domenica 11 febbraio 2018

L'illustratore Morey che lavorava per Amazing Stories nel 1934 immagina il LEM

Sulla rivista Amazing Stories dell'agosto del 1934 fu pubblicata la novella "The velocity of Escape" di J.W.Skidmore, il racconto avventuroso, è una permutazione delle avventure del più noto "Buck Rogers" ed il racconto di Skidmore non è particolarmente interessante per la fabula di SciFi.
Quello che è intrigante per un osservatore del XXI°secolo, è la complessa suggestione che si crea tra l'illustrazione ed il titolo del racconto!. 

Il disegno fu ideato dall'illustratore Morey a corredo del racconto di Skidmore, assieme al titolo del racconto "The velocity of escape = la velocità di fuga", le assonanze orientano fortemente un osservatore del XXI°secolo, sull'interno del modulo LEM delle missioni Apollo!. 

Non sono poche e marginali le assonanze iconografiche dell'illustrazione, con la realtà della NASA del 1969.
  • la forma dei finestrini di destra e sinistra (con l'esclusione del grande vetro centrale)
  • la posizione del pilota che ancorchè seduto, non si può dire che sia comodamente collocato su un sedile aereonautico degli anni trenta, anzi il pilota pare appollaiato in modo alquanto scomodo, stando in una posizione quasi eretta, davanti al quadro comandi e finestrini.
  • la forma ergonomicamente ad U della console del quadro comandi
  • la disposizione degli indicatori ed interruttori sparsi sul quadro comandi
  • la posizione relativa dei joystick (del controllo dei razzi di manovra) e della leva della potenza del razzo principale, rispetto al quadro comandi
  • la forma della cabina dell'astronave, che trasmette una sensazione di un vano stretto ed angusto
  • la presenza di una botola sul soffitto, posta sopra la testa del pilota (nel LEM passaggio per il modulo Apollo)
  • la presenza di bombole, fili e tubi dentro alla carlinga
  • la presenza di un cilindro, posto all'interno della carlinga e collocato proprio sul pavimento
  • la velocità di fuga dalla Luna fu elemento critico per i progettisti NASA che abbandonarono l'idea originaria di Von Braun d'usare un unico razzo per volo ed allunaggio, progettando una missione spaziale a matriosca, con il modulo LEM che per vincere la velocità di fuga lunare, sganciò il motore primario e le zampe di atterraggio, lasciandole sulla Luna!.

IMHO le assonanze grafiche con il vano biposto del LEM non sono poche, per un disegno immaginato nel 1934 dal disegnatore Morey che era completamente digiuno d'astronautica, ed ingegneria spaziale. 

Un disegnatore che forse in qualche modo, potrebbe aver immaginato ed interpretato a suo modo 65 anni prima della costruzione del modulo LEM, un pezzo dell'unica astronave terrestre (che sino ad oggi) ha viaggiato numerose volte sino alla Luna!