venerdì 30 dicembre 2022

Il ragno d'acqua- Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Gennaio 1964 (parte 2)

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I due entrarono nell'Hotel Francis Drake, e nessuno chiese loro nulla, si recarono in silenzio all'ascensore, poi mostrarono i documenti d'identità falsificati "ad hoc" per quel tempo. L'addetto all'ascensore diede un'occhiata svogliata ai due documenti, annuì con la testa, in silenzio avviò l'ascensore e li portò direttamente al piano dove si stava svolgendo la convention di fantascienza.

Nella grande sala vetrata, c'erano molte persone che parlavano e ridevano, e c'erano anche numerose ragazze molto attraenti, con la minigonna che ascoltavano le discusioni oppure facevano domande. [...]

Craig Gilly disse -C'é raccolta in questa stanza, un numero impressionante di precog, una cosa incredibile a dirsi ed a vedersi...-

-Sì!, lo so!- rispose Aaron Tozzo -guarda là! quello alto e vestito di nero, é probabilmente Van Vogt, l'autore di "World of Null-A"-

Il tizio alto vestito di nero, era educato, parlava e sorrideva, quando Aaron tozzo s'avvicinò e disse -Signor Vogt ho letto le due versioni del suo racconto World of Null-A-.

Van Vogt sorrise e disse -Le svelo un segreto! Ho iniziato a scrivere il racconto con una storia, poi all'improvviso ho svoltato scrivendone un'altra ed infine alla fine, ho deciso per un finale completamente diverso!. [...] -

Poco più in là c'era Howard Bune, quello che editava i racconti per la fantastica rivista Amazing Stories, Gilly ed Aaron s'avvicinarono, giusto in tempo per udire - Signori perdonatemi!,  purtroppo devo lasciare la Convention di Fantascienza, ho un aereo da prendere- [...]

-Chissà se c'é anche Asimov?!- chiese Gilly sottovoce guardando Aaron Tozzo. Vicino all'entrata c'era una ragazza bionda, vestita di un completo verde, inclusa la minigonna. Aaron Tozzo chiese -Scusi, c'é anche il signor Isac Asimov?!-

-No!- rispose la signorina, mentre biascicava un chewingum.

-Dov'é Paul Anderson?!- chiese Craig Gilly

-No!- disse con tono rude Aaron Tozzo -Ma ti pare che Isaac Asimov, quello che ha inventato l'industria dei robot positronici, con le sue leggi della robotica, non sia presente ad una conferenza di precog?!-

-Non lo so!- disse la ragazza con un'espressione annoiata, continuando a biascicare con la mascella bovina il suo chewingum.

Poco più in là, c'era Ray Bradbury che aveva fermato Howard Brune che già teneva in braccio il suo imperbiabile, mentre poco più in là a sorseggiare un aperitivo c'era Jack Williamson dal Nuovo Messico, quello del racconto "Legion in Time", una grande firma che era comparsa sulle prime riviste di Hugo Gernsback.

Siccome la giovane ragazza bionda vestita di verde continuava a restare in silenzio a masticare bovinamente il suo chewingum, senza dare altre informazioni, allora Aaron Tozzo e Craig Gilly andarono a sbirciare chi c'era nella piccola stanza accanto che era collegata alla grande sala in cui il gran ciarlare ad alta voce tra tutti gli astanti, la rendeva un ambiente insolitamente troppo rumoroso, ed inadatto per dei precog.

C'erano due donne d'aspetto giovanile che conversavano garbatamente: la loro targhetta identificativa sull'elegante tailler indicavano Margaret St.Claire ed Evelyn Paige. Margaret St.Claire era l'autrice di "The Scarlet Exapod" del 1959 che fu pubblicato su IF. [...]

In piedi davanti alle due signore sedute, c'era invece Robert Bloch che sorseggiava un drink. [...]

Disse Craig Gilly -Signor Bloch, il suo articolo su Galaxy intitolato Sabbatical...

-Mi dispiace amico mio, penso proprio che abbia sbagliato persona! Io non ho mai scritto un pezzo che s'intitolasse Sabbatical- rispose Robert Bloch che dopo aver finito il suo drink, l'uomo aggiunse -Penso sia meglio, che adesso io me ne vada!-

Sopraggiunse Aaron Tozzo che s'avvicinò a Craig Gilly e disse sotto voce -Ho trovato Paul Anderson!- [...] i due si precipitarono nuovamente dentro il grande salone.

-Mr.Anderson, siamo dell'associazione amatoriale di Battlecreek, vorremmo chiederle una foto, da scattare davanti ad una ricostruzione di una macchina del tempo, che abbiamo parcheggiato quà davanti all'albergo. Non l'abbiamo potuta portare nel salone della riunione dei precog, in quanto é un dispositivo troppo pesante- disse Craig Gilly.

Paul Anderson sgranò gli occhi, allontanò il suo bicchiere con il drink dalla bocca e disse -Come?! prego?!-

Craig Gilly ebbe a ripetere la domanda, scandendo bene le parole, parlando lentamente, in modo che Paul Anderson che sembrava un po' alticcio, potesse comprendere. [...]

-Beh! perché no!, purché la cosa non prenda troppo tempo!- sorrise Anderson che poi aggiunse -Una macchina del tempo! mossa a vapore! Fantastico!. Qualcuno ha visto Bob Heinlein?!-

-E' scappato con Mildred Clingerman, i due s'erano messi a parlare di gatti e sono scappati via dalla convention di precog, prima che la trovassi quà accanto al buffet, basandomi su quello che mi ricordavo delle sue fotografie presso la Libreria del Congresso- disse Aaron Tozzo.

-Sono stupefatto!- disse Paul Anderson mentre seguendo Craig Gilly e guardando Aaron Tozzo che gli era accanto, tutti e tre entrarono nell'ascensore. [...]

-Che strana macchina!- disse Paul Anderson mentre entrava nell'abitacolo per farsi fare una fotografia dall'interno del veicolo.[...] Le turbine s'accesero in un lampo e la macchina con i suoi tre occupanti scomparve dal XX°secolo. [...]

