lunedì 31 ottobre 2022

Il meccanismo del ricordo - Philip K. Dick


Omaggio IF Worlds of Science Fiction –Luglio 1959- "The recall mechanism" di Philip K. Dick tradotto in italiano in versione PDF in Copyleft(by-nd-nc)


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Il meccanismo del ricordo - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Luglio 1959 (parte 2)

 << Il meccanismo del ricordo - Philip K. Dick (parte 1)

Seduti ad una caffetteria economica per rappresentanti e venditori ambulanti, due uomini parlavano seduti ad un tavolo di fronte all'altro: uno di loro era Paul Sharp, l'altro era mr. Giller. [...]

-Per due anni ci hai fatto ruotare intorno al cratere di Petaluma, adesso ne reclami la terra per una fattoria agricola a produzione industriale, insomma ci hai stancato Sharp!- disse Giller.

-Non credo che nessuno viva vicino al cratere di Petaluma, forse ti riferisci all'area di Sacramento e San Francisco- rispose Sharp.

-No Sharp ti stai sbagliando!, non te ne puoi andar via così! lasciandoci così! Tu sei un nostro lobbista!- disse Giller.

-Voi non capite! non potete continuare a vivere là!. I report scientifici sono chiari, é zona pericolosa!- disse Sharp.

-Ok! Sharp, allora prenderemo un areeo ed andremo a Petaluma, te parlerai con la tua gente, e ci spiegherai tutto!-

In pieno trance, Sharp prese l'agenda dal taschino e come se stesse parlando con Giller, sfogliò l'agenda per fissare un appuntamento. Un appuntamento nel futuro!

Il dottor Humphreys osservò tutto dalla sua sedia, non c'era ombra di dubbio, il trauma scatenante della fobia del suo paziente era un evento non ancora accaduto: era un evento posto nel futuro!.

Il dottor Humphreys chiuse la seduta e dopo aver fatto uscire dall'ipnosi Paul Sharp disse -Signor Sharp, l'aspetto domani nel mio studio, troveremo il nodo di questa matassa, dato che il suo evento scatenante é un evento futuro. Non é una cosa facile per me, ma proverò ad aiutarla. Venga domani nel primo pomeriggio nel mio studio!-

-Va bene- disse con voce sollevata Paul Sharp, che riuscì ad alzarsi dalla poltrona ed a camminare, uscendo con le proprie gambe dallo studio.

Il dottor Humphreys afferrò l'agenda telefonica, poi prese il telefono e chiamò il professor Kirby, quello che curava la squadra speciale dell'Agenzia Federale.

-Professor Kirby, sono il dottor Humphreys, l'ho chiamata per informarla del fatto che un mio paziente é molto probabilmente un precog,ha certamente delle doti di precognizione su un certo evento che dovrebbe accadere nel futuro

-Capisco. Dove?!- chiese il professor Kirby.

-Nella contea di Petaluma e Sonoma, quando a nord di San Francisco-

-Non é una cosa nuova, quell'area é una miniera d'oro di precog, ne abbiano arruolati molti nell'agenzia proprio da quell'area. Qual'è la data di nascita del suo paziente?!- chiese il professor Kirby.

-Mmmhhh... beh! ecco la carta d'identità non me l'ha mostrata, ma nella seduta ha detto che aveva 6 anni quando scoppiò la guerra USA contro URSS- disse il dottor Humphreys.

-Ah! beh! allora non ha assorbito una dose sufficiente per poter sviluppare doti di precognizione piena. Non sarà mai un precog come quelli che già abbiamo in Agenzia!. Ce ne sono a centinaia di precog latenti, ma sono doti non valutabili in quanto con poteri incompleti.- disse il professor Kirby.

-L'uomo ha probabilmente pochi mesi di vita residua rispetto al suo evento precognizzato. E' da quando aveva 6 anni che il mio paziente ha continui e ripetuti avvertimenti su questo evento futuro. Sono sempre gli stessi segnali che gli hanno causato persino una fobia. Non é conscio razionalmente dell'evento futuro. Ne ha solo una vaga idea a livello incoscio.- disse il dottor Humphreys.

-Capisco- disse il professor Kirby che concluse la telefonata dicendo -Date le circostanze, queste cose possono essere sistemate. Comunque anche se lui sapesse veramente, non potrebbe cambiare il suo destino -

___________

Il dottor Charles Bamberg consulente psichiatrico stava per uscire dal suo studio all'ultimo piano, quando comparve davanti a lui un uomo vestito di scuro che aveva chiesto di parlare con il dottore.

