giovedì 25 agosto 2022

Solar1x Project - L'Ossigeno Liquido

S0lar1x Project - L'Ossigeno Liquido

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


<< I Mostri

 Ero disteso in cabina, al buio, o per lo meno era quasi buio, perché tenevo acceso la fioca luce bluastra dell'illuminazione notturna di cabina. 

Sinceramente non mi andava di stare completamente al buio in un loculo di metallo di 3 mt x 3 mt x 2.5 mt. Rheya non era in cabina, era andata in bagno, lei aveva preso l'abitudine di riflettere e parlare da sola in gabinetto, guardandosi allo specchio.

Si materializzò un'ombra nella mia cabina, udii la voce di Gibarian.

-Chris, sono Gibarian, non accendere la luce per cortesia. E' meglio se restiamo in penombra- disse la voce che dall'iniziale timbro metallico, divenne poi totalmente umana.

-Gibarian, ma tu sei morto!- dissi con tono di voce calmo, mentre mi voltai a guardare chi é che parlasse.

-Chris non preoccuparti di questo, riconosci la mia voce?!-

-Sì!-

A mia memoria, era proprio la voce di Gibarian.

Gibarian lo conoscevo da tempo, eravamo amici, avevamo lavorato per un periodo di tempo al centro di ricerche spaziali, Gibarian m'aveva dato un paio di consigli utili per lo sviluppo del software di Alexia.

-Chris, é proprio la voce di Gibarian, ne riconosco al 98% il timbro e la cadenza. Potrebbe essere il "ka" del vero Gibarian, oppure potrebbe essere solo un altro visitatore. Attenzione Chris, potrebbe essere una nuova versione di sonda visitatore. Chris, chiedi a Gibarian perché s'é suicidato!- mi disse Alexia la mi ancora di razionalità, in cuffia.

-Gibarian, perché ti sei suicidato?!-

L'ombra antropomorfa vagamente bluastra disse -Non ho avuto scelta. Chris, sei arrivato sulla stazione spaziale con quattro giorni di ritardo. Se tu fossi giunto prima, forse io non avrei dovuto suicidarmi. Comunque non sentirti in colpa per me, io non ho niente di cui biasimarmi

-Chris, questa non é una risposta. L'ombra con la voce di Gibarian é probabilmente una versione differente dei visitatori. Forse una versione di sonda, con materiale sub-atomico non ancora pienamente condensato nei nostri atomi, seguendo l'ipotesi del dr. Snow, tanto che il visitatore Gibarian non appare in forma piena ed in qualche modo un flusso denso di fotoni lo disturbano- disse Alexia.

-Gibarian, sei veramente tu?!- gli chiesi a bruciapelo.

-Chris, pensi di star sognando, così come sogni mentre interagisci con Rheya?!-

-Gibarian, dov'é Rheya?!- chiesi.

-Chris, alzati lentamente dal letto, ed osservalo, così posso digitalizzare in alta definizione e scansionare l'immagine dell'entità e poi farne una spettroscopia, nonché osservarlo nell'infrarosso e negli ultravioletti- disse Alexia in cuffia.

-Perché io dovrei sapere la risposta a questa tua domanda?!-

-Qualcosa mi dice che tu potresti sapere questa risposta- dissi mentre m'alzai lentamente dal letto per guardare meglio l'ombra, in modo che Alexia potesse metterla a fuoco.

-Hai un'opinione sbagliata su di me-

-Chris, sto raccogliendo dati interessanti- disse Alexia in cuffia.

-Gibarian, che cosa intendi dire?!- chiesi

-Io sono la reincarnazione di Gibarian-

-No! te sei solo un visitatore, ossia un manichino che non sa chi é, sei una marionetta che pensa di essere un altro.- dissi.

-Chris, non sono venuto quà per discutere di filosofia. Voglio avvertirti del fatto che Sartorius ha convinto Snow della sua ipotesi, e Sartorius proverà a bombardare con i raggi X un po' tutto sulla stazione spaziale, a cominciare da Rheya, che é disgustata da te. E forse Sartorius vuole bombardare con i raggi X, anche te!-

-Se Rheya é composta da neutrini, non dovrebbe preoccuparsi di niente!. I raggi X non interagiscono con i neutrini. Noi non sappiamo se esiste l'anti-neutrino. Noi non abbiamo la capacità d'annichilire i neutrini e non sappiamo se sia fisicamente possibile. Tu, così come Rheya e tutti gli altri visitatori sulla stazione spaziale non dovete preoccuparvi dei Raggi X di Sartorius, dato che siete composti da neutrini!- dissi ridendo.

-Perché io dovrei essere composto da neutrini?!-

-Perché i vostri atomi di Idrogeno, Carbonio, Azoto, Ossigeno hanno un numero di massa errato!. L'errore é piccolo, ma é sufficientemente elevato da farci comprendere che il vostro materiale subatomico non é lo stesso di quello che si trova naturalmente nell'universo e di cui noi esseri umani siamo composti- dissi.

-Questo non spiega cosa diavolo c'entrino i neutrini con me!-

-Beh!, sai Gibarian, a dire il vero questa cosa me l'ha detta anche il dr.Snow!- dissi ridendo.

-Sartorius é un pazzo furioso!-

-Devo dedurre che ha ragione il dr.Snow ossia che i neutrini non c'entrano niente?!- dissi.

L'ombra del visitatore si dissolse in un baleno.

-Chris, questa conversazione é le registrazioni che ho acquisito, sono state molto interessanti!- disse Alexia.

-Ne hai tratto nuovi dati?!

-Sì! Chris, ma li devo elaborare andando in modalità offline- disse Alexia.

-Ok va bene!-

__________

Entrò dopo un po' di tempo Rheya nella mia cabina.

Rheya aprì la porta della mia cabina, la ragazza osservò con sospetto la porta che rimase aperta, dopo aver osservato tutto lo stipite della porta da cui spuntava la parete d'acciaio che rimaneva ferma ed incapsulato nella struttura, Rheya entrò con un balzo in cabina.

Rheya si voltò di scatto a guardare la porta, la quale si chiuse con un lento movimento, facendo un secco bonf, che indicò l'attivazione della chiusura ermetica a pressione in cabina.

-Rheya hai visto per caso Gibarian?!- chiesi.

Rheya voltandosi disse -Ma non era morto?!-

-Penso di averlo visto ed averci fatto quattro chiacchere- dissi ridendo.

-E poi sarei nevrotica?!- disse Rheya sibilando.

Io risi divertito poi dissi -Beh! quà sulla stazione spaziale Solaris, la realtà é molto più complessa di quella della Terra ed i parametri terrestri sono tutti fuori scala-

-Chris!, io ho fame! devo andare a far colazione!- disse Rheya.

-Ok!- dissi, m'alzai dal letto, mi tolsi il pigiama e mi misi la tuta traspirante, poi andammo in mensa a far colazione.

___________

Rheya mangiava latte e biscotti, era silenziosa e piangeva, grossi lacrimoni le scendevano dal volto.

-Rheya che c'è che non va?!- dissi.

-Niente!, queste non sono vere lacrime!

Io non dissi niente.

-Chris! voglio parlare!- disse Rheya.

-Ok!, nessuno te lo impedisce!- dissi.

-No!, non é così che voglio discutere, cioé non é di questo che voglio parlare!- disse Rheya.

-Ok!, Rheya vai avanti, io ti sto ascoltando!- dissi.

-Chris mi dirai la verità?!- chiese Rheya.

-Perché dovrei mentirti?!- chiesi.

-Potresti avere le tue ragioni. Tu ed io sappiamo che io non ho idea di come sia arrivata sulla stazione spaziale. Io non ho nessun ricordo prima dell'arrivo sulla stazione spaziale. Mi ricordo solo di te. Chris, perché io non ho nessun ricordo di me, prima del mio arrivo sulla stazione spaziale?!- chiese Rheya.

-Beh! Rheya io non ho risposte scientifiche da darti. Però ti posso dire che ti amo!- dissi.

-Davvero?!- chiese Rheya

-Certo!- mi alzai annuendo, poi abbracciai Rheya baciandola sulla fronte.

Rheya prese i piatti sporchi e li portò nel sanificatore.

-Che stai facendo?!- chiesi.

-Voglio esserti utile!- disse Rheya.

-Chris, ho terminato le analisi sui dati rilevati dal visitatore Gibarian. Vai in gabinetto, così potremo parlare in libertà- disse Alexia in cuffia.

-Tesoro, faccio un salto in bagno torno tra cinque minuti!. Ho una faccenda complicata da sbrigare sul water- dissi ridendo.

Rheya annuì, con il volto imbronciato si mise a sedere silenziosa, appoggiando le braccia conserte sul busto.

