venerdì 24 settembre 2021

Astronavi con motori atomici dalla Terra a Marte


Sul magazine di fantascienza IF Worlds of Science Fiction, il giugno del 1957 la rivista propose un'immaginifico progetto fantascientifico d'astronavi a razzo, partite dalla Terra ed alimentate con reattori atomici a fissione, per poter raggiungere Marte. 

La forma delle astronavi era INUTILMENTE AERODINAMICA, riprendendo le forme di un B58 Hustler, le false cianografie disegnate nella rivista, immaginavano la presenza di una strana pala rotativa, che non si capisce bene a cosa dovesse servire, oltre al fatto che le pale erano ripiegabili per ottenere una forma più aerodinamica.

Un insolito progetto fantascientifico, di cui non se ne capisce le funzioni tecniche e tecnologiche, salvo avere come motori dei reattori atomici.

giovedì 23 settembre 2021

Il mercato segregato - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Aprile del 1955 parte 2

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-Speriamo che nulla vada storto!- disse Tellman, il gruppetto di uomini raccolti attorno all'astronave, aspettava il pick rosso scassato di Edna Berthelson, che era il loro fragile cordone ombelicale, con un passato opulento in cui prima della guerra, tutto era disponibile in larga quantità.

Ai lati della strada, coltivazioni di pesce e soia, con api ed insetti che vagavano da parte a parte, sporadicamente c'erano bambini che camminavano in colonna un po' come sonnanbuli silenziosi, qualche rara auto parcheggiata ai lati della strada, e vari cani da fattoria che abbaiavano sempre, quando uno passava sulla strada non asfaltata, alzando una nuvola di polvere dietro di se.

Qualcuno stava tagliando degli alberi, altri raccoglievano dei frutti, probabilmente per poi fare del whiskey, [...] la signora Edna guidava lenta e tranquilla, il suo scassato pick up, mentre Jackie se ne stava silenzioso, sdraiato in mezzo ai numerosi pacchi, nel vano di carico del furgoncino. [...] 

Tutto sembrava andare ragionevolmente bene, anche meglio, quando nonna Edna lasciò la strada di campagna per la statale, me dopo un po' di tempo le cose incominciarono a mettersi male per Jackie. [...] 

Nonna Edna aveva svoltato a sinistra, su una strada polverosa, molto polverosa, era strano che nonna Edna avesse preso quella strada, nessuno abitava da quelle parti. Comunque, il furgoncino di nonna Edna incominciò ad alzare tanta polvere, tantissima polvere, il colore rosso della carrozzeria prima divenne rosa, poi il rosa sfumò in un bianco polvere, poi il colore del furgone scomparve del tutto diventando bianco. Jackie non respirava più da quanta polvere c'era, il furgone nonostante non andasse veloce, sollevava così tanta di quella polvere che sembrava nebbia, e toglieva il respiro: Jackie urlò -Nonna!, Aiuto!- ma nonna Edna non sentì, Jackie s'alzò per respirare ma una buca lo spinse fuori dal furgone, talché Jackie si ritrovò in terra in mezzo alla sabbia.

Il furgone di nonna Edna era come dileguato nella nebbia, adesso Jackie era da solo, in mezzo al niente! e se la doveva sbrigar da solo!.

Dopo un po' di tempo, un camion della manutenzione stradale, che doveva essere arancione, sotto un fitto strato di polvere biancastra, si fermò poco distante da Jackie, uno dei due tecnici abbassò il finestrino cigolante e disse - Ragazzo!, che diavolo ci fai quì?!-

-Sono caduto dal furgone!- disse Jackie.

-Da quale furgone?!- chiese quello che non guidava.

Jackie non poteva dire loro, che era caduto dal furgone di nonna Edna, altrimenti il suo segreto sarebbe stato violato, quindi Jackie alzò le spalle e ripetè che era caduto dal furgone!.

I tecnici risero e gli dissero di salire a bordo del pulmino, lo avrebbero portato a Mount Diablo.

A bordo del camion della manutenzione, non c'era poi molta differenza con il vano di carico del furgone di nonna Edna, la polvere che s'alzava era comunque tanta, il camion cigolava e sbatteva, per le buche che incontrava sul tragitto. Nonna Edna era sparita, ed anche per questa volta, Jackie non era riuscito a scoprire dove la nonna andasse, con il suo furgone ed i tanti pacchi che ci caricava sopra!.