-Ha un appuntamento?!- chiese il dottor Bamberg.

-Veramente no! ma spero di far quattro rapide chiacchere con lei- disse l'uomo.

-Va bene venga!- disse il medico.

-Sa dottore, lei ha lo studio nell'attico, appena vedo lo studio di uno strizzacervelli che é in un attico, ho la pulsione irresistibile di salire sino in cima ed andare a ragionare del mio problema. A proposito mi chiamo Giller - disse l'uomo.

-Interessante- il dottor Bamberg guardò l'orologio da polso e disse -le posso concedere solo 10 minuti, poi se vorrà e se sarà il caso potremo fissare un vero appuntamento per approfondire il suo problema la prossima volta-

-Va bene dottore- disse Giller.

-Ok mister Giller, spari! mi dia qualche indizio per capire che problema accusa- disse il dottor Bamberg mentre in piedi dietro la sua scrivania, aveva estratto dal primo cassetto la propria agenda degli appuntamenti.

-Vede dottore, il punto é che tutte le volte che vedo una scala ho l'irresistibile pulsione di salirle per vedere dove portano. Inoltre mi piace volare, spendo parecchio denaro per prendere l'areo e volare un po' per gli States. Non per fare il turista, ma é che io vado in un posto scendo dall'aereo e poi riparto subito con un nuovo volo, per tornarmene indietro da dove sono partito. Mi piace star per aria, mi piace i tetti dei grattacieli. Inoltre quando sono per aria in un aereo oppure sul tetto di un grattacielo, insomma... ecco... beh! come dire, ho poi una seconda irresistibile pulsione, questa sì! che mi spaventa!- disse Giller che abbassò gli occhi e con le mani roteò il cappello scuro.

-E quale sarebbe?!- chiese il dottor Bamberg che alzò gli occhi dall'agenda ed appoggiò la penna sulla scrivania e poi fissò il paziente che se ne stava seduto in poltrona, davanti alla sua scrivania, con lo sguardo basso.

-Ecco... dottore, io vorrei spingere la gente di sotto!. E' un'idea folle che sino ad oggi ho sempre controllato, ma quando ero piccolo spinsi una ragazzina giù dalle scale, che poi si ruppe una gamba. E da quella volta la pulsione di spinger la gente di sotto dalle scale, dai tetti, dalle vetrate, dai finestrini degli aerei mi si é sempre ripresenta e l'ho sempre controllata!. Però questo pensiero mi spaventa, io non voglio diventar un assassino!. Sino ad oggi, non ho mai fatto del male a nessuno. - disse Giller tutto d'un fiato e con il volto rosso come un peperone.

-Capisco- disse il dottor Bamberg che si sedette sulla propria sedia, il medico pensò che l'ostilità repressa contro le donne e senza pulsioni sessuali, non era una cosa inusuale.

Il dottor Bamberg accese la sua lampada sulla scrivania, tirò le tende del suo attico e puntò la luce della lampada da tavolo sul viso di Giller.








Weird Tales Maggio 1952 -Lei indossò una rosa nera- di Frederick Sanders

Weird Tales del Maggio 1952 - Lei indossò una rosa nera di Frederick Sanders

Dentro la vecchia ed accogliente taverna "il Cavallo Nero" nel villaggio di Firley, c'era un caldo tepore all'interno, era ben illuminata e tutto sembrava apposto. Fuori era una notte buia, fredda, con un bel plenilunio, con della brina fredda che stava invadendo strade, muretti ed alberi e cespugli. Il campanile della piccola chiesa di S. Nicola del piccolo villaggio di Firley stava suonando le ore 9 di sera, della settimana di Natale. 

La piccola taverna del "Cavallo Nero" aveva un grosso salotto intorno ad un accogliente camino, assieme alla sua buona birra, c'erano poi delle assidue presenze che rendevano l'ambiente allettante anche per i vicini dell'altro villaggio. C'era l'assidua cortesia di Mr. Clodd il maestro di scuola, l'anziano Eli Task il più grande agricoltore della zona e diacono, Mr. Downgate l'ingegnere agricolo, il capitano Silver, Josiah Corck gestore dell'unico negozio della zona, completava poi l'allegra brigata Tom Barton un prestante giovanotto venticinquenne già soprannominato Maestro Tom.