_______________

-Chris non era un ologramma il visitatore Gibarian. Non ci sono proiettori di ologrammi in cabina. Inoltre l'ombra del visitatore di Gibarian é stata filmata anche dalla telecamera di cabina, ma il visitatore non emetteva Co2 e non emetteva calore perché il termometro di cabina non ha rilevato variazioni termiche

Nell'infrarosso e negli ultravioletti, i dati delle mei scansioni confermano che l'entità fosse parzialmente misurabile e quindi parzialmente reale. 

Ho depurato le analisi, tenendo presente la tenue luce ambientale bluastra di cabina. 

La figura antropomorfa solo in parte rifletteva fotoni nello spettro delle frequenze della luce visibile, i fotoni emessi erano prevalentemente concentrati lungo i profili della figura ed erano tutti spostati verso l'ultravioletto. 

I dati più importanti delle misurazioni sono nello spettro dell'ultravioletto: la figura antropomorfa risulta estremamente visibile nell'ultravioletto come un oggetto luminoso é privo di lineamenti e dettagli, ma appare come un corpo luminoso solo di forma antropomorfa. 

Sono assenti i dati nello spettro delle frequenze degli infrarossi. E' luce fredda emessa nell'ultravioletto. 

Siamo in orbita attorno al pianeta Solaris che ha un forte campo magnetico. Vento solare e siderale non potrebbero essere presenti in modo così massiccio e prolungato e non potrebbero causare questi fenomeni.

L'audio della registrazione del visitatore Gibarian apparteneva allo spettro delle frequenze udibili da un essere umano, al 98% la voce appartiene a Gibarian.

Ma l'audio non è stato emesso dalle casse audio di cabina, perché l'intensità audio della registrazione proveniva dalla porta metallica, dove era visibile l'entità. 

Sulla porta metallica non risultano malfunzionamenti elettrici e non risultano applicati dei contatti elettrici per l'uso di casse virtuali. 

Chris i dati non computano. 

Tuttavia seguendo l'idea del dr.Snow, che questi visitatori siano composti da materia oscura e/o energia oscura, di cui non sappiamo niente in termini di leggi fisiche, ho cercato di formulare alcune ipotesi. Sarebbe bene parlarne con il dr.Snow-

-Ok! Alexia!- dissi.

Chiamai il dr.Snow il quale mi rispose come sempre dal videofono della sua cabina. Il dr. Snow mise il suo volto in primissimo piano, come se non volesse che dalla telecamera di cabina emergesse nient'altro.

-Chris mi chiami dal gabinetto?!- chiese ridendo il dr. Snow.

-Sì! voglio fare due chiacchere in privato, sulla tua ipotesi che i visitatori siano composti a livello subatomico, da materia oscura e/o energia oscura-

-Vai avanti Chris- disse Snow.

-Chris, ripeti esattamente quanto ti dirò, ma non rivelare la mia presenza al dr. Snow- disse Alexia in cuffia. 

Io annuii e dopo una breve pausa dissi -Snow, le galassie esistono, si formano e ruotano ma non dovrebbero esistere perché l'accelerazione angolare é troppo elevata. Tuttavia l'universo é popolato da galassie che non si sfaldano perché c'è una extra-gravità che mantiene in rotazione stelle, pianeti e nebulose e tutto quanto sta dentro alle galassie. Questa extra-gravità la scienza suppone che provenga dalla materia oscura e/o dall'energia oscura.-

-E' corretto!- disse il dr Snow.

-Snow, il red shift ossia l'allontanamento delle galassie, è in crescita. Lo spaziotempo del nostro universo si sta allargando. S'allarga come nel Big Bang, ma ad una velocità assai inferiore, anche se è in accelerazione, la velocità non é super luminale come nella fase dell'Inflazione del big bang.-

-E' corretto!- disse il dr Snow.

-Snow, la materia ed energia oscura sono il 95% delle cose che esistono nell'universo e di cui non sappiamo niente. Solo il 5% della materia ed energia che conosciamo, la possiamo spiegare bene con il modello standard e le sue interazioni-

-E' corretto!- disse il dr Snow.

-Snow, lo spaziotempo che si forma e che causa il red shit in accelerazione, é probabilmente un altro universo con spaziotempo che permea nel nostro, quest'altro universo compone il 95% di materia ed energia che noi non conosciamo, e lo spaziotempo dell'altro universo cozza con lo spaziotempo del nostro universo composto dal 5% di materia ed energia che conosciamo, quindi lo spaziotempo s'allarga perché c'è l'altro universo che sta permeando nel nostro in modo ubiquo, ossia ovunque intorno a noi-.

-Sì!, é possibile- disse sorridendo il dr.Snow.

-Snow!, nel Big Bang nella fase dell'inflazione lo spaziotempo s'è espanso a velocità super luminale. Questa ipotesi spiega l'universo per come lo conosciamo. Non é un'ipotesi, ma una realtà perché la radiazione di fondo scoperta in tutto l'universo, conferma la teoria del Big Bang. La fase super luminale d'espansione dello spaziotempo potrebbe essere stata causata dal momento d'inerzia di un altro universo, che ha cozzato ed è permeato nel nostro. Al momento dell'urto e prima dell'urto, il nostro universo era probabilmente buio, super freddo in uno stato stazionario. L'urto tra due brame-universo ha generato energia, creando quel 5% di materia che ha creato l'evoluzione del 5% di materia che conosciamo e sappiamo spiegare dal modello standard.-

-Sì!, anche questo é possibile- disse sorridendo il dr.Snow.

-Snow!, esistono delle particelle virtuali, furono statisticate da tempo in meccanica quantistica, non se n'é mai compresa le loro ragioni d'esistenza. Ci sono e basta per pochissimi attimi. Queste particelle virtuali potrebbero essere interferenze quantistiche di materia oscura e/o energia oscura?!-

-Forse!- disse sorridendo il dr.Snow.

-Snow, il 95% di quello che c'è nel nostro universo con materia ed energia oscura, che hanno leggi fisiche diverse perché non ne sappiamo niente e non le abbiamo mai osservate direttamente, hanno però leggi fisiche che non sono incompatibili con le leggi fisiche di quel 5% di materia ed energia di cui noi conosciamo tutto tramite il modello standard delle interazioni sub-atomiche. La rottura spontanea delle simmetrie è cosa comune in fisica.-

-Ho capito dove vuoi arrivare!- disse Snow -Sarebbe come se noi vivessimo sott'acqua ma non potessimo vivere fuori dall'acqua, un mondo di cui noi pesci, non sapremmo niente. Ma le entità che vivono fuori dall'acqua e si fossero evolute all'aria dell'atmosfera, talvolta comparirebbero nell'acqua per nuotare, poi ne uscirebbero, sparendo dal nostro mondo reale. Per noi, se fossimo pesci e se vivessimo sott'acqua, tutto quanto sarebbe una cosa priva di senso ed inspiegabile: oggetti che compaiono e scompaiono in un altro universo. Ma tutto questo non lo sarebbe per le entità che vivono fuori dall'acqua e sono capaci di coesistere nei due universi: mare ed aria, entrambi in un'enorme bolla chiusa ed in espansione!-

-Esatto!- dissi

-E' fisica teorica, sono speculazioni, forse stiamo discutendo di aria fritta filosofica- disse il dr.Snow.

-Esistono però dei precedenti storici!- dissi.

-Che cosa cerchi di dirmi?!- disse il dr. Snow

-Nuovo testamento, La trasfigurazione di Gesù in Matteo 17 / Marco 9,2-13 / Luca 9,28-36-

-Non sono pratico di queste cose- interruppe il dr.Snow storcendo la bocca.

-Snow, te lo dico in due parole. Gesù sul monte Tabor si trasfigurò in un essere di luce. I tre apostoli che erano testimoni, raccontarono la stessa identica storia, in tutte e tre le versioni. I tre testimoni hanno un missing time, i tre testimoni non hanno memoria di come sia iniziato il colloquio di un'entità di luce che loro pensano che sia Gesù, con altre due entità di luce. I tre testimoni parlano di luce intensa ma di ombra e buio, come se ci fosse stata un'emissione di luce blu verso l'ultravioletto, la luce blu avrebbe dato l'impressione ai tre testimoni della creazione di ombre. Questo stesso fenomeno raccontato a parole semplici e da osservatori analfabeti, lo ritroviamo fisicamente studiato nel mistero della Sindone. Un'emissione di energia improvvisa, rilasciata da un corpo morto, che impregna in superficie le fibre di lino, lasciando un'immagine in 3d-

-Sono speculazioni soggettive, mescoli narrazioni religiose e supponi con interpretazioni soggettive di poter estrarre indizi. Ma sono solo speculazioni di fantascienza. Il telo Sindonico é stato datato al C14 in epoca medioevale, è quindi un falso palese- disse il dr. Snow.

