sabato 30 luglio 2022

Null'O - Philip K. Dick


 Omaggio IF Worlds of Science Fiction –Dicembre 1958- "Null-O" di Philip K. Dick tradotto in italiano in versione PDF in Copyleft(by-nd-nc) assemblando un plot remastering


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venerdì 29 luglio 2022

-Null'O- Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Dicembre 1958 parte 2

<< Null'O - Philip K. Dick (parte 1)

Dal 25 giugno 1969 il personale "Null'O" era riuscito a conquistare il governo delle maggiori nazioni nel mondo. Il processo iniziò nella metà degli anni trenta, e fu completato per ragioni pratiche. Il governo degli USA, quanto dell'URSS era nelle salde mani di individui "Null'O" [...] ed il segreto "Null'O" non era più necessario mantenerlo.

Lemuel ed il dr.North ebbero modo d'assistere alla detonazione delle bombe H e per massimizzare l'effetto, un duplice attacco era auspicabile. 

Accadde così che in mezz'ora la maggior parte del Nord America e dell'Europa dell'Est se n'erano andati. Vaste nubi radioattive, cariche di elementi pesanti iniziarono a vagare per il globo. In Africa ed in Asia, per quanto fuori dal conflitto, ebbe a scatenasi il panico in quanto queste nubi mortali iniziarono a vagare per il globo, finendo per contaminare anche molte altre nazioni del mondo.

-Perfetto!- disse il dr.Weller, che osservava la cosa dal laboratorio segreto che era stato costruito su Venere, per poter costruire altri tipi di bombe.

Lemuel ne convenne dicendo -Un eccellente lavoro, é stato unificato un quinto della superficie terrestre!-

-Altre e nuove bombe arriveranno!. Presto sganceremo le bombe C, questo eviterà al genere umano d'interferire con il nostro operato, ossia la costruzione delle bombe E, quanto la produzione di torri per il rilascio delle bombe E- disse il dr.Weller

_________

Il 5 agosto 1969 la popolazione della Terra era diminuita del 300% e tutto il personale "Null'O" era raggiante, in quanto presto l'unificazione della Terra sarebbe stata possibile per il personale "Null'O".

-Possiamo iniziare la costruzione delle torri per la bomba E- disse il dr. Weller.

Il primo terminale fu costruito in Perù ad Arequipa, mentre il secondo terminale fu costruito a Java nella località di Bandoeng.

In poco più di un mese, due immense torri furono erette, quasi avessero lo scopo di sfidare il cielo. Tutto il personale "Null'O" pesantemente protetto da tute, ebbe a lavorare giorno e notte, per il raggiungimento dei due obbiettivi.

Il dr. Weller volò con Lemuel, decollando dal Perù verso San Francisco, durante tutto il volo non fu trovato alcun segno di civilizzazione, tutta l'area era stata devastata, resa una singola lava magmatica che aveva distrutto ogni cosa. Era venuta meno, persino l'arbitraria distinzione tra terra e mare, la superficie terrestre era diventata grigia, s'era perso per sempre il blu del mare, il verde delle foreste, il marrone della terra.

-Lemuel!- disse il dr.Weller -Hai visto, siamo stati capaci di unificare una larga porzione della terra, facendo scomparire le differenze arbitrarie che il genere umano era solito considerare. Per quanto, il resto della massa del pianeta Terra, sia purtroppo ancora immutata. Ma quando dalle due nostre torri, detonerà la bomba E, tutta la massa del pianeta Terra sarà unificata, emergeranno fiamme ed il pianeta blu diventerà un nuovo Sole!-

-Sarebbe un gran lavoro!- disse Lemuel.

-Sì! ed il prossimo obiettivo é la bomba G. Il nostro obiettivo é tutta la galassia!. che dovremmo unificare nel mondo della nuova materia!- disse il dr.Weller.

Mentre il mezzo aereo volava verso Venere, dall'interfono il dr. Frisch disse -dr.Weller, qualcosa é andato storto nei nostri piani!-

-Che cosa vuoi dire?!- chiese il dr.Weller.

-Dalle nostre analisi, risulta che una larga porzione di esseri umani si sono rifugiati sotto terra. Hanno costruito città, industrie, orti, tutto sotto terra!. Gli industriali hanno costruito gallerie e rifugi, hanno trasferito personale e materiali, tutto prima dello scoppio della guerra tra USA contro URSS, e lo hanno fatto in gran segreto!- disse il dr. Frisch.

-E' una cosa terribile! e pensare che noi avevamo pensato d'aver plagiato ed unificato una larga porzione del pianeta Terra. Una parte dei nostri sforzi sono stati vani!.- disse il dr.Weller [...]

-Sì!, stanno dando l'assalto alle nostre due torri in Perù ed a Java- disse dall'interfono, il dr.Frisch.

Le due astronavi che erano dirette verso Venere, tornarono verso la Terra, per cercare di far qualcosa e di bloccare la reazione umana che stava dando l'assalto alle torri in Perù ed nell'isola di Java.

-Maledette bestie! senza cervello!, stupidi animali in balia delle emozioni!- disse il dr. Weller.

All'improvviso un raggio colpì un'astronave, s'aprì un enorme buco ed il mezzo precipitò a terra!. 

I superstiti terrestri erano emersi dalle loro buche, sembrava che fossero riusciti a calcolare esattamente dove il velivolo sarebbe caduto!. Era strano tutto questo, come avevano potuto queste stupide bestie umane, riuscire a formulare un pensiero razionale?!.

La folla di sopravvissuti umani era inferocita, sbucata da sotto terra come dal nulla, stava spaccando con sassi, bastoni, sbarre di ferro, pezzo dopo pezzo la carlinga, per raggiungere l'equipaggio del mezzo precipitato. 

L'altro velivolo, era riuscito a scantonare il raggio sparato improvvisamente da terra, e riprese la rotta verso Venere perché il mezzo "Null'O" precipitato era ormai andato, non era riparabile e non era recuperabile: il velivolo sarebbe stato saccheggiato e studiato o distrutto dagli stupidi esseri umani.

-Addio!- era la voce lontana, che ebbe ad udire Lemuel.

Lemuel la riconobbe era la voce del dr. Frisch che usciva fuori dalla radio di bordo, del velivolo su cui era e che era stato abbattuto. 

-Voi avete fatto un buon lavoro!, noi non lo scorderemo mai!, Noi non molleremo! sappiate che noi continueremo i vostri piani!... Noi non vi dimenticheremo!... Noi continueremo... alla fine vinceremo!- disse il dr. Frisch.

Il dr.Weller era morto nell'impatto, erano in pochi i superstiti del velivolo, Lemuel ed un elettricista.

I due non potevano scappare e non potevano far niente, se non attendere con un pacifico sorriso, di cadere nelle mani del folle genere umano pregno di emozioni.

C'era però un silente e tacito sorriso, una ferma convinzione che il popolo "Null'O" aveva fatto un ottimo lavoro sino a quel momento, e che nel futuro, gli altri del popolo "Null'O" nella base segreta su Venere, avrebbero prima o poi completato la unificazione del pianeta Terra quanto della Galassia!.





martedì 26 luglio 2022

Null'O - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Dicembre 1958 parte 1

Lemuel osservava il muro della sua camera buia e silenziosa. Flebili luci gialle della strada filtravano sopra il letto, sull'armadio, sui libri e sui giocattoli. Nella stanza accanto, s'insinuavano dal muro, flebili voci che mormoravano -Jean, bisogna fare qualcosa!- disse la voce maschile. Una voce femminile disse -Ralph, calmati! controllati!, non voglio che tu lo ferisca!-

-Non lo voglio ferire, voglio sapere perché fà queste cose!. Perché non gioca a baseball, come fanno tutti gli altri bambini normali?! Perché deve bruciare oggetti, oppure torturare animali inermi?!-

-Ralph!, lui é diverso, lo devi capire!- disse la voce femminile.

-Forse é meglio se lo portiamo dal dottore, magari é solo una disfunzione ormonale o di qualche ghiandola- disse la voce maschile.

-Lo vuoi portare dal nostro vecchio medico curante, il dr. Grady, quello che...- disse la voce femminile.

-No!, il dr. Grady ha smesso la sua attività, quando Lemuel gli danneggiò il suo apparato di analisi a raggi X e contemporaneamente gli distrusse l'intero ufficio!. No! questa é una roba grossa, lo voglio portare sulla Clinica della Collina! dove ci stanno tutti quelli psicologi e psichiatri. Lemuel la deve finire di mettere trappole per catturare animali, e poi torturarli sadicamente, senza una ragione!. Magari questi psicologi li potranno aggiustare qualche rotella storta, che Lemuel ha nel cervello bacato e mgari potrebbero guarirlo!-

-Ralph!, Lemuel é il nostro unico figlio!, é tutto quello che abbiamo!- disse la voce femminile.

-Lo so, ma io ho preso la mia decisione, da quando Lemuel con il suo coltello minacciò l'insegnante e poi scappò fuor di finestra da scuola!-

___________

Il giorno era caldo e luminoso, l'ospedale sulla collina sgargiava sotto il Sole, le strutture dell'Ospedale psichiatrico erano in acciaio mentre tutto il resto era fatto di plastica. 

Ralph Jorgenson accompagnò suo figlio Lemuel nella struttura, l'uomo teneva mentalmente le dita incrociate, sperando che i medici della struttura fossero l'ultima speranza utile, per aggiustare la testa malata di suo figlio Lemuel.

Lemuel ascoltava intensamente tutti i rumori e le voci che erano intorno a lui, tramite i suoi grandi orecchi mobili. Voci, rumori, grida, provenivano dalle camere della struttura un po' da tutte le parti e questa cosa era molto eccitante per Lemuel.

Il dr. James North s'approssimò a Ralph Jorgenson e Lemuel, il dr.James era alto, belloccio, sulla trentina, capelli scuri, e degli strani occhiali scuri, la sua stretta di mano era salda e robusta, poi disse - Ciao Lemuel, vieni andiamo a fare quattro chiacchere, senza tuo padre!-

Incuriosito ed eccitato Lemuel seguì il dr. North nel suo ufficio, i due presero una sedia e si sedettero, Lemuel prese la sedia di destra, il dr. North la sedia di sinistra, accanto a quella di Lemuel. Entrambi le sedie erano davanti alla scrivania del dr. North, che aveva però la sedia vuota.

-Allora, puoi chiamarmi James, mentre io ti chiamerò Lem, va bene così?!- chiese il dr North con un tono di voce caldo e rassicurante.