Fermeti incontrò i tre e disse -Mister Anderson é un grande onore incontrarla nel mio tempo!-

-Cosa?! Ma sono morto?!- rispose Paul Anderson che si guardò intorno [...] e capì immediatamente che il contesto che c'era attorno a lui, non poteva essere quello del 1954. 

-No! mister Andeston non é morto. Quello che sta osservando é l'ambiente di una città di metà XXI°secolo. Ed ho il piacere di darle il benvenuto nel nostro tempo!- disse Fermeti.

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Donald Nils un noto assassino era seduto davanti al tavolo dell'Ufficio Immigrazione Interstellare e disse -E' crudele! ed una pena inusuale! é contro la nostra Costituzione!- poi l'uomo si ricordò che s'era offerto volontario per questa cosa, proprio per riuscire ad uscire dal Nachbaren Slager in cui era detenuto. Forse prima d'arrivare su Proxima Centauri lui si sarebbe fatto capitano dell'astronave, forse una volta giunto su Proxima Centauri si sarebbe fatto il signore di tutto il sistema!.

Pete Bailly il secondo in comando sull'astronave, mise la testa dentro l'ufficio e disse -Ho letto un racconto di Astounding Stories, forse posso costruire uno dei cosi citati nella rivista. Comunque anche questa volta il Bureau ci ha giocati!. Anche se abbiamo un'astronave, anche se raggiungiamo Proxima Centauri, non potremo mai tornare sulla Terra!. L'unica cosa buona, abbiamo a bordo una buona scorta di film 3D-

Nils disse -Ho letto un racconto su Galaxy Science Fiction, intitolato The variable Man, si parlava di un'astronave con un motore FTL ossia Faster Than Light. Se potessimo costruirne uno così, potremmo tornare sulla Terra, eludendo tutti i sistemi di controllo. Sono io in comando, e ti ordino di costruire un motore FTL-

Baily scosse la testa e disse -Allora abbiamo un coglione come capitano!. Non sono possibili i motori FTL. E' meglio se ci concentriamo su come sarà il nostro futuro su Proxima, ammesso di arrivarci vivi!-

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-Perché mi avete condotto quà?!- chiese Paul Anderson mentre continuava a voltarsi a destra e sinistra, per guardare lo strano mondo che gli era attorno.

-Abbiamo un problema, ci riferiamo al suo articolo intitolato Volo Notturno, fu pubblicato su IF nell'Agosto 1955 in cui lei parlava di far sparire la massa dell'astronave, per raggiungere la velocità della luce. Poi alla fine del viaggio la massa dell'astronave e del suo equipaggio era ristabilita. Ci potrebbe dare la formula e le leggi fisiche da usare, per reintegrare la massa?!-

-Ah! Sì!, beh é stato il mio agente letterario...- disse Anderson.

-Lei é un grande precog! si pensi al suo articolo The Defenders del gennaio 1953 pubblicato su IF, in cui ipotizzava che gli esseri umani avrebbero voluto far la guerra ma senza essere direttamente coinvolti, facendola combattere ai robot, i quali robot non volendo combattere la guerra, finirono per riempire di balle i loro rapporti fatti agli umani... L'idea ebbe a piacere così tanto, che...-

-Sì! ho letto quel pezzo, é un bel racconto, ma non mi piace il racconto, non é credibile!- disse Paul Anderson.

-Paul Anderson! lei é un grande precog! ha predetto la WWIII che ebbe a scoppiare nel 1966, dove i robot ebbero in effetti a combattere una guerra, penetrando sul suolo nemico!-

-No! non l'ho scritto io il racconto Defenders, ma é stato Dick- disse Anderson.

-Conosce Dick?!- chiese Aaron Tozzo.

-L'ho incontrato ieri alla convention di fantascienza!- disse Anderson.

-Ma lei ci ha descritto nei minimi dettagli!. Mr.Anderson il suo ufficio per il progetto interstellare é esattamente il nostro lavoro, le differenze sono minime tra il suo racconto e la realtà!- disse Fermeti.

-Qualche scrittore crede a quello che scrive, altri no!- disse Anderson.

-E' irrilevante questo!, le facoltà precog sono insite in voi, siete capaci di predire la realtà a prescindere dal fatto che ne siate consci o non consci!- disse Aaron Tozzo.

-Posso farmi un giro quà attorno?! vorrei comprare qualcosa in questo futuro e riportarlo a mia moglie Karen nel 1952?!- disse Paul Anderson.

-Sì! vada pure!- disse Fermeti. [...] che poi guardò Aaron e Craig, poi Fermeti disse -Aaron, vai al museo Smithsonian e recupera una macchina da scrivere meccanica da 8 pollici e mezza, con fogli di carta da 11. Dobbiamo mettere il signor Paul Anderson a suo agio, così ci scriverà la formula della reintegrazione della massa- [...]

Appena il tempo di Aaron d'annuire con la testa, che Fermeti, Aaron e Craig s'accorsero che avevano perso di vista Paul Anderson, che sembrava essersi dileguato nel niente!. [...]

-Ehi! ma dove cazzo é andato Paul Anderson?!- esordì Fermeti che si volta da tutte le parti con la testa, in cerca dell'unica persona che aveva i capelli in testa.

-E' un precog!, Paul Anderson é una mente superiore, forse sarà andato allo spazio porto, per far un viaggio su Marte?!- disse Aaron Tozzo mentre si voltava guardandosi attorno.

-Ma se Paul Andersen non ha la minima idea di cosa sia oppure di dove sia lo spazio porto, quà nel nostro tempo?!- rispose Craig Gilly [...]

-Lancerò un allerta di Tipo II allo spazioporto ed alle colonie, dobbiamo riprendere Paul Anderson prima che lasci la Terra e riportarlo sulla Terra del 1952, ma prima deve darci la formula per la reintegrazione della massa, per astronavi con velocità superluminali!- disse Fermeti.