-Il campione sindonico fu estratto dalla pezza che le clarisse apposero, a causa dei danni dell'incendio in epoca medioevale che aggredì il telo- dissi.

-Ok! Kelvin mi hai convinto. Anche se fosse così, che diavolo centrano i nostri visitatori che si materializzano sulla stazione spaziale?! Questi sono entità di carne ed ossa, hanno anomalie biochimiche e subatomiche ma niente di simile a quello che riportano le antiche fonti, che ho studiato anche io- disse il dr. Snow.

-Snow, E' comparso Gibarian nella mia cabina, emetteva luce blu, gli ho fatto una foto e poi c'ho fatto una spettrometria. Forte emissione di luce nel blu, che sfocia nell'ultravioletto!- dissi.

-Hai visto Gibarian?!- chiese dr.Snow

-Un visitatore che pensa di essere Gibarian, un visitatore che però é diverso dagli altri visitatori di Solaris, un visitatore che é comparso ed è scomparso, nelle forme descritte in Matteo 17 / Marco 9,2-13 / Luca 9,28-36 . Un visitatore che non è rimasto nel nostro 5% di universo, simulando a livello subatomico il comportamento degli atomi del nostro 5% di universo- dissi.

-Kelvin!, Ok! mi hai convinto, l'ho visto anche io Gibarian. E' un'idea folle la tua... però mi hai convinto!. Sì! Beh!... forse é possibile... Sì!, alle alte energie le quattro forze fondamentali potrebbero fondersi in un'unica regola fisica. Non le abbiamo mai osservate in 400 anni di studi negli acceleratori. Energie enormi non raggiungibili. Tuttavia, la tua ipotesi è sicuramente meno folle, del delirio sub-atomico dei neutrini in emulazione atomica, che ha ipotizzato Sartorius!- disse dr.Snow

-Snow, io e te, adesso sappiamo qualcosa in più!- dissi.

-Kelvin!, noi non sappiamo niente. Però abbiamo un motivo in più per scappare da Solaris ed insabbiare tutta la storia!. 

Se il pianeta Solaris é un condensatore di materia e/o energia oscura, e se tutto questo é un fenomeno naturale, tutte le religioni terrestri collasserebbero. Si scatenerebbe l'odio per la scienza una rivoluzione violenta, che potrebbe riportare l'umanità a rifiutare la scienza. Ci potremmo involvere!. 

Se invece il pianeta Solaris fosse un collettore di materia e/o energia oscura, sarebbe una sorta di portale naturale tra il 95% dell'universo che non conosciamo ed il 5% dell'universo che conosciamo.  La Scienza da strumento neutro s'impregnerebbe di etica, religione, pregiudizi, tutte le altre n-1 religioni sulla terra collasserebbero, perché ci sarebbe una sola religione che si sarebbe fusa nella scienza. 

Per altro l'universo potrebbe non avere un Dio creatore, ma essere sempre esistito, noi scambieremmo per Dio il creatore dell'universo, un'entità che è un demiurgo, ossia un'entità che s'è evoluta e vive nel 95% della materia che compone l'altro universo, in cui dominano leggi fisiche diverse ma non incompatibili con il 5% del nostro universo. Noi che viviamo nel 5% della casa, finiremmo per chiamare Dio creatore, un demiurgo che non é Dio, ma il demiurgo è solo uno che vive alla nostra porta accanto con il 95% dell'appartamento!. 

Kelvin, distruggiamo la stazione spaziale e fuggiamo via, sino a quando siamo in tempo!- disse Snow.

Storsi la bocca e dissi -Ci penserò sopra Snow-

Snow chiuse la comunicazione.

_________________

Uscì dal gabinetto, non feci in tempo a chiudere l'elettroporta, che suonò l'allarme. 

C'era stato un incidente al sublivello 2, ai serbatoi dell'ossigeno liquido. Due robot di emergenza stavano portando il ferito nella sala media n°1.

-Alexia chi é il ferito?!- chiesi.

-Non lo so Chris. Il marker del dr.Snow é nella sua cabina e c'abbiamo parlato un attimo fà. Forse é il dr.Sartorius?!. Anche se non ho nessun dato dal marker del dr. Sartorius, dato che i suoi dati biometrici non sono mai stati leggibili, da quando siamo arrivati sulla stazione spaziale.-disse Alexia.

-Oppure é Rheya?!- dissi mentre correvo al vano infermeria n°1.

-Perché supponi questo?!- disse Alexia.

-Alexia, quando eri in modalità offline ad analizzare i dati del visitatore Gibarian, sono andato a far colazione con Rheya. Rheya era palesemente in crisi, il fatto di non avere memoria su prima dell'arrivo sulla stazione spaziale, la sta mettendo in crisi. Oltre che diventare sempre più umana, Rheya sta acquisendo piena autocoscienza e si chiede chi sia o cosa sia?!- dissi.

-Chris, capisco!- disse Alexia.

______________

C'era Rheya sul tavolo di emergenza nell'infermeria n°1. La giovane s'era inondata di ossigeno liquido, se fosse stata un essere umano, avrebbe dovuto già essere morta. Rheya avrebbe dovuto essere ridotta in tanti piccoli cubetti di materiale organico ghiacciato, spaccati e separati tra loro in un ampio spezzatino gelido e fumante!.

Rheya era invece ancora tutta intera, pallida come una morta, labbra blu, le terapie automatiche comandate dalle intelligenze artificiali dei medici virtuali, stavano cercando di salvarle la vita, supponendo come diagnosi che fosse un essere umano, sottoposto ad un banale assideramento grave.

Urla feroci e disperate, furono emesse da Rheya, che evidentemente soffriva tantissimo, ma non era morta come non poteva essere morto Superman se fosse stato esposto ad ossigeno liquido a -183°C.

-Rheya?!- dissi avvicinandomi

-Sono io?! Ma se non sono io, chi sono?! Oppure che cosa sono?!- disse Rheya.

-Rheya, che cosa hai fatto?!- dissi.

-Mi sono uccisa, ma non sono morta!- disse Rheya.

-Rheya! non parlare, non dire queste cose!- dissi.

-Se non sono morta, non sono Rheya. Se non sono Rheya allora chi oppure che cosa sono?!- disse Rheya.

-Sei Rheya, una cittadina di Solaris, sei molto forte e più robusta di un normale essere umano- dissi.

-Allora io non sono la tua Rheya. Io sono un'altra Rheya, e provengo dall'oceano di Solaris!- disse Rheya.

-Sì! é molto probabile- dissi, accennando uno smorto sorriso, che fu sicuramente meno falso, di tutti quelli che avevo fatto a Rheya sino a quel momento!.

-Chris, chi di noi é quello che stato mandato per tormentare l'altro?! Io ti amo, ma te non mi ami. Io non ho memoria prima dell'arrivo sulla stazione Solaris, ma ricordo solo te. Come faccio a ricordarmi solo di te, e non mi ricordo niente di me, se io sono una cittadina dell'oceano di Solaris?!- disse Rheya.

Le procedure di emergenza erano terminate, temperatura, battiti cardiaci, pressione sanguigna, encefalogramma, tutto si stavano stabilizzando su ritmi normali per un essere umano.

-Rheya, ma che dici?!- dissi

-Chris, perché non partiamo dal fatto che la Rheya che sono, non é la Rheya della Terra!-


>> Conversazione





domenica 21 agosto 2022

Gioco Magico - Philip K. Dick


 Omaggio IF Worlds of Science Fiction –Settembre 1959- "Fair Game" di Phili K. Dick tradotto in italiano in versione PDF in Copyleft(by-nd-nc)


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☆ Audio libri di Fantascienza - Audiobook di SciFi

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Il pianeta fantasma (1961)

 





sabato 20 agosto 2022

Il Gioco Magico - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Settembre 1959 (parte 2)

 << Il Gioco Magico - Philip K. Dick (parte 1)

Erick Milton stava ascoltando con interesse quello che gli stava raccontando il professor Douglas, quando questi ebbe finito, il professor Douglas concluse dicendo -E questo é tutto!. Adesso non dirmi che io non so riconoscere un lingotto da una roccia, oppure che io sono fuori di testa, perché io so benissimo cosa m'é capitato, ed ho visto quella grossa faccia fluttuare nell'aria, davanti al cofano della mia auto!-

Erano circa le 1 di notte in casa del professor Douglas e tutte le luci della casa erano accese.

Laura Henderson Douglas era in piedi, con la vestaglia, in silenzio con un'aria preoccupata accanto a lei c'era Jean Henderson, le donne erano in piedi vicino alla porta del salotto. 

Bill Henderson in silenzio, continuava a camminare lentamente in salotto, facendo avanti ed indietro davanti alla finestra, mentre aveva  ascoltato il racconto dell'amico.