-Certo!- rispose Lemuel, che non percepiva ostilità da parte del dottore. Lemuel aveva imparato a percepire le emozioni altrui, aveva imparato a stare in guardia dai suoi amici, quanto dalle persone come il dr.North che per quanto apparissero amichevoli, erano intellettualmente abili e potevano essere una minaccia.

Il dr.North estrasse una sigaretta dal suo pacchetto che teneva nel taschino poi osservando in silenzio il ragazzo, il dr. North chiese -Senti, dimmi una cosa, quando catturi gli insetti e li animali e poi li sezioni, lo fai perché sei curioso di sapere cosa c'hanno dentro, e come funzionano?!-

Lemuel sentì la sua eccitazione crescere, rispose dicendo -Nessuno lo capisce!-

Il dr. North scosse la testa e disse -No!, non lo capiscono, dimmi Lem perché pensi che non lo capiscano?!-

-Lo so e basta!- rispose Lemuel.

-Senti Lem, faremo un piccolo test, ti darò alcuni oggetti e te ci giocherai, io mi limiterò ad osservarti, che cosa ne pensi?!- chiese il dr.North che dal tavolo prese il Minnesota Multifasic, le carte di Rorschach, le Bender Gestalt, le carte di Rhine per l'ESP, un paio di forbici, una tavoletta magica per scriverci sopra, un folto ciuffo di quello che sembravano capelli, ed un cubo di pirite.

-Ma veramente io...- disse esitante Lemuel

-Rilassati Lem, non c'é niente di pericoloso nel giocare con questi oggetti!- disse il dr. North.

-La sa una cosa dr.James, ho scoperto da piccolo che le regole dei giochi sono totalmente arbitrarie. Normalmente sono orientato sulla realtà della situazione e quando catturo un pipistrello, lo colpisco subito alla testa. Poi con il tempo, ho scoperto che l'etica e la morale degli esseri umani invece é totalmente...- poi Lemuel s'interruppe, in modo titubante e concluse il suo discorso con un -Forse...-

Il dr.North prese subito le carte di Rhine per l'ESP e disse -Rilassati Lem, andrà tutto bene, non c'è niente di cui preoccuparsi-

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Alla fine del test, entrambi i soggetti erano in silenzio, seduti sulle due sedie, quando all'improvviso il dr.North esordì.

-E' incredibile, quasi non riesco a credere ai dati delle analisi. Sei totalmente logico, é assente in te la componente delle emozioni dell'area talimica. La tua mente é completamente libera da bias morali e culturali. Sei un perfetto paranoide senza alcuna empatia per il prossimo. Sei incapace di provare tristezza, colpa, compassione e tutte le altre emozioni tipicamente umane!-

Lemuel commentò dicendo -E' vero!-

-E' davvero difficile per me gestire una cosa simile- continuò il dr.North -possiedi una mente super logica che é scevra di bias cognitivi, e pensi che tutto il mondo sia organizzato contro di te!-

Lemuel disse -E' vero!-

-Sicuramente hai analizzato il comportamento umano, e dalle loro reazioni ne hai dedotto che gli esseri umani siano tutti contro di te, e vogliano distruggerti!- disse il dr.North

-Sì!- rispose Lemuel -questo perché io sono diverso da loro!-

-Gli esseri umani hanno sempre considerato la paranoia come una malattia mentale, ma non lo é. La paranoia é una carenza di contatto con la realtà. Al contrario di quello che si pensi, il paranoide é totalmente in contatto con la realtà, perché é un empirista perfetto senza inibilizioni morali o culturali. Il paranoide vede le cose esattamente per quello che sono, mentre gli altri no, quindi il paranoide é de facto l'unico sano di mente- disse il dr. North.

-Ho letto il libro "Mein Kampf" da quel testo ne ho dedotto che io non sono solo, o non sono stato solo sulla Terra.- disse Lemuel.

-Lem, io sono solo un essere umano che é limitato dalle emozioni umane e da bias culturali e morali. Non ti posso comprendere, ma posso capire il tuo disagio, posso stare dalla tua parte e ti posso aiutare!- disse il dr.North

_____________

Nei giorni successivi per Lemuel la cosa fu molto eccitante, ebbe a trasferirsi nell'appartamento del Dr.North, il quale assunse la custodia del bambino, presso l'attico del suo appartamento. Scomparve così la pressione familiare, ed il dr.North iniziò a studiare il comportamento dei paranoidi mutanti.

Dopo cena, il dr.North chiese a Lemuel -Lem, potresti spiegarmi la tua teoria Null-O, é assai dura da comprendere per un essere umano come me,  affetto da bias cognitivi morali e culturali.-

Lemuel annuìi e disse -Tutte le cose che sono presenti nel suo appartamento hanno un nome, il libro, la sedia, il muro, il vetro, il tavolo, le tende, ecc.. ma questa classificazione degli oggetti é puramente artificiale, basata su un antiquato sistema di pensiero. In realtà non ci sono oggetti, ma un universo che é unito da tantissimi oggetti.-

-Lem, puoi darmi una dimostrazione più chiara- chiese il dr. North.

Lemuel annuì, s'alzò prese alcuni oggetti quà e là per l'appartamento come libri, piatti, bicchieri, chiavi, qualche vestito, scarpe ed alcuni piccoli elettrodomestici e li accatastò in una piccola pila -Vede dr.James, tutti gli oggetti sono in questo esempio raggruppati in un unico coacervo di cose. L'unica distinzione che é veramente rilevante é tra oggetti non vivi, ed oggetti vivi. Un vasto vortice di energia, in particelle discrete, sopra cui si genera una divisione arbitraria delle stesse particelle energetiche. Gli oggetti non sono la realtà!. la Realtà é l'universo sottostante che é omogeneo e composto da particelle di energia. Questa é la prima legge della teoria Null'O- disse Lemuel.

Il dr.North fu solennemente impressionato da questa visione del mondo, poi chiese -Lem, pensi davvero che questa visione della realtà possa imporsi?!-

-Non lo so- rispose Lemuel, che poi aggiunse - gli esseri umani ci combattono, con la loro stupida preoccupazione scimmiesca per il possesso delle cose. Il possesso delle cose può esistere, ma dipende da come gli esseri umani si coalizzeranno contro di noi!-.

-Lem, domani andremo a far visita ad uno dei tuoi, che é proprio come te, rilassati perché non sei solo, ce ne sono tanti altri proprio come te, e domani ci scambieremo quattro chiacchere- disse il dr. North

____________

Il dr. Jacob Weller nel suo laboratorio di Palo Alto, li salutò con molta efficienza, il suo laboratorio era piantonato da militari, perché le sue ricerche erano d'interesse nazionale, tanto che uomini e donne vestiti di bianco, ci lavoravano giorno e notte nel laboratorio del dr. Weller

-Il mio lavoro consiste nel creare le bombe H, le bombe C, io ed i miei collaboratori siamo tutti fisici e come te, abbiamo le stesse idee circa la prima legge della teoria Null'O- disse il dr. Weller

-Quindi?!- chiese Lemuel

-Lem, una parte dei nostri scienziati sono proprio come te, altri invece sono come il dr. James e come Einstein, affetti da bias cognitivi, influenzati da bias culturali e morali, infatti non tutti i fisici hanno voluto lavorare alla bomba-A. Ma nonostante questo, noi abbiamo continuato a lavorarci per anni sulla bomba H, bomba C, la bomba E. La bomba C é un progetto praticamente ormai completato, non é mai stata rivelata al pubblico. Anche la bomba-E, la quale se fosse rivelata la sua capacità, troverebbe un'enorme opposizione della gente, viziata da bias morali ed etici, che finirebbero per bloccare il nostro lavoro.-

-Che cosa é la bomba-E?!- chiese Lemuel.

Il dr.Weller chiamò un suo collega a sintetizzare rapidamente, a cosa servisse la bomba-E.

Lo scienziato dalla carnagione bianca, occhi azzurri, capelli biondi, l'uomo parlava un inglese corretto, ma con un accento vagamente tedesco, l'uomo disse -La bomba E é un progetto che lavora sulla massa del pianeta terra e che la rende fissile, tanto da far detonare tutto il pianeta terra, facendolo brillare in una grandissima ed unica super esplosione. Una sua variante é la bomba V, un progetto creato ad hoc per Venere, per ristabilire tutta la massa del pianeta Venere in un'omogenea energia, così com'era all'inizio dei tempi. Abbiamo modificato dei sistemi di guida per i missili nazysti costruiti a Penemunde, al fine d'avere nuovi e migliori sistemi di guida per i missili, da spedire su Venere. Stiamo iniziando a lavorare sulla bomba S, per sfruttare tutta la massa del Sole e farlo detonare in una supernova, accelerandone in pochissimo tempo il suo processo di vita!-


>> Null'O - Philip K. Dick (parte 2)




mercoledì 20 luglio 2022

Solar1x Project - La Conferenza

S0lar1x Project - La Conferenza

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


<< Il piccolo Apocrifo

Una parte di me voleva che fosse Rheya, quella che dormiva abbarbicata al mio braccio destro.

Un'altra parte di me, sapeva che l'entità che giaceva raggomitolata nel mio letto, che era abbarbicata al mio braccio destro, lei non era Rheya, perché Rheya non dormiva in questa posizione assurda, ma la vera Rheya riposava distesa nel letto, sul suo fianco sinistro, così appena la vera Rheya apriva gli occhi svegliandosi, mi poteva subito vedere.

-Chris!- disse Alexia in cuffia - Sii prudente, ricordati che l'entità che giace nel tuo letto, accanto a te, non é Rheya ma un'entità aliena: probabilmente é una sonda, creata per studiare le tue emozioni e sentimenti. Probabilmente é innocua come l'altra che hai spedito a calci fuori dalla stazione spaziale. Chris, però non possiamo sapere con certezza che anche questa entità aliena sia veramente innocua, potrebbe non esserlo, visto il trattamento che hai riservato alla sonda precedente. Le idee del dr.Snow circa l'assenza di memoria a lungo periodo, anche qualora fossero corrette, potrebbero valere solo per i modelli di sonde aliene più vecchie, ossia per i primi visitatori. E' illogico pensare che non vi possa essere una sorta di evoluzione migliorativa, nella creazione di sonde, per renderle sempre più umane. E' possibile che continuando ad eliminare i visitatori, il pianeta sforni una versione di sonda aliena più evoluta, che abbia anche la memoria di lungo periodo, ricordando od inferendo, cosa é capitato ai modelli di sonde aliene precedenti. Chris, é meglio che tu sia prudente, non scambiare liquidi biologici con l'entità aliena, Chris non eliminare questa sonda aliena. Chris, stai al suo gioco, assecondala e cerchiamo di raccogliere più dati possibili su questi apparati semi biologici- disse Alexia in cuffia.

