico. Nel 1934, durante la Grande depressione, si trasferì con la propria famiglia in California, dove scoprì il mondo della fantascienza, tanto da iniziare a scrivere alcuni racconti sulle riviste del settore. Tra le sue prime opere si contano anche racconti polizieschi e noir.

oppure, se rimarrete postati sul blog, in futuro li potrete avere GRATIS, in italiano, in PDF, tradotti e condivisi in Copyleft e/o convertiti in Audio Libri! ;-)