Nello stesso momento, nonna Edna era scesa dal furgoncino, aveva abbassato lo sportello posteriore  ed osservava i pacchi che erano nel vano bagagli, colmi di polvere. 

Tellman, il professor Crowley, Masterson e tutto il gruppetto di persone che s'era raccolto attorno al missile, s'avvicinò al pulmino della signora Berthelson.

Loro erano sempre dipesi dai rifornimenti della signora Berthelson, era l'unica che ancora aveva in magazzino varie supplies, questa però era l'ultima volta che la signora Berthelson avrebbe venduto le sue cose alla comunità, perchè sarebbero partiti per Venere. [...] 

Alla signora Berthelson non era mai interessato molto che progetti avessero gli altri o quali scopi stessero cercando di raggiungere, gli affari erano affari, così come aveva imparato da piccola, per cui era sempre stata molto fredda e poco empatica.

Mentre tutti s'assiepavano vicino al pulmino, il professor Crowley si rivolse sottovoce a Tellman, dicendo -Chissà se la signora Berthelson ha idea, di quello che sta succedendo sulla Terra, ed intorno a noi?! Chissà, se ha ancora del sale in zucca?! Chissà se ha collegato la guerra ed i suoi effetti, con tutto questo disastro che é intorno a noi?!-

Tellman scosse la testa e disse a bassa voce -Cristo!, continua a chiederci danaro, per lei ci sono solo i Dollari!, ma sinceramente io non ho idea di cosa se ne faccia, di tutti questi Dollari!. Io non credo che si renda conto, di cosa stia succedendo sulla Terra!- poi Tellman aggiunse - dopo tutto, é probabile che la signora Berthelson sarà morta tra meno di due anni. Non credo, che le interessi il futuro, non credo che le interessi sapere della guerra, e di cosa ha causato, e cosa sta succedendo tutto intorno a noi!-. [...]

La signora Berthelson estrasse dalla tasca un foglio ben ripiegato, era l'inventario di dieci pagine, ordinatamente scritto a macchina, lo passò a Flannery, il quale una cosa per volta, Flannery iniziò a spuntare dall'inventario, il pacco che la Berthelson toglieva dal pulmino, per poi andare a caricarlo nell'astronave. [...]

Quando la procedura di carico fu finita, Flannery estrasse una grossa mazzetta di Dollari e la porse alla signora Berthelson, poi il professor Crowley s'avvicinò e disse -Questa signora Berthelson, é l'ultima spedizione, non la disturberemo più!-

-Ma io ho fatto alcuni ordinativi, della roba che mi avete chiesto... mi deve ancora essere recapitata!- disse Edna Berthelson.

-Beh poco male!, la potrà usare lei, oppure venderla a qualcun'altro. Mi dispiace signora Berthelson, noi non possiamo restare ancora quì- rispose il professor Crowley [...]

-Ma io ho ordinato varie e cose, e voi dovete prenderle!- rispose piccata la signora Berthelson.

-Mio Dio, lei é pazza!- esordì il professor Crowley, mentre Masterson sbottò dicendo - Signora Berthelson, ma davvero pensa, che noi saremmo rimasti per sempre quì?! Non si rende conto, di cosa ha causato la guerra, e di cosa c'é tutto intorno a lei?!-

Intervenne Tellman che disse - Celebriamo l'ultima nostra cena sulla Terra, con una tazza di caffè!-

La signora Berthelson salì in silenzio, con un'espressione di ghiaccio, sul suo veicolo, poi chiuse violentemente lo sportello, facendo sbattere rumorosamente la portiera del suo furgoncino scassato, poi mise in moto e se n'andò senza dire una parola.

_______

Mentre il furgoncino rosso che era diventato rosa pallido, saltellava sulla strada piena di buche, alzando altra polvere, la signora Berthelson ripensava alla conversazione che aveva appena avuto, con i suoi migliori ed unici clienti. La signora Berthelson aveva dato per scontato, in modo errato che le cose avrebbe potuto essere sempre così: lei aveva il monopolio delle merci che a loro servivano, loro pagavano e non facevano mai discussioni o problemi. 

