lunedì 29 marzo 2021

Prof. Vulpiani: "Caos e Probabilità"

Una bella conferenza scientifica sul problema della predizione nei modelli e sul caos. Ottimi spunti per gli autori di fantascienza, da consultare per elaborare un quadro logico da utilizzare per orientare la mente dell'autore, nella costruzione di fabule di Hard SciFi, che abbiano un destino coerenza e plausibile ancorchè caotico, rispetto alle informazioni ed al contesto descritto inizialmente al lettore.
Caos e probabilità
Traiettorie instabili che girano intorno ad un punto fisso, ma non esiste nessuna periodicità nelle orbite, prima che queste cambino di orbita. Esiste una dipendenza dalle condizioni iniziali nel sistema: ossia piccolissime differenze iniziali tra due processi, nel tempo causano enormi differenze nelle traiettorie future tra due fenomeni. 

Caso n°1: E' noto lo stato di un sistema, sono note le equazioni che regolano le evoluzioni dello stato del sistema. Sono note a livello stocastico alcune incertezze: la varianza dello stato del sistema, un'incertezza sull'algoritmo nel normare il sistema, ed infine si avrà un'incertezza sulla previsione del stato al tempo+1.

A causa degli errori di approssimazione che determinano la condizione iniziale del sistema, quanto a causa delle regole che normano le modifiche allo stato del sistema che non sono perfette, ma anche se lo fossero, le previsioni non possono andare oltre un breve termine, perchè poi il sistema diventa caotico ossia impredicibile in modo univoco e deterministico.

L'operatore di Frebenius è una formula che permette di calcolare la probabilità di stare in un determinato punto, dentro ad una funzione ciclica, qualora non si conosca la posizione iniziale del punto iniziale x0 ma solo una sua curva di probabilità, sommando tutte le piccole aree in cui l'intorno di x0 potrebbe avere dei valori ricercati, entro un determinato errore di tollerabilità.

L'ipotesi ergotica di Boltzmann
Boltzmann per ovviare a questa circostanza, assunse che il sistema fosse ergotico, ossia un processo statistico che passi prima o poi per tutti i punti possibili del sistema. Ma un sistema è ergotico?! Questo è un problema aperto, ma in teoria se s'osserva un sistema abbastanza a lungo, si può capire se il sistema è ergotico oppure no.

venerdì 26 marzo 2021

L'Uomo dorato - Philip K. Dick - IF worlds of Science Fiction del Aprile 1954 - parte 4

 << L'uomo dorato - Philip K. Dick - parte 3

Su e giù per i corridoi del Comando Centrale DCA, fucilieri armati rastrellavano meticolosamente stanza per stanza ed ogni corridoio, sigillandone poi le entrate. Prima o poi l'entità dorata sarebbe stata trovata, se fosse stata ancora dentro al palazzo del comando centrale DCA.

Baines disse - Il mio timore, é che prima o poi, possa emergere un mutante con capacità straordinarie: qualcuno con un enorme cranio capace di telepatia, telecinetico, con la capacità di leggere e scrivere ed usare simboli propri quanto quelli delle lingue terrestri, con un intelletto superiore, una capacità di calcolo e ragionamento molto oltre le capacità dell'intelletto umano.- [...]

-Quello attuale, agisce solo d'istinto!, con i riflessi di un leone, un leone d'oro!- commentò Anita.

-Sì!- rispose Baines - praticamente se ne sta fermo ed immobile, aspetta l'occasione e poi istantaneamente colpisce, assorbendo la preda . Non ha capacità di pensiero, non ha linguaggio, non é capace di pensieri complessi. Però é capace di leggere il futuro, un futuro poco distante dal presente in cui vive, e quindi reagisce d'istinto. Forse non ha la percezione del passato, del presente e del futuro. Forse non ha memoria di quanto é passato, ed il presente per lui é mescolato in un futuro immediato, per cui tutta la sua vita é un coacervo temporale di presente e futuro poco distante, al quale si limita a reagire per istinto -.

-Sì!- rispose Anita - Concordo, probabilmente l'entità percepisce un presente allargato, rispetto alla percezione umana, un plusvalore di qualche momento nel futuro, di cui normalmente gli umani non possono vedere o sapere. Mancando il lobo temporale, manca il ragionamento, e quando la morte arriva, probabilmente l'accetta, senza fare altro. A differenza degli umani che cercano di curarsi, perchè pur non sapendo, hanno un'intelletto sviluppato ed una concezione del futuro, ben distaccato dal presente quanto dal passato, in cui giace la memoria ossia il ricordo e da cui si colgono i rapporti di causa effetto, e dai quali, si estraggono relazioni per pianificare pensieri per il futuro-

Il quartier generale DCA era stato interamente sigillato, nessuno poteva entrare od uscire, nemmeno Anita, che in teoria avrebbe potuto lasciare la struttura quando avesse voluto, in quanto la DCA non aveva giurisdizione sull'Ufficio della Semantica. Anita però disse che non avrebbe lasciato le strutture della DCA, sino a quando la questione rognosa sull'entità dorata non fosse stata risolta.

___________

[...] L'entità dorata era nascosta nel magazzino, dietro a cartoni e materiali vari, con la sua percezione allargata del presente nell'immediato futuro, sapeva cosa sarebbe successo a breve e quindi si muoveva di consequenza, evitando d'aprire questa porta, per aprire quell'altra oppure percorreva questo o quel corridoio prima dell'arrivo di una pingue pattuglia ben armata.

A 10 minuti di tempo, dietro quel corridoio sarebbe passato un paio di uomini con una mitragliatrice pesante, poi dopo un'ora sarebbero andati nel magazzino, ma lui non era nel magazzino e nemmeno nel corridoio ma altrove. 

In un'altra scena, c'erano altri uomini all'uscita, sulla strada passavano macchine, ma non si sarebbe stato modo di passare la soglia, perchè la vetrata era chiusa e sigillata.

In tutte le scene che la mente dell'entità andò ad esplorare, non trovò nemmeno un'uscita, in quanto ogni via d'uscita era sigillata e presidiata sia dall'interno quanto dall'esterno, con telecamere e vetri blindati.

C'era però un tabloid nella sua mente, in cui la figura dorata era vaga, sembrava diventare piccola, e tutto era confuso, di difficile interpretazione, sicuramente non avrebbe svoltato per quella via. 

Le percezioni sensoriali dell'entità dorata erano tridimensionali, vedeva se stesso come fosse stato dall'esterno, dentro ad una casa per bambole, circondato da piccoli esseri armati che lo cercavano, sembrava di stare dentro ad un enorme labirinto con tanti pupazzetti animati che si muovevano lenti, mentre l'entità dorata si spostava veloce, per evitare d'essere catturata, sfruttando quanto sapeva del futuro sino ad un ora di tempo in avanti[...]