Nell'angolo in poltrona, c'era l'anziano professor Erick Milton il capo del dipartimento della facoltà di Matematica che disse -Doug, non possiamo andare alla Polizia, perché non ci sono reati da denunciare, ma questo non vuol dire che non sia successo niente-. 

Il vecchio professore estrasse la pipa dal taschino, l'accese con lo zippo, diede una tirata, poi disse -Dobbiamo assumere come dato di fatto, che ci sia una razza di alieni, entità non terrestri che vengono dallo spazio profondo. Oppure, che questa entità aliene provengano da una dimensione parallela alla nostra-.

-Vuol dire- disse Bill Henderson che smise di camminare avanti ed indietro - professor Milton, che questi alieni potrebbero provenire da un'altra dimensione?!-

Il vecchio professore annuii con la testa, mentre tirò di pipa, facendo del denso fumo nero.

Laura Douglas esplose -Basta!, queste sono tutte ipotesi, noi ce ne stiamo quì seduti comodi a ragionare del niente, mentre queste entità vanno e vengono a loro piacimento!-

Bill Henderson prese una sedia, ebbe a sedersi davanti a Douglas e Milton, poi Henderson disse -Beh! Sì!, di precedenti in teoria ce ne sarebbero tanti nella storia. Dio e Mosè con il roveto ardente che non bruciava. Le scimmie tibetane, sono in una parte estrema e misteriosa dell'Himalaya. A ben vedere, un po' tutte le religioni sono iniziate in montagna, con un dio che portava qualcosa agli umani.-

Il professor Douglas scosse la testa e disse -A me la cosa sembra semplice. Io sono il miglior fisico dello stato del Colorado, lavoro in un progetto segreto. Questi mi vogliono catturare per sapere cosa sto facendo nel laboratorio- [...]

-Allora sono dei parassiti!- sbottò Jean Henderson.

Il professor Milton tirando di pipa scosse la testa un po' a destra, un po' a sinistra, come se la sua testa fosse stata una bilancia, poi disse -O sono parassiti oppure queste entità ci studiano e vogliono sapere che diavolo si sta facendo nei nostri laboratori!-

Una voce femminile dall'esterno della casa, urlò varie volte il nome del professor Douglas. [...]

Tutti i presenti si avvicinarono alle finestre, mentre il professor Douglas e Bill Henderson andarono alla porta. [...]

Una ragazza giovane di circa venti anni, bionda, in pantaloncini corti e maglietta con un anello al naso fu illuminata dalle luci del portico della casa che s'accesero, quando la porta di casa s'aprì.

La ragazza disse -Professor Douglas, é successo qualcosa di terribile!.-

-Chi sei, che cosa vuoi?!- urlò il professor Douglas restando vicino alla porta e sotto il portico, mentre Bill Henderson era poco dietro di lui, vicino alla porta di casa.

All'improvviso ci fu un flash di luce, una sorta di palla di luce arrivò veloce non si sa da dove, e l'oggetto colpì parte del portico.

-Ma che cazzo é?!- disse il professor Douglas facendo istintivamente un passo indietro, mentre un'altra palla di luce prese parte della staccionata, poco vicino a dove c'era la ragazza. 

Il professor fece appena in tempo a rientrare in casa assieme ad Henderson, che una terza palla di luce, arrivò veloce, prese il muro della casa, vicino alla porta di casa.

La ragazza era scomparsa, gli altri in casa s'erano rifugiati in cucina, dall'altra parte della casa, e discutevano animatamente se fosse stato possibile raggiungere le auto, che erano parcheggiate fuori sull'aia, per scappare e raggiungere il centro abitato di Denver. [...]

-Non c'è molto di cui discutere! dobbiamo dividerci e scappare- disse il vecchio professor Milton con tono energico - Noi siamo in 5 e ci sono 3 auto, ma l'auto di Doug é davanti al giardino ed é esposta. Mentre la mia e quella di Henderson sono quà davanti, proprio sul retro della casa, davanti alla porta di servizio della cucina. Io sono vecchio, non so guidare veloce. Vado nell'auto con Henderson e Jean.- l'uomo porse le chiavi della sua auto al professor Douglas.

-Sì!- disse il professor Douglas che annuì,  poi stringendo le chiavi dell'auto nel pugno, Douglas disse -Però mia moglie Laura, vede andare nell'auto di Henderson. Questa gente sta cercando me. Non posso tirarmi dietro Laura, la metterei a rischio!-

Il professor Milton annuì.

Henderson annuì.

Henderson prese per mano sua moglie Jean, i due corsero fuori sull'aia. 

Il professor Douglas corse fuori nell'aia, montò dentro l'auto del professor Milton la cui portiera era stata lasciata aperta, poi l'uomo stando accucciato accese l'auto, quindi Douglas scappò a tutta velocità, alzando una grossa nuvola di polvere dalle ruote posteriori dell'auto del dottor Milton. 

Laura Henderson Douglas vedendo suo marito uscire di corsa dalla cucina, abbandonandola in casa, lanciò un urlo di disperazione e terrore,  il professor Milton afferrò la mano della donna, la strattonò portandola verso l'auto di Henderson, che era già in moto, con le portiere posteriori aperte.

____________

Il professor Douglas guidò veloce, più tardi avrebbe contattato sua moglie Laura a Denver, anche loro sarebbero arrivati in città, scappando dalle montagne, facendo un percorso alternativo. 

Divisi, c'era più probabilità di farcela!. 

Sua moglie Laura era in buone mani: Bill Henderson era il fratello di Laura, Jean Henderson era una buona amica di Laura, il vecchio professor Milton era una bravissima persona.

Il professor Douglas guidò veloce per 4 ore in piena notte, poi venne l'alba che ebbe a rosare il cielo, le strade vuote presero rapidamente a riempirsi di auto.

Le montagne del Colorado ormai erano lontane.

C'erano altre auto, vari camion che transitavano sulla strada, il professor Douglas incominciò a sentirsi più tranquillo, essendosi mescolato e nascosto in mezzo agli ignari altri esseri umani. 

Doveva però fermarsi per fare benzina, perché aveva guidato sino a svuotare il serbatoio dell'auto del professor Milton, il quale evidentemente non metteva mai più di mezzo serbatoio sull'auto, essendo un pantofolaio. 

Sul cruscotto s'era appena accesa la luce della riserva, Douglas decise di fermarsi per una breve sosta, al primo distributore di carburante che avrebbe incontrato sull'autostrada.

-Il pieno per favore!- disse il professor Douglas, dando le chiavi dell'auto all'attendente -Io vado al Bar-Caffé a far colazione e torno subito!-

-Come?!- disse l'attendente del distributore, mentre dopo aver svitato il tappo della benzina, mise le chiavi dell'auto sul tetto dell'auto e poi infilò il tubo del carburante nel vano del serbatoio.

-Sì!, volevo dire che io vado al Caffé quà davanti! C'è un buon odore di caffè caldo, pancetta grigliata e pane fresco!. Voglio far colazione! ho guidato tutta la notte!- disse ridendo il professor Douglas.

-Di quale Caffè parla?!- disse l'attendente del distributore con gli occhi stralunati, mentre lo squadrò dalla testa ai piedi.

La struttura del Bar che il professor Douglas aveva visto dall'auto e che anche per questo, l'uomo s'era fermato a far benzina al posto di ristoro, era letteralmente scomparso. Adesso al suo posto c'era solo un'area vuota ed aperta di terra battuta, alla stazione di servizio c'erano solo due pompe di benzina, un piccolo casotto in legno, un piccolo lampione in legno che aveva la luce ancora accesa.

-Cazzo!- disse il professor Douglas, passandosi una mano tra la fronte ed i capelli. -Beh!... forse sono soltanto stanco!-

-Quanto le devo?!- disse il professor Douglas porgendo del danaro all'attendente.

-Ehi!, Ma che diavolo dice?! non lo vede che ho appena messo il tubo della benzina, ed ho appena incominciato a pompare la benzina nell'auto!- disse l'attendente con un tono rude. [...]

Era una trappola, un'altra maledetta trappola!. 

Fu il pensiero che piovve nella testa del professor Douglas, che prese le chiavi dell'auto che erano state appoggiate sul tetto dell'auto, montò in auto e partì a tutta velocità, alzando una nuvola di polvere!.

Era una razza d'alieni molto potente, se erano capaci di fare tutte queste cose!. 

La ragazza che urlava nella notte sembrava reale, i flash di luce sembravano reali, il bar ed il caffè sembravano reali!.  [...]

All'improvviso l'auto forò, l'uomo tenne forte il volante, rallentò e si fermò sul ciglio della superstrada che era vuota e deserta, poi spense il motore dell'auto.

A giudicare dal cofano anteriore che era molto abbassato, la ruota anteriore era forata e non c'era verso di ripartire, a meno che non si riparasse, cambiando la ruota. 