Ma adesso le cose cambiavano, per la seconda volta le cose cose erano cambiate, la prima volta da dopo la guerra, le cose erano veramente cambiate per Edna Berthelson. Mentre il furgoncino entrava nella contea di Walnut Creek, dove un tempo c'erano vari negozi e centri commerciali, oggi tutti chiusi, i due razzi che decollarono nella notte, ebbero dei grossi guai!.

Il primo missile, quello che conteneva le scorte ed i materiali imbarcati, decollò apparentemente senza problemi, ma dopo pochi secondi esplose per aria, in una nuvola di fuoco, finendo in mille pezzi, come se fosse stato un enorme fuoco d'artificio!.

Il secondo missile [...] si staccò da terra, ma dopo qualche minuto di volo, il controllo di direzione fu perso, il missile puntò nuovamente sulla Terra, scattò così l'espulsione d'emergenza di tutto il personale che era a bordo, il missile cadde nei pressi di Mount Diablo.

Il tentativo di lasciare la Terra per andare su Venere, fu un disastro completo!

Crowley era tutto nero, ricoperto dalla testa ai piedi di fumo e con parti del vestito bruciato, l'uomo era sotto shock per l'incidente, Crowley cercò di muovere la gamba ma non c'era verso di poterlo fare, la gamba era probabilmente rotta.

Una fioca luce di torcia, tenuta in mano da Tellman si muoveva nell'oscurità, tra i rottami fumanti, che erano caduti, tappezzando un po' tutta l'area dell'impatto. Tellman vagava sconsolato in silenzio, alla ricerca degli altri sedili d'eiezione.

-Io sto ragionevolmente bene!- disse il professor Crowley quando fu illuminato in volto dalla luce della torcia di Tellman.

-Cristo Santo! che botto!- esordì Masterson che barcollante, s'avvicinò alla luce della torcia di Tellman.

-Siamo solo noi?!- esordì Tellman, con la voce incrinata.

Da qualche parte, Flannery bestemmiò ripetutamente, con urli che squarciarono la notte, mentre voci di donne si lamentarono nell'oscurità: tutti sembravano essere più lontani, dal gruppetto che s'era raccolto intorno alla luce della torcia di Tellman.

-E' stata la vecchia stronza!, maledetta vecchia puttana! la stronza maledetta, c'ha sistemato per bene!. Cazzo!, la vecchia non voleva che noi lasciassimo la Terra, Cristo! noi eravamo i suoi unici e migliori clienti!- disse Masterson in lacrime.

Crowley disse -No!, No!, No!, non é possibile, c'è stato sicuramente un nostro errore di assemblaggio, quando abbiamo modificato i missili-

Tellman era bianco come un morto, aveva la testa bassa, non sapeva più cosa dire.

-Quella vecchia stronza tornerà!, Io lo so! Noi siamo i suoi migliori ed unici clienti, lei sa che non siamo andati da nessuna parte!. La vecchia stronza tornerà!. Ma come fate a non capirlo! noi dobbiamo andar via da quì! dobbiamo scappare!- disse Masterson in lacrime.




sabato 18 settembre 2021

Il mercato segregato - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Aprile del 1955 parte 1

 Ore 7:00 di un sabato mattina, la signora Edna Berthelson era pronta per fare il suo piccolo viaggio. Nonostante fosse un'abitudine settimanale che gli sottraeva 4 ore del suo tempo di fare impresa, la signora Berthelson era solita fare il viaggio sempre da sola, per trarre il massimo profitto dalle sue scoperte.

La signora faceva impresa da 53 anni e senza contare gli anni in cui da bambina, era in negozio con suo padre, ma questo periodo la signora non lo contava, perchè suo padre non la pagava, ma le diede solo il fiuto per gli affari, che era indispensabile a chi aveva un piccolo negozio in un piccolo paese. 

Suo padre era poi morto, il negozio era diventato vecchio, ma adesso ci girellavano in negozio i figli ed i nipoti.

Il nipote Jackie disse -Nonna!, posso venire con te?!-

-No!- rispose laconicamente Edna Berthelson, mentre sistemava i suoi pacchi polverosi, sul pick up con il motore acceso, che era fermo davanti al negozio. 

Poco più avanti, una pecora pascolava davanti al porcile, guardando con poco interesse quello che accadeva in Mount Diablo Boulevard: qualche auto e dei pick up passavano per strada, mentre per il paese c'erano a passeggio per fare shopping agricoltori con mogli e figli, qualche uomo d'affari con la moglie ben vestiti, e delle donne di città con dei grossi sandali a banana, mentre dal negozio di fronte delle radio, proveniva un gran baccano, con tante canzoni famose che erano diffuse nell'aria.