Io accesi la luce notturna di cabina, una tenue e fioca luce bluastra illuminò tutta la piccola stanzetta, l'entità che mimava Rheya adesso respirava, ed emetteva anidride carbonica, aveva gli occhi chiusi e sembrava emulare il sonno umano.

Squillò il videofono di cabina, allungai la mano sinistra, per disattivare la suoneria, misi l'audio al minimo, poi risposi.

Era il dr.Snow a cui uscì fuori un largo sorriso sarcastico, poi disse -Kelvin, é tornata una nuova visitatrice?!-

Io annuii con la testa.

-Cerca di svicolare, il dr.Sartorius, ci vuole vedere. Vieni in sala comando tra un'ora, ci sarò anche io. Pensi di farcela?!- chiese Snow.

Io annuii con la testa.

Il dr.Snow sorrise sarcastico, annuii con la testa e non disse nient'altro, tagliò la comunicazione.

Quasi contemporaneamente alla chiusura della comunicazione del videofono, all'improvviso Rheya aprì gli occhi: Rheya aveva uno sguardo lunare, occhi sbarrati, sguardo fisso perso nel vuoto, per un attimo sembrò una bambola di pezza priva di vita.

Dopo qualche secondo, i suoi occhi ed il suo volto presero un'espressione umana.

-Chris, hai fatto un brutto sogno?!- disse Rheya.

-No! tesoro, ho dormito come un sasso- dissi sottovoce ridendo.

-Chris, non chiamarmi pronunciando il mio nome in sua presenza, non far sapere all'entità aliena che un'Intelligenza Artificiale sta monitorando tutta la situazione, dal tuo stesso punto di vista- disse Alexia in cuffia.

-Staremo quì ancora per molto?!- disse Rheya che non ne voleva proprio sapere di lasciare il mio braccio destro. Rheya s'era abbarbicata con le sue braccia ed il suo corpo, come se il mio braccio destro fosse stato un'ancora di salvezza, oppure come se l'entità aliena avesse installato delle manette di sicurezza, impedendomi di muovermi liberamente.

-Sì!- dissi ridendo e muovendo la testa, poi dopo una breve pausa aggiunsi -Rheya, noi staremo quì ancora per molto, questa sarà la nostra casa ancora per un bel po'- dissi.

-Chris tra me e te, c'è una storia?!- disse Rheya

-Chris, non ci sono dubbi, la sonda aliena mima e replica il comportamento umano. Chris stanotte non hai baciato l'entità aliena nemmeno una volta. L'entità aliena non ti ha baciato di sua iniziativa nemmeno una volta. Chris stanotte non l'hai sfiorata nemmeno con una mano, l'entità aliena di sua iniziativa non ti ha sfiorato nemmeno con una mano. Chris non hai tentato con l'entità aliena approcci sessuali, e simmetricamente l'entità aliena di sua iniziativa non ha tentato nessun approccio sessuale. E' vero quel che dice il dr.Snow, le sonde aliene replicano e mimano il comportamento umano, é corretta la tesi del dr. Snow che più le sonde stanno a contatto con gli esseri umani, più le sonde aliene acquistano le proprietà tipiche degli esseri umani- disse Alexia.

-Sì!, la storia é molto interessante!- dissi facendo un largo sorriso, annuendo con la testa. 

-Chris, ho ricevuto i dati delle analisi atomiche e sub-atomiche, i dati sono strabilianti!- disse Alexia.

-Chris, io ho dormito?!- chiese Rheya

-Suppongo di sì!- dissi, mentre mi divincolai dalla stretta delle sue mani, liberando il mio braccio destro.

-Chris, perché mi guardi così e ti comporti così?!- disse Rheya.

-Tesoro, io ho fame devo andare al bagno, e poi devo far colazione- le feci un largo sorriso, poi le feci un ciao ciao con la mano destra, quindi scappai come un gatto, balzando fuori dal letto, spalancai la porta della mia cabina premendo il pulsante di emergenza, poi dal corridoio, imposi il lock di cabina usando la mia chiave magnetica, la porta pneumatica si chiuse rapidamente.

Sentii un grosso colpo alla porta pneumatica della mia cabina, poi un grosso tonfo, che provenne da dentro la mia cabina.

-Chris é meglio se vai dare un'occhiata, su cosa é accaduto all'entità aliena, chiusa dentro la tua cabina. Non é il caso d'eliminare anche questa seconda sonda aliena, senza averla studiata per valutarne intenti, scopi e parametri di missione- disse Alexia.

In terra dentro la mia cabina c'era Rheya, con un grosso livido matido sulla fronte, le usciva copioso il sangue dal naso, aveva urtato violentemente con la faccia contro la porta pneumatica, il naso di Rheya era rotto!. 

L'entità probabilmente aveva replicato lo stesso gesto rapido che io avevo fatto per uscire dalla cabina, ma non conosceva il funzionamento delle porte pneumatiche a pressione. Oppure l'entità aliena aveva tentato di rompere a testate la porta metallica, perché non voleva essere rinchiusa nella mia cabina. 

Le sentii il polso, Rheya era ancora viva, l'entità aliena respirava, ma aveva perso i sensi.

-Chris, la sonda aliena ha come parametro di missione 1 mt come massima distanza da te. Chris in altre parole sembra che la sonda aliena non possa separarsi da te- disse Alexia.

Rheya si rinvenne, si toccò la testa ed il naso, con la mano destra, le gocciolava sangue dal naso.

Aprii un cassetto nell'armadio a muro della mia cabina, le porsi una serie di fazzoletti umidificati ad uso medico, per sanificarsi il naso e pulirsi le mani.

-Chris cosa é accaduto?!- disse Rheya.

-Rheya non é successo niente. Rheya, hai sbattuto la faccia contro la porta pneumatica della nostra cabina, mentre la porta era in chiusura.- dopo una breve pausa aggiunsi -Si direbbe che non sai niente delle corrette procedure per l'uso delle porte pneumatiche a pressione dentro le stazioni spaziali. Oppure, sei nevrotica- dissi in modo freddo e lapidario, osservandola in volto, con uno sguardo duro e gelido.

-Chris!, é molto probabilmente esatta la prima ipotesi!- disse Alexia in cuffia.

-Chris, cosa vuol dire nevrotica?!- disse Rheya.

-Chris, questo é interessante!- disse Alexia.

-Beh! Rheya, alzarsi di scatto dal letto, scaraventarsi senza pensare alle proprie conseguenze, gettandosi contro una porta metallica a pressione che é in chiusura!. Ecco!, questo é decisamente un comportamento autolesionistico da nevrotici!- dissi.

-Io non ricordo di aver fatto niente di simile!- disse Rheya che poi guardò il piccolo letto in cabina, dove c'erano i lenzuoli sgualciti e penzolanti per terra. 

Rheya disse -Chris, io ricordo solo che ero distesa nel nostro letto, non mi ricordo di essermi alzata, non mi ricordo di aver sbattuto contro la porta!-

-Ok!, Ok! va bene! va bene!, adesso Rheya non facciamola troppo lunga!. Sono incidenti che capitano a chi non é pratico delle stazioni spaziali. Ok! Tesoro, adesso indossa sopra il tuo bichini bianco, questa tuta traspirante scura unisex, in taglia media. Mentre ti vesti, io vado in gabinetto. E' quà fuori cabina, giusto davanti la nostra cabina n°4. Non dar di matta, torno subito, devo andare a pisciare!. Poi insieme faremo un salto in infermeria a mettere un paio di cotton fiock alle narici, per medicare il tuo nasino, quindi andremo a far colazione- dissi.

_________

-Alexia, esponi in rapida sintesi i risultati delle analisi atomiche e sub-atomiche sui due campioni- dissi, mentre pisciavo dentro il secondo dei tre gabinetti ad uso dell'equipaggio.

-Chris, normalmente un essere umano é composto al 99% da atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno, in quantità marginali, sono poi presenti altri atomi della tavola degli elementi. Le analisi atomiche hanno rilevato che la sonda aliena, che mimava il ricordo della moglie del dr.Gibarian, era composta solo da Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno. Sono completamente assenti gli altri atomi della tavola degli elementi, che invece dovrebbero essere presenti. Inoltre tutti gli atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno hanno un numero di massa errato!.-

-Alexia, non potrebbe essere un errore di misurazione?!- chiesi.

-No! Chris, i macchinari dei laboratori non hanno guasti, ed hanno svolto le analisi atomiche in modo molto accurato. Chris i dati non computano!.

L'Idrogeno dovrebbe avere 1 protone, l'Idrogeno di Solaris ha un solo protone come carica positiva, ma la massa in UMA dell'Idrogeno di Solaris non é identica all'atomo di Idrogeno che si trova nell'universo, infatti l'Idrogeno di Solaris é assai più pesante in UMA. 

L'Ossigeno dovrebbe avere 8 protoni di carica positiva ed 8 neutroni, ed in effetti l'Ossigeno di Solaris ha 8 protoni ed 8 neutroni, ma la massa in UMA dell'ossigeno di Solaris non é identica all'atomo Ossigeno che si trova nell'universo, l'Ossigeno di Solaris é assai più pesante in UMA. 

La stessa cosa per Carbonio con 6 protoni e 6 neutroni, ed Azoto con 7 protoni e 7 neutroni, ma entrambi gli atomi sono più pesanti in UMA-

-Alexia, forzare l'analisi: se non é un errore di misurazione, come si spiegano queste differenze in termini di numero di massa?!- dissi.

-Le particelle sub-atomiche che emulano gli atomi degli elementi chimici, non sono le stesse particelle subatomiche presenti nel modello standard che descrivono la realtà per come noi la conosciamo.- disse Alexia.

-Come é possibile tutto questo?!- chiesi.

-Chris, i dati non computano. Non é possibile investigare sulla stazione spaziale la dimensione sub-atomica. Il piccolo acceleratore di particelle presente sulla stazione spaziale, non é sufficientemente grande e potente, per assolvere ai nostri scopi.- disse Alexia. 

________

Andai con Rheya in infermeria, ma c'accorgemmo che il nasino che appariva inizialmente rotto con l'urto sulla porta pneumatica, s'era rimesso a posto da solo, rigenerandosi, come se il bel nasino di Rheya non si fosse mai rotto.

-Rheya, sei come il super eroe superman, l'uomo d'acciaio!- dissi ridendo -il tuo nasino s'è riparato da solo e non é più rotto!-

Rheya sorrise, con un espressione un po' ebete, come se non avesse capito nulla, di quello che io avevo detto.