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Pail Anderson era fermo davanti ad una vetrina di uno strano negozio, di cui non aveva la minima idea di che cosa stessero offrendo in vetrina, con tutti quegli strani cosi. Paul Anderson meditava preoccupato tra se, quanto fosse una buona idea entrare e comprare qualcosa, ma le etichette dei prezzi di ogni cosa, su qualsiasi maledetta cosa sembravano proibitivi per le sue tasche. 

La prolungata sosta di uno con i capelli davanti al negozio, forse aveva insospettito una poliziotta che nel frattempo s'era avvicinata e s'era messa a squadrare Paul Anderson [...]

-Ehi lei, come mai Lei non s'é rasato la testa?!- chiese la poliziotta con tono di voce severo.

Paul Anderson si voltò e disse -Sono di un'altra cultura!, ho altre abitudini!. Scusi!, sa dirmi per cortesia dove posso trovare una biblioteca pubblica?! Vorrei consultare del materiale storico?! Un almanacco del 1954 e 1955 oppure una raccolta di arretrati di giornali, oppure un libro di testo delle scuole?!-

-Scuole?!- chiese la donna poliziotto aggrottando la fronte.

-Sì! ha presente dove vanno i bambini la mattina, per imparare la storia, la geografia, l'inglese, la matematica ecc...- disse Paul Anderson

La poliziotta scosse la testa e disse -Lei non é un tipo sospetto, é solo un povero scemo!- [...]

Paul Anderson prese a camminare lento per la strada mezza deserta, dove edifici di plastica molto illuminati, che contenevano misteriosi e criptici negozi, in cui alieni ed esseri calvi eseguivano misteriose transazioni in dollari, con prezzi esorbitanti per le sue misere tasche.  All'improvviso un'alieno giallo, grande quanto un essere umano, vagamente gelatinoso di un colore verde lime, gli si paventò di fronte.

Era un alieno, un vero alieno da un altro pianeta. [...]

-Sono Paul Anderson e vengo dalla Terra del 1954 sono un viaggiatore temporale!-

-E vorresti un barbiere per rasarti la testa e cambiarti di abito, perché sei davvero troppo strano con questi vestiti e questi capelli?! Se volessi io potrei assorbirti. Sento che stai pensando alla tua famiglia!. In questo momento i terrestri hanno un rigido controllo demografico, ecco perché sono inorriditi, appena hai parlato di bambini e di scuole!.- [...]

-Sono confuso, non so proprio dove andare e cosa fare!- disse Paul Anderson.

-I terrestri oggi cercano e cacciano la devianza con la PolPol e telecamere, tu rappresenti qualcosa che non si é conformato. Sei un po' come me, che sono fuggito dal mio pianeta di Marte. [...] Se mi seguirai, io dirò che sei il mio servitore e ti aiuterò. Io vado allo Zoo-

-Vorrei essere accompagnato allo spazioporto! Voglio lasciare la Terra e visitare altri pianeti!- disse Paul Anderson

-Va bene, t'accompagnerò allo spazioporto e nel frattempo di dirò qualche notizia storica che non sai, circa il secolo precedente. Ci fu una guerra nel 1983 tra URSS e Cina che ebbe a coinvolgere anche Israele e Francia...- disse l'entità gelatinosa verdolina.

Paul Anderson estrasse una matita dalla tasca, prese il taccuino che aveva nella giacca ed iniziò a prendere rapidi appunti. [...]

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[...] Con l'allerta di Tipo II lanciata, in poco tempo Paul Anderson fu subito riacchiappato e riportato alla presenza di Fermeti, il quale fece sedere Paul Anderson alla scrivania, davanti ad una macchina da scrivere meccanica con dei fogli.

-Mister Anderson, se vuol tornare al 1952 collabori e ci dia la formula per la reintegrazione della massa, per astronavi con motori FTL Faster Than Light- disse Fermeti.

Paul Anderson aggrottò le ciglia e scrisse rapidamente sulla macchina da scrivere, quello che si ricordava del racconto in questione, riguardo al paragrafo della reintegrazione della massa. L'energia solare di una stella, doveva essere riconvertita in massa, quindi sarebbe bastato usare la luce della stella Proxima Centauri per reintegrare la massa di un'astronave con motori FTL.

-Ottimo!- disse Fermeti che poi aggiunse -Adesso può tornare mister Anderson sulla Terra del 1952!-

-No!- disse Aaron Tozzo -il signor Paul Anderson non può tornare nel 1952 con tutto quello che ha visto e che ha saputo del nostro futuro e del nostro passato che é il suo futuro!- [...]

-Mmmhhh... Sì! é vero! portate il signor Paul Anderson al Dipartimento di Penologia, fateli l'elettroschock e cancellategli tutti i ricordi di questo viaggio nel tempo, poi riportatelo nel 1952- disse Fermeti.

Fu fatto proprio così, Fermeti, Aaron Tozzo, Craig Gilly sembravano soddisfatti del loro lavoro, ma... il pezzo scritto da Paul Anderson era scomparso. Avrebbe dovuto essere sulla scrivania di Fermeti, ma non c'era verso di trovarlo, sebbene nessuno fosse entrato nell'ufficio di Fermeti.

-Ma che diavolo sta succedendo?!- chiese Fermeti.

-E' un paradosso temporale!. Quando abbiamo cancellato la memoria di Paul Anderson e lo abbiamo rispedito nel 1952, Paul Anderson non si ricordava più cosa aveva scritto. Incluso il racconto del 1955 che Paul Anderson ebbe a scrivere ma che adesso ritornando senza memoria nel 1952, de facto Paul Anderson non lo avrebbe mai più scritto il racconto del 1955 non avendo più memoria della cosa.-

Ragione per cui, la eco temporale del paradosso aveva poi raggiunto il tempo in cui Fermeti, Craig ed Aaron, essendo sparita la soluzione che Paul Anderson aveva trovato per le astronavi con motori super luminali!.

Infatti sulla rivista del 1955 di IF non c'era più il racconto di Paul Anderson "Night Flight", ma c'era pubblicato il racconto di Dick, intitolato "The mold of Yancy": era la fonte della libreria del Congresso che lo diceva!.

Il paradosso temporale era esploso, era stato cambiato il passato!.

Le radiazioni temporali si stavano progandosiin fretta.