Questa storia di Tom Barton (possa la sua anima riposare in pace) aveva l'hobby di coltivar rose, e la sua mania era quella di riuscire a produrre una rosa nera. C'erano centinaia di rose nel suo giardino ed in una serra accanto: rose rosse, bianche, gialle, in cui Tom Barton provava vari incroci con specie diverse, nel tentativo d'ottenere la mitica rosa nera.

Davanti al caminetto a sorseggiare un cicchetto di whyskey oppure una grossa pinta di birra, gli ospiti tradizionali conversavano tra loro, il maestro di scuola Mr. Clood disse con voce impastata e con il fiato alcolico - E' dalla creazione HIC voluta dal buon Dio, sin dall'inizio dei tempi HIC che s'è cercato ovunque senza mai trovarne una HIC, e non se ne troverà mai di Rose Nere, nemmeno se lo volesse Satana!-

Il capitano Silver, disse con un tono di voce meno impastato e con minor puzzo di alcool, perché la sua pinta era ancora piena per tre quarti, che a Firley era da tempo immemore che c'era qualcuno che coltivava rose, cercando di produrre una rosa nera, senza però mai riuscir ad ottenere niente!.

La discussione attorno al caminetto si spostò su un'antica leggenda del luogo, che era nata nel XVI secolo, in cui la bellissima moglie del capo del castello Sir William Dorl, la bella moglie Lady Dorl amava i fiori, in particolar modo le rose, ed era intenta dietro al castello a coltivarle, cercando d'ottenere con vari incroci la mitica rosa nera. Nella notte di natale del lontano 1569 lady Dorl ebbe a concludere una serie di test su un'ultima generazione di rose, ottenendo finalmente una rosa nera. Lady Dorl era così raggiante del suo lavoro, che prese la rosa e corse dal marito, per mostrare il suo risultato ottenuto, ma mentre correva sul terrazzo, inciampò nella lunga gonna, e cadde per le scale rompendosi la testa. Fu trovata dopo varie ore dalla propria servitù, la donna aveva la testa rotta, emorragia celebrale era morta, tenendo in mano la sua rosa nera. Il marito sir William Dorl uscì fuori di testa, impazzito dal dolore, ebbe a costruire una bara tutta nera, e poi tumulò l'amata moglie nel cimitero di famiglia, con un sepolcro tutto nero. Questa cupe e tetra e triste atmosfera, ebbe per lungo tempo a gravare sulla dinastia dei Dorl, anche per la tomba nera che accoglieva le spoglie di Lady Dorl. 

E questo fu il termine della storia del capitano Silver, che poi ornò a sorseggiare la sua pinta di birra.

Gli occhi del giovane Tom Barton s'erano commossi, e disse che se in 445 anni nessuno nel villaggio di Firley era più riuscito a ricreare una rosa nera come aveva fatto Lady Dorl, allora il giovane Barton se non fosse riuscito a ricreare una rosa nera, avrebbe scoperchiato la tomba di Lady Dorl e l'avrebbe baciata, anche per andare a vedere se era vero che c'era una rosa nera nella sua tomba.

Per arginare l'esuberanza del giovane Burton, l'anziano Eli Task disse con voce pastosa e fiato alcolico - Parli di blasfemia mio giovane amico!, HIC con la giovane e precoce morte di Lady Dorl tu troverai solo Satana dentro la sua tomba HIC che se l'é portata via é perché se Dio avesse voluto una rosa nera, il buon Dio l'avrebbe già creata in natura, assieme a quelle rosse, bianche, gialle- [...]

Intanto stava facendosi tardi, e così tutti tornarono alle proprie case, prima che la notte diventasse troppo gelida da camminarci dentro.

Quella notte però Tom Burton non tornò a casa, come invece fecero tutti gli altri frequentatori della locanda del Cavallo Nero.

A casa di Tom Burton non vedendolo ritornare, non si preoccuparono, non era infrequente che Tom non tornasse a casa, ma andasse come ospite a dormire a casa di altri.

Quando però venne mattina e Tom Burton non rientrò alla propria casa per andare a lavoro, allora tutti in famiglia iniziarono a preoccuparsi. Tutto il piccolo villaggio di Firley non esitò un attimo ad aiutare la famiglia Burton nel ritrovar loro figlio. 