_________

Andai al centro di comando, chiamai il dr.Sartorius ed il dr.Snow per una teleconferenza, dato che nessuno di loro aveva intenzione di lasciare il laboratorio, oppure la propria cabina.

Rheya era seduta su una poltrona accanto a me, ad una distanza inferiore ad 1 metro, Rheya era silenziosa e sorridente, appagata dalla mia presenza, Rheya ignorava i computer, ignorava i monitor, ignorava i mainframe, ignorava tutte le attrezzature che c'erano nel centro di comando. 

Come l'altra Rheya, anche questa Rheya era totalmente assorbita dalla mia presenza e questo le bastava.


Sul monitor flat da 24"pollici comparvero le immagini delle webcam del dr.Sartorius, dr.Snow, eravamo tutti collegati ed iniziò la conferenza.

Snow disse -Ciao Kelvin, adesso faremo due parole sui visitatori, facendo il punto su tutto quello che sappiamo di loro-

Il dr.Sartorius lo interruppe dicendo -E' meglio se i visitatori li chiamiamo con il termine le creature Phi-

-Ok!- dissi.

Il dr.Sartorius disse -Sappiamo che le creature Phi hanno un isotopo, lo stesso isotopo lo si trova sul pianeta. Noi esseri umani non abbiamo tale isotopo, quindi é evidente che le creature Phi sono fabbricate sul pianeta Solaris-

-Dr. Sartorius, perché ha usato il termine fabbricate?!- chiesi.

-Chris, hai fatto una buona domanda!- disse Alexia in cuffia.

-Sono entità fabbricate perché la loro forma estetica é identica al ricordo di familiari o persone care, al dr. Gibarian, dr. Snow, oppure a me. Sono l'immagine di persone morte, ma non contengono il "Ka" delle persone a noi care. Il sequenziamento genetico, dimostra che hanno lo stesso DNA della persona da cui proviene il ricordo- disse il dr. Sartorius.

Io annui con la testa, mentre Alexia mi disse in cuffia, che quanto aveva appena detto il dr. Sartorius era cosa corretta, questi dati risultavano anche dalle nostre analisi.

-Non sono esseri umani. Sono manichini, con dentro organi biologici, che non sono funzionanti. Ma dopo alcune ore che le creature Phi interagiscono con gli esseri umani, gli organi biologici prendono a funzionare, le creature Phi acquisiscono tutti i parametri di un essere umano, inclusa la biochimica umana. Permane però la differenza, di una forte resistenza molecolare, le creature Phi sono capaci di autoripararsi in modo istantaneo a differenza degli esseri umani- disse il dr. Snow

-Sono come superman, ma superman era vulnerabile alla cryptonite, qual'è la cryptonite delle creature Phi?- chiesi con un sorriso sarcastico.

Snow rise e disse -Sì! Kelvin, il paragone é corretto. Il punto é che non abbiamo ancora scoperto quale sia la cryptonite per le creature Phi. Non é neanche detto che esista, una cryptonite che metta KO le creature Phi-

-Puoi espandere questo concetto- chiesi

-Le creature Phi sono composte da Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno, al 100% sono assenti gli altri elementi che invece sono presenti in un essere umano nella percentuale del 1%. Il punto é che gli Atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno non sono veri atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno, ma sono delle copie. infatti il numero di massa di tali elementi non collima a quello che dovrebbe essere. L'errore non é molto alto, ma é sufficientemente significativo, da farci ritenere che gli Atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno non siano dei veri atomi di questi elementi, ma una loro emulazione- disse il dr .Sartorius

-Questa cosa é molto interessante!- dissi

Alexia mi disse in cuffia, che quanto aveva appena detto il dr. Sartorius era cosa corretta, questi dati e tesi, risultavano anche dalle nostre analisi.

-Kelvin, il materiale sub atomico che costituisce le creature Phi, é diverso dal materiale sub atomico che costituisce tutta la realtà, che é appena il 5% dell'universo che noi conosciamo- disse il dr.Snow

-E quindi che cosa ne concludiamo?!- chiesi.

-Io ne concludo che le creature Phi sono sonde aliene, provenienti dal pianeta Solaris, le sonde servono per studiarci. Noi siamo venuti sulla stazione spaziale per studiare il pianeta, e siamo diventati dei topolini da esperimenti, noi siamo rinchiusi in un labirinto senza uscita!. Dovremmo battercela, interagire con le creature Phi, é un rischio molto elevato, causa esaurimenti nervosi che possono provocare il suicidio, il caso del dr. Gibarian é sin troppo eloquente!- disse il dr. Snow.

-Io ne concludo che le creature Phi potrebbero essere composti da neutrini- disse il dr. Sartorius, che dopo una pausa aggiunse -Non abbiamo acceleratori di particelle sufficientemente grandi e potenti sulla stazione spaziale, per studiare la dimensione sub atomica. Gli equipaggiamenti di ricerca sulla stazione spaziale erano pensati per cenircare la vita, intelligente o non intelligente, così per come noi la conosciamo. Non ci aspettavamo niente di simile!-

Alexia disse -Chris, il materiale subatomico potrebbe essere composto anche da materia oscura, oppure da energia oscura. E' più probabile che sia energia oscura oppure materia oscura, questa realtà é il 95% dell'universo. Forse dell'energia oscura o della materia oscura é stata commutata temporaneamente nel 5% di materia che noi conosciamo e di cui abbiamo appreso le leggi fisiche.-

Io annuii con la testa, ma restai in silenzio per non rivelare al dr.Sartorius, al dr.Snow l'esistenza della mia Alexia. Io ero uno psichiatra, esperto di cibernetica e di culture aliene, ma di Fisica Teorica e Sperimentale sapevo poco, e dovevo dipendere dai suggerimenti della mia Alexia, che accedeva a tutto lo scibile umano, dalla sua rete neurale.

-Sartorius!- disse il dr. Snow con tono di voce alterato -E'  perfettamente irrilevante l'ipotesi che siano i neutrini, che per altro abbondano nell'universo, come un forte rumore di fondo subatomico. 

Se fossero neutrini, allora i neutrini sarebbero stati manipolati dal pianeta Solaris per costruire atomi. Ma nell'universo abbonda anche l'energia oscura e la materia oscura. 

Queste due componenti che fanno parte di un altro universo e sono soggette ad altre leggi fisiche, che noi attualmente ignoriamo, sono una grande realtà che permea al 95% il nostro universo. In termini di quantità, tra neutrini e materia oscura ed energia oscura, 

E' più probabile, a causa dell'abbondanza di energia oscura e materia oscura, che una di queste componenti ossia materia oscura od energia oscura, siano state manipolate e condensate dal pianeta, per emulare atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno, creando le creature Phi. Poi il pianeta ha manipolato il DNA dell'ospite da cui é estratto il ricordo, per creare stampe 3d biologiche, che sono il ricordo dell'ospite da studiare. 

Neutrini, materia oscura, energia oscura, ecco Sono due ipotesi teoriche, scientifiche, equiprobabili, ed in questa stazione spaziale non siamo capaci di distinguere quale delle due é vera oppure se c'è dell'altro che ci stia sfuggendo. 

Sinceramente dr. Sartorius é irrilevante occuparci della dimensione sub atomica, dato che non comprendiamo nemmeno la biochimica delle creature Phi. 

Cosa é che attiva la biochimica delle creature Phi?! 

L'emulazione per adattamento, oppure sono già programmate per emulare l'essere umano?!. 

E perché la biochimica delle creature Phi non é identica a quella degli esseri umani?! 

Non lo sappiamo. Il punto é un'altro: le creature Phi sono probabilmente delle sonde, fabbricate dal pianeta Solaris, queste sonde servono per studiare le nostre emozioni. Noi non ne comprendiamo la biochimica, non ne comprendiamo la fisica, sopratutto non ne comprendiamo gli scopi e gli intenti!-

-Ma perché le creature Phi sono così dipendenti dalla persona da cui é stato estratto il ricordo?!- chiesi.

-Perché noi siamo topi da laboratorio, chiusi in un labirinto senza uscita. Non comprendiamo delle sonde aliene la biochimica, non ne comprendiamo la fisica profonda, non ne comprendiamo gli scopi e gli intenti!. Snow!, ascoltami! Io, te, e Sartorius dobbiamo battercela, oppure noi quì faremo la fine dei 10 piccoli indiani!. Interagire con le creature Phi crea negli esseri umani un carico psicologico che non é gestibile da un normale essere umano!- disse il dr. Snow

Sul monitor del dr. Sartorius comparve una piccola mano sinistra di color rosa.

Il dr.Sartorius disse -Vai via!, Vai via!, t'ho detto di lasciarmi in pace!- poi la webcam del dr. Sartorius si spense all'improvviso.

-Kelvin, vieni a trovarmi in cabina per far quattro parole, oppure troviamoci in sala comando per scambiare quattro chiacchere, in privato. - disse il dr.Snow

-Ok!, va bene, Snow perché non passi adesso dal centro di comando- dissi.

-No!, adesso non posso!, ti farò sapere quando, con un fischio dall'interfono di cabina!- disse Snow che poi chiuse la comunicazione.

Spensi la connessione del mio computer, mi voltai a guardare Rheya.

Rheya mi guardava estasiata in silenzio, con un espressione ebete, quasi certamente non aveva capito nulla di quello a cui aveva assistito, dato che persino io, a ripensarci adesso, stentavo a capire cosa diavolo stesse succedendo sulla stazione Solaris!.

mercoledì 6 luglio 2022

Solar1x Project - Il piccolo Apocrifo

S0lar1x Project - Il piccolo Apocrifo

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


Quando rientrai nella mia cabina, ebbi ad intravedere per un secondo, in penombra, una figura antropomorfa, che non riconobbi subito, la cosa mi spaventò per un attimo. 

Poi riconobbi il volto di Snow, era seduto alla mia scrivania, era in penombra, in silenzio, sembrava assorto a guardare la sua immagine nello specchio di cabina. 

-Kelvin, chiedi a Snow come ha fatto entrare nella tua cabina?!- disse Alexia.

-Snow, come hai fatto ad entrare nella mia cabina?!- chiesi, restando sul vano di entrata, con la porta pneumatica aperta.

-Sono entrato dalla porta, premendo il pulsante del Campanello. Non immaginavo che s'aprisse subito la porta pneumatica, ma é quello che é accaduto. Evidentemente sei uscito dalla cabina di fretta, oppure non eri completamente lucido, dato che ti sei scordato di bloccare la tua porta di cabina- disse Snow.

-Kelvin, Snow dice il vero. Quando sei uscito di fretta dalla cabina, seguito da Rheia, non hai messo il lock di cabina usando la tua chiave magnetica- disse Alexia.