Femeti disse -Ehi!, Ma che diavolo ci fate voi due nel mio ufficio?!. Forza tornate al lavoro!-

Neppure Aaron Tozzo e Craig Gilly adesso sapevano più perché si trovassero nell'ufficio di Fermeti. Nemmeno loro sapevano spiegare che cosa avessero fatto sino a quel momento sul lavoro, non avevano più memoria di niente su quel giorno.

Dalla libreria del Congresso arrivò una rivista dell'epoca, che non si sa chi l'avesse ordinata: Il ragno d'acqua?! 

Ma che diavolo era il ragno d'acqua?! 

Chi aveva scritto questo racconto?!

Aaron Tozzo prese il vecchio manoscritto, si sedette sulla sua scrivania ed iniziò a leggerlo, chissà che quello strano vecchio testo, non li potesse aiutare a risolvere i problemi dei viaggi spaziali su Proxima Centauri?!

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Paul Anderson si ritrovò nel corridoio dell'albergo al Sir Francis Drake Hotel, la convention di fantascienza era finita, c'era soltanto sua moglie Karen e la figlia Astrid che erano venuti a prenderlo.

-Paul, dov'eri?!- chiese Karen che s'alzò dalla sedia.

-No! niente... Sì! ero quà fuori, facevo una foto con degli appassionati di fantascienza- disse Paul Anderson.

-Ti é servita questa convention di fantascienza, per prendere qualche buona idea per i tuoi racconti?!- chiese Karen.

-Mboh?! Sì!, No!, Forse, ecco dovrei avere preso qualche appunto su un rapimento di un soggetto ed un viaggio nel tempo- Paul Anderson mise istintivamente entrambe le mani nelle tasche della giacca, e rimase sorpreso di trovarci un canovaccio di una strana storia sui viaggi nel tempo. 

Proprio non si ricordava d'aver preso dei veri appunti, forse ne aveva solo un vago e sfumato ricordo, tra il Bourbon e l'acqua che aveva mescolato in dosi non uguali. 

Ecco sì!, forse questo spiegava come quel pezzo di carta, con la sua scrittura, gli fosse finito nella sua tasca destra della giacca.

Comparve dalla porta Howard Browne ns'avvicinò a Paul Anderson e disse -Tieni Paul, t'anticipo $10 per il racconto. Ma adesso devo proprio andare a prendere l'aereo! Mandami il racconto per Fax!-

-Allora hai trovato un bel finale per il tuo racconto?!- chiese Karen guardando Paul Anderson.

-Uh?! Cosa?! Ah! Sì! sicuro!- disse Paul Anderson con tono di voce un po' biascicato, poi i tre uscirono dalla sala dell'albergo, chiudendo la porta dietro di se.




domenica 11 dicembre 2022

La corsa alla Luna nella guerra fredda

La prima corsa alla Luna dei sovietici



La rotta verso la Luna della NASA



Trucchi e scorciatorie di volo spaziale




venerdì 9 dicembre 2022

Il ragno d'acqua- Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Gennaio 1964 (parte 1)

Quella mattina Aaron Tozzo si rapò la testa con molta cura, e mentre si specchiava nello specchio, pensò alle 15 persone d'equipaggio dell'astronave Nachbaren Slager, dove tutti i membri avevano le teste perfettamente rasate e glabre come palloni, mentre l'astronave che viaggiava prossima alla velocità della luce, avrebbe continuato così per sempre, senza curarsi dei bisogni di quelli che erano a bordo.

La cosa peggiore che gli parve di quella visione, fu che molto probabilmente era vera.

Quando Tozzo fu contattato dal Bureau circa il caso dell'astronave Nachbaren, Aaron disse -C'é molto poco che possiamo fare per loro, e non possiamo riportarli indietro, però possiamo rifiutarci di spedirne altri a fare la stessa fine!-

Il suo commento fu annotato e registrato, passato ai suoi colleghi, i quali erano tutti d'accordo con Aaron. Il volo dell'astronave Nachbaren Slager era stato un grosso errore, ed anche il pubblico adesso lo sapeva. Ma il superiore di Aaron, Edwin Fermeti commentò lapidario -Dobbiamo andar avanti, per altro ci sono tanti altri volontari!-

Certamente i detenuti usati per questi scopi, erano tutti volontari, la loro speranza di vita nei campi non superava i 5 anni, per cui ogni cosa che era proposta loro, come un volo sperimentale su Proxima Centauri era comunque una benedizione, dato che se avesse funzionato, i detenuti avrebbero riguadagnato la propria libertà all'arrivo, purché non avessero mai più fatto ritorno nel sistema solare terrestre.

-Quali sono le loro origini?!- chiese Edwin Fermeti mentre sbirciava la lista dei nuovi volontari. 

-Mah!, noi dovremmo sforzarsi di migliorare le condizioni carcerarie, invece che pensare di colonizzare lo spazio con galeotti!- rispose a mezza bocca Aaron Tozzo. Detta così sembra un'urgenza dare le dimissioni dall'ufficio emigrazione, per buttarsi in politica, come un candidato riformista.

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All'ora di colazione, Aaron era seduto al tavolo, la moglie Leonora lo abbracciò e gli chiese -Tesoro!, sei poi riuscito a venir a capo di quel problema?!-

-No! e sinceramente non me importa nulla!- rispose Aaron. 

Aaron non disse delle altre navi che erano state riempite sino all'orlo, e spedite nello spazio per gli stessi scopi. Era severamente vietato discuterne con persone non impiegate nell'ufficio emigrazione.

-Potranno ritornare sulla Terra, con l'astronave?!- chiese la moglie

-No!, perché hanno consumato il proprio carburante, se non ne trovano altro, non potranno mai ritornare sulla Terra. Ma per loro andrà benone, é solo un viaggio che gli apre un nuovo futuro. Noi stiamo cercando di colonizzare lo spazio, non organizziamo viaggi turistici di andata e ritorno! - disse Aaron che poi si versò una tazza di Thé e smise di far conversazione sullo stesso tema. [...]