Tom Burton fu trovato in tarda mattinata, era vivo, impazzito, incapace di parlare, non aveva più gli stivali e neppure i calzini e nemmeno le mutande di lana, se ne stava fermo e mezzo nudo, zitto dentro l'appezzamento di 10 acri della Honeysucke farm. 

Fu portato in una piccola stanza dell'ospedale psichiatrico poco distante, sperando in un suo recupero. I dottori però dissero che Tom Burton era impazzito, era impazzito perché aveva avuto una sorta di shock naturale. 

Tutti quelli del paesino di Firley passarono il buio pomeriggio sino alla tarda sera, in cerca della giacca, del maglione, della camicia, degli scarponi, dei calzini, di Tom Burton. Tutti gli indumenti mancanti furono trovati ma erano sparsi quà e là tra Plumtree Lane, Forestway road, nei pressi di Bramble Farm, il tutto a circa oltre 2 miglia da dove fu trovato Tom Burton.

Il capitano Silver era molto amico del dr. Stark che lavorava nel sanatorio mentale, ed entrambi ebbero ad occuparsi del caso di Tom Burton, per cercare di capire che cosa fosse accaduto al baldo giovanotto, quanto al loro amico. A differenza degli altri pazienti del sanatorio mentale che erano violenti, Tom Burton era mite ed educato, non riusciva a parlare, gli fu dato carta e penna, per cercare di capire che cosa gli fosse successo.

Per molti giorni i suoi scritti senza un senso, furono raccolti dal dr. Stark e dal capitano Silver, in cerca d'indizi: c'erano scritti urli e frasi senza senso, ma la cosa più ricorrente era la parola "rosa", con dei disegni infantili che potevano far ricordare al disegno di rose. 

Nei suoi scritti Tom Burton scrisse 200 volte la parola "ROSA", 158 volte la parola "NERE", 42 volte la parola "ROSSO SCURO", 30 volte la parola "ROSA" sottolineata, 26 volte "ROSE", oltre 100 disegni assai approssimativi di rose.

Poi un giorno il giovanotto Tom Burton morì per un attacco di cuore, dal sanatorio mentale fu portato via con una bara, dopo una celebrazione religiosa nella chiesa del piccolo villaggio di Firley, il feretro fu tumulato nel cimitero del villaggio, con sopra delle rose.

Dopo la tumulazione, il dr. Stark ed il capitano Silver andarono a visitare la tomba di lady Dorl. I due sospettavano in qualche modo, che ci fosse un qualche tipo di legame che sul momento a loro sfuggiva. Durante il sopralluogo, i due scoprirono che l'enorme porta di pietra che sigillava la tomba era stata spostata. I due conclusero che per spostare l'enorme pietrone, ci sarebbe voluto un toro di giovane, un po' com'era Tom Burton, perché non sarebbe stato facile da spostare l'enorme pietra. C'erano 26 scalini per entrare dentro la tomba, gli scalini a forma di rosa in ferro nero, ed in effetti erano proprio così, come la leggenda raccontava, con la differenza che erano tutti rugginosi e nessuno probabilmente da tempo immemore era passato di lì. [...]

Tuttavia l'ipotesi del dr. Stark e del capitano Silver, fu che Tom Burton si fosse recato al cimitero, avesse spostato la pietra, fosse entrato dentro la tomba dei Dorl, ed avesse poi visto qualcosa che lo ebbe a condurre alla pazzia. [...]

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Tutti i personaggi in questa storia sono immaginari, 

e non sono collegate a nessuna storia reale veramente accaduta

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Mi sta tornando la memoria adesso, invece del buio più nero che ha coperto la mia memoria per lungo tempo. Mi ricordo della grande Luna piena, del freddo pungente, del silenzio del cimitero, ed io che camminavo tra le tombe. [...] Mi fermai davanti alla storica tomba munumentale di Lady Dorl, ma la leggenda della rosa nera era vera?! Smossi l'enorme pietra e scesi illuminato dalla luce della Luna, dentro il sacrario dedicato a Lady Dorl. Tutti i Dorl erano stati sepolti in questo sacrario, trovai infine la tomba di Lady Dorl, dalle cifre sulla tomba era stata stroncata appena a 26 anni di vita. Era vera la leggenda di Lady Dorl che era morta ancora giovane, passai timidamente una mano sulla tomba nera di ferro, quando all'improvviso nel silenzio più completo, comparve la figura femminile di una donna vestita di rosso, con al collo una preziosa collana di perle, la donna teneva in mano una rosa nera.