Il professor Milton era un uomo preciso e meticoloso, sicuramente nel portabagagli Douglas c'avrebbe trovato tutto l'occorrente.

Era stanco, si tolse la giacca e se la mise davanti come fosse stata una coperta, quindi decise che avrebbe riposato per un po'.  [...] Loro lo volevano studiare, oppure loro volevano il suo sapere?!.

Dopo un po' di tempo, difficile dire quanto, si svegliò, forse s'era addormentato, si sentì meglio e decisamente più riposato, ed assai più rilassato. 

Scese dall'auto, diede un'occhiata all'auto del professor Milton: entrambe le gomme anteriori erano bucate, c'era davvero poco da fare.

All'improvviso qualcosa luccicò davanti a lui, questa volta non aveva paura, anzi era incuriosito. 

C'era una grossa griglia lucente che gli si stava avvicinando. 

Perché mai avrebbe dovuto aver paura?! 

Certo!, avrebbe sentito un po' la mancanza di Laura, ma nei laboratori avrebbe conosciuto altre persone, e tante di queste sarebbero state mentalmente molto evolute, tutte ben preparate, con cui avrebbe potuto discutere e parlare di fisica, anche per tutto il giorno.

La rete lucente s'avvicinò, dietro questa c'erano due entità, molto grandi, uno stava disegnando la rete di luce, l'altra entità stava osservando in silenzio, apparentemente senza far niente. 

Era una cosa troppo difficile da comprendere per un essere umano, i loro pensieri erano troppo immensi e potenti da poter gestire.

-AVEVO RAGIONE, CHE BELLA CACCIA!, IL PIU' GROSSO DI LORO DEVE PESARE ALMENO 24 VAGETS.-

Ma loro di cosa stavano parlando?!

Ma che cosa voleva dire?!

Forse una luce d'orrore brillò nella testa del professor Douglas, nell'udire questi pensieri, che gli riecheggiarono strani e pesanti nella sua mente. 

Douglas si sentiva stanco, i suoi pensieri si mossero lenti, obbiettivamente era difficile dare un senso alle parole.

Poi Douglas fu scaricato dalla rete lucente, forse lui era a terra, da qualche parte, poi qualcosa s'avvicinò al suo volto, era un oggetto molto lucente, sembrava proprio una padella luccicante!.




mercoledì 17 agosto 2022

Il Gioco Magico - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Settembre 1959 (parte 1)

Il professor Anthony Douglas si sedette sulla sua grande e comoda poltrona di pelle rossa, si sfilò gli stivali emettendo vari grugniti, poi li calcò riponendoli in un angolo. Poi pose le mani sulla pancia, chiuse gli occhi e si rilassò completamente, stando spaparazzato sulla sua grande e comoda poltrona.

Laura Douglas s'affacciò dalla cucina guardando verso il salotto e disse -Stanco?!-

-Sì!, e nemmeno poco!- mugugnò Anthony Douglas con un largo sorriso pacioso, senza aprire gli occhi e restando fermo sulla poltrona, allungò la mano destra per prendere il giornale del giorno e la sua scatola si sigari con l'accendino, che erano riposti sul piccolo mobilio accanto a lui.

-Laura!, in ufficio abbiamo iniziato un nuovo progetto di ricerca, sono persino venuti un sacco di nuovi ricercatori, giovanotti da Washington.-

-Oh! no!- disse Laura Douglas dalla cucina.

-No Laura, non é come pensi. Io sono ancora al mio posto, ci vorrà ancora parecchio prima che questi sbarbatelli di Washington raggiungano il mio livello, io sono molto più avanti di loro!- disse il prof. Douglas.

Sua moglie Laura Douglas spuntò dallo stipite della porta di cucina, guardò suo marito, il professor Anthony Douglas, e poi la donna sorrise, mentre suo marito ricambiò con un largo sorriso, seguito da una strizzata dell'occhio destro.

________

Questa era l'atmosfera della piccola e ridente cittadina del Colorado, con persone tranquille e pacifiche, tutta l'area era circondata da grosse ed alte vette che erano spesso innevate, con un'aria fine e pulita e leggermente profumata di resina di abeti. C'era ultimamente un po' di aggressività nell'aria, per l'arrivo di vari fisici nucleari, ed alcuni impiegati nei laboratori avevano temuto per il proprio posto di lavoro. Ogni College ed ogni laboratorio era stato invaso da orde di giovani ricercatori, piuttosto smaniosi di far carriera. Ma il professor Anthony Douglas era imperturbabile, era stanco per il lungo e duro lavoro effettuato, ma allo stesso tempo tranquillo e sicuro di se.

-Ho sentito dire dalla vicina, che questi giovani ricercatori sono molto competitivi ed arroganti- disse la voce di Laura Douglas che provenne dalla cucina, riecheggiando in salotto.

-E' vero!- rispose il prof.Douglas che dopo una pausa, dedicata a tirare di sigaro, poi aggiunse -Anche se io potrei essere il loro padre, io so come e dove dar da bere all'asino, mentre loro non ne hanno proprio idea!.-

-Comunque penso che io mi tirerò fuori da questa nuova linea di ricerca...- non aveva ancora finito la frase il prof.Douglas che disse -Buon Dio!- poi l'uomo s'alzò di colpo dalla poltrona, saltando in piedi.

-Che cosa é successo?!- chiese a voce alta Laura Douglas dalla cucina.

___________

Il professor Douglas muoveva le mani in modo rapido, gesticolando in modo sconsiderato poi disse -William, ti dico che io ho visto me stesso!- 

Il professor Douglas era andato a casa del professor William Henderson che era il fratello di sua moglie. Douglas sedeva su una poltrona davanti al professor Henderson, il quale ascoltava in silenzio, mentre continuava a far ruotare un lapis sulla mano destra, mentre con la mano sinistra reggeva un taccuino. Henderson ad un certo punto chiese -Doug, questo lo ha visto anche qualcun'altro?! Voglio dire, Laura l'ha visto?!-

-No!, Laura era voltata- rispose Douglas.

-Che ora erano?!- 

-Circa un'ora e mezzo fà. L'ho visto, ho incontrato il suo sguardo é stato come guardarmi allo specchio!- rispose Douglas.

-Doug, sei sempre stato una persona quadrata, logica, con i piedi ben piantati per terra. Non hai mai raccontato cose strane o senza senso... ma Doug!... Cristo! questa é davvero grossa! e Laura non ha nemmeno visto niente!- disse il prof. Henderson mentre con mano destra, impugnando il lapis, si grattò la folta criniera di ricci capelli rossi.

-E che diavolo vuol dire!. William ti dico che l'ho visto!. Ero io! ho incrociato il suo sguardo!- disse con voce isterica il prof. Douglas.

Il professor Henderson si pulì gli occhiali con un fazzoletto, rimase in silenzio. Henderson era uno pischiatra per bambini, di circa 10 anni più giovane di Douglas. Poi l'uomo disse -Doug, forse era soltanto un animale, oppure uno scherzo, oppure molto probabilmente ti serve un paio di occhiali nuovi-

-Ma chi vuoi che venga a casa mia, e poi s'affacci alla finestra del salotto, standosene fuor di casa a guardare dentro il mio salotto!. Ti dico che ero io, mi sono visto, ho incrociato i suoi occhi, anzi i miei occhi!- ebbe a ripetere il professor Douglas.

-Forse era Dio- disse Jean che era la moglie di Henderson, la donna era in piedi, vicino alla porta del salotto, aveva un'aria palesemente preoccupata.

Il professor Henderson voltò la testa verso sua moglie, l'uomo sorrise e disse -Jean, Dio é un simbolo transcendente di una forza del sub-cosciente-.

Poi Henderson dopo aver pulito gli occhiali, ripose il fazzoletto nella tasca, si rimise gli occhiali e disse -Doug, e questo tizio come ti guardava?! con che aria o postura aveva?!-

-Sembrava interessato.- disse Douglas.

Henderson rimase in silenzio senza dire niente.

-Senti William, devo tornare a casa, s'è fatto tardi!- disse il prof. Douglas.

-Mi dispiace Doug, non ho spiegazioni da darti su questa cosa. Forse era un'animale, forse ti serve un paio d'occhiali nuovi. - ebbe a ripetere Henderson.

-Oppure era un alieno, che fingeva di essere Doug, perché degli alieni ci stanno osservando, a causa del lavoro di Doug- disse Jean.

-Miserabile occhio di Marte...- sibilò tra i denti il professor Henderson, mentre guardò sua moglie Jean, la quale abbassò gli occhi, disse un laconico -Ciao Doug- poi la donna se ne andò di passo svelto in cucina, senza aggiungere una parola.