-Nonna! t'ho fatto una domanda!- rispose il nipote Jackie - dimmi almeno dove stai andando?!-

-Tesoro!, lo sai benissimo dove sto andando!- rispose Edna Berthelson.

-Nonna!, ti prego! fammi venire con te!, non mi hai mai fatto venire con te, mai nessuno ti ha accompagnata sino ad oggi!- disse Jackie

-E' ovvio!- rispose Edna - Non é un impresa per tutti!-

-Nonna!, io voglio venire con te!- disse piccato Jackie.

Slyly la vecchia signora dai capelli grigi che era in negozio, aveva sentito la conversazione e voltandosi disse - Forse, può venire qualcun'altro!- mentre fece un sorrisetto ironico.

Edna Berthelson rispose gentilemente -No!, nessun'altro può venire!-

A Jackie non era piaciuto quello che aveva sentito, il ragazzino si ritirò in un angolo vicino alla porta, era imbronciato, con un grosso muso lungo, mise in silenzio entrambe le mani nelle tasche dei suoi jeans.

Edna Berthelson entrò nel vecchio e scassato pick up, non era facile far entrare le marce nel motore e la donna armeggiò con il cambio varie volte, grattando le marcie varie volte che non volevano proprio entrare. 

Nella mente di Jackie si formò un'idea improvvisa, questo era il miglior momento che avesse potuto avere, in tutta la sua vita!. 

La sua mamma non era in vista, c'erano nell'aia di casa solo le 12 stupide pecore e qualche gallina. Even Arnie e Swede non si vedevano, forse erano andati a prendersi una coca, il pick up della nonna era ancora fermo, del fumo nero usciva dalla marmitta, ed il cambio grattava, mentre nonna Edna continuava ad armeggiare con il cambio che faceva le bizze. 

Il ragazzino fece un balzo e si nascose nel vano posteriore di carico del pick up, in mezzo ai pacchi impolverati, che nonna Edna aveva caricato sul veicolo.

Il pick up riuscì a muoversi, Jackie era silenzioso e raggiante, per la prima volta avrebbe accompagnato sua nonna Edna, ed avrebbe finalmente scoperto il posto misterioso dove nonna Edna si recava in modo regolare. 

Sicuramente nonna Edna non si sarebbe mai fermata per strada a controllare cosa c'era nel vano posteriore del pick up, perchè nonna Edna aveva già sistemato i pacchi prima di partire e considerato le bizze meccaniche del camioncino, di certo nonna Edna non si sarebbe mai fermata, se non quando avesse raggiunto la sua meta!.

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Con infinita cura l'uomo di mezza età Tellman si stava preparando una tazza di caffé, mescendo del caffè tostato dentro ad un contenitore di metallo, ponendolo sopra un fornello a cherosene, che era un utensile molto comune nelle colonie, poi l'uomo prese una camicia di soia e la indossò, poi rivolgendosi alla moglie disse -Dannazione! io avrei anche bisogno di riposo!-

-Ti riposerai, quando tornerai a casa!- rispose sorridendo la moglie Gladys, la donna aveva capelli un po' biondi un po' grigi che poi aggiunse -Supponi sempre, che tutti siano come te!-.

-Chi mai potrebbe tracciare una traiettoria?! Chi potrebbe definire un piano di volo?!- disse Tellman aggrottando la fronte, mentre guardò sua moglie.

-Beh!, vedremo presto quanto le tue previsioni di navigazione saranno corrette- disse Gladys con un sorriso leggermente ironico. 

L'uomo scosse la testa, bevve il caffè, poi uscì fuori, recandosi allo spazioporto, sotto la luce del pomeriggio. 

Tellman odiava il sole, la grossa palla bianca che sorgeva alle 5 del mattino e rimaneva dov'era sino alle 9 di sera. La grande esplosione solare sul pianeta, aveva diffuso il vapore acqueo in atmosfera, ma c'era ormai poco di cui preoccuparsi. 

Le rovine di San Francisco si scorgevano a 40 miglia ad ovest sull'orizzonte, alle porte delle case c'erano pesanti cappe contro gli insetti. Gli uccelli erano naturali predatori degli insetti, ma erano scomparsi, Tellman non vedeva un volatile da almeno due anni e non s'aspettava di vederne uno in futuro. 