_____________

Anita entrò nella stanza che Baines le aveva affidato, era un piccolo locale angusto, ma c'era un piccolo ma comodo, letto ed un modesto armadio, la porta era socchiusa, la donna stava per andare a chiudere la porta, quando all'improvviso comparve alle spalle della donna l'entità dorata. La donna urlò e prese la pistola dalla borsetta, puntò l'arma ma non sparò!. Chris Johnson stava davanti a lei, senza dire una parola. [...]

-Chi sei che cosa vuoi?! Sparisci!?!. Non capisci quello che ti dico?! Però sapevi che non ti avrei ucciso!. Sei solo una stupida bestia, che legge nel futuro e che non capisce niente di quello che gli succede intorno!- disse Anita.

Chris Johnson stava davanti a lei, senza dire una parola, l'unica cosa che sembrava sapere, era che l'entità sapeva che Anita non avrebbe sparato.

-Ti troveranno!, Non c'è una via d'uscita dal comando centrale DCA. Buon Dio!, che cosa t'aspetti che faccia?! - [...]

Chris Johnson s'avvicinò ad Anita, la stordì con il suo fascino e poi la prese sessualmente, mentre Anita era incapace di reagire e sembrava come posseduta da una forza che aveva fatto il buio intorno a lei, mentre un ruggito di un leone la soggiogava.

Anita sbatté gli occhi, non sapeva bene cosa le fosse accaduto, l'entità dorata le dava le spalle, aprì la porta, ed iniziò a correre nel corridoio, seguita da Anita, la quale era soggiogata e comandata dall'entità, era imbarazzante da ammettere, la donna seguiva l'entità suggerendogli cosciamente che fuori dal comando DCA, la donna aveva parcheggiato la sua auto e lei era l'unica, che avrebbe potuto far aprire le porte, anche solo per un attimo, per garantire una fuga, perchè il DCA non aveva autorità sull'Ufficio della Semantica. [...]

Arrivarono davanti all'uscita, un plotone di sicurezza appena vide l'entità dorata, puntò tutte le armi da fuoco, Anita fu presa da una forza di volontà che la dominava e la comandava come un pupazzo, imbarazzata ma impotente a reagire, la donna si pose davanti alle guardie e disse -Sono dell'Ufficio Studi della Semantica, ho il pass di classe A, l'entità é sotto la mia custodia, lo sto portando fuori!-

-Il dottor Wisdom ha detto di non far uscire nessuno!- rispose il caposquadra.

-Io non dipendo dal dottor Wisdom- disse Anita, la quale gettò oltre la squadra la propria borsetta, la porta rimase chiusa ma il sensore di movimento ebbe impercettibilmente a far muovere le due porte, per un attimo comparve un sottile filamento d'aria, Chris Johnson si mosse, sparendo sotto gli occhi delle guardie, filtrando via da quell'impercettibile e sottilissimo varco.

Anita rimase come ipnotizzata, immobile, in silenzio, la donna iniziava a riacquistare il controllo di se. Buon Dio, che cosa aveva fatto?!. La bestia s'era presa gioco di lei, l'aveva sedotta e magnetizzata e poi l'aveva usata, per i suoi scopi, per aprirgli una via di fuga!.

___________

-E' andato via, probabilmente sarà a milioni di chilometri da quì- disse Baines.

-Ma dove diavolo potrà mai andare?!- chiese Wisdom

-Se ne starà sotto un albero fermo ed immobile e poi con un balzo istantaneo assorbirà gli esseri umani che passano, oppure sedurrà tutte le donne che vuole, soggiogandole, per potersi creare una via di fuga. E' evidente che sa di essere sessualmente irresistebile per il sesso femminile e di questo se ne avvantaggia - disse sarcastico Baines, mentre guardava Anita.

-Lo prenderemo, ho lanciato un allarme a tutti i distretti, forze militari, polizia locale, tutta l'agenzia DCA è impegnata in questa caccia!- disse Wisdom

-Anita, non ti devi sentire incolpa, sei stata soltanto una delle molte altre donne, che ha già probabilmente sedotto. Ti ha usata per poter fuggire dalla struttura, in cui era stato intrappolato- disse Baines.

-Ma se sono rimasta incinta, adesso genererò un mutante della stessa specie?! Oppure sarà un mutante che sarà mutato rispetto alle capacità dell'uomo dorato?!- chiese Anita, mentre si mise le mani sul volto.

-Forse le sue caratteristiche mutanti sono solo recessive, quindi dovremo solo impedire che la prole nata dalle donne che sono state sedotte ed abbandonate, non abbiano a figliare, per evitare che possano creare mutanti come l'uomo dorato!- disse Wisdom

- Non ci scommetterei un penny bucato- disse Baines preoccupato -Scommetto che invece il suo DNA sia dominante, per cui anche se Anita abortisse, non potremmo mai sapere, quante donne l'uomo dorato ne abbia già sedotte, moltiplicando la sua genia. Di una cosa sono abbastanza sicuro: il genere umano, nel futuro, non sarà come noi siamo adesso!-

☆ Audio libri di Fantascienza - Audiobook di SciFi

IF Worlds of SciFi JDAB


Basi UFO aliene su Kapteyn

 Podcasting tra Scienza e Fantascienza ed Ufologia Razionale

Come potrebbero essere delle basi UFO aliene su Kapteyn?!

mercoledì 24 marzo 2021

Il controllo climatico fu predetto nel 1930 da Air Wonder Stories

Su Air Wonder Stories del gennaio 1930 fu pubblicato il racconto di fantascienza -The storm buster- edito da Ed Earl Repp in cui s'immaginava che un aereo fosse stato dotato di una tecnologia speciale, per interdire le basse pressioni di trasformarsi in tempesta. 

E' de facto, la prima concettualizzazione d'ingegneria climatica e controllo del clima, che però solo dal 1960s circa, iniziarono ad aversi modeste applicazioni pratiche, come lanciare con aerei sostanze chimiche di vario genere, per indurre la condensazione dell'umidità in alta quota e poi causare la pioggia!.

lunedì 22 marzo 2021

L'Uomo dorato - Philip K. Dick - IF worlds of Science Fiction del Aprile 1954 - parte 3


La camera di sicurezza fu chiusa, un pesante rumore metallico sigillò l'entrata, la figura gialla era silenziosa ed immobile, la stanza era molto alta, interamente in cemento armato, illuminata da molte luci bianche di colore freddo, il soffito aveva una piccola botola di vetro blindato, da cui si poteva controllare cosa avvenisse, nella grossa camera di sicurezza a forma di silos.