Leonora chiese -Quanto tempo ci vuole per arrivare su Proxima?!-

-Approssimativamente un pochino di più di 4 anni-

-E' fantastico!- commentò Leonora.

Aaron s'alzò dal tavolo e disse con tono duro -Tesoro, non dire a nessuno delle tue amiche, che il mio lavoro é mandare a calci gente nello spazio!- poi Aaron senza salutare la moglie usciì di casa, per andare a lavoro nel suo ufficio Emigrazione.

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Appena Aaron Tozzo aprì la porta chiusa a chiave del suo ufficio, il suo superiore Edwin Fermeti sbucò in corridoio e chiese -Aaron, pensi che Donald Nils il noto pluri-assassino, volontario in uno dei viaggi del Dipartimento Emigrazione, adesso sia realmente in orbita intorno a Proxima Centauri adesso?!-

-Molto divertente!- disse con tono sarcastico Aaron, mentre pensò a quei 15 disgraziati che erano incastrati dentro l'astronave, senza possibilità di manovrare, mentre avrebbero sfrecciato nello spazio per sempre nel vuoto eterno, a causa di un errore.

-Fammi fare un'altro lancio, questa volta andrà bene!- disse Aaron.

-Forse dovremmo salirci a bordo noi due- rise sarcastico Fermeti, che poi dopo una pausa aggiunse -Aaron, ti dico una cosa!. Adesso abbiamo una nuova risorsa. Craig Gilly, ci darà una mano, proveremo ad usare i precog, per trovare una formula per avere un rientro balistico-

-Ma tutti i precogs sono morti?!- disse incredulo Aaron. [...]

Comparve nell'ufficio Craig Gilly che dopo aver salutato con un gesto i due, disse -Ho sentito di cosa stavate parlando. Beh!, durante la prima metà del XX secolo numerosi precog comparvero, sopratutto nella zona di San Francisco, Los Angeles, New York, ed in Pannsylvania, si conoscevano un po' tutti telepaticamente, e scrissero parecchie cose sul futuro su varie riviste, ma la società diede loro molta poca importanza.-

Fermeti disse - Ottimo!, Aaron, il nostro Craig Gilly lavora per l'ufficio archeologia, ma é in missione da noi nel dipartimento Emigrazione. Craig ci darà l'accesso alla libreria del congresso, dove sono raccolti tutti gli scritti dei precogs. Valuteremo i loro testi, per vedere se c'è una soluzione che può far per noi, circa una traiettoria di rientro. Le chance a dire di Gilly sono molto alte, i precogs hanno scritto su tantissime civiltà aliene, é assai probabile che noi risciamo a venir a capo di questo nostro problema- [...]

Craig Gilly disse -Sono sicuro che verremo a capo del problema, su come sia possibile viaggiare nello spazio, con velocità vicine a quella della luce, i precog ci diranno la soluzione!. Hanno scritto tonnellate di roba sullo spazio!-

Aaron Tozzo rispose -Speriamo!-

-Tanto per dirne una- disse Craig Gilly -Lo scrittore Jonathan Swift ebbe a predire nei suoi scritti l'esistenza di due satelliti su Marte, con orbite curiose, assai molto prima che i telescopi scoprissero realmente i due satelliti di Marte. La lista dei precog é assai lunga per l'Istituto di Archeologia, e solitamente noi la facciamo partire da Jonathan Swift in avanti!- [...]

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Dall'accesso al computer della libreria del congresso, emerse che dopo la formula di Einstein, un po' nessuno s'era veramente interessato su come far viaggiare un'astronave alla velocità della luce o poco più. C'era solo un racconto del 1955 di un certo giornale IF, in cui l'autore precog Edmond Fletcher si poneva il quesito, nel racconto "il volo notturno".  

Nel racconto di Fletcher si parlava proprio del lavoro svolto nel dipartimento d'Emigrazione, l'unica differenza era che nel suo racconto l'ente era privato, mentre nella loro realtà era pubblico. L'autore presentava una situazione di fatto, senza stare a soffermarsi sulle formule scientifiche che garantivano il volo spaziale a velocità prossime a quelle della luce, nonostante vi fosse una sostanziale perdita di massa causta dalla combustione del carburante e comburente.

Un altro autore precog Paul Anderson aveva lavorato all'università della California, stando alla sua biografia. Paul Anderson proponeva una sorta di varco temporale per passare dall'oggi al futuro. 

-Ok! abbiamo la soluzione!- disse Aaron Tozzo che poi aggiunse -Preleviamo Paul Anderson dal passato e portiamolo quà nel futuro. Ci spiegherà come funziona il suo varco temporale!-

Fermeti disse -E' troppo rischioso!, potremo perdere pezzi dell'autore e potremo rompere il flusso temporale del passato. La modifica del passato finirà per trasferirsi temporalmente al nostro tempo e non sappiamo quali danni potrebbe causare. L'unica cosa da fare é tornare indietro nel 1954 ed andare a discutere direttamente con Paul Anderson, circa il suo dislocatore spazio-temporale-

Le ricerche dell'Ufficio Archeologia, dimostrarono che il precog Paul Anderson nel 1954 viveva a Berkeley in California, in Groove Street e proprio in quel periodo Paul Anderson andò ad un incontro di precogs che ebbe a svolgersi all'Hotel Sir Francis Drake di San Francisco. Era logico che se il dipartimento di Archeologia ritornava nel passato, quel punto di spazio-tempo era un punto da visitare, per andare a fare quattro chiacchere con il precog Paul Anderson, quanto con altri precog che sarebbero stati presenti all'incontro. [...]

I due inviati del dipartimento di Archeologia, avrebbero dovuto contattare Paul Anderson, che all'epoca era un tipo abbastanza socievole, dirgli che avevano costruito una macchina del tempo da teatro e cinema e che volevano un autografo e scattare una fotografia insieme, accanto al veicolo. 