Fuori dal campo, c'era una desolata area desertica e priva di vita, che era martoriata dal sole. Il campo base era stato ricavato in un rifugio, all'interno di una catena montuosa rocciosa, perché la grande esplosione aveva bruciato tutto, incluso San Francisco.

 I pochi superstiti della metropoli, si nascosero nel sottosuolo della città, nascondendosi dal Sole, dato che in atmosfera era sparito lo schermo protettivo. Non erano gli insetti, non erano le nuvole radioattive con i loro fulmini multicolori, la maggioranza delle persone erano morte disidratate oppure avvelenate per aver ingerito acqua contaminata.

Tellman estrasse un prezioso pacchetto di sigarette dalla sua tasca, lo agitò un po' per vedere quanto ce n'erano, poi lo rimise nella tasca. Tellman odiava quel campo base, era forse vita quella?! La maggioranza dei suoi vicini erano dei barbari, che cosa li fregava se andavano o non andavano sull'astronave?! 

Tellman s'avvicinò in silenzio alla piana, dove Masterson e Barnes erano già là e stavano conversando, quando videro arrivare Tellman dissero - Quanto tempo ancora ci vorrà?!-

-Poco!- rispose Tellman.

Stavano caricando animali e casse sull'astronave che sarebbe andata su Venere, lassù tutte le cose sarebbero state molto diverse. 

Take Flannery era un irlandese, un meccanico, aveva fatto prima manutenzione veloce alle turbine dell'astronave, adesso era il responsabile di carico.

L'astronave era enorme, risplendeva sotto il Sole cocente, su un lato del razzo c'era scritto Veicolo dell'US ARMY serie A-3 (b)

In origine il razzo era un missile intercontinentale, che trasportava una testata nucleare termonucleare, ma il missile non era mai stato lanciato. I cristalli sovietici erano esplosi sopra le case, e s'erano attaccati alle finestre delle baracche. Quando il giorno del lancio venne, non c'era equipaggio da mettere a bordo del missile, quindi il vettore rimase dov'era, anche perché non contava più molto, dato che non c'era più nessun nemico contro cui sparare. Fu demolita e scavata una montagna per creare un mega rifugio, ma il missile rimase sempre dov'era. Oggi il missile era stato riciclato ad altro uso e diverso scopo [...]

Il professor John Crowley una volta era il capo dipartimento dell'Università di Berkley, adesso era stato eletto il sindaco della città, esaminava la saturazione del braccio di un bambino di dieci anni, assistito nel compito, da Flannery e da Jean Dobbs. 

Crowley disse - Il livello delle radiazioni sta salendo giorno dopo giorno, se non ci togliamo da quà, non c'è speranza-

-Non sono le radiazioni!- disse Tellman che aggiunse - Sono i cristalli tossici dei sovietici, che si sono attaccati sopra ogni cosa, e che sono ovunque quà attorno-.

-E' vero!- rispose Crowley che disse - Speriamo che lei porti del sulfatiazolato e della penicillina, ne abbiamo bisogno. Dobbiamo caricarle sull'astronave. Ma forse, vorrà ancora denaro ed i prezzi saliranno, non sono cose che si trovano più-

-Se lei non li porta questa volta, non li porterà mai più- disse Tellman.

-Che cosa c'è in quel grosso cartone?!- chiese Tellman

Flannery rispose -Libri vari, ma sopratutto fumetti e delle armoniche,  ne avremo bisogno su Venere-

>> Il mercato segregato - Philip K. Dick parte 2




martedì 14 settembre 2021

The Lonely Earth by dr.W.Riedel (1956)

Nel Dicembre del 1956 sulla rivista di fantascienza IF Worlds of Science Fiction, fu pubblicato un saggio scientifico a carattere divulgativo, sulla possibilità assai remota, di trovare vita intelligente nel nostro sistema solare. Il saggio continuava dicendo, che sarebbe stato invece possibile trovare tracce di vita antica, su Marte, nella forma di batteri o microbi.

Estratto di IF Worlds of Sc... by 65C02

Un interessante trattato, facile da leggere, per tenere presente quale fosse il livello di conoscenza scientifica diffusa nel 1950s grazie all'operato della rivista IF, che non pubblicava solo racconti di fantascienza.