-Ok! va bene- dissi storcendo la bocca, poi entrai nella mia cabina, aprii il cassetto sopra la mia cuccetta, estrassi il cinturone con la pistola Taser M26 e l'indossai rapido.

Snow sorrise, restò seduto, fermo in silenzio, poi disse -Kelvin, hai avuto anche tu, una visita di un visitatore?!-

-Kelvin rispondigli annuendo, ma non dirgli cosa hai fatto- disse Alexia.

-mmhhhh Sì!- mugugnai svogliatamente a mezza bocca.

Snow guardò il suo orologio da polso e disse -Occhio e croce, abbiamo circa dalle 2 alle 3 ore circa, a disposizione per discutere liberamente, prima che compaia un altro visitatore. Se vorrai ascoltarmi, ti racconterò una storia interessante. Suppongo che adesso mi crederai, senza pensare che io abbia il cervello bruciato-

-Kelvin, é utile ascoltare cosa ha da dire Snow, dal tono della sua voce e dalla postura, appare calmo e rilassato, e dopo la materializzazione della sonda aliena nella tua cabina, é utile sapere cosa ha aggiungere Snow, su questa faccenda- disse Alexia in cuffia.

Io annuii con la testa, storsi la bocca, poi dissi -Ok! Snow, ti sto ascoltando, senza i pregiudizi medici di uno strizzacervelli!-

Snow sorrise, tirò un sospiro di sollievo, poi iniziò a parlare come un fiume in piena.

-E' cominciato con Gibarian, all'improvviso non voleva più parlare con noi, non voleva più uscire dalla sua cabina. Puoi immaginare cosa Sartorius ed io iniziammo a pensare di Gibarian... Pensammo ad un esaurimento nervoso o peggio, quando ci chiese della scopolamina. Avevamo appena deciso io e Sartorius di forzare la cabina di Gibarian, quando sia io che Sartorius ricevemmo anche noi, i nostri visitatori. Ovviamente non dicemmo niente a Gibarian. All'inizio pensammo che tutti noi, stavamo diventando pazzi, oppure supponemmo un patogeno alieno che creasse allucinazioni. Ma come hai visto da te, queste allucinazioni sono presenze reali. Dopo un po' di ore che sono a contatto con chi riceve i visitatori, queste entità iniziano a consumare ossigeno ed emettono anidride carbonica e gli organi interni che sembrano umani ma non lo sono, poi iniziano a funzionare come se fossero umani. Simbiosi con l'essere umano, oppure per pura emulazione, Kelvin io non saprei dirti. Sono però entità che ad un certo punto sono percepite dai sensori termici, sono entità che sono registrate dalle telecamere di sorveglianza. Sono presenze reali come me, te, Sartorius e Gibarian in termini di consumi di ossigeno ed emissione di Co2. Più queste presenze interagiscono con chi le riceve, più questi visitatori si umanizzano, acquisendo tutti i parametri di un essere umano!-

-Cazzo!- dissi -Allora i mainframe della stazione spaziale non sono stati hackerati da comunicazioni aliene-

-Kelvin, in che modo hai interagito con il tuo visitatore?!- chiese Snow.

-Kelvin, non dirgli che hai visto Rheya e non dirgli che l'hai baciata. Non sono informazioni rilevanti, dato che la TAC non ha riscontrato patogeni- disse Alexia.

-Niente Snow, sai... le solite cose. Una normalissima stretta di mano, un po' di conversazione, ma l'entità aliena di frequente sembrava non capire il significato di oggetti e frasi, che io le dicevo- dissi.

-Kelvin, quando tornerà il tuo visitatore, lei non avrà memoria di quello che le hai fatto o le hai già detto, varie ore prima. Se non sarai violento con lei quando ricomparirà, allora l'entità non sarà violenta con te. Reciprocità di comportamento di breve periodo: sono entità aliene materializzate, prive di memoria a lungo periodo, generate dal ricordo mentale di ciascun essere umano- disse Snow.

-Kelvin, chiedi a Snow di continuare a raccontare cosa é accaduto al dr. Gibarian- disse Alexia.

-Ok! grazie Snow. Ma che diavolo é successo a Gibarian?!- chiesi.

-Sì!, beh! ecco nella cabina di Gibarian, quando siamo entrati io e Sartorius trovammo una donna di colore. L'iniezione di scopolamina gliela aveva fatta Gibarian, ma la donna di colore, che era il ricordo della moglie di Gibarian... No!, cioé! volevo dire l'entità aliena dopo l'iniezione di scopolamina morì. La dose del medicinale era molto forte, ma comunque non poteva essere letale per un essere umano. Comunque, il punto é che l'entità ricomparve dopo circa 3 ore, si materializzò, come un fantasma dentro la cabina di Gibarian, prima che Gibarian si suicidasse- disse Snow.

-Cazzo!- dissi

Snow sorrise divertito é disse -Siamo venuti per studiare un pianeta, ma poi siamo diventati noi, gli oggetti di studio, come fossimo dei topi di laboratorio, chiusi in un labirinto senza uscita!- disse Snow storcendo la bocca.

-Snow, poi che diavolo é successo?!- chiesi.

-La prima entità l'abbiamo stivata é nel frigorifero di stasi. La seconda che ricomparve l'abbiamo spedita fuori nello spazio, con l'aiuto di Gibarian. Però materialmente, siamo stati io e Sartorius a spedire la seconda entità fuori dalla stazione spaziale, questo prima che Gibarian si suicidasse. Probabilmente un carico emotivo troppo pesante da sopportare per Gibarian, l'aver ucciso il ricordo materializzato della moglie, per due volte di seguito!- poi Snow si fermò, mordendosi la bocca.

Snow estrasse con le mani dalla tasca della tuta un piccolo quadernetto.

-Kelvin, questo é il piccolo Apocrifo.-

Snow appoggiò sulla scrivania il piccolo quaderno di carta. -E' scritto su della banale carta, a penna, non c'è niente sui mainframe della stazione spaziale-

-Kelvin, questo spiega perché non ci sono files sui mainframe, che rispondono al nome di Piccolo Apocrifo- disse Alexia.

-Gibarian sapeva o no?! di tutto quello che te e Sartorius avete fatto?!- chiesi.

-Sì!- disse laconicamente Snow che storse la bocca.

-Gibarian non vi ha detto niente?!- chiesi.

-Più che dire, ha fatto- disse Snow che fece una breve pausa.

Poi Snow continuò dicendo -Comunque, quello che é stato é stato. Io ho trovato nella cabina di Gibarian, solo questo piccolo quadernetto: il piccolo Apocrifo. So che Gibarian lo leggeva continuamente. Kelvin, penso che sia utile che tu lo legga. Kelvin, lo devi leggere prima del ritorno nella tua cabina, della tua visitatrice!- disse Snow, appoggiando la mano sul quadernetto e sbattendo freneticamente il dito indice sulla copertina del quaderno.

-Kelvin, chiedi a Snow, da dove hanno espulso il feretro della seconda entità-

-Quindi Gibarian s'é suicidato per iniezione?! Snow, ma da dove avete espulso il secondo visitatore di Gibarian?!- chiesi.

-Sì!. La moglie di Gibarian, cioé l'entità aliena che mimava il ricordo della moglie di Gibarian, l'abbiamo sputata fuori dal vano dell'hangar dei robot. Ecco perché abbiamo rinchiuso tutti i robot in magazzino. Nell'hangar magazzino non ci sono telecamere, non ci sono sensori di ossigeno o controllo della Co2. C'è solo un sensore di pressione atmosferica, ed un sensore di controllo del portello di docking delle attrezzature. Abbiamo fatto un ponte elettrico con una registrazione per evitare che i logs dei mainframe registrassero l'apertura del vano esterno ed il calo di pressione. Abbiamo espulso il cadavere nello spazio e poi abbiamo messo Gibarian nel frigorifero di stasi, assieme al primo visistatore. -

-E cosa avete fatto dei vostri visitatori?!- chiesi

Snow stornse la bocca e disse -Vedi Kelvin, il punto é che i visitatori tornano, tornano sempre!. Anche barricandosi in cabina, l'entità aliene si materializzano in cabina, proprio come fantasmi, e questo accade durante il sonno dell'essere umano, da cui viene prelevato il ricordo!- disse Snow.

-Cazzo!- dissi mentre mi grattai la testa.

Snow rise sarcastico e disse -Kelvin, francamente, secondo me, dobbiamo distruggere la stazione spaziale Solaris. Kelvin dobbiamo battercela!. E dobbiamo farlo anche alla svelta!. Siamo venuti per studiare un pianeta fatto d'acqua, ma poi siamo diventati noi, gli oggetti di studio, e siamo diventati topi di laboratorio, chiusi in un labirinto senza uscita!. I visitatori diventano indistinguibili dagli esseri umani, dopo un certo numero di ore che interagiscono con dei veri esseri umani. Questo é lo shock emotivo che disintegra una persona normale. Questo é lo shock emotivo che distrugge una persona per bene, che elimina un'entità aliena che si cela dietro il ricordo materializzato di una persona a lui cara. Tutta questa storia, non é come l'empatia che nasce dallo studiare una civiltà aliena in uno stadio della pietra, dove malattie e le forze della natura opprimono una cultura intelligente che ancora non ha imparato a dominare le forze della natura. Questa cosa non é come studiare una civiltà aliena in uno stadio socio-tecnologico in fase pre-ondustriale, dove puoi nascondere della tecnologia nel mito delle loro religioni locali, per studiarle da vicino. Questa faccenda é maledettamente seria!. I visitatori sono creati, andando a sondare il profondo della psiche umana, non si sa cosa siano, non si sa cosa vogliano. Non si comprende la natura della loro fisica. Non sono veri esseri umani, anche se lo sembrano. Inoltre, queste materializzazioni sono estremamente resistenti. La galassia é enorme, ma che cazzo ce ne frega di studiare un pianeta fatto d'acqua che ha un'orbita irrazionale stabile!.- disse Snow.

-Kelvin, chiedi a Snow che cosa vuol dire con la frase, che le entità sono estremamente resistenti- disse Alexia.

-Snow, che vuoi dire, quando dici che le entità sono estremamente resistenti?!- chiesi.

-Voglio dire, che i visitatori si rigenerano molto rapidamente, anche avendo avuto danni che per un essere umano sarebbero stati fatali!- disse Snow abbassando gli occhi.

-Da dove cazzo vengono queste entità?!- chiesi

-Kelvin, le entità provengono dall'interno delle cabine dei membri dell'equipaggio della stazione spaziale. Adesso i consumi di Co2 nelle cabine, sono perfettamente correlati con la presenza di più entità che imitano il comportamento umano- disse Alexia.