Le ricerche dimostrano che all'epoca Paul Anderson era un tipo socievole ed allegro, molto propenso a bere alcool, anche se in giuventù pare che avesse sniffato colla ma poi avesse smesso. Paul Anderson era un forte giocatore di poker, nonostante fosse sposato ed avesse una figlia. Ma pare che Anderson avesse costretto sua moglie Karen a tagliarsii capelli a zero, come le infermiere di Venere, inoltre battezzò sua figlia con il nome Astrid. Apparentemente Anderson sembrava una persona stabile del XX secolo e non un precog.

-Dovete andare voi due- disse Edwin Fermeti, mentre guardò Aaron Tozzo e Craig Gilly -Camuffatevi bene per il 1954 e prelevate Paul Anderson, poì portatelo quà. Ritornate nel 1954, mi raccomando fate bene attenzione all'ora di arrivo quando lo riportate indietro, perché la presenza di due Paul Anderson all'incontro di precog del 1954 potrebbe suonare troppo strano!-

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24 ore dopo, Aaron Tozzo era nel guardaroba e stava cercando di camuffarsi in modo credibile e verosimile, per un ambiente del 1954. Un vestito classico, cravatta, scarpe di cuoio e perfino un paio di baffi finti, e perfino un parrucchino, perché all'epoca nel 1950 erano molto popolari. I "parrucchini" nel 1950 erano molto popolari, ce n'erano di rossi, verdi e blu, ma anche di un grigio molto dignitoso. Tozzo scelse un parrucchino di colore rosso, che gli parve più consono con  il vestito.

Aaron Tozzo e Craig Gilly entrarono nel dipartimento di Archeologia, diedero una rapida sbirciata al manuale della macchina del tempo, poi vi entrarono, selezionarono l'anno, il mese, il giorno ed il luogo e poi avviarono la macchina. [...]

-Killroy é stato quì!- disse mormorando Aaron Tozzo.

-Ok! adesso usciamo da quest'uovo, dovremmo essere arrivati!- disse Craig Gilly.

I due si ritrovarono sul marciapiede, a San Francisco a due passi dall'Hotel Sir Francis Drake, dove si stava svolgendo una riunione di precog.

La prima cosa che saltò agli occhi di Tozzo, fu che nel 1954 non c'erano monorotaie, c'era un traffico di automobili, camion, autobus, tutti si muovevano lenti a pochi decimetri di distanza tra loro, c'era una ressa incredibile per le strade, con rumori di auto, clacson con un sacco di gente che camminava per strada, mentre i semafori si accendevano e si spegnevano: la luce blu non era blu, ma era verde! c'era un grosso errore nel dipartimento di Archeologia sulle ricostruzioni del 1950s. 

Le donne avevano gonne molto corte, gli uomini pantaloni lunghi e giacche, e tutti avevano in testa enormi parrucchini voluminosi di color nero, giallo, marrone e sporadicamente rosso. Ma erano parrucchini oppure erano veri peli ossia capelli quelli che uomini e donne avevano in testa?!

-OK, Aaron é ora della fase due!- disse sotto voce Craig Gilly.

Aaron annui, i due s'incamminarono per la strada, raggiungendo rapidamente l'entrata dell'Hotel Sir Francis Drake.

>> Il ragno d'acqua - Philip K. Dick (parte 2)




venerdì 2 dicembre 2022

S0lar1x ZIPPED

Attraccai alla stazione spaziale ISS Solaris, prima di scendere feci eseguire al computer di bordo del mio shuttle, un'esame esaustivo dell'atmosfera della stazione spaziale S0lar1x.

L'aria risultò essere sterile e priva di ogni rischio batteriologico e radiologico.

Il Centro di Ricerca Spaziali aveva già comunicato da tempo alla ISS Solaris il mio arrivo, spedendo le mie credenziali d'ispettore ed ufficiale in comando, in forza dell'articolo 5 del Codice Interstellare. Però non c'era nessuno ad accogliermi sul ponte di attracco, questo era assai strano. 

Il rapporto che avevo letto sull'ultima situazione nota a bordo della stazione spaziale era folle.

Avrebbero dovuto esserci solo 3 persone: il capo equipaggio il prof.Gibarian, prof Sartorius, prof. Snow, tutti e tre erano scienziati, intenti a studiare il pianeta Solaris, presso cui la stazione spaziale era in orbita. Gli ultimi messaggi ricevuti da ISS Solaris, indicavano una presenza a bordo di 6 persone, e la morte del prof.Gibarian. Era ovvio che i dati ricevuti erano folli, doveva esserci un guasto ai sistemi, perché nessuno era attraccato sulla ISS Solaris, a parte il mio shuttle.

Non incontrai nessuno nella stazione spaziale, era vuota e spettrale, mi diressi rapido ma con silenziosa prudenza al centro di comando, in cui mi chiusi dentro.

Il prof.Gibarian stando ai computer ed ai filmati delle telecamere s'era suicidato stamattina presto alle ore 5:50, lanciandosi nel vuoto siderale, senza indossare una tuta spaziale. 

La cosa folle era che dopo 3 ore, alle 8:50 lo stesso prof. Gibarian era apparso dal niente, dentro la sua cabina, poi Gibarian s'era diretto al sotto livello due. 

I restanti due membri dell'equipaggio, stando ai loro marker, erano Sartorius e Snow, entrambi erano chiusi nelle proprie cabine e non rispondevano alle mie videochiamate.

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Feci una perlustrazione accurata di tutta la stazione spaziale, per precauzione mi portai nel cinturone la mia pistola M26 Taser che avevo settato su stordimento. 

I locali della ISS Solaris erano tutti vuoti, tranne i due vani con accesso bloccato dall'esterno, che erano presumibilmente ancora occupati dal dr. Sartorius e dr. Snow e da altre 2 entità che consumavano ossigeno ed emettevano Co2.

A parte questa follia, sembrava tutto normale sulla ISS Solaris, tranne il piccolo particolare di quello che trovai in un surgelatore nel sottolivello due.

C'erano due feretri nel surgelatore: uno sembrava il cadavere di Gibarian, l'altro era il feretro di una sconosciuta, un'enorme donna, di colore, mezza nuda, con un seno enorme.