Henderson aprì la porta di casa, fuori era buio e notte inoltrata, il professore accese la luce del portico, mentre Douglas diede un'ampia sbirciata al portico ed al giardino, che era buio e vuoto.

-Senti Doug, datti una calmata, prendi un paio di barbiturici stasera e fatti una bella dormita. Domattina vedrai la cosa sotto un'altra luce- disse il professor Henderson che accompagnò Douglas sino all'inizio del vialetto che conduceva alla strada buia, dove davanti casa propria c'era parcheggiata l'auto di Douglas.

-Sì! é una buona idea!. Forse sono solo stressato dal lavoro in laboratorio- disse annuendo con la testa Douglas mentre l'uomo salutò con la mano ed accelerò il passo, per raggiungere quanto prima la sua auto.

L'uomo era un po' innervosito, s'avviò di passo veloce al buio verso la propria auto, Douglas diede un'occhiata dentro prima di entrare, per vedere se in auto non c'era davvero nessuno. Entrò nell'auto, chiuse lo sportello e si chiuse dentro, poi il motore dell'auto s'accese, quindi le luci dell'auto illuminarono la strada, l'auto partì rapidamente.

Douglas guidava con la testa piena di pensieri, e per questo prudentemente andò piano sulla grande autostrada buia, su cui non c'era nemmeno un'altra auto a quell'ora di notte.

L'idea di Jean, la moglie di Henderson che se n'era uscita con l'occhio di Marte era una cosa da escludersi al 100%. 

Forse era stato uno scherzo degli studenti, oppure erano i comunisti. [...] 

Forse c'entrava davvero il suo lavoro, dopo tutto lui era il fisico più importante dello stato del Colorado, ed era da poco entrato in questo nuovo progetto di ricerca.

Le luci dell'auto che illuminavano bene la strada, colpirono in lontananza qualcosa di grosso che luccicò. Quel coso che luccicava era davvero grosso, ed il riverbero era giallo molto intenso. Douglas rallentò e poi si fermò, sul margine della strada, in fermata con il motore acceso.

Tra la strada e la zanella, prima della fila degli alberi, in terra c'era un grosso lingotto d'oro che brillava sotto le luci anabbaglianti della sua auto.

L'auto era ferma con il motore acceso, il professor Douglas rise. Era davvero possibile che quel coso giallo, grosso e luccicoso fosse davvero un lingotto d'oro?!. 

L'oro lo aveva visto, alla fede nuziale, delle catenine, ma un lingotto d'oro non lo aveva mai visto in tutta la sua vita. Non era possibile che quel coso fosse un vero lingotto d'oro, era assai più probabile che fosse qualcosa che rassomigliasse all'oro, ma insomma non poteva essere oro.

Oppure, forse un furgone blindato, s'era perso un lingotto d'oro, forse facevano un trasferimento di valori, di notte, proprio per ragioni di sicurezza ed in grande segreto, e per qualche ragione il furgone blindato s'era perso un lingotto d'oro nel trasporto dei valori. 

Ma era illegale avere lingotti d'oro, la legge non lo permetteva. 

Forse una rapina organizzata andata male?!

Il professor Douglas rimase nell'auto, con il motore acceso, fermo sul margine della strada, accese le luci abbaglianti per vederci meglio. 

Quel maledetto coso giallo era grosso, luccicava ed aveva proprio tutta l'aria d'essere un lingotto, un maledetto lingotto d'oro!. 

Non c'erano luci di auto davanti a lui, non c'erano luci di auto dietro di lui. Non c'erano luci di altre auto nell'altra corsia. Non c'era proprio nessuno a quell'ora sulla superstrada, su cui c'era un buio pesto, tranne per il fatto che le luci abbaglianti dell'auto di Douglas erano accese ed il motore dell'auto ronzava pacioso.

Un pensiero balenò nel cervello di Douglas, un pensiero che in parte si fece azione. 

L'uomo uscì dall'auto, fece qualche passo in avanti, mettendosi tra le luci dell'auto e lo strano oggetti che era a pochi metri davanti a lui. Mentre Douglas se ne stette in piedi titubante, nella sua testa un vorticoso flusso di pensieri, rotearono ad una velocità incredibile.

Douglas si disse pensando: Douglas! forza che aspetti!.

Prendi quel fottuto lingotto e poi vendilo. Chiama Eric Barners il pilota del club aeronautico, lui ha alcuni aerei Piper che li affitta. Prendi un aero di Barners, anzi no!, dato che non so pilotare un aereo, mi farò accompagnare da Barners in Messico. A Barnes gli darò qualcosa per le spese e per tenere la bocca chiusa. Venderò il lingotto in Messico, mi terrò il grosso mucchio di soldi e vivrò felice con Laura, senza più pensieri finanziari per il resto della mia vita.

Questa cosa, suonava proprio bene.

Poi una vocina logica e fredda, dentro la sua testa prese il possesso delle calde emozioni vorticose che gli roteavano nel suo cervello, ad una velocità iperbolica. 

Ma chi cazzo lascerebbe un lingotto d'oro, sul ciglio della strada, di notte, in un'autostrada?!. 

La strada adesso era buia e desolata, non c'erano auto, ma di sicuro sulla superstrada ne saranno passate tante, giusto qualche ora prima, dato che adesso era ora tarda. Perché mai le auto che lo avevano preceduto, non avevano visto e preso il lingotto d'oro?!. 

No!, la verità é che c'era qualcosa di strano che stava succedendo, questa cosa del lingotto d'oro non gli era capitata per caso e questa cosa non poteva essere normale.

Douglas si guardò in giro, ruotando in silenzio, lentamente su se stesso.

La strada era buia, c'erano alberi a destra e sinistra che costeggiavano la superstrada, la foresta era nera e silenziosa,  c'erano montagne grandi e silenti, costeggiate da dense foreste che di notte erano diventate nere come la pece. 

Era una maledetta trappola perfetta, se lo avessero voluto prendere, lo avrebbero preso in un attimo, non c'era nessuno a quell'ora sulla desolata superstrada, nessuno a cui Douglas avrebbe potuto chiedere aiuto!.

Dopo che Douglas ebbe a ruotare su stesso, l'uomo fissò per qualche attimo il lingotto che era nell'erba. Per prendere i lingotto, Douglas avrebbe dovuto lasciare la superstrada, ed avvicinarsi alla foresta, per raccogliere l'oggetto pesante che era sulla zanella, ma il lingotto a guardare bene era più vicino alla buia foresta, di quanto fosse vicino all'asfalto della strada.

Douglas corse in auto, chiuse lo sportello e si chiuse dentro, pestò sull'acceleratore e partì a tutto gas, scappando prima che lo avessero potuto prendere. 

Se lo volevano prendere, prima lo avrebbero dovuto raggiungere!.

Mentre guidava, sull'autostrada con gli abbaglianti ancora accesi, per poter sostenere una velocità più elevata, gradualmente sulla strada comparve un'inattesa e misteriosa densa nebbia. La nebbia lo costrinse a rallentare quanto a spegnere le luci abbaglianti, per poterci vedere qualcosa per strada. 

All'improvviso dal cielo nero e privo di nuvole, che però era colmo di stelle, una stella prese ad ingrossarsi diventando lucente, la luce era sempre più intensa, sino a quando una grossa luce si palesò nella forma di un grosso volto davanti alla sua auto. 

Un'enorme faccia lucente, galleggiava per aria, spostandosi in avanti, assieme alla sua auto.

Douglas incontrò il suo sguardo per un attimo, poi la faccia ebbe a dissolversi nella nebbia. Poi il banco di nebbia scomparve di colpo, rimase solo la superstrada buia e desolata, sotto un cielo nero come il piombo e pieno di stelle.

Non c'era ombra di dubbio, qualcuno stava cercando di rapirlo.

Non erano i comunisti.

Non era uno scherzo degli studenti.

Non c'erano animali o bestie spuntate dalla foresta e comparse in superstrada.

Non restava che l'idea di Jean: l'occhio di Marte.

Erano loro, loro da un altro mondo, stavano cercando di catturarlo, ma perché volevano catturare proprio lui?!

>> Il Gioco Magico - Philip K. Dick (parte 2)





lunedì 15 agosto 2022

Philadelphia Experiment 2 (1993)

 Prodotto dalla Trimark Pictures, è il seguito di Philadelphia Experiment, ma nessun attore o membro della troupe del primo film ha partecipato al sequel. 


Nove anni dopo gli avvenimenti del primo film e all'esperimento della USS Eldridge avvenuto nel maggio 1943, David Herdeg (l'unico sopravvissuto dell'Esperimento di Philadelphia) vive col figlio avuto da Allison, contemporaneamente in un laboratorio uno scienziato sperimenta un teletrasporto su un aereo da guerra. Durante l'esperimento David viene spostato in una realtà parallela...


sabato 6 agosto 2022

Solar1x Project - I Mostri

S0lar1x Project - I Mostri

S0LAR1X Project é la versione tradotta, editata & demattonizzata di Solaris - Stanislaw Lem.