-Avete scoperto qualcosa?!- chiese Baines

-Non molto, per adesso- rispose Wisdom

-Potrebbe essere simile a quelli trovati a Tunisi?!- chiese Baines.

-Forse!, vederemo!. Quelli trovati a Tunisi erano dei camaleonti, assumevano la forma delle persone che assorbivamo, servivano 40 persone uccise ed assorbite, per sfamare il loro appetito- disse Wisdom.

-Abbiamo fatto il lavaggio del cervello a tutta la famiglia Johnson , nessuno ricorderà mai d'averci visto, nessuno sospetterò d'aver avuto un terzo figlio, nessuno mai avrà il ricordo d'aver visto questo essere d'oro, alto come una statua romana!- disse Baines.

-Abbiamo fatto la scansione celebrale all'entità, i computer stanno elaborando i dati, ma é presto per cavarne qualcosa sulle sue capacità. Forse sarebbe utile tenerlo in vita, un po' più di 48 ore, per avere più tempo per studiarlo meglio ed a fondo- disse Wisdom, mentre si grattava con una mano i suoi pochi capelli ricci rossi, mentre fumava un grosso sigaro.

-No!, terminatelo dopo 48 ore!- rispose duramente Baines, che poi aggiunse -Questa cosa ha vissuto 18 anni con i Johnson, non c'hanno capito niente, non sanno niente di lui, e lui non ha mai detto una parola!., voglio che voi spariate a questa cosa, dopo 48 ore!. Sia che c'abbiate capito qualcosa sui suoi poteri, sia che non c'abbiate capito niente!- [...]

-Io so cose molto interessanti- sussurrò Wisdom che andando alla console di lavoro, alzò la sicura e premette il pulsante di sparo. L'entità si mosse alla velocità della luce, in un altro angolo della stanza, evitando il proiettile che lo avrebbe colpito in testa. Questo fu quello che mostrò il filmato delle multiple telecamere, rallentate del 50%.

-Buon Dio! com'é possibile!- esordì Baines.

-E' come se questa cosa avesse saputo dove e quando il proiettile lo avrebbe colpito e s'è mosso in anticipo, alla velocità della luce. Io non ho pensato di fare, quello che volevo fare, prima d'andare alla postazione a premere il pulsante di fuoco. L'entità non può essere telepatica, a meno che non lo sia a livello inconscio. E comunque, non avrebbe potuto eludere il proiettile, perchè la traiettoria di fuoco é selezionata in modo casuale tra i molti fori d'uscita dei proiettili!. Sarà interessante studiare quest'essere!- concluse Wisdom in un largo sorriso.

-Ricordati, avete solo 48 ore!- disse Baines che contrasse la mascella nervosamente.
_____________
[...] Anita Ferris era la fidanzata di Tom Collins Baines, Anita era bionda, occhi azzurri, una donna matura, molto ben vestita, coordinatrice dell'Agenzia Federale della Semantica, seduti sul divano di casa di Anita, con un sottofondo musicale leggero, mentre sulle pareti si muovevano danzando a ritmo di musica classica, complesse formula matematiche.

-Ne hai uno nuovo?!- chiese Anita.

-- disse Baines - Non ha l'abilità di modificare energia in materia, non ha capacità telecinetiche, ma ha la capacità di predire ma non controllare il futuro. Disaggrega le proprie molecole istantaneamente e si muove nello spazio tempo alla velocità della luce. Di questi cosi, ne abbiamo già studiati 88, in 60 anni, questo non farà poi così molta differenza-.

-Forse state andando nella direzione sbagliata, assumete che queste cose siano maligne, ma non é detto, forse potrebbero avere dei poteri, che potrebbero aiutare il genere umano. Dopo tutto, osservando l'evoluzione umana, dalla scimmia ai vari ominidi, Neanderthal, Cro Magnum, Sapiens, le capacità umane quanto la forma umana é mutata nel tempo- disse Anita.

-Questi cosi si nutrono ed assorbono esseri umani!. Questi mutanti, sono in competizione con noi. Prima o poi, se li lasciamo stare, finiranno per soggiogare l'umanità!. Forza!, vieni a vedere con i tuoi occhi, cosa diavolo ha scoperto Wisdom su quella cosa!- disse Baines.

[...] Nel laboratorio era stato installato un piccolo e compatto acceleratore di particelle, sarebbero uscite casualmente da uno dei numerosi tubi che erano sopra la testa dell'entità. L'esperimento verteva se e quanto a lungo, l'uomo dorato avrebbe evitato i mini proiettili sparati casualmente contro di lui, alla velocità della luce.

Anita sbirciò dalla finestra e disse -Mio dio! sembra una statua di un dio! é tutto dorato, é bellissimo!-

-E' troppo piccolo per te- rise sarcastico Baines che disse -Ha solo 18 anni-

-Non potete ucciderlo!- disse Anita, che sembrava come ammaliata dalla bellezza dell'essere gigante tutto dorato.

-Non lo stiamo uccidendo, però ci stiamo provando- rise sarcastico Baines.
Uscì una particella supermassiva alla velocità della luce, l'entità riuscì a spostarsi un attimo prima, cambiando istantaneamente posizione, all'interno della cella.

-Basta! é orribile quello che state facendo!- urlò Anita, -Fermativi è una cosa da barbari!, prima o poi l'ammazzerete!-

L'esperimento continuò per vari minuti, Chris Johnson riuscì ad evitare tutti i mini proiettili super accelerati. 

-Non é telepatico, non può sapere dove il proiettile super accelerato arriverà, non ci sono pattern ripetuti, ma solo casuali!. Eppure é capace di predire il futuro oppure di calcolare istantaneamente la disposizione atomica dell'acceleratore. E' molto al di fuori, di qualsiasi altro che ne abbiamo studiato!. E' pericoloso!, va terminato subito!- disse Baines [...]

Anita disse -No! non puoi farlo, é orribile!-

Appena s'aprì la porta del silos di cemento, un pingue numero di uomini armati stavano per entrare, ma vi fu una piccola fessura tra la porta e gli uomini, bastarono a permettere la fuga a Chris Johnson, il quale letteralmente scomparve sotto gli occhi dei presenti.[...]

-Catturatelo, ed isolate subito il complesso!- disse Baines.

-Se c'è un'uscita, sicuramente quell'essere la troverà e fuggirà- disse Anita con tono sollevato.

-Non importa!, l'abbiamo catturato una volta, lo riprenderemo un'altra volta!- rispose irato Baines.
nello stesso istante, un vento giallo e rapido come un fulmine apparve e poi scomparve nel corridoio. Chris Johnson stava cercando un'uscita dal complesso, prima o poi l'avrebbe trovata, perchè le feritoie d'aria per il ricambio dell'aria non erano state bloccate.