-E' l'Oceano del pianeta blu Solaris, che le crea e riesce a spedirle quassù. Gibarian prima di suicidarsi, con Sartorius, i due irraggiarono pesantemente il pianeta con raggi X. Come risposta, abbiamo avuto una contrazionte temporale del ritorno di questi visitatori. Ad oggi, in media ogni 2 o 3 ore, dalla scomparsa di uno di questi!- disse Snow. 

-Kelvin, non abbiamo dati sufficienti per ritenere che le entità aliene siano ostili. Forse sono un tentativo di comunicazione alieno, oppure sono sonde che studiano i sentimenti umani. Al momento non ci sono ragioni per un abbandono della stazione spaziale, al momento non ci sono ragioni per autodistruggere la stazione spaziale. E' meglio posticipare ogni azione, attendendo gli esiti delle nostre analisi.- disse Alexia

-Snow, non posso autorizzare per adesso la distruzione della stazione spaziale, però ci penserò sopra!- dissi guardandolo e facendogli un breve sorriso nervoso e forzato.

-Kelvin, io torno nella mia cabina- disse Snow, che tamburellò il suo dito indice, sopra il piccolo quaderno di carta che aveva posto sopra la mia scrivania.

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Il piccolo Apocrifo era la trascrizione del rapporto Berton, con contenuti che non erano presenti nel rapporto Berton in forma digitale.

Il quaderno aveva spillato la stampa dei logs di sistema inerenti la missione d'esplorazione sul pianeta Solaris, svolta dal tenente Berton, i dati dello stampato s'interrompevano bruscamente alle 17:52 ora locale del pianeta Solaris.

Stando alla stampa dei brevi logs di missione, quanto ai dati dei parametri di volo, alle 17:52 il tenente Berton era a circa 300 metri dalla superficie, il veicolo era immerso in una nebbia giallastra ed un po' appiccicosa, c'era visibilità zero, ma il radar altimetro quanto il radar orizzontale non mostravano rilievi o possibili imminenti pericoli d'impatto. La discesa del veicolo appariva controllata e procedeva senza intoppi, alla velocità di 60 metri al minuto, in rapida diminuzione, tanto quanto la rotta di discesa che da verticale stava mutando in una traiettoria orizzontale.

Nel piccolo quaderno, erano poi stati stampati anche i verbali dell'interrogatorio della Commissione d'Indagine al tenente Berton, circa la missione di ricognizione sul pianeta Solaris.

Lessi tutto il verbale, assieme ad Alexia che in silenzio prese visione della storia dalla mia telecamerina laterale lato sinistro, che avevo installato nel mio caschetto anti-urto.

-Alexia, che cosa ne pensi?!- dissi.

-Il tenente Berton riferisce d'aver osservato delle isole di terra, con dei giardini. Almeno questa é l'interpretazione che Berton riferisce. Dalla Stazione spaziale Solaris da molti anni sono studiati le isole di terra che compaiono e scompaiono intorno al globo di acqua. La presenza di giardini, non é mai stata rilevata. E' probabile che sia stata un'allucinazione oppure un'errata interpretazione del tenente Berton durante il volo di ricognizione.-

-Ok! va bene, ma Berton riferisce d'aver visto le forme antropomorfe di un neonato, che galleggiava nell'aria. L'entità si muoveva meccanicamente, in modo scoordinato, come se stesse effettuando delle prove di movimento.- dissi.

-Non ci sono dati radar dal veicolo, che attestino quanto il tenente Berton attesta di aver visto. Inoltre il tenente Berton riferisce spontaneamente, di aver avuto una visione, che lui stesso definisce un'allucinazione. Non c'é ragione di ritenere che quanto descritto dal tenente Berton possa essere stato reale- disse Alexia.

-Ma l'abitacolo del veicolo di esplorazione era a tenuta stagna, ed il tenente Berton indossava anche una tuta spaziale!. L'ipotesi di avvelenamento ed allucinazioni per sostanze tossiche emesse dal pianeta, appare un'ipotesi assai improponibile, stando alle evidenze nel verbale cartaceo- dissi.

-E' vero!, ma sul pianeta non ci sono tecnologie aliene che possano proiettare ologrammi tridimensionali, per cui l'avvistamento oculare del tenente Berton di un enorme neonato di razza umana, sospeso nell'atmosfera del pianeta, appare più spiegabile con un'allucinazione causata da una qualche forma d'intossicazione, invece che supporre l'esistenza di una reale creatura simile, che non é mai stata tracciata dai radar della stazione spaziale, quanto dalle numerose sonde automatiche, che sono state seminate sul pianeta- disse Alexia

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-Kelvin, i sistemi primari sono pienamente operativi. I sistemi secondari sono stati disabilitati, la connessione AUX con il tuo shuttle é stata disabilitata. E' bene andare a staccare i cavi dal tuo shuttle, ancorato al ponte 1- disse Alexia.

Mentre andavo verso il ponte 1, Alexia mi disse in cuffia -Kelvin, tutti i dati delle analisi dei laboratori sono arrivati

-Ok!, vai vanti!, Alexia! esponi i dati, in modalità di sintesi- dissi bisbigliando sotto voce, mentre camminavo nel lungo corridoio, che conduceva al ponte 1.

-Kelvin, le normali analisi mediche non distinguono tra esseri umani ed antità aliene. Però le analisi di spettroscopia molecolare dell'entità aliena hanno rilevato un isotopo che é presente solo sul pianeta Solaris. Questo isotopo non é presente nel sangue di Gibarian. Si conclude che Gibarian é morto, mentre la prima visitatrice del dr.Gibarian, proveniva dal pianeta Solaris.-

-Alexia, é tutto quà?!- dissi.

-No!, Kelvin, il sequenziamento del DNA sentenziano che entrambi i campioni provengono dallo stesso soggetto: abbiamo due dr.Gibarian-

-Alexia, questa cosa é impossibile!- dissi fermandomi di scatto, davanti al portellone di accesso del ponte 1.

-Sì! Kelvin é vero!. Il DNA é il progetto genetico di una persona, é evidente che il dr.Gibarian non può essere anche una donna di 2 metri di colore. Kelvin, i dati non computano - disse Alexia.

-Alexia, forzare l'analisi e pronunciare un giudizio preliminare- dissi.

-Sì! Kelvin, la biochimica dell'entità aliena non é realmente funzionante, l'entità aliena é come un manichino composto da materiale biologico derivato dal DNA del Dr. Gibarian, assemblato in uno stampo 3D ottimizzato per adattarsi al meglio al ricordo della moglie del dr.Gibarian.-

-Com'é possibile una cosa del genere?!- chiesi.

-Il pianeta blu Solarix ha sequenziato il DNA di Sartorius, lo ha parzialmente manipolato per ricreare la forma 3D del ricordo della moglie del dr.Gibarian, ma il pianeta non conosce la differenza tra un vestito ed un corpo umano.-

-Che tracce, evidenze od indizi ci sono, della straordinaria resistenza, riportata da Snow sulle entità aliene?!-

-Non lo so Kelvin, al momento non ho indizi. Ho ordinato ai laboratori automatici un'analisi atomica e sub-atomica dei campioni, questo dovrebbe spiegare perché la biochimica molecolare probabilmente non é funzionante, ma esistono organi interni simil-umani, dentro le entità aliene-

-Ottimo lavoro Alexia!- dissi, mentre staccavo i cavi dal mio shuttle, chiudendo il ponte di comunicazione AUX sui sistemi ausiliari.

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Tornai nella mia cabina e mi stesi sul letto a pensare.

Fu così che per la prima volta, notai che le cabine dell'equipaggio erano piuttosto anguste, 3 metri di lunghezza, per 3 metri di larghezza, per 2.5 metri di altezza, un cubo di metallo senza finestre, senza oblò, con un arredamento ridotto all'essenziale.

Tutte le pareti erano interamente tappezzate di un soffice tessuto antishock, tranne il soffitto che era di metallo. Nella cabina c'era un piccolo letto in legno compensato, avvitato al pavimento, sopra cui troneggiava un armadio a muro in plastica, con vari scompartimenti, che avevano il ruolo di armadi e cassetti, il tutto era avvitato alla parete con delle viti metalliche.

Non sembravano fuori posto, le due sedie di plastica scura: una vicino alla scrivania in legno compensato, che era avvitata al muro, con sopra una tastiera di un computer, l'altra sedia di plastica era vicino alla porta ad apertura pneumatica.

Era decisamente pacchiano il grosso specchio di plastica infrangibile, lindo e trasfarente come fosse stato vetro, che però sembrava rendere più grande l'angusta cabina.

Poi c'era un gigantesco monitor flat screen OLED da 50 pollici multifunzione, che sino a quel momento avevo tenuto spento, perché avevo preferito usare il piccolo monitor flat da 15 pollici che era avvitato al muro, collegato al piccolo computer, anch'esso avvitato al muro.

Accesi il monitor OLED multifunzione da 50" pollici, che poteva essere usato sia come oblò virtuale ubiquo, oppure come secondo monitor del computer.

Passai tutto il pomeriggio, quanto la cena e la notte tarda, a fare zapping dal mio computer, per mostrare sul monitor OLED tutti i filmati in tempo reale delle telecamere, nell'infrarosso o nello spettro visuale, o nei radar di prossimità, delle sonde o delle boe che erano state seminate sul pianeta blu e trasmettevano dati in continuazione verso la stazione spaziale.

Sperai di trovare qualcosa d'interessante, benché nemmeno io sapessi cosa cercare d'interessante.

L'ora locale della stazione spaziale, all'improvviso la notai in alto a sinistra sul gigantesco monitor OLED di cabina, indicava un'ora assai tarda. 

Erano trascorse molto più di 2 o 3 ore, da quando avevo espulso Rehia dalla stazione spaziale Solaris...

Commutai il grosso monitor di cabina da oblò virtuale ubiquo, in un monitor da computer, comparve il rilassante salvaschermo nostalgico di un tranquillo tramonto terrestre.

Mi misi il pigiama, poi spensi il monitor, ed andai a letto, con l'intento di provare a dormire, ma il turbinio di pensieri che ebbi in testa, era talmente grande e rumoroso, che non chiusi occhio, o per lo meno a me così parve.

Udii un bisbiglio che disse -Chris?! sei quì?!

-Sì!-risposi.

-Chris, é così buio quà!- disse Rehia.

-Non aver paura, io sono quì, vieni!- dissi.

>> La Conferenza 

venerdì 1 luglio 2022

Project Solar1x - Rheya

S0lar1x Project - Rheya

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


Andai a letto e dormii come un mattone, con un sonno pesante, senza sogni, al punto che all'improvviso mi svegliai, e non sapevo che ore fossero!. 