-Oh! Lady Dorl!- dissi facendo un passo indietro, quasi incredulo.

-Oh! William, alla fine sei venuto da me!. Guarda! io sono riuscita a creare la Rosa Nera!. Sigilla questo mio successo con un bacio!- la donna appoggiò gentilmente le labbra sulle mie.

-William?! Chi é William?! Sir William?!- pensai - Ma io non sono sir William, io sono Tom Burton!-

Le sue labbra non erano fredde ma calde e morbide, chiusi gli occhi e quando li riaprii, mi ritrovai davanti un corpo putrido e distrutto dalla morte, con un teschio umano senza capelli, dentro ad un vestito rosso, il teschio cadde a terra e rotolò su se stesso, come se stesse ridendo, e poi tutto scomparve nella polvere. 

Io provai a correre via, ma ero come immobilizzato, caddi a terra nonostante io volessi correr fuori, poi udii un distante temporale e della pioggia che stava cadendo a terra. Qualcosa era filtrato dai miei occhi e dal mio naso, poi nella mia gola, nel mio cervello, volevo urlare ma non potevo: poi tutto divenne buio come se ogni cosa fosse stata spenta.



domenica 30 ottobre 2022

Il meccanismo del ricordo - Philip K. Dick - If Worlds of Science Fiction di Luglio 1959 (parte 1)

 L'analista disse -Io sono Humphrys, l'uomo che sei venuto a vedere-

C'era paura ed ostilità nel paziente, così Humphrys disse -Le posso raccontare una barzelletta sugli analisti, così si sentirà più rilassato ed a suo agio. Oppure posso ricordarle che il Sistema di Sanità Pubblico paga la mia fattura e tutto questo non le costerà un solo centesimo!. Oppure posso raccontarle il caso del mio collega psicoanalista Y che l'altro anno sì è suicidato per un forte stato d'ansia per una grossa frode perpetrata ai danni dell'ufficio delle tasse-.

Il paziente sorrise sarcastico e disse -Sì! questa l'ho sentita, gli psicoanalisti sono spesso incompetenti, cannandola di fuori!. Io sono Paul Sharp. La mia segretaria ha fissato un appuntamento per me, con lei. Io ho un piccolo problema, non é molto importante ma vorrei parlargliene per venire a capo della questione-

L'espressione del viso dell'uomo era sofferente, ed era 'esatto opposto della frase appena proferita, il problema enunciato dall'uomo e dal suo sguardo sembrava enorme e se non fosse stato risolto, forse l'uomo ne sarebbe stato distrutto.

-Certo! s'accomodi pure, sul divano, la poltrona oppure prenda una sedia, staremo più comodi nel fare quattro chiacchere- disse.

I due uomini si misero a sedere uno di fronte all'altro, l'analista Humphreys porse un pacchetto di sigarette, assieme ad una scatola di cerini e poi disse-Signor Sharp, se vuole, può fumare una sigaretta nel mio studio!- [...]

-Posso parlare francamente?!- chiese Paul Sharp.

-Certo!, altrimenti che é venuto a fare?!- sorrise Humphreys.

-Sono una persona agiata, ho danari, azioni, titoli di stato. [...] sono un economista e lavoro al Ministero dell'Agricoltura, divisione Resilienza ed Estinzione da una guerra nucleare. Mi occupo di come risanare i grossi buchi che hanno fatto le bombe H. Attualmente ho approfondito un dossier su dei crateri intorno a Sacramento oppure a Los Angeles. Mia sorella vive a Sacramento ha intentato una causa contro il governo, ottenendo assieme a molti altri un pingue risarcimento danni. Sì certo ho alcuni interessi indiretti a Sacramento, ma io sono nato a Petaluma, dove da milioni di anni siamo abituati a tirar su le uova dalle galline. Oddio dottor Humphrey che diavolo sto facendo?!-

Il dottor Humphrey rimase sorpreso dall'ansia del suo paziente, e sul momento si limitò a dire -Sharp, mi dia qualche informazione in più, per capire dove sta il problema?!-

-Beh! ecco ho una sorta di allucinazioni, le ho sempre avute ma la cosa sta davvero peggiorando.- disse Sharp.