Comparve un robottino, portava i dati dell'analisi dei supercomputer sull'uomo dorato. L'entità non aveva lobo frontale, l'entità non poteva pensare, era più o meno come un animale e non poteva essere capace di pensieri complessi. Poteva però predirre esattamente il futuro a poca distanza temporale, quindi in modo istintivo, riusciva a disaggregare le proprie cellule e dislocarsi alla velocità della luce, in un altro posto, purché lo avesse potuto vedere un attimo prima.

Wisdom disse appoggiando il rapporto automatico sulla scrivania -Quella cosa non é umana come noi, non é superiore a noi, semplicemente é una cosa non umana!-

>> L'uomo dorato - Philip K. Dick - parte 4

venerdì 19 marzo 2021

Terminator nasce nel Marzo del 1956 su Amazing Stories

C'è poco da discutere, il concetto di Terminator nasce in prima pagina su Amazing Stories nel Marzo del 1956 a corredo del racconto di fantascienza "The iron virgin" scritto da C.H.Thames. Un robot d'acciaio, su tessuto umano: si riconosce, persino la pupilla rossa ad infrarossi, del robot. L'unica differenza con il noto Terminator proposto da Hollywood negli anni ottanta, è che il vero primo Terminator, nato nel 1956 nella fantascienza, era una donna".


mercoledì 17 marzo 2021

L'Uomo dorato - Philip K. Dick - IF worlds of Science Fiction del Aprile 1954 - parte 2

<< L'uomo dorato - Philip K. Dick - parte 1

-Salve gente! forse qualcuno di voi mi potrebbe aiutare?- disse l'uomo di mezza età, vestito di blu, che era uscito dalla Buick del 1978.

-Che cosa vuole?!- domandò Nat Johnson mentre scrutava con la coda dell'occhio, l'uomo che lasciando l'auto, si stava avvicinando lentamente alla staccionata.

Jean smise di giocare, era paonazza e respirava ansiosamente, mentre Dave era senza espressione, ma il volto gli si stava colorando di tutte le sfumature di rosso.

-Mi chiamo Baines, George Baines, forse avete sentito parlare della Pacific Development Corporation, una società che produce piccole case bombate, ne sono state installate molte lungo la super strada di Lafayette- mentre l'uomo porse la mano destra, in segno di saluto, che però fu totalmente ignorata da Nat Johnson, il quale tornò a chiedere in modo lapidario e freddo -Che cosa vuole?!-

-Ho comprato vari terreni da queste parti, ma che io sia dannato se riesco a trovare i posti che ho comprato, non sono pratico di queste parti. Secondo l'ufficio del Registro delle Proprietà della Contea, le mie terre dovrebbero essere lungo la statale. Ma forse mi sono perso o comunque non sono capace a leggere le mappe.-

-Non ci sono  terreni in vendita da queste parti, ci sono solo fattorie - rispose Dave.

-Non farti una strana idea, io ho comprato solo una fattoria da queste parti, é per me e per la mia famiglia, voglio venire a vivere quì, la fattoria ha circa venti ettari, con un pozzo e vari alberi- rise Baines

-Mi faccia vedere i fogli- disse Nat Johnson che poi aggiunse -La sua fattoria è a circa 50 miglia da quì!-

-Sta scherzando?! a 50 miglia?!- esordì Baines -ma l'impiegato m'aveva detto invece che...-

Nat Johnson incominciò a diventare sospettoso -Senta!, io non so cosa sia venuto a fare quì, non so cosa voglia, ma io voglio che esca subito dalla mia proprietà!- poi impugnò un tubo di ferro che era vicino alla staccionata.

-Nessuna offesa mister, me ne vado subito!, si calmi, non c'è nessun problema!- disse Baines che poi aggiunse -Per cortesia, potrebbe indicarmi dove posso fare almeno pipì?! Ho guidato 5 ore nella mia auto, con questo sole e caldo soffocante!. Inoltre, se per cortesia mi potesse vendere un bicchiere d'acqua fresca, sarei lieto di pagagliela!-

Nat Johnson contrasse la mascella, rimase in silenzio poi disse -Dave, accompagna il signore al gabinetto e poi dagli un bicchiere d'acqua-. [...]

Baines seguì il giovane Dave, che entrando in casa disse -Mamma!, Mamma, c'è quì uno straniero, babbo ha detto che può usare il nostro bagno e può avere un bicchiere d'acqua fresca!-. 

Mentre il ragazzo accompagnò Baines in corridoio verso il bagno, Baines allungò gli occhi in casa, sbirciando nel corridoio, nel salotto nella cucina. La finestra del bagno dava sul retro, dove c'era un vecchio pick up e delle vecchie gomme abbandonate nell'aia. Uscendo dal bagno, Baines ringraziò, poi fu accompagnato in cucina, dove la madre si muoveva lenta e gli porse un grosso bicchiere d'acqua, con della fresca condensa che si formò sullo strato esterno del bicchiere.

-Grazie!- disse Baines, che ne bevve avidamente poi voltandosi, vide che dietro le sue spalle c'era Nat Johnson che impugnava il grosso tubo di metallo e gli disse -Ok!, adesso hai avuto tutto quello che volevi, fuori dalle palle!-.

Baines estrasse dalla tasca un dispensatore d'energia e di potenza, un'intensa luce rosa lo colpi, per un attimo Baines si sentì come tramortito, lottò per mantenere il controllo e vi riuscì, tutto intorno a lui era come se fosse buio, il grande scudo energetico lo potenziava e lo proteggeva. Si diresse verso Nat Johnson che non aveva alcuno scudo, i due si trovarono istantaneamente fuori dalla casa, Baines disarmò Johnson e gli disse -Sei in arresto!, chiama la famiglia in giardino!-

Nat Johnson riuscì a malapena a sussurrare -Lei é un DCA-

Baines non rispose, premette un piccolo pulsante del suo orologio, all'orizzonte spuntarono istantaneamente alcuni piccoli oggetti di metallo, che rapidamente approcciarono alla fattoria di Johnson. 

I mezzi atterrarono silenziosi nell'aia, ne spuntarono militari armati sino ai denti con la mimetica della Polizia Governativa Civile. Baines disse loro -Non é quì!-.

L'altro agente di polizia disse -E' stato visto allontanarsi, ancora prima che tu arrivassi quì, ma abbiamo circondato tutta l'area, non può andare da nessuna parte!-

Baines annuì poi chiese a Nat Johson -Come faceva a sapere che noi saremmo arrivati?!-

-Non lo so, però lo sapeva- rispose Johnson.

-E' telepatico?!- chiese Baines

-Non lo so- rispose Johnson.

-Non importa, non può andare da nessuna parte, e non può rimare nascosto molto a lungo, prima o poi lo beccheremo- disse laconico Baines.