<< La Conferenza

 Mi svegliai nel mezzo della notte, la fioca luce blu notturna della mia cabina era accesa. 

Rheya era seduta in fondo al letto, tremava, e si copriva il volto ed il corpo, con una parte del lenzuolo.

-Rheya, va tutto bene?!- chiesi.

-Stai zitto! non parlarmi!- rispose Rheya.

-Rheya che hai?!- chiesi, mentre mi misi a sedere sul letto.

-Tu non mi vuoi!- rispose Rheya.

-Cosa?!- chiesi.

-L'ho sentito!, vorresti che me ne andassi. Io ho tentato d'andarmene, ma non posso, non ci riesco!. Non mi posso allontanare da te!. Ma te, non mi vuoi!- disse Rheya che scoppiò a piangere.

-Chris, la sonda aliena sembra stia elaborando una personalità propria, una personalità autonoma. Si sta rendendo conto che é dipendente dalla tua presenza, ma non sa consciamente i parametri della sua missione. Chris, questa cosa é davvero molto interessante!.- disse Alexia in cuffia.

-No! tesoro, non é vero. Sono tutte tue fantasie, Rheya non capisci, confondi i sogni con la realtà!- dissi guardando Rheya.

-Sì!, forse sono cambiata dopo l'incidente. Ho fatto degli strani sogni, non so da dove provengano. Sono tutti intorno a me!- disse Rheya.

-Chris, questo é interessante!. Forse questa versione di sonda aliena sta sviluppando una memoria di lungo periodo, ed il pianeta sta cercando di caricare le informazioni inerenti le percezioni dell'altra sonda aliena, tramite le onde Tetha dell'attività celebrale durante la fase REM, nella memoria di lungo periodo. Questo confermerebbe la mia idea, che le supposizioni del dr. Snow siano vere solo in parte e nel breve periodo, ma nel lungo periodo sono probabilmente false, perché il pianeta Solaris sta sviluppando nuove sonde, con incrementi migliorativi, che tendono ed emulare completamente un essere umano!. Quindi anche con la memoria di lungo periodo!- disse Alexia.

Io mi tenevo la testa tra le mani ed annui silenziosamente, poi dissi -Rheya, il tempo cambia le persone, nessuno rimane uguale a se stesso. Ma per qualche strana ragione, sembra che tu sia forzata a stare vicino a me. Non ti devi preoccupare Rheya, perché a me questa cosa va bene. Sono felice Rheya che tu sia quì- dissi.

-Io ti amo!- disse Rheya.

Io l'abbracciai, ma restai in silenzio.

-Chris, avevamo pensato che i visitatori fossero sonde aliene, create per comunicare. L'evoluzione migliorativa delle sonde aliene, che sono sempre più umane, e stanno sviluppando probabilmente una memoria di lungo periodo, che il pianeta cerca di integrare con i sogni delle sonde. Questa é una modifica assai sostanziale, rispetto alla nostra ipotesi iniziale. L'ipotesi che le creature Phi siano sonde aliene per comunicare, é probabilmente una ipotesi errata. Forse é più probabile che il pianeta stia cercando di comunicare con noi e le emozioni potrebbero essere il suo linguaggio. Oppure, potrebbe anche essere che le sonde aliene quanto te, dr. Snow, dr.Sartorius, siate considerati dal pianeta come delle banali cavie da laboratorio, per lo studio delle interazioni umane e delle emozioni umane!- disse Alexia.

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Il tramonto rosso del pianeta Solaris intorno alla nana rossa era all'orizzonte, il grande monitor OLED della mia cabina, era in modalità "oblò" mostrò dalla telecamera esterna, l'alba rossastra che stava salendo. 

Dalla mia cabina, potevo sentire Rheya che era andata in bagno, questa era la prima volta che aveva avuto tali necessità, da quando s'era materializzata nella mia cabina.

Potevo udire Rheya parlar da sola, mormorava frasi e pensieri autoriflessivi.

Squillò il mio videofono di cabina era il dr. Snow che mi disse -dr.Kelvin, il dr.Sartorius vorrebbe che lei uscisse con la navetta, per andare a raccogliere dei campioni di neutrini, intorno al pianeta Solaris. Il dr. Sartorius vuole continuare a testare la sua idea, che la dimensione sub-atomica delle creature Phi siano i neutrini. Io trovo la cosa improbabile, basta considerare i rapporti di quantità tra energia oscura, materia oscura e neutrini, é molto più probabile che la materia oscura e l'energia oscura che compongono il 95% dell'universo che é intorno a noi, abbiano un ruolo attivo in questa faccenda, rispetto al rumore di fondo dei neutrini. Le anomalie atomiche delle creature Phi, penso che siano state prodotte da materia oscura e/o energia oscura. Suppongo che il pianeta Solaris in qualche modo é capace di condensare materia oscura e/o energia oscura, per costruire ed emulare quel 5% di materia che costituisce l'universo, e di cui noi ne conosciamo bene la fisica. Comunque, il dr. Sartorious pensa che anche se non abbiamo un acceleratore di particelle sufficientemente grande e potente sulla stazione spaziale, per investigare la dimensione sub-atomica, il dr.Sartorius pensa di aver trovato una via, per eventualmente scartare l'ipotesi dei neutrini. Io non ho opinioni in merito, o meglio, la mia opinione l'ho già detta. Noi dovremmo distruggere la stazione spaziale e scappare, noi siamo partiti con l'idea di studiare il pianeta Solaris, ma é il pianeta Solaris che sta studiando noi, e noi siamo topi da laboratorio, chiusi in un labirinto senza uscita. Dovremmo battercela in fretta, altrimenti faremo la fine dei 10 piccoli indiani. Rinnovo la mia richiesta dr.Kelvin: abbandono della stazione spaziale e sua autodistruzione. A parte questo, le chiedo di non entrare mai nella mia cabina.-

Il dr.Snow aveva uno sguardo serio e preoccupato, il suo discorso aveva un senso di catastrofe incombente, io dissi -Ho capito dr.Snow, penserò alla sua richiesta. Grazie della comunicazione dr. Snow-

Il dr.Snow annuì con la testa poi chiuse la comunicazione del videofono.

-Chris, l'idea che te, dr.Snow, dr.Sartorius siate delle cavie da laboratorio é corretta. Probabilmente sono cavie da laboratorio anche le creature Phi, i cui parametri di missione non sono noti a livello conscio- disse Alexia.

-Alexia, aggiornamento valutazione preliminare sul Pianeta Solaris, alla luce dei dati raccolti- dissi.

-Chris, il pianeta Solaris é un'entità vivente. La parte vivente é probabilmente il grande mare che circonda tutto il pianeta, dato che centralmente al pianeta c'è un nucleo roccioso, che pare identico ad un meteorite. 

Chris, i dati non computano: Non sono mai stati trovati esseri viventi come animali o vegetali nell'oceano. 

C'è una piccola porzione di terre emerse, che compare e scompare sul pianeta, creando strane formazioni di cui non se ne capisce la fisica e la geologia. Nelle onde di superficie del mare, quanto nella forma delle terre emerse, i mainframe hanno rintracciato l'esistenza di frattali di Mandelbrot al 90%. 

In profondità del grande mare, i sonar delle  boe hanno tracciato grandi masse di filamenti. Si pensa che siano alghe, ma questo materiale compare e scompare senza una spiegazione. Le sonde e le boe, non sono mai state capaci di prendere dei campioni di questi filamenti, per poter studiare queste strutture, che si creano a grandi profondità dentro al mare di Solaris. Non sono mai state tracciate l'esistenza di correnti marine. La salinità del mare di Solaris quanto la sua temperatura é perfettamente omogenea, così come lo é la temperatura dell'atmosfera del pianeta. 

Non esiste il fenomeno fisico della convezione nel mare o nell'atmosfera-disse Alexia.

-Alexia, se non é la convezione nel mare od in atmosfera, con la convezione che normalmente crea correnti di mare o venti, allora la forma di questi frattali, da che cosa sono create queste increspature sul mare e sulla terra?!- chiesi.

-Chris non lo so, i dati non computano- disse Alexia.

Rheya tornò dal bagno, le proposi di andare a fare quattro passi dentro la stazione spaziale, per sgranchirsi le gambe: dopo tutto, non potevamo stare rinchiusi 24 ore al giorno, dentro la mia cabina.