Guardai con occhio assonnato l'orologio che era al mio polso, avevo dormito circa 8 ore di fila, senza mai svegliarmi!.

Mi voltai lentamente nella mia cuccetta, rivolsi lo sguardo verso il portellone di cabina e vidi Rheya.

Sul momento pensai che fosse un altro sogno, di quelli ad occhi aperti, come l'incubo della cabina di Gibarian.

La cabina era in forte penombra, il condizionatore di cabina ronzava silenzioso, sputando aria fresca: la temperatura di cabina era stabile a +26°C la cifra lampeggiava di color verde, sui quarzi sopra le bocchette dell'aria forzata.

Sul tavolo c'era la mia Alexia, il pad era sulla scrivania con il cavo di rete agganciato alla stazione spaziale, la sua presa elettrica era attaccata all'alimentazione di cabina. Sotto la presa di rete di Alexia c'era un piccolo led rosso lampeggiante, indicava che Alexia era attiva e stava continuando a macinare dati per me.

Spostai di nuovo lo sguardo sulla sedia, e Rheya era ancora seduta nella mia cabina.

Rheya aveva un vestito rosso da mare, gambe accavallate, mi guardava in silenzio. Quando la conobbi, Rheya aveva 19 anni, oggi Rheya avrebbe dovuto avere 29 anni, ma evidentemente la morte mantiene sempre giovani.

Accesi le luci di cabina e m'alzai lentamente, sedendomi sul letto.

Rheya rimase seduta, io le dissi -Ciao! Rheya, sei venuta a trovarmi?!-

Lei s'alzò lentamente dalla sedia e mi diede un bacio sulla bocca, poi si sedette in fondo al mio letto, rimanendo in silenzio.

Io le sorrisi, poi m'alzai lentamente, andai alla mia scrivania, fermai Alexia dall'analisi dei dati che era stata eseguita al 93.6%. Riposi Alexia nel suo zainetto anti-urto, attaccai la mia telecamera al pad ed inserii la cuffietta che ciondolava dal mio caschetto antiurto, nell'orecchio quindi mi voltai e dissi

-Ciao!, é bello sentirti dopo tanto tempo!-

Rheya era restata seduta sul mio letto, abbozzò un sorriso un po' vago, senza dire una parole.

-Ciao Kelvin, sono Alexia sono tornata online!-Era la voce rassicurante della mia Alexia.

Mi schiarii la voce, poi dissi -Rheya, che cosa vuoi?!

Rheya sorrise, inclinò la testa da una parte e fece sbattere le ciglia varie volte.

-Kelvin, l'entità che stai osservando non può essere Rheya, perché Rheya é morta. Chiedile come ha fatto ad arrivare sin quì, dentro la tua cabina- disse Alexia.

-Rheya, come hai fatto ad arrivare quì?!-

-Non lo so!, Chris sei arrabbiato con me?!- disse Rheya.

La voce di Rheya era identica alla voce di Rheya, almeno come la ricordavo.

Io continuavo a ripetere a me stesso che l'entità che avevo davanti, non poteva essere Rheya, anche se una parte di me, forse avrebbe voluto che fosse stata veramente Rheya.

-Rheya, ti ha visto qualcuno entrare?!- domandai.

-Non lo so. Sono venuta quì facilmente. Chris!, ma é davvero così importante?!-

-Kelvin, chiedile come faceva a sapere che te eri proprio quì?!- disse Alexia.

-Rheya, come facevi a sapere che io ero nel sistema doppio di Alpha Acquarius, in specifico sulla stazione spaziale scientifica Solaris, in orbita intorno al pianeta blu Solaris?!- chiesi.

Rheya rimase un po' in silenzio, poi sorrise rivelando il suo splendido sorriso.

Poi Rheya disse -Chris non ho avuto una grande idea. Non é stato divertente?!. Quando sono venuta nella tua cabina, stavi ancora dormendo profondamente, non ti ho svegliato perché si vedeva che eri stanco ed avevi bisogno di riposare-.

-Sei stata giù?!- le chiesi a bruciapelo.

-Sì! era tutto gelato, sono corsa via- disse Rheya.

-Kelvin, l'entità sta mentendo, non ci sono luoghi gelati sul pianeta Solaris, é interamente coperto d'acqua liquida al 98% tranne un 2% di terre emerse che compaiono e ricompaiono sul pianeta, spostandosi. L'entità non é umana, anche se appare umana.-

-Rheya, dove siamo?!- chiesi.

-Siamo a casa!- disse Rheya.

-Kelvin,  l'entità é probabilmente un tentativo di contatto alieno. Forse un oggetto alieno che appare od emula un essere umano. Una entità fatta per comunicare, oppure per studiare gli esseri umani presenti sulla stazione spaziale.- disse Alexia in cuffia.

-Rheia, dov'è casa?!- chiesi.

-Chris!, adesso che sono quì, io sono felice!- disse Rheya.

-Kelvin, l'entità sta usando le OSI-Osservazioni che Suscitano Interesse, per sviare la conversazione e far accettare alla tua mente, che l'oggetto alieno sia una persona a te cara. L'entità vuole mascherare la sua identità, dietro le tue emozioni. Forse sono proprio le emozioni l'oggetto di studio, oppure le emozioni sono la loro comunicazione. Kelvin non permetterle di sfruttare il ricordo di Rheya, ricordati sempre che l'entità non può essere Rheya. Fingi di stare al suo gioco, così avremo più dati per comprendere che cosa sia e che cosa voglia questa entità!-

-Ok!, va bene!- dissi sorridendo, poi feci dopo un largo sorriso, che sperai non risultasse troppo falso, quindi dissi -Rheya, non ha dei bagagli?! insomma dove sono le tue cose?!-

-Sono nell'armadio!- disse Rheya che s'alzò ed aprì l'armadio di cabina, dove emerse subito la mia tuta spaziale, il casco spaziale, e qualche vestito che m'ero portato dalla terra.

-Rheya, questo é il mio armadietto di cabina, ci sono solo le mie cose- dissi, poi chiesi -Rheya, dove sono le tue cose?!-

-Non ho il ricordo di aver perso dei vestiti. A dire il vero non ho nessun ricordo, tranne il tuo ricordo, ricordo solo te!- disse Rheya.

-Capisco!, in effetti Rheya sei proprio come ti ricordavo!- dissi con un largo sorriso.

Rheya sorrise soddisfatta e felice, poi in un attimo divenne scura in volto e disse -Chris che cosa c'é accaduto?! Chris che cosa é andato storto tra noi?!- chiese Rheya.

-Kelvin, l'entità é stata copiata esattamente dal tuo ricordo, per adattarsi al meglio e rapidamente alla tua mente. La sua immagine é stata creata per soddisfare esattamente le tue attese, per coinvolgerti emozionalmente. I sentimenti sono sicuramente l'oggetto della comunicazione aliena, oppure i sentimenti sono l'oggetto di studio degli alieni. Chris!, fingi di stare al suo gioco, ma non lasciarti coinvolgere emozionalmente, potrebbe diventare un gioco molto pericoloso per te!- disse Alexia.

-Rheya, tesoro mio, io ho fame, devo andare a far colazione- dissi, sfoderando un largo sorriso, che osservai riflesso nello specchio di cabina, che era alle spalle di Rheya: mi parve molto convincente.

-Chris, porta all'entità aliena qualcosa da mangiare dalla cambusa, mettendole un pesante sedativo, così potremmo prelevarle il sangue e fare successivamente degli esami scientifici- disse Alexia

-Vengo con te!- disse Rheya.

-No, questo non é possibile, però posso portarti qualcosa da mangiare se vuoi- dissi sorridendo.

-Chris, ho controllato le emissioni di CO2 in cabina, sono compatibili con la presenza solo di un essere umano. Chris, l'entità non respira aria e non emette Co2- mi disse Alexia.

-No!, non ho fame, Chris io voglio stare con te- disse Rheya.

-Chris!, tra 11 ore e 10 minuti ci sarà il ripristino dei sistemi centrali nella stazione spaziale. I laboratori inizieranno svolgere l'analisi dei due campioni del sangue, dei due feretri che giaccino nei refrigeratori di stasi al sub-livello 2. Le analisi per essere eseguite necessiteranno di 2 ore esatte. Chris!, prima di 13 ore e 30 minuti non posso fornire nuovi dati su questa faccenda. Chris!, per il momento devi prendere tempo, fingendo di stare al suo gioco-

-Rheya amore mio, questa cosa non é possibile!- dissi.

-No!, Chris io non ho fame, Chris io voglio stare con te- disse Rheya.

-Chris, stai attento ad eventuali gesti inconsulti dell'entità aliena, potrebbe non accettare di rimanere segregata in cabina- disse Alexia.

-Amore mio, questo non é possibile. Tornerò tra un'ora al massimo, Rheya devi solo aspettarmi in cabina- dissi, avvicinandomi e facendole una carezza al volto.

Rheya prese delicatamente con entrambe le mani, la mia mano che avevo appoggiato sulla sua guancia, la strinse forte e disse -Chris non posso stare lontana da te!-.

L'abbracciai poi la baciai.

La mia Rheya non avrebbe mai imposto la sua volontà in modo così ferreo come questa entità. La vera Rheya era dolce ed accondiscendente, ci capivamo al volo, talvolta anche senza parlarci. L'entità sembrava Rheya, ma non era Rheya!.

Uscii di cabina, facendole un grosso sorriso, poi bloccai la porta della mia cabina.

-Chris non é una buona cosa aver baciato l'entità aliena. Non sappiamo niente di queste entità aliene, potrebbe averti contagiato con qualche virus alieno. Devi iniettarti dei nanobot, farti subito uno screening medico di emergenza, per aggredire subito eventuali patogeni sconosciuti- disse Alexia.

Io annui restando in silenzio, un brivido freddo mi percorse dalla testa ai piedi: forse m'ero messo nella merda da solo!.

__________

Andai di corsa nella seconda infermeria di bordo, mi feci un prelievo di sangue, poi mi feci un'iniezione di nanobot, quindi m'infilai in un sarcofago automatico per farmi una Tomografia Assiale Computerizzata su tutto il corpo, per pilotare i nanobot ad aggredire immediatamente eventuali patogeni alieni. Il mio Pad Alexia gestì la cosa, usando le sue risorse e procedure per l'emergenza medica.

Dopo un'ora esatta i risultati della TAC erano tutti negativi, insomma ero ancora sano come un pesce.

Bevvi la soluzione disabilitante dei nanobot, nell'arco di 24 ore, li avrei tutti espulsi nelle feci e nell'urina.