-E poi lo volete studiare e poi uccidere?!- chiese Johnson

-Dipende dagli esami di laboratorio, e da cosa può predirre, vedremo- disse Baines.

La famiglia di Johnson era nel frattempo uscita dalla casa, Jean mentre piangeva disse a Baines -Lui non può parlare, non lo ha mai fatto!,  sono 18 anni che non parla con noi!, mangia, e vive con noi, ma non comunica con noi, ci ignora. Ogni tanto sparisce e va via, ma noi non sappiamo dove vada o cosa faccia. Dorme da solo nel granaio, é veramente giallo come l'oro, dai capelli ai piedi!. E' bello come un angelo sceso dal cielo. Voi non sapete di cosa é capace di fare, fa cose molto al di là della nostra comprensione-

Baines contrasse la mascella e disse -Voi non avete mai visto tutta l'Agenzia dispiegata per ragioni di sicurezza nazionale, abbiamo tantissime squadre che stanno arrivando in quest'area, ed abbiamo 60 anni d'esperienza in queste cose. Se riuscisse a scapparci, sarebbe la prima volta in 60 anni!- [...]

All'improvviso comparve Cris, era tutto giallo come una statua, immobile e pacifico, sembrava essere comparso dal nulla, quasi come se avesse voluto consegnarsi, per evitare rischi ai Johnson, mentre Jean urlò spaventata -Cris!, perché sei tornato quì?!-

-Ce lo avete?!- chiese Baines

-Tutto ok!- risposte il caposquadra che assieme al numeroso team di Polizia Governativa Civile che aveva circondato Cris, il quale svettava come un'enorme statua gialla e sembravano contornato da piccoli nani.

-Va bene!, é tutto Ok!- disse Baines che fece un passo indietro, contraendo la mascella -Portatelo subito via di quì!, lo voglio in sicurezza, dentro al nostro  laboratorio!-

Poi Baines si rivolse a Jean e sussurrò astioso -Com'é che hai detto?! Un dio sceso sulla Terra?! E' davvero tosto, non ne abbiamo mai preso uno così, ma scopriremo presto, che diavolo é capace di fare!-

domenica 14 marzo 2021

Imparare a scrivere racconti da Asimov, Ballard, Bradbury, Clarke, Dick, Matheson, Wyndham

In questa lunga bloggata (progressiva) che si allargherà nutrendosi dei racconti di IF Worlds of Science Fiction, commenteremo rapidamente i vari racconti di fantascienza, proposti dai blasonati autori moderni di SciFi: Asimov, Ballard, Bradbury, Clarke, Dick, Matheson, Wyndham tramite casi studio specifici. Saranno rapidamente posti a confronto fabula, intreccio, format, cercando d'enuclearne li schemi di pensiero, svelarne lo stile di scrittura, ed imparando i segreti del successo della loro scrittura creativa!.


ASIMOV I.

...

BALLARD J.G.

...

BRADBURY R.

...

CLARKE A.C.

...

DICK P.K.

Il Teschio - The Skull - 1952 - Worlds of IF

  • Fabula: permutazione di Mercier del viaggio del tempo, declinato nel remake viaggio del passato, con presenza di paradossi (1934 Amazing Stories The Time Tragedy). Intreccio lineare, con un "colpo di scena" incentrato sul paradosso temporale.
  • Narratore esterno onniscente invisibile. Il tentativo di costruire empatia con il personaggio principale è scarso, c'è però la curiosità di vedere come finisce la caccia svolta dal personaggio principale, con piccoli indizi disseminati nel racconto, che possono suggerire al lettore l'esito. La chiusura non è logicamente eccezionale (ne ho dovuto riadattare un pezzo di fabula, nella traduzione, perchè lo spiegone nel discorso indiretto libero era logicamente incoerente)
  • Format:  é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, tanto da essere un vero e proprio libro. Ci sono pochi elementi di BlackBox tecnologica, manca l'infodump per dare coerenza alla fabula: è de facto fantascienza lontana quasi fantasy e non Hard Scifi..

Il problema con le bolle - The bubbles trouble - 1953 - Worlds of IF

  • Fabula: Intreccio lineare centrato sui micro-mondi nella dimensione sub-atomica (remake di Amazing Stories del 1929 che ipotizzò vita nella dimensione sub-atomica) programmabile e personalizzabile da ogni persona, tali oggetti diventano un succedaneo dei rapporti tra umanità/culture aliene. Intreccio lineare, il "colpo di scena" della fabula è una ripetizione del pattern di comportamento: ciò che facevano gli umani ai mondi virtuali, lo ripeteranno li alieni agli umani.
  • Narratore esterno onniscente invisibile. Zero empatia con i personaggi principali che puzzano di whiskey e sono un po' troppo alcolizzati :-)
  • Format:  é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, ha descrizioni un po' prolisse che ho dovuto cuttare nella traduzione, ci sono parti noiose nell'intreccio che si ripetono e che sono stato costretto a sintetizzare. Ci sono elementi di BlackBox tecnologica, ma manca l'aspetto dell'infodump di Hard SciFi, è etichettabile come fantascienza lontana quasi Fantasy.
  • ELEMENTO DI MISTERO: per un osservatore del XXI°secolo vi sono vari indizi nel testo, che suggerirebbero che Dick potrebbe essersi ispirato al videogame Pacman, declinando il videogioco in un racconto di SciFi. E' però impossibile, dato che il racconto fu pubblicato da Dick nel 1953 ossia 24 anni prima dell'avvento dell'elettronica di consumo quanto di Pacman (1980).