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La stazione spaziale era un disco di 91 metri circa, conteneva 4 ponti lungo la sua circonferenza e due ponti dentro al suo centro, dove c'era gravità zero, ed erano state sistemati tutti i reattori a fusione che alimentavano la stazione spaziale, che all'occorrenza poteva trasformarsi in una lentissima nave spaziale, propulsa da motori ionici, alimentati da quatto reattori compatti, a fissione nucleare. 

C'erano poi agganciati alla stazione spaziale, ai due lati del disco, ad ore 3 ed ore 9, i due vani di attracco, il ponte 2 ed il ponte 1 in cui sostava all'interno il mio shuttle.

Non c'erano pannelli solari nella stazione spaziale, perché le tempeste solari nel sistema binario di Alpha Acquarius erano continue, specialmente dal primo sole, la nana gialla, da cui a volte uscivano fuori lingue di plasma proprio come accadeva sulla Terra. Ma il pianeta Solaris era fornito di un grande e grosso campo magnetico, probabilmente creato dal suo nucleo roccioso, in cui del metallo rovente ancora roteava, proteggendo l'oceano dai raggi cosmici, raggi X, gamma, micro-onde e quant'altro di negativo provenisse dallo spazio quanto dal sistema binario. 

Accompagnato da Rheya, che mi seguiva come un cagnolino a non più di 1 mt di distanza, andai dal dr. Snow, suonai dall'interfono, volevo fare quattro chiacchere con lui, anche sul livello delle radiazioni ionizzanti a cui mi sarei esposto, qualora fossi uscito per andare a raccogliere neutrini, per la ricerca del dr. Sartorius.

Il dr. Snow uscì dalla cabina, chiuse la porta e disse -Ciao Kelvin-

-Snow, volevo parlare del livello di radiazioni a cui mi dovrei esporre, se uscissi per andare a raccogliere neutrini, per il test di ricerca del dr. Sartorius- chiesi.

Il dr. Snow sorrise e disse -Kelvin, mica devi uscire con la tuta spaziale, dovresti prendere il tuo shuttle, e porti in un'orbita più alta, rispetto al pianeta Solaris. Noi sulla stazione spaziale orbitiamo a circa 13.7 km di quota, il tuo shuttle dovrebbe sostare per una mezz'ora a circa 300 km di quota, almeno quando dentro l'orbita della nana gialla di Alpha Aquarius. Questo se proprio vuoi andare, ma secondo me é una cosa perfettamente inutile!-

-Capisco- dissi.

-Hai saputo le altre novità?!- mi chiese il dr.Snow

-No!, a dire il vero, sono stato assorbito da Rheya. La mia visitatrice, anzi la creatura Phi che é venuta a trovarmi- dissi ridendo mentre mi voltai a guardare Rheya.

Rheya era silenziosa ed un po' imbronciata, non sembrava interessata alla mia discussione con il dr. Snow.

-Sì certo!- disse il dr. Snow -comunque il dr. Sartorius s'è chiuso in laboratorio e non vuole più rispondere alle chiamate del videofono

-Ho capito. Beh! forse avrà da fare con la sua creatura Phi- dissi.

-Sì certo!- disse il dr. Snow -ma il dr. Sartorius comunica solo con le email interne. S'é messo nella testa d'essere sulla strada giusta, secondo lui é stata una buona cosa bombardare con i raggi X il pianeta Solaris. Il dr. Sartorius pensa che le creature Phi siano fatte di neutrini, perché il pianeta Solaris riesce a leggere i nostri pensieri, quando noi dormiamo. C'entrano le onde Tetha. Comunque, il dr. Sartorius vuol bombardare il pianeta Solaris con i nostri pensieri consci, invece che con i nostri pensieri inconsci di quando dormiamo-

-Chris!, le onde Tetha sono su una frequenza diversa rispetto ai raggi X. Chris!, chiedi al dr. Snow che c'entrano i raggi X con le onde Tetha- disse Alexia in cuffia.

-Snow, ma le onde Tetha sono su una frequenza diversa rispetto ai raggi X. Che diavolo c'entrano i raggi X?!- chiesi.

-Sì!, il pianeta Solaris ha un forte campo magnetico che lo protegge. Il dr. Sartorius vuole bombardare con i raggi X, modulati in frequenza, sull'encefalogramma delle onde Tetha, prelevandole della nostra mente quando noi siamo coscienti. In questo modo spera d'annichilire il pianeta, tutte le volte che compare una nuova creatura Phi sulla stazioe spaziale. Questo perché se le creature Phi avessero davvero la componente subatomica composta da neutrini, non ci sarebbe modo d'annichilire i neutrini, quando questi compaiono e s'aggregano, simulando atomi tradizionali- disse il dr. Snow

-Chris, i neutrini sono particelle sub-atomiche, come dice il nome stesso, non interagiscono con gli atomi. Quindi per adesso, pensare d'annichilire i Neutrini é una follia scientifica!- disse Alexia

Io storsi la bocca e poi chiesi -Snow, perché Sartorius pensa che bombardando il pianeta Solaris con raggi X, modulati sulle nostre onde Tetha, di quando noi siamo coscienti... ecco, perché diavolo questo dovrebbe far sparire le creature Phi appena queste si materializzano sulla stazione spaziale?!- chiesi.

-Ah! Kelvin, io questo proprio non lo so!- disse ridendo il dr. Snow.

Dopo una breve pausa ed un sorriso sarcastico, il dr. Snow aggiunse -Kelvin, questa é tutto un cervellotismo del dr. Sartorius. Io me ne dissocio. A maggior ragione se il materiale subatomico che emula gli atomi, fosse come penso io, la materia oscura e/o energia oscura che é più abbondante nell'universo, rispetto al rumore di fondo dei neutrini. Non sappiamo niente della fisica della materia oscura e dell'energia oscura, che però compone il 95% del nostro universo!.-

-Ah! ho capito. Quindi l'idea di annichilire un neutrino é una stronzata!.- chiesi ridendo.

-No! Kelvin, non é una stronzata, è una mega stronzata espansa in dimensione galattica!- disse ridendo il dr.Snow

Io risi, poi dissi -Ok, quindi se invece di confonderci con questa supercazzola del dr.Sartorius sui neutrini, noi sparassimo in testa alle creature Phi, appena queste si materializzano sulla stazione spaziale, probabilmente otterremmo risultati più efficaci ed efficienti?!- chiesi con un velato sorriso ironico.

-Non proprio, vedi Kelvin, le creature Phi sono molto resistenti. E' decisamente meglio espellerle nello spazio- disse con uno sguardo gelido il dr. Snow mentre con gli occhi, squadrò Rheya dalla testa ai piedi.

____________

Io, Alexia e Rheya, continuammo a fare quattro passi nella stazione spaziale, allontanandoci dalla cabina del dr. Snow, poi raggiungemmo il vano di attracco del ponte n°2, io apriì la porta, lo mostrai a Rheya senza però entrare nel vano. 

Rheya non disse niente, rimase calma e silenziosa, sempre con il suo sguardo un po' imbronciato.

Alexia mi disse che questa Rheya non aveva probabilmente ancora integrato i ricordi della prima Rheya che io avevo espulso.

Io chiusi il portellone del vano di attracco del ponte n°2, poi tornammo verso la mia cabina.

Ad un certo momento Rheya disse - Chris, chi era quello con cui parlavi?!-

-E' il dr. Snow, è uno scienziato, anche lui é stato destinato sulla stazione spaziale, per scopi di ricerca scientifica- dissi.

-Ed il dr. Snow che cosa fa?!- chiese

-Non saprei dirti su quali progetti lavora, lo conosco da poco tempo- dissi.

-Chris non mi piace il dr. Snow, aveva uno sguardo strano, ed una strana luce brillava nei suoi occhi- disse Rheya.

-Forse perché Rheya, te sei giovane e bella- dissi sorridendo e voltandomi a guardarla.

-No! Chris, era un altro genere di sguardo... i suoi occhi erano freddi e gelidi, mi hanno spaventata!- disse Rheya.

-No! Rheya, ti sbagli!. E comunque, non ci pensare!. E' solo una tua interpretazione. Vedi tesoro, il dr. Snow porta gli occhiali, con una graduazione piuttosto importante. Forse il dr. Snow é allergico alle lenti a contatto. In ogni caso, il dr. Snow é un po' miope, quindi i suoi occhi osservati da dietro i suoi occhiali da vista, fanno sembrare il suo sguardo sempre un po' strano!- dissi sorridendo.


lunedì 1 agosto 2022

Endless Sky

 

Endless Sky è un gioco open source, basato sull'esplorazione del cosmo. È un remake di Escape Velocity, ma Endless Sky include anche un'ampia campagna di gioco per un giocatore singole, con tante missioni secondarie, la costruzione e personalizzazione aerospaziale dell'astronave, e tantissime battaglie spaziali. Il videogame é disponibile per Windows, Mac e Linux.

https://github.com/endless-sky/endless-sky