Feci un rapido esame del DNA, con il mio kit portatile di sequenziamento genetico: a dire del mio piccolo notebook e della mia sonda, c'erano due prof Gibarian morti nel surgelatore, perché i due feretri avevano lo stesso DNA.I risultati erano una follia scientifica, tranne per il fatto che i due feretri avevano due isotopi sconosciuti, che erano invece presenti in modo largo e diffuso sul pianeta Solaris.

Cosa c'entrava il pianeta Solaris in questa follia?!

La stazione spaziale ISS Solaris era in orbita di questo strano pianeta, fatto prevalentemente d'acqua. Definire strano questo pianeta era una gentile metafora: più opportuno l'aggettivo qualificativo un pianeta dove regnava la follia. 

L'orbita del pianeta Solaris era un'anomalia matematica, un'orbita irrazionale stabile. un eufemismo matematico per dire che il pianeta volava nello spazio effettuando continue correzioni di rotta e velocità, per mantenere un'orbita a forma di 8, tra le due stelle del sistema binario Anthares, in modo da poter avere sempre l'acqua liquida sulla superficie.

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Mi chiusi nella mia cabina per dormire almeno 6 ore, il lungo viaggio spaziale mi aveva mentalmente stancato. 

Questa follia che stavo trovando sulla stazione Solaris, sentivo che mi stava minando da dentro. 

Io non ero ancora uscito dalla crisi di nervi che ebbi tre anni fà, quando mia moglie morì in uno stupido incidente d'auto. I miei colleghi strizzacervelli mi avevano detto che io dovevo tornare a lavorare, perché solo il lavoro mi avrebbe aiutato ad uscire da questa crisi.

Mia moglie si chiamava Rheya.

Un'entità esteticamente identica a Rheya, e con un carattere identico, apparve la stessa notte nel mio letto.

Una parte di me voleva che fosse Rheya, quella che dormiva abbarbicata al mio braccio destro. Un'altra parte di me, sapeva che l'entità che giaceva raggomitolata nel mio letto, abbarbicata al mio braccio destro non era Rheya, perché Rheya era morta 3 anni fà.

Mi alzai ed accesi la luce di cabina: era bene far quattro chiacchere con questa entità, per capire cosa diavolo stesse accadendo.

Mi schiarii la voce, Rheya si destò, mi sorrise e s'alzò con busto, restando nella mia cuccetta.

-Ciao Rheya!, come sei arrivata sin quì?! Rheya, come facevi a sapere che io ero quì?!-

-Non lo so!, Chris sei arrabbiato con me?!-

-No!, Rheya non sono arrabbiato con te. Rheya!, dove siamo adesso?!- chiesi

-Siamo a casa!. Chris!, forse non ho avuto una grande idea a venire quì-

-Rheya, come hai fatto a venire a bordo della ISS Solaris?!- chiesi

-Non lo so, Chris, non ho alcun ricordo, a parte il ricordo di te!-

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Andai al centro di comando, Rheya mi aveva seguito, s'era seduta su una poltrona accanto a me, era silenziosa e sorridente, appagata dalla mia presenza, ignorava i computer, i monitor, i mainframe e le attrezzature che c'erano nel centro di comando. 

Contattai il dr.Snow ed il dr.Sartorus, questi risposero alla mia chiamata, comparvero i loro volti sul monitor flat da 40"pollici della sala comando. Il dr.Sartorius, dr.Snow sorrisero con aria sarcastica ma non commentarono la presenza di Rheya.

Il dr. Snow esordì dicendo - Ciao Kelvin, adesso faremo due chiacchere sui visitatori- mentre sorridendo sarcastico mi fece l'occhiolino.

Misi le braccia conserte, e con espressione seriosa, annui con la testa restando in silenzio.

Il dr.Sartorius disse -Sappiamo che i visitatori hanno un isotopo, lo stesso isotopo lo si trova sul pianeta. Noi esseri umani non abbiamo tale isotopo, quindi i visitatori sono fabbricati sul pianeta Solaris-

Il dr.Snow disse -Sono entità fabbricate, perché la loro forma estetica é identica al ricordo di familiari o persone care, degli esseri umani che sono presenti sulla ISS Solaris.  Il sequenziamento genetico dei visitatori dimostra che hanno lo stesso DNA della persona da cui proviene il ricordo

Io annui con la testa, mentre scorrendo i dati di consumo di aria, produzione di Co2 nella stazione spaziale, erano quelli di 6 persone, quando invece avremmo dovuto essere solo in TRE.

-I visitatori sono composti da Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno, sono assenti al 100% gli altri elementi che sono presenti in un essere umano nella percentuale del 1%. Gli Atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno sono delle copie. Il numero di massa di tali elementi non collima a quello che dovrebbe essere. L'errore non é molto alto, ma é significativo, da farci ritenere che gli Atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno non siano dei veri atomi di questi elementi, ma una loro emulazione!- disse il dr. Sartorius

-Quindi che cosa ne possiamo concludere?!- chiesi.

-Io ne concludo che le creature Phi sono sonde aliene, provenienti dal pianeta Solaris, le sonde servono per studiarci. Gibarian ha interagito con il ricordo materializzato della sua moglie defunta, Gibarian s'é suicidato, gettandosi fuori dalla stazione spaziale!- disse il dr. Snow.

Io storsi la bocca ed annuii: in questa follia da manicomio, qualche briciola di razionalità stava iniziando ad emergere.

-Io ne concludo che le creature Phi potrebbero essere composti da neutrini, manipolati dal pianeta Solaris, per costruire atomi e poi molecole- disse il dr. Sartorius

Il dr. Snow con tono di voce alterato disse -Dr. Sartorius, l'universo é composto al 95% da energia oscura e dalla materia oscura, su cui non sappiamo niente. E' più probabile, a causa dell'abbondanza di energia oscura e materia oscura, che una di queste componenti sia stata condensata dal pianeta Solaris per emulare atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno, creando i visitatori che sono copie del nostro DNA, ma con la forma di persone a noi care.-

Il dr.Sartorius strinse la bocca e serrò la mascella e con un sibilo acido disse -Sì! anche questo é possibile!-

-E' irrilevante cosa siano queste creature!.- disse il dr. Snow che fece una breve pausa, poi continuò dicendo - Il punto é che sono sonde, sono fabbricate dal pianeta Solaris, queste sonde servono per studiare le nostre emozioni. Noi siamo venuti sulla stazione spaziale per studiare il pianeta, e siamo diventati dei topolini da esperimenti, noi siamo rinchiusi in un labirinto senza uscita!. Noi non comprendiamo la biochimica, non comprendiamo la fisica, non comprendiamo gli scopi e gli intenti di queste sonde!. Noi dobbiamo battercela, oppure quì sulla ISS Solaris, noi tre esseri umani faremo la fine dei 10 piccoli indiani!. - 

Sul monitor del dr. Sartorius comparve una piccola mano sinistra di color rosa.