L'uomo dorato - The golden man - 1954 - Worlds of IF

  • Fabula: Intreccio lineare con vampiri o demoni (1932) ed esseri giganti (1926) tutti immaginati come esseri mutanti (1898) in lotta con esseri umani. La fabula è centrata sull'uomo dorato, un mutante gigante che è uno dei tanti mutanti che compaiono sulla terra da 60 anni, é un predatore che si nutre di esseri umani assorbendoli. Agenti federali (protogenesi dei MiB-Man In Black) danno la caccia ai mutanti per difendere gli esseri umani dall'estinzione. Intreccio lineare, il "colpo di scena" della fabula, è la capacità dell'uomo dorato di sedurre sessualmente tutte le donne che incontrava, per aspergere in modo irresponsabile la sua progenie come un animale. 
  • Narratore esterno non onniscente invisibile. Zero empatia con i personaggi principali, ambientazione da X-Files, in alcune parti gli spiegoni sono doppiamente ripetuti, il ritmo della fabula muta in soporifero, anche con dialoghi inutilmente lunghi. Ad un lettore attento, l'intreccio dell'Uomo dorato, appare incoerente in varie parti, come se la fabula fosse stata composta, appiccicando 4 sequenze, relative a 3 fabule totalmente diverse tra loro!. Nel complesso sono IMHO molto belli i dialoghi dei vari personaggi, che anche se talvolta un po' prolissi e lenti, scorrono piuttosto bene suggerendo un film mentale in divenire, nella mente del lettore.
  • Format:  é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, de facto un libro. Ha descrizioni talvolta un po' prolisse (che ho dovuto cuttare nella traduzione), ci sono rallentamenti e parti noiose nell'intreccio (con dialoghi e spiegoni e discorsi indiretti liberi, che si ripetono) essendo inutili al proseguimento della fabula, (sono stato costretto a sintetizzarle). Come aspetto tecnologico di Hard SciFi, ci sono sporadiche aperture all'Hard SciFi (fanta evoluzione darwiniana, dispositivi di ricerca, piccoli aspetti di neuroscienza), il racconto è etichettabile come fantascienza lontana. quasi Fantasy.
  • ELEMENTO DI GENESI UFOLOGICA: Gli agenti del governo DCA dotati di tecnologia a potenziamento energetico, rappresentano la nascita ufficiale dei MiB-Men In Black, di cui l'editoria (f)uffalogica si nutrirà per decenni!.

Autore Preminente - Prominent Author - 1954 - Worlds of IF
  • Fabula: Il primo veicolo robotico biposto fu immaginato nel settembre del 1942 proprio per affrontare il problema delle code e del traffico urbano, il viaggio nel tempo é un tema che nacque nei precursori di SciFi con Mercier, il tema della retro-azione fu introdotto nel 1934 Amazing Stories The Time Tragedy, mentre esseri umani piccoli come lillipuziani furono permutati dai viaggi di Gulliver di Swift. La fabula di Dick prende un problema pratico e comune del 1950s-1960s (le file di auto dei pendolari da periferia a città e ritorno), mescola tutti i temi di cui sopra, ed infine Dick estrae un racconto di fantascienza dall'odore quasi religioso, che sta nel solco del Il Teschio. 
  • Narratore esterno non onniscente, un piccolo flash forward iniziale, accenna per sommi capi a tutta la fabula che si disvela in un intreccio lineare senza l'uso di particolari tecniche letterarie. Dick introduce un "colpo di scena" della fabula: il protagonista é in parte l'autore della Sacra Bibbia, i viaggi (effettuati per ragioni pratiche) nel continuum spaziotemporale hanno influito e retroagito con il fenomeno del culto del cargo, sugli uomini del passato. Ad un lettore attento, l'intreccio appare un po' incoerente: non si capisce come i lillipuziani (in realtà antichi ebrei) siano riusciti a permeare nella IV°dimensione e perché l'autore sia un essere umano gigantesco. Nel complesso sono IMHO molto belli i dialoghi dei vari personaggi, talvolta però un po' prolissi e rallentano il ritmo, diventando anche soporiferi, talché li ho dovuti cuttare e/o sintetizzare.
  • Format:  é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, de facto un libro. Ha descrizioni talvolta un po' troppo prolisse (che ho dovuto cuttare nella traduzione), ci sono spesso rallentamenti e parti noiose nell'intreccio che sono inutili al proseguimento della fabula (sono stato costretto a sintetizzarle o tagliarle del tutto). Come aspetto tecnologico di Hard SciFi, ci sono sporadiche aperture all'Hard SciFi con tecnologia Black Box. In varie parti ne ho dovuto tecnologizzare il contenuto, sostituendo i vetusti registratori a nastro con email e file audio ed uso delle Rete Internet e del computer. Il racconto è etichettabile IMHO come fantascienza lontana, quasi Fantasy.
  • ELEMENTO DI PARZIALE MISTERO: per un osservatore del XXI°secolo vi sono vari indizi nel testo, che suggerirebbero che Dick quanto l'illustratore di Worlds of IF, potrebbero essere entrati in contatto con Rod Serling, molti indizi nel racconto rinviano alla sigla di apertura di Twilight Zone, che però comparirà solo nel 1959 ossia 5 anni dopo questo racconto di Dick. Molto probabilmente fu Rod Serling che ebbe a prendere spunto da alcuni elementi scenografici dal racconto di  Dick (pubblicato su IF nel 1954), per introdurre elementi scenografici tipici dell'opening del format "Twilight Zone".
Pezzo da Esposizione - Exhibit Piece - World of if 1954
  • Fabula: permutazione di Mercier del viaggio del tempo, declinato nell'ennesio remake del viaggio del passato, mescolato con elementi di psicosi & schizzofrenia in salsa di SciFi (Subconscious - J.R.Fearn 1936) e con una pingue dose di 1984 di Orwell (1948). Dick mescola sapientemente gli ingredienti, sforna un racconto distopico per il 1954, mettendo al centro la paura che la guerra fredda potesse deflagrare in una guerra atomica vinta dai sovietici.
  • Intreccio lineare, con un "colpo di scena" incentrato sulla WWIII tra USA contro URSS con la vincita dell'URSS. Il motore del racconto nei confronti del lettore, é la curiosità del contesto onirico e surreale dal colore schizzofrenico, molto ben dipinto da Dick. Non si capisce quale sia la realtà della fabula e la curiosità spinge il lettore a leggere il racconto, per sapere l'esito finale. Narratore esterno onniscente invisibile. Il racconto ha descrizioni un po' prolisse (che ho dovuto cuttare nella traduzione), ci sono anche cospicui rallentamenti e parti noiose nell'intreccio, con dialoghi che si ripetono e sono obbiettivamente inutili al proseguimento della fabula (sono stato costretto a sintetizzarle). 
  • Format:  é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, tanto da essere un vero e proprio libro. Ci sono pochi elementi di BlackBox tecnologica, manca totalmente l'infodump per dare coerenza alla fabula: la fabula nata come distopia di SciFi é stata trasformat dal tempo in Ucronia di SciFi.
  • Scopiazzature: ci sono spunti della fabula di Dick che riportano a Fahrenheit 451 (1966) e che fanno pensare che Ray Bradbury abbia prelevato qualche suggestione, da questo racconto di Dick 
Progenia - Progeny - Worlds of IF 1954
  • Fabula: Un bel racconto di fantascienza triste e dal colore NEW WAVE quello che Dick plasma in questo bel testo, che IMHO é il più bel racconto di Dick, che sino ad adesso ho tradotto da Worlds of IF. Il tema centrale é tipicamente NEW WAVE: il difficile rapporto tra genitori divorziati e che lavorano e non hanno tempo per crescere i i figli, i figli stessi che finiscono abbandonati in un Collegio d'alto rango. Questa questione, viene rimaneggiata da Dick mescolandolo con il classico tema di SciFi dei Robot (1890) ma Dick innova la fabula classica di SciFi. Invece di clonare il plot classico dell'umanizzazione dei ROBOT come fece l'autore E.Binder - I Robot - (1939) Dick PEMUTA la tematica: Dick si focalizza sui robot, come macchine fredde e poco empatiche (i robot probabilmente sono la metafora, dei freddi docenti ed educatori britannici dei collegi per gente ricca)
  • Narratore esterno onniscente invisibile. I dialoghi e le descrizioni in Dick sono sempre un po' troppo lunghi con troppe divagazioni e rallentamenti, rispetto alla necessità di far progredire la fabula. Ma nel complesso in questo racconto (anche se i dialoghi sono un po' troppo lunghi e causano rallentamenti) sono comunque dialoghi sempre ben costruiti e molto naturali (forse troppo naturali per le esigenze narrative). La chiusura del racconto é triste e spietata, non la s'intuisce se non in fondo alla storia, in cui la II°generazione ripudia le origini ed "il padre self made man" della cultura americana.
  • Format:  é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, tanto da essere un vero e proprio libro. Ci sono sporadici elementi di BlackBox tecnologica, c'é anche un po' d'infodump per dare coerenza tecnologica alla fabula, é a mio avviso Hard Scifi e non Fantasy questo racconto di SciFi.