Le radici dell'iconografia aliena nella Fantascienza

L'idea che possano esistere entità EXTRATERRESTRI, distinte dagli esseri umani e completamente diverse da demoni od angeli, nacque come IDEA DEL MOVIMENTO PROTESTANTE nel 1500: fu il vescovo Godwin che nel 1638 pubblicò postumo, il primo libro di fantascienza, in cui si postulava vita aliena sulla Luna. 

Con il tempo gli intellettuali del tempo ebbero a riprendere le idee di Giordano Bruno della "Pluralità dei Mondi", questi fu arso vivo da Chiesa Cattolica nel 1600

Le prime iconografie degli alieni, ebbero a comparire nei PRECURSORI di Fantascienza: tali idee ebbero a diffondersi nei primi racconti fantastici dal 1600 al 1700, anche se tali idee rimasero chiuse in un insieme ristretto, le elite che sapevano leggere e scrivere. L'idea che esistessero gli ExtraTerrestri ebbero a diffondersi nella massa della popolazione, solo dopo la scolarizzazione di massa e la nascita del mercato dell'editoria (giornali, libri, riviste) ossia dopo 1800.

Jonathan Swift (Dublino, 30 novembre 1667 – Dublino, 19 ottobre 1745) fu scrittore e poeta irlandese, autore di romanzi e pamphlet satirici.  Spirito libero e razionale, pastore anglicano di posizioni eterodosse, s'occupò di politica e religione, mettendo in luce follia e presunzione umana, la sua opera satirica più nota é -I viaggi di Gulliver-. Nel suo testo immaginario e satirico, si ritrovano ANOMALIE INFORMATIVE molto chiare sui "LAPUTI", assieme alle criptiche raffigurazioni. E' forte il sospetto che Swift ebbe ad avere un incontro ravvicinato con una cultura aliena, evento che poi fu rielaborato e mai ammesso, bensì mescolato in satira nel suo testo.

Eliza Haywood (Londra, 1693 – 25 febbraio 1756) fu una scrittrice, un'attrice, una pamplettista inglese: scrisse e pubblicò oltre settanta opere durante la sua vita, tra fiction, spettacoli teatrali, traduzioni, poesia, periodici, romanzi, ecc... La sua opera di proto-fantascienza più famosa è "THE INVISIBLE SPY". Nel testo vi sono pesantissime evidenze, che veramente la donna sia entrata in contatto con un alieno, che all'epoca stesse studiando la cultura umana da remoto, facendo intercettazioni ambientali!

Voltaire pseudonimo di François Marie Arouet (Parigi, 21 novembre 1694 – Parigi, 30 maggio 1778) fu un filosofo, drammaturgo, storico, scrittore, poeta, aforista, enciclopedista, autore di fiabe, romanziere e saggista francese. La sua opera di proto-fantascienza più nota é "Micromega" dove narra i viaggi di un alieno nel cosmo. La descrizione degli alieni è sommaria e molto generica presumibilmente antropomorfa, con iconografie identiche agli umani ma con differenti altezze. Infatti Voltaire immagina l'esistenza di alieni veramente molto piccoli di statura (rispetto agli esseri umani), quanto alieni decisamente molto molto alti (rispetto agli esseri umani). Non vi è traccia nel testo Micromega (1752) di un contatto alieno

Olof von Dalin (Vinberg, 29 agosto 1708 – Drottningholm, 12 agosto 1763) è stato un poeta e storico svedese. Precettore del futuro Gustavo III, Dalin fu il primo rappresentante e divulgatore dell'Illuminismo nei paesi scandinavi; la sua attività si realizzò attraverso il giornale satirico. La sua opera di proto-fantascienza é -The tale of Erik and the Goths- in cui narra di visite extraterrestri sul pianeta Terra. NON MI È RIUSCITO DI TROVARE IL SUO TESTO IN INTERNET, NON HO POTUTO VALUTARE SE NEL TESTO VI SIANO EVIDENZE DA FAR SOSPETTARE UN PALEOCONTATTO INDIRETTO ALIENO.