Il dr.Sartorius disse -Vai via!, Vai via!, t'ho detto di lasciarmi in pace!- poi la webcam del dr. Sartorius si spense all'improvviso.

Dopo avermi saluto, anche il dr. Snow spense la sua webcam.

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Non ebbi contatti con il dr. Sartorius ed il dr.Snow per 2 giorni, ma dai consumi di ossigeno ed emissioni di Co2 sapevo che erano nei loro alloggi.

Stamattina i consumi di ossigeno e le emissioni di Co2 erano quelle di 2 persone. Non c'era più nessuno sulla stazione spaziale, a parte io e Rheya. 

Feci il giro di tutta la stazione spaziale, perlustrando di persona tutti i laboratori, tutti i bagni, tutti gli alloggi personali dell'equipaggio, inclusi magazzini, rimesse e persino i sotto livelli dei servizi, dove c'era bassa gravità. Ogni maledetto buco o pertugio sulla stazione spaziale, in cui un essere umano avrebbe potuto nascondersi, l'avevo controllato.

Non c'era più un cazzo di nessuno sulla stazione spaziale Solaris, a parte io e Rheya.

Avevo verificato anche i refrigeratori in cui avrebbero dovuto esserci i due cadaveri, non c'erano più nemmeno quelli, i due morti erano scomparsi anche loro!.

La stazione spaziale era vuota, c'eravamo solo io e la mia Rheya.

Per qualche misteriosa ed arcana ragione, la mia Rheya che era morta anni fà, s'era materializzata sulla ISS Solaris, adesso io non la volevo più perdere, come m'era accaduto in passato!. 

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Ero con la mia Rheya in mensa, lei era seduta al tavolo e sorseggiava un succo di frutta, la mia Rheya sembrava molto calma e rilassata, quasi inspiegabilmente ciarliera, dato che mi bombardava continuamente di domande su che differenze ci fossero tra i cibi liofilizzati ed i cibi surgelati, che erano disponibili nelle dispense o frigoriferi della ISS Solaris.

Io a giudizio di Rheya ero invece scuro in volto, un po' indisponente nella conversazione, dato che mi limitavo a rispondere per monosillabi, alle sue assillanti domande.

-Se io non esistessi, tu ti ri-sposeresti?!- chiese all'improvviso Rheya.

-No!- risposi.

-Mai?!-

-No! mai!- risposi.

-Perché no?!-

-Non lo so. Sono già stato sposato per dieci anni, e non mi va di risposarmi- risposi.

-Chris!, sono spariti tutti sulla stazione spaziale, che cosa faresti se sparissi anche io?!-

-Non essere stupida Rheya!. Non ci sono motivi perché tu sparisca.- dissi

-Ti amo!-

-Rheya, che cosa c'è che non va?!- chiesi.

-Niente!-

Non potevo credere a quello che avevo visto, Rheya era letteralmente scomparsa in un attimo, sotto ai miei occhi!.

Corsi al portellone pneumatico del vano mensa, l'aprii e mi ritrovai dentro al lunghissimo corridoio, dritto, vuoto, che divideva in diagonale la stazione spaziale. Mi passai le mani sulla fronte e sui capelli: stavo colando sudore freddo, forse temevo che sarei scomparso anche io.

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Tempo residuo per abbandonare in sicurezza la stazione spaziale Solaris con lo shuttle 22H : 30 minuti

La stazione spaziale ISS Solaris, era ormai fuori dall'orbita del pianeta blu, molto presto ogni prova dell'esistenza delle creature del pianeta Solaris sarebbe scomparsa.

La causa della perdita della stazione spaziale sarebbe diventata nota al Centro di Ricerche Spaziali, tra un paio di giorni. Giusto il tempo che l'ultima telemetria della stazione spaziale ISS Solaris, che io avevo spedito prima di spegnere i mainframe. I dati telemetrici dimostravano che sulla ISS Solaris s'era innescato una cascata di guasti, progressivamente culminati in poco meno di 12 ore, in una totale catastrofe di sistema!. Facendo due conti sulle orbite e dati siderali, al Centro di Ricerche Spaziali avrebbero inferito che la ISS Solaris era cascata dentro ad uno dei due Soli del sistema Anthares. 

M'alzai dalla sedia del centro di comando, presi il mio casco spaziale, mi diressi rapido verso l'hangar, dove c'era ancora attraccata la mia navetta spaziale.

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-Chris, che cosa pensi di fare sul pianeta Solaris?! E' interamente coperto di acqua, ti sarà difficile atterrare con il tuo shuttle, il veicolo non é anfibio- disse l'Intelligenza Artificiale del mio Shuttle.

-Sì lo so! ma é una mia scelta!- risposi, mentre spensi anche l'I.A. di bordo del mio shuttle.

Io volevo scendere sul pianeta Solaris, sperando che il pianeta Solaris mi ridesse la mia Rheya!.



giovedì 1 dicembre 2022

Nethack

E' un videogame gratuito, per Windows, Mac, Linux e Android, si comanda un avatar che deve lottare contro un'infinità di bestie mitiche, mentre si gioca in un percorso per recuperare l'amuleto magico di Yendor. Non é facile da giocare, perché richiede un'elevata curva di apprendimento del gameplay. Ha il vantaggio che NetHack é un game sempreverde, da cui tantissimi giochi ci hanno preso spunto.