MATHESON R.
...

WYNDHAM J.

Chocky -  Chocky - 1963 - Amazing Stories

  • Fabula: Il tema dello spiritismo (1936) con possessioni & scrittura automatica, si mescola con l'adduzioni e gli incontri con alieni (1940) viene declinato in fantascienza, come pattern per un incontro benevolo tra un alieno ed un bambino, osservato dal punto di vista dei genitori del 1950s. Intreccio lineare con un'escalation di eventi benevoli. 
  • Narratore interno non onniscente (nell'originale in inglese c'è infodump, si fonde il supernaturale con tecnologia ETH in chiave "black box"). Bella e molto ben gestita, l'empatia con il personaggi principale, in cui il lettore è incentrato nel suo punto di vista del narratore-genitore, l'ansia esplicitata dalla malattia o contatto alieno, si declina nella fabula in una escalation d'eventi che terminano positivamente.
  • Format: é un racconto di SciFi che oggi sarebbe classificato come molto lungo, tanto da essere un vero e proprio libro. Nell'originale ci sono elementi di BlackBox tecnologica e in cui lo spiritismo è equiparato ad una forma d'altissima tecnologia (mancandone le basi scientifiche, ne ho rimosso gli elementi nella fabula che ne disgregavano l'elemento potenziale di HardSciFi, ne ho mutato il contenuto tecnologico, inserendo nella fabula un'astronave in orbita lagrangiana con nanosonde e protocolli wireless)


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venerdì 12 marzo 2021

Backstage of Thunderbirds are go!

Dei "Thunderbirds are go" (1968) avevo già parlato, ho però trovato un interessante documentario in lingua, che mostra il backstage di Thunderbirds are go.

mercoledì 10 marzo 2021

Diabolik (1968)


Diabolik è un personaggio immaginario dei fumetti, creato nel 1962 da Angela Giussani, che inventò il genere del "fumetto nero" con tirature dal 1962 ad oggi pari a quasi 150 milioni di copie. Ne fu tratto un film nel 1968 diretto Mario Bava, il remake nel 2020 diretto dai Manetti Bros. oltre a verie serie animate ed un vasto merchandising

FREE PDF - Diabolik: la vendetta ha la memoria lunga

Diabolik - fumetto online: Il prigioniero di Porto Azzurro

FREE PDF - La Gazzetta di Clerville Marzo 2011 Anno XVI numero 43

Dove scaricare libri gratis di Diabolik

domenica 7 marzo 2021

L'uomo dorato - Philip K.Dick - IF Worlds of Science Fiction in Aprile 1954 - parte 1

-E' sempre caldo così?!- chiese l'agente commerciale, rivolgendosi a tutti i commensali che erano al tavolino. Un uomo di mezza età grassoccio, con un largo e pacioso sorriso naturale, che indossava una T-shirt bianca ed un cappello di paglia, rispose -Solo in Estate!-.

Nessun altro al tavolo rispose. I due ragazzi di dieci anni, un maschietto ed una femminuccia che erano al tavolo, avevano grandi occhi un po' smarriti e si fissavano l'un l'altra senza dire una parola. Due lavoratori, di stazza robusta, erano piegati sui piatti e mangiavano avidamente la loro porzione di zuppa di piselli. C'era poi un tassista, che silenzioso teneva con due mani una grossa tazza di caffè nero, la sorseggiava lentamente mentre appoggiava i due gomiti sul tavolo. L'uomo d'affari, indossava un elegante vestito blu, sorseggiava invece una tazza di caffé freddo, mentre al tavolo poco distante sedeva la madre dei due bambini. La donna si riposava appoggiata sul tavolo, beveva una tazza di thé, aveva tolto i piedi dalla ciabatte, appoggiando i palmi dei piedi scalzi sul fresco pavimento.

Il commesso viaggiatore prese una sigaretta dal suo pacchetto e chiese -Qual'é il nome di questa città?!-

-Walnut Creek- boffonchiò l'uomo panciuto.

L'agente commerciale estrasse dal suo portafoglio una foto, era ritratta a colori, in penombra, una ragazza nuda, di 35 anni circa, con il volto cancellato, aveva delle grossi ali ossute di pipistrello, ed 8 seni. L'uomo fece girare la foto ai presenti, sul tavolo, chiedendo -Che ve ne pare?! Questa é stata scattata a Denver DCA Camp-  [...] 

Ciascuno dei presenti reagì alla foto in diverso modo: qualcuno la ignorò, altri dissero con tono sarcastico che la ragazza era molto carina, altri ne rimasero un po' sconcertati e restarono in silenzio, mentre l'uomo panciuto chiese -A Denver c'è ancora gente viva?!-.

-Sta scherzando?! Certo che No!- rispose ridendo l'agente commerciale. 

I due bambini di dieci anni, ascoltavano con i grandi occhi spalancati, erano interessati ed incuriositi, forse a loro non era mai stato detto molto di quanto era accaduto negli ultimi tempi!.

L'argomento di Denver, iniziò a sciogliere la lingua a tutti i presenti al tavolo. C'era chi aveva visto in un campo una specie di pipistrello con grandi ali ed una testa molto grande. Qualcuno ne aveva visti di quei cosi, però con due teste in uno stesso corpo, ma tali bestie erano già morti. Altri, dissero che in Germania ne erano stati visti di simili, ma con un grosso becco proprio come un insetto, oltre alla costante d'avere grandi ali ossute come un pipistrello.