-Sharp, mi parli un po' di queste allucinazioni!- disse il dottor Humphreys.

_________

Ero stanco, nella riservatezza del mio salotto stavo osservando i rapporti sulle carote mutanti che erano state mandate dalla gente dell'Oregon e del Mississippi: erano carote perfettamente normali a prima vista, ma ad un analisi approfondita l'agente tossico provocava febbre, convulsioni, cecità parziale. Era necessario distribuire l'antidoto per neutralizzare la tossina mutante. 

Il secondo rapporto riguardava il topo mutante di Detroit, che aveva infestato San Louis e Chicago scalzando le razze di topi locali. Il nuovo topo mutante era stato visto una volta, di notte, ed era stato ucciso a martellate in quanto aveva aculei su tutto il corpo.

Per cercare di contenere il fenomeno era stati usati dall'Agenzia Governativa solo personale con skills specifici: esseri umani mutanti dotati di telepatia, precognizione, abilità paracinetiche, tutti arruolati come personale altamente qualificato e specializzato in un'Agenzia Statale, per il controllo dei topi mutanti di Detroit.

-L'ho spaventata?!- chiese Giller.

Giller era comparso all'improvviso con un leggero rumore, alle spalle della poltrona dove sedeva Paul Sharp, che era intento a leggere i suoi dossier.

-No!, ero troppo immerso nel mio lavoro- rispose Paul Sharp che poi aggiunse -Ma lei com'é entrato in casa mia?!-

-C'era la porta di casa aperta!- rispose Giller che si tolse l'impermeabile ed il cappello e gli appoggiò su una poltrona vicina, poi l'uomo disse -Vado in cucina a prendermi una birra, posso?!-

-Certo! faccia pure- rispose Sharp che poi disse -Ma questi topi mutanti sono davvero letali?!-

-Sì!- disse l'uomo dalla cucina, mentre chiudeva la porta del frigo, poi dopo aver bevuto un sorso di birra, Giller con i suoi occhi scuri dallo sguardo acuto, disse -Comunque dipende molto da dove si colpiscono, con il martello, dando loro il primo colpo!-

Sharp sempre seduto in salotto disse -Ho tanto lavoro da fare, se ha da dirmi qualcosa, me lo dica subito, non ho tempo da perdere!-

-Volevo solo salutare il buon uomo di Petaluma- disse Giller.

-Petaluma?! Sembra il nome di un carburante sintetico!- disse Sharp.

-Non é affatto divertente- rispose Giller.

-Lei sa quanto pollame era in giro negli USA, quando caddero le prime bombe H?!- chiese Sharp

-Qualche Miliardo! ed almeno una parte erano miei. La sua famiglia aveva un allevamento di pollame, é corretto?!- chiese Giller

-No!, la mia famiglia aveva una farmacia sulla 101st strada. E lei può andare al diavolo!. Io non ho nessuna intenzione di cambiare la mia opinione. Petaluma non é così importante oggi, e tutto il pollame ormai é morto!.- disse Sharp.

-Ci sono le noccioline, ci sono i gatti, centinaia di migliaia!- disse Giller che bevve un'altro sorso di birra.

-L'area di Petaluma e Sonoma possono essere ricostruite, per 7 miliardi di Westbloc. E' praticamente un costo minimo, rispetto a quanto abbiamo dovuto subire!. Lei pensa che abbiamo bisogno di produzioni vino e uova?!- chiese Sharp. [...]

-Tu non sei un semplice lobbista, tu sei uno della nostra gente!- disse Giller che poi se ne andò ma Giller sostò nella notte, per un po' di tempo, in fronte alla casa di Sharp, quasi come fosse un monito ricordo delle responsabilità che aveva Paul Sharp.

Sharp era andato alla finestra, osservava la figura ferma e silenziosa di Giller, poi Sharp fu assalito dalla sua fobia, la fobia di cadere. [...] Sentì come il suo corpo stesse cadendo, la mente urlava Aiuto!, Aiuto!, ma perché Sharp aveva così tanta paura di cadere se era perfettamente in equilibrio davanti alla finestra?!. 