E' negli autori di Fantascienza del 1800 che ebbero a svilupparsi le prime iconografie degli alieni:

Jules Verne, spesso italianizzato in Giulio Verne (Nantes, 8 febbraio 1828 – Amiens, 24 marzo 1905), fu uno scrittore francese. Considerato oggi tra i più influenti autori di storie per ragazzi, con i suoi romanzi scientifici (quella che poi diventerà la Fantascienza, per mano di Hugo Gernsback), Verne fu uno dei padri della moderna fantascienza, il successo giunse nel 1863, quando si dedicò al racconto d'avventura.

Dalla Terra alla Luna - J.Verne (1865)

Le iconografie degli alieni di Verne sono antropomorfe, bassa statura, varie forme che richiamano le iconografie egizie di vari miti eliopolitani. La fabula del viaggio sulla Luna, fu permutata anche da Wells. 

Il primo uomo sulla Luna - H.J.Wells (1901)

Herbert George Wells, (Bromley, 21 settembre 1866 – Londra, 13 agosto 1946), fu uno scrittore britannico tra i più popolari della sua epoca; autore di alcune delle opere fondamentali della fantascienza, è ricordato come uno degli iniziatori di tale genere narrativo. Fu comunque uno scrittore prolifico in molti generi, tra i quali narrativa contemporanea, storia e critica sociale. Wells fu un franco sostenitore del socialismo e del pacifismo, come dimostrano le sue ultime opere, divenute gradatamente più politiche e didattiche. I romanzi nel mezzo della sua carriera (1900-1920) furono più realistici, contemplando la vita della classe medio-bassa: la "Nuova donna" e le suffragette. Fu un forte assertore dell'idea di "Stato mondiale", alla cui promozione dedicò l'ultima parte della propria vita.

Fu Wells nel 1898 che inventò lo stereotipo della "Guerra dei Mondi" nel libro "The war of the Worlds". Gli alieni di Wells hanno grandi teste pelate, grandi occhi, rassomigliano moltissimo a delle seppie o calamari.

Lo stereotipo della fabula "La Guerra dei Mondi" fu permutato dagli autori successivi di Fantascienza (pubblicati per mano dell'editore Hugo Gernsback) in ogni modo possibile ed immaginabile, da cui poi Hollywood aggiungendo effetti speciali nelle pellicole, n'ebbe ad attingere a piene mani, scopiazzando e permutando opere letterarie delle Pulp Mags.

Per conoscere quale fu lo sviluppo dell'iconografia aliena, immaginata dagli autori di Fantascienza dal 1926 in avanti, occorre accedere all'elenco ragionato delle RADICI DI FANTASCIENZA DI AMAZING STORIES & WONDER STORIES per avere una cronostoria dettagliata.

Dentro questo ampia eterogenea directory di fome e colori, che furono immaginati dai primi autori di fantascienza si nota:

  1. Gli alieni antropomorfi di colore VERDE, derivano dall'iconografia egizia Eliopolitana di Osiride.
  2. Gli alieni "grigi" gradualmente si sono antropomorfizzati, diventando sempre più simili ai miti Eliopolitani in Orus e Rah.
  3. Gli alieni "saurici", possono essere accostati con poche differenze al mito Tebano di Sekmeth



martedì 7 settembre 2021

Ritorna per l'ennesima volta la cronovisione, ma questa volta in IF del Febbraio 1957

 Il tema della cronovisione fu portato per primo alla ribalta, nel 1926 dall'l'autore KAW nel racconto di fantascienza -The Time Eliminator- pubblicato in Amazing Stories.

Ritornò il tema della cronovisione, presso il magazine IF Worlds of Science Fiction del Febbraio 1957, la fabula era declinata in un giallo di fantascienza, intitolata "Cronus of the Dipartment Of Future Crimes" edito da Lloyd Biggle jr. 

Sfortunatamente NON È la genesi del film Hollywoodiano "Minority Report" oppure di molti altri racconti di SciFi simili, dato che il tema della cronovisione fu ampiamente permutato dal 1926 in avanti. Furono numerosi nei decenni susseguenti al 1926 gli autori di SciFi che s'esercitarono su Amazing Stories & Wonder Stories sul tema della cronovisione




venerdì 3 settembre 2021

ZERO A.D. alias 0 A.A. è un clone di Age of Empire e Civilization

Si deve sviluppare un popolo, farlo evolvere, costruire le strutture ed evitare di farsi conquistare da una nazione nemica. é il clone di Age of Empire!


https://sourceforge.net/projects/zero-ad/