-Allora questi esseri provengono dalla Gran Bretagna!-  esordì uno dei commensali, che poi aggiunse - [...] Di questi, ne sono stati visti tanti, nelle miniere, circa 40 anni fà, durante la guerra!. Lo raccontarono i pochi sopravvissuti che riuscirono a venir fuori vivi, da quel feroce campo di battaglia!-. 

Un altro disse che di quella roba, n'era stata trovata una variante in Svezia, ed anche in Australia, ed avevano le capacità telepatiche e tali da poter leggere nella mente!. Altre varianti, ne erano state trovate in Siberia, ma avevano sia delle capacità telepatiche, quanto doti telecinetiche, ossia la capacità di spostare oggetti con la sola forza della mente.

-Sì!, é vero!- commentò l'agente di vendita -lo ricordo anche io, quando ero solo un bambino ed aiutavo mio padre ad aggiustare la nostra casa, che era rimasta danneggiata nella guerra!. La cosa nuova, é che questa foto proviene da San Francisco, é stata scattata appena una settimana fà!-

-Ha grandi occhi neri quest'essere, io non ne ricordo di così grandi!- disse la donna.

-Sì!- rispose l'agente di vendita -Pare che questa, sia la versione notturna, di quelle di vari anni fà [...] ma non ne sono mai state viste, di questo genere da queste parti, é vero?!-

-No!- rispose la donna che s'alzò per andare in cucina, dove sta sfrigolando della roba sul fuoco che stava friggendo. Forse il commento della donna era stato fatto con un tono troppo forte. [...] Si sentirono alcuni rumori fuori, come uno svolazzare di ali. Il tassista s'avvicinò silenzioso alla grossa e pesante tenda, che tappava la finestra. Il tassista sbirciò fuori, ritagliandosi un leggero spiraglio tra le due tende -Non c'è nessuno fuori!- mormorò l'uomo che poi aggiunse -A dirla tutta, una roba come quella della sua foto, se non ricordo male, é stata vista dalle parti della fattoria dei Johnson-. [...]

L'agente di commercio uscì dalla casa, diede una rapida occhiata per aria, poi si diresse spedito verso la sua auto che era parcheggiata da un lato. Era una Buick del 1978 e l'auto era bella piena di bozzi alla carrozzeria, per strada, poco distante c'era un agente della polizia che parlava sotto voce con una ragazza. Il venditore si rivolse all'agente di polizia, chiedendo informazioni stradali, su come avrebbe potuto raggiungere la fattoria dei Johnson. L'uomo vestito di grigio, si qualificò come un avvocato dei Johnson che proveniva da New York e doveva loro portare notizie su un'eredità di un loro parente prossimo.

___________

Nat Johnson era un uomo di 65 anni, denti gialli, una camicia rossa sudicia, jeans altrettanto poco puliti, l'uomo uscì di casa per vedere come giocavano i propri figli. Jean aveva sedici anni, occhi lucenti, gambe forti su un corpo esile, Dave ne aveva quattordici, capelli scuri e denti bianchissimi, stava crescendo forte e sano, entrambi i bambini erano due gemme di cui esserne fieri. I due bambini giocavano per il cortile, tirandosi una palla da baseball, erano osservati da Cris che se ne stava in piedi, zitto, immobile dentro al porcile.

-Vieni Cris!, dai!, vieni a giocare con noi!- disse Jean.

Cris aveva i capelli biondi, aveva sempre parlato poco, non aveva mai giocato con i suoi fratelli in vita sua, se ne stava sempre immerso in un mondo interiore tutto suo, da cui solo raramente ne uscivano poche e laconiche frasi, che erano asciutte e sintetiche, ma sempre molto bene azzeccate, sulla descrizione del mondo che era al di fuori da Cris. [...]

All'improvviso Cris s'avvicinò alle spalle di Jean e ne bloccò la mano. 

La ragazza chiese -Cris!, allora finalmente vuoi giocare con noi?!-

-Non giochi bene- disse laconico Cris, il quale all'improvviso si bloccò, annusò l'aria e ne rimase come assorto, poi lasciò la palla da baseball nelle mani di sua sorella, il ragazzo corse come un lampo nel campo, scavalcò la staccionata e sparì nel campo di mais.

-Che gli ha preso a Cris?! Che cosa ha visto?!- chiese Jean.

-Non lo so- rispose Dave.

-Forse é meglio dire a mamma, che Cris é andato via!, non tornerà per pranzo, e forse nemmeno per prossimi giorni!!- disse con tono triste Jean.

Nat Johnson annuì in silenzio, s'asciugò la pipa, poi disse che se fra due giorni Cris non fosse tornato a casa, avrebbe mandato i suoi due figli a cercarlo.

All'improvviso una Buick del 1978 con la carrozzeria malconcia, spuntò dalla strada, lasciandosi dietro di se, una grossa nuvola di polvere. L'auto si fermò con il motore spento, poco distante dalla fattoria dei Johnson, dall'auto scese un uomo vestito di grigio, s'avvicinò alla casa dei Johnson mostrando un largo sorriso amichevole.

venerdì 5 marzo 2021

Fate

Il magazine di ufologia FATE fu fondato a Lakeville nel Minnesota nella primavera del 1948 dalla Clark Publishing Company, il cofondatore fu Ray Palmer, editore di Amazing Stories, Curtis Fuller era un altro coeditore, che coinvolse Kenneth Arnold nell'avventura editoriale, incoraggiandolo a narrare il suo avvistamento UFO del 1947.
Nel 1955 Curtis Fuller e sua moglie Mary presero il controllo del magazine, perchè Ray Palmer perse interesse nel progetto editoriale. I due coniugi espansero la linea editoriale del magazine, raggiungendo i 100mila abbonamenti alla rivista. I grandi numeri ottenuti dal magazine FATE, sicuramente spinsero l'editore Ray Palmer a provare a replicarne il successo nel 1957, proponendo la testata Flying saucers from other worlds. Nel 1988 il magazine fu venduto alla Llewellyn Publications (che poi divenne Llewellyn Worldwide) e durante questo periodo,la rivista s'occupò anche di eventi strani accaduti nel mondo. Nel 1994 la testata ebbe un restyling di copertina, offrendo ai propri lettori in modo stabile un magazine che era interamente a colori. Nel 2001 il magazine fu acquistato dalla Galde Press Inc, che continuò la tradizionale linea editoriale ufologica, poi 2008 mutò nella sua forma originaria, di bimestrale

martedì 2 marzo 2021

Wakfu

Wakfu è un MMORPG ossia un gioco di ruolo, online, multiplayer, dove immaginare di vivere una vita propria, alternativa, in un contesto fantasy e molto divertente, con della bella grafica 3D

https://store.steampowered.com/app/215080/WAKFU/