Stupide paure, fobie di bambino, Sharp non aveva una spiegazione razionale. [...] Quando prendeva un ascensore, era spesso aggredito dalla fobia di cosa sarebbe successo se l'ascensore fosse sprofondato. Quando saliva su un grattacielo nel suo ufficio, era assalito dalla fobia di cosa sarebbe successo se il grattacielo fosse collassato e franato, con il suo ufficio ad un piano così alto. [...] Nel 1982 Sharp aveva dovuto lasciare la Terra per lavoro, un breve viaggio di lavoro nello spazio, e nella navetta spaziale era stato aggredito dalla sua fobia: cosa sarebbe successo se fosse l'astronave fosse caduta senza controllo sulla Terra?!.

Erano pensieri che lo assalivano all'improvviso e lo bloccavano nel fare diligentemente il suo lavoro, quanto erano pensieri folli che annebbiavano la lucidità di Sharp che svaniva come quando arriva la notte alla fine del giorno.

___________

Sharp terminò il suo racconto, il dottor Humphreys disse -A quanto pare, lei ha la fobia di cadere. C'è da capire quando questa fobia s'è presentata per la prima volta?!-

-Quando avevo 8 anni, vivevo a San Francisco, ero fuori nell'orto ed esaminavo il mio orto di famiglia. La stessa paura irrazionale si presentò quando andai nei rifugi anti-atomici, a causa dei missili sovietici. Ero in cima alle scale e guardai giù e mi venne il panico di cadere di sotto- disse Sharp.

-Sì! me li ricordo anche io, i rifugi antiatomici contro i missili sovietici. Erano enormi rifugi a due piani, e dentro ci stavano tantissime persone, tanto che io non mi capacitavo come fosse stato possibile poterne accogliere così tante, dentro queste strutture. E spesso pensavo di rimenerci intrappolato dentro, senza poter più uscire anche a causa dell'enorme ressa- disse il dottor Humphreys.

-Io non avevo paura di rimanere intrappolato nei rifugi, così zeppi di persone. Io avevo paura di cadere!. E così lasciai il rifugio ed andai nel mio orto. Mi ritrovarono in terra, i miei genitori, steso nell'orto, dopo l'attacco sovietico- disse Paul Sharp che dopo una pausa continuò la sua storia.

-Quando avevo 14 anni, la guerra tra USA ed URSS era finita da poco tempo, uscimmo dai rifugi per vedere cosa c'era di ancora funzionante nel nostro paese. C'erano tanti crateri da impatto, io stavo in cima assieme ai miei colleghi, lavorando per sistemare uno di questi enormi crateri, e fui assalito nuovamente dalla fobia di cadere. E' poi diventato un sogno, un incubo ricorrente. Sogno la notte di cadere di sotto, mentre sono sul bordo del grande cratere. [...] Sono stato costretto a rifiutare anche vari lavori, che implicavano l'utilizzo frequente di aerei, a causa di questa mia fobia di cadere. Si figuri dottor Humphreys, io Paul Sharp ero innamorato di una ragazza che viveva nell'attico degli appartamenti Atcheson, c'eravamo frequentati per un po' in qualche locale, la ragazza m'aveva invitato a casa sua, ma appena feci qualche gradino per salire le scale arrivando al suo attico vetrato, mi sentii male e fuggii via. La ragazza probabilmente penserà di me, che io sono un pazzo od un folle!. -

-Ho capito signor Sharp. Devo dire però che la sua fobia non é inerente la semplice paura di cadere, ma é la paura che nasce dal ricordo di qualcosa che é accaduto e che coinvolge la sua caduta a terra. E' quello che io chiamo l'incidente scatenante che causa la fobia. [...] La prego signor Sharp, adesso fissi intensamente la lampada accesa della mia scrivania. Proverò ad ipnotizzarla, per ricostruire la sua vita, venendo a capo dell'incidente scatenante- disse il dottor Humphreys.

Figure oscure si muovevano intorno a Sharp, l'uomo urlò alzando le mani per proteggersi il volto e divaricando i piedi per non perdere l'equilibrio. L'uomo sputò saliva e bava dalla bocca, poi una luce flashò e l'uomo rimase cieco ed immobile. [...]

-E' morto?!- una voce gli domandò.

-Non ancora- rispose Sharp.

-Può udire la mia voce?!- disse la voce dal tono familiare.

Sharp non voleva rispondere.

-Ascolta la mia voce, gettalo fuori!- disse la voce.