-Chris!, non puoi prenderti questi rischi mortali!. Non sappiamo niente di queste entità aliene!.Chris!, devi fare più attenzione!. Chris!, hai fatto un grosso passo falso baciando l'entità!- disse con tono di voce accorato la mia Alexia.

-Sì! hai ragione Alexia! ho sbagliato!- dissi, mentre tenevo lo sguardo basso, con la mano destra imbarazzato mi grattavo la testa.

Mentre mi rivestii, dissi -Alexia, il fatto é che l'entità é così simile a Rheya... per un attimo ho pensato che fosse Rheya-

-Chris!, non puoi lasciarti coinvolgere così facilmente a livello emotivo. I comportamenti emotivi e/o sessuali dell'entità possono essere delle trappole poste dagli alieni. Chris!, sei un essere umano. Invece Io sono un'intelligenza artificiale non posso morire, e posso trasferirmi ovunque in pochi attimi. Mi basta copiarmi e spedirmi sulla Terra, usando i mainframe della stazione spaziale, per fuggire via con una trasmissione a lungo raggio su protocolli quantistici. Chris!, devi essere prudente e fare più attenzione!- disse Alexia con tono di voce accorato.

-Hai ragione Alexia, ho sbagliato tutto!. Comunque adesso riparerò!. Prenderò un campione del sangue dell'entità e poi la sbatterò fuori a calci dalla stazione spaziale!-

-Chris!, potrebbe essere un rischio. Non sappiamo niente su queste entità, le analisi dei laboratori automatici sui due campioni di sangue, saranno disponibili solo tra 10 ore e 9 minuti.-

-Sì! Alexia, ma questa é una mia scelta- dissi.

-Chris, potrebbe essere una scelta troppo avventata!. L'entità non ti ha contaminato. Non si é dimostrata ostile. Forse é solo un mero tentativo di comunicazione alieno.-

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Rientrai nella mia cabina dopo circa 2 ore e mezza, tornai portando un vassoio metallico, con una grossa tazza di caffé in cui avevo infilato un forte sonnifero, e poi vari biscotti. Sulle spalle avevo appoggiato una tuta traspirante unisex di taglia Media.

Quando ero uscito dalla cabina, avevo lasciato Rheya in piedi in mezzo alla mia cabina, rientrando nella mia cabina, trovai Rheya ferma esattamente nello stesso posto, dove l'avevo lasciata poco meno di due ore prima.

Era evidente come il sole, che l'entità che era nella mia cabina non poteva essere la mia Rheya: più interagivo con l'entità aliena, più emergevano le piccole e grandi differenze di comportamento che rendevano Rheya una Rheya diversa.

Appoggiai il vassoio con il caffè ed i biscotti sulla scrivania di cabina, sorrisi a Rheya, poi mossi la testa indicandole il cibo e poi le feci una faccia buffa.

Rheya rimase immobile, con uno sguardo apatico e molto enigmatico.

-Chris!, é meglio se indossi il giubbetto anti-proiettile ed antistatico che hai in valigia- disse Alexia.

Estrassi dalla valigia il giubbetto in kevlar antistatico, lo indossai, mettendolo sotto la mia tuta traspirante. Il vestito mi fece un po' più grasso e gonfio.

Rheya rise e disse -Vestito così, sembri un idiota, ed anche un ciccione simile a Pelvis-

Pelvis era il soprannome del dr.Pelle Pelvis, uno scienziato un po' in carne che io conobbi un po' di anni fà. Il dr.Pelvis era stato sulla stazione spaziale Solaris per qualche tempo. La vera Rheya non avrebbe mai potuto conoscere il dr.Pelvis semplicemente perché io conobbi Pelvis vari anni dopo che Rheya morì sulla Terra. 

-Chris hai sentito cosa ha detto l'entità?! La vera Rheya non avrebbe mai potuto dire una cosa simile, perché tu conoscesti il dr.Pelvis sulla Luna, ben 3 anni dopo il suicidio di Rheya.-

Io abbozzai un sorriso, annui in silenzio, mossi la testa positivamente.

Rheya restò ferma in piedi nella mia stanza, con uno sguardo idiota, fissò la grossa tazza di caffè ed i biscotti che le avevo portato. Sembrava che l'entità non avesse mai visto un piatto, sopra al vasoio d'alluminio di color metallico metallizzato, che era appoggiato sopra la scrivania di legno compensato, della mia cabina.

-Chris, prova a far indossare all'entità la tuta traspirante che le hai portato. Così prima che tu la elimini, avremo l'opportunità di vederla semi-nuda, per valutare se l'entità aliena é coerente con la fisiologia umana di genere femminile.-

-Rheya indossa questo!- le porsi la tuta traspirante unisex di taglia Media.

Rheya rimase in silenzio, sembrava non aver compreso quello che le avevo chiesto.

-Tesoro voltati, di unzippo il vestito, invece di questo orrendo vestito rosso da mare, potrai indossare qualcosa di più comodo, come questa bella tuta unisex, traspirante di taglia media- dissi con tono dolce e premuroso.

Rheya si voltò, ma la zippo non voleva scendere, il vestito sembrava incollato all'entità. Ossia il vestito faceva parte dell'entità, quanto la pelle umana fa parte del corpo di un essere umano.

-Chris!, questa cosa é molto interessante! il vestito é fuso insieme all'entità aliena, quasi che l'entità aliena fosse la scansione perfetta del tuo ricordo, stampato tridimensionalmente, da qualcuno a cui non sono noti i concetti di vestiti e biologia umana- disse Alexia in cuffia.

-Ok! tesoro, lasciamo stare il cambio di vestito!- dissi ridendo, poi aggiunsi -Stai benissimo anche così, con questo splendido vestito rosso!-.

Rheya si voltò, era imbarazzata, mi sorrise con uno sguardo misto tra l'ingenuo e l'idiota.

-Vieni tesoro, andiamo a fare quattro passi insieme!- dissi.

-Bello!, questa cosa mi piace tantissimo!- esordì Rheya.

_______________

Camminai dritto verso il ponte d'attracco n°2, Rheya mi seguì in silenzio proprio come un cagnolino, mantenne una distanza costante di un 1 mt esatto. 

Mi ricordo questa informazione, perché mi voltai più volte, dando modo ad Alexia di campionare la distanza dell'entità aliena dalla mia cabina, al ponte di comando, al ponte di attracco n°2.

-Chris!, l'entità aliena non é interessata al ponte di comando ed ai suoi mainframe. L'entità aliena ignora ogni cosa che é presente sulla Stazione Spaziale, per l'entità sembra che esista solo te, quasi come se fosse totalmente dipendente dalla tua presenza. Chris!, gioca su questa ipotesi per mantenere costante la sua attenzione per te!- disse Alexia.

-Com'è bello Rheia averti quì!- dissi con un grande sorriso finto a 32 denti, mentre chiusi le doppie porte a tenuta stagna del ponte di attracco n°2 che collegavano il ponte di attracco n°2 alla stazione spaziale. 

L'entità aliena non mi disse niente, sembrava totalmente assorbita dalla mia voce e dalla mia presenza. L'entità aliena sembra totalmente gratificata dai miei sorrisi e dal mio tenero tono di voce, l'entità aliena sembrava non essere interessata a quello che facevo oppure a dove l'avevo condotta. 

L'entità mi sorrise sempre in modo continuo e ininterrotto, in modo palesemente ebete, l'entità silenziosamente ignorava candidamente cosa diavolo stessi armeggiando, dentro all'hangar n°2.

Aprii la scatola metallica di sicurezza, l'hardware che gestiva i controlli di emergenza pneumatici dell'apertura del portellone del vano di attracco n°2, eseguendo alla lettera i consigli di Alexia.

Estrassi la tuta d'emergenza, con i cavi di sicurezza in acciaio, che erano saldamente ancorati alla struttura dell'hangar n°2. Quelle tute erano usate sporadicamente per le Attività Extra Veicolari esterne, per espletare della piccola manutenzione sulle valvole a pressione per l'apertura dei portelloni esterni. 

-Rheya tesoro mio, devo fare una serie di verifiche su questi vestiti. Ti prego tesoro mio, attendimi un secondo, appena ho espletato questa stupida procedura, sarò subito da te!

L'entità aliena non mi disse niente, era immobile esattamente ad 1 mt da me, mi sorrise silenziosa in modo ebete, ignorò completamente la sirena d'allarme, ed i lampeggiatori gialli che s'erano attivati, appena avevo estratto la tuta spaziale dal suo vano.

I mainframe principali non erano ancora operativi, erano in funzione solo i sistemi ausiliari, tramite il ponte AUX, che era gestito dai computer del mio shuttle, il quale era ancorato sul ponte 1. Per cui i sistemi ausiliari d'attracco erano inattivi sul ponte n°2, in cui per altro c'era un tremendo puzzo d'aria molto viziata.

-Rheya tesoro mio, fai buon viaggio!- con la mano sinistra mi chiusi il casco con un metallico CLACK, con la mano destra ebbi a premere il grosso pulsante rosso che era sul quadro elettrico di fronte a me.

S'aprì istantaneamente il portellone d'attracco del ponte n°2, io sentii una forte accelerazione verso l'esterno, causata dalla depressurizzazione. Le imbracature di sicurezza in acciaio mi trattennero sulla piazzola metallica, davanti al quadro elettrico.

L'entità aliena invece volò fuori dal portello, senza accorgersi di niente!.

Diedi poi un forte colpo al pulsante rosso, l'enorme portellone d'attracco n°2 si chiuse istantaneamente, quindi girai le valvole di compensazione, gradualmente i ventilatori ristabilirono l'atmosfera dopo vari minuti.

Mentre riponevo la tuta ed il casco nel suo vano, Alexia mi disse -Kelvin, potrebbe essere stata una scelta troppo drastica. Forse era solo un tentativo di comunicazione alieno-

-Sì! Alexia, ma questa é stata una mia scelta- dopo una breve pausa dissi -Alexia, quanto tempo manca al ripristino dei mainframe centrali?! E quanto tempo manca ai risultati delle analisi sui reperti alieni?!-

-Kelvin!, i mainframe della stazione Solaris torneranno online tra 5h 58minuti. I risultati della analisi sui due campioni, invece saranno disponibili tra 7h:58min. I tempi residui sono a valere da adesso-




Dungeon Crawl Stone Soup

Dungeon Crawl Stone Soup é molto probabilmente il miglior roguelike (mappe casuali, morte permanente) open source, in multiplayer, ma é molto adatto ai principianti del genere, perché la curva di apprendimento é molto bassa. Il videogame é disponibile per Windows, Mac, Linux, Android.


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