Poi la voce disse -Sharp! svegliati e sentiti rilassato!-

-Dio! mio! loro mi hanno spinto dentro qualcosa di piccolo e stretto, ed io sono caduto violentemente e poi sono rimasto al buio in questo vano buio e stretto!- disse Sharp con un tono di voce

-Sì! loro sono tornati!. Ma ora sono andati via, sono andati via molti anni fà, Sharp adesso sei completamente al sicuro!- disse la voce rassicurante del dottor Humphreys.

-Sharp adesso che ore sono?!- chiese il dottor Humphreys

Paul Sharp guardò il suo orologio da polso, e disse -Non distinguo bene l'ora, ma é certamente primo pomeriggio-

-Ok! va bene così, signor Sharp lei é tornato al presente, all'oggi!, si rilassi, signor Sharp é al sicuro, lei ha rivissuto una cosa passata, una cosa distante da cui lei oggi é totalmente al sicuro- disse il dottor Humphreys.

-Non credevo che dipendesse da questo trauma- disse Paul Sharp.

-Si ricorda consciamente dove e quando é avvenuto?!- chiese il dottor Humphreys.

-No!-

-E' normale! lei ha rimosso il ricordo con un'amnesia!. Forse é stato traumatizzato da ex-militari, oppure gangster o banditi o criminali professionisti, nell'era dei primi tempi della fine della guerra USA contro URSS. Oggi abbiamo fatto molti progressi, signor Sharp per oggi ha toccato i suoi limiti, ha preso coscienza dell'incidente scatenante che aveva rimosso. Adesso ha capito da dove nasce la sua fobia, che non é una paura di cadere, ma delle conseguenze della caduta. Adesso già dovrebbe star meglio. Se vuole può tornare tra una settimana o dieci giorni, se vuole investigare il quando ed il dove, altrimenti già così potrebbe essere in grado di combattere la sua fobia- disse il dottor Humphreys.

-Dottore! non mi riesce di alzarmi dalla poltrona!- disse Sharp.

-Cosa?!-

-Dottore non mi riesce di alzarmi!. La ragione del perché sono venuto nel suo studio, era perché é al piano terra- disse Sharp.

-Ok! allora andremo a fondo di questa cosa!- disse il dotto Humprheys che aggiunse -signor Sharp, torni a fissare la mia lampada sulla scrivania!. Adesso ricostruiremo tutto l'incidente per comprendere ogni cosa!-





domenica 16 ottobre 2022

Piramidi sui planetoidi di Marte immaginati da Galaxy Science Fiction 1957

Galaxy Science Fiction nell'Ottobre 1957 ebbe a proporre in copertina una suggestione grafica che riproponeva la radice di fantascienza THE ALIEN ROOM (1934) ma questa volta l'ambiente alieno era collocato in un planetoide su Marte.

Le suggestioni di quello che sarà 2001 Odissea nello spazio (1968) sono numerose in Galaxy SciFi quanto e sopratutto in Amazing Stories. A cominciare da Galaxy Scifi con Serre spaziali con gravità artificiale (in mega cilindri rotanti) e poi molto altro...




domenica 9 ottobre 2022

Sonde su Marte, Razzi e Stazioni Spaziali su Galaxy SciFi nel 1957 e 1958

 Sventola in copertina di Galaxy Science Fiction, delle stazioni spaziali rotanti, razzi ed astronavi, la stessa tecnologia immaginata dalla NASA, che ebbe a comparire anche nei bozzetti quanto nei disegni di Amazing Stories.

Piccolo particolare storico, su Amazing Stories l'iconografia tecnologica dal design moderno e plausibile ebbe a comparire solo dall'Agosto 1962, mentre Galaxy Science Fiction già nel 1958 (riprendendo i visionari progetti del cpt. Herman Potočnik The Problem of Space Travel) ebbe a proporre al proprio pubblico, hardware tecnologico plausibile.

Le prime sonde sui satelliti di Marte, furono proposte da Galaxy Science Fiction nel Maggio del 1957 (ossia 5 anni prima di Amazing Stories)



sabato 1 ottobre 2022

Mega Glest

MegaGlest è un gioco di strategia in tempo reale (il clone di Glest) mixa fantasia e tecnologia, l'ambientazione del gioco, quanto il suo editor permette una facile modifica e personalizzazione, per creare nuovi MOD. E' disponibile per Windows, Mac e Linux.

https://megaglest.org/download