lunedì 31 ottobre 2022

Weird Tales Maggio 1952 -Lei indossò una rosa nera- di Frederick Sanders

Weird Tales del Maggio 1952 - Lei indossò una rosa nera di Frederick Sanders

Dentro la vecchia ed accogliente taverna "il Cavallo Nero" nel villaggio di Firley, c'era un caldo tepore all'interno, era ben illuminata e tutto sembrava apposto. Fuori era una notte buia, fredda, con un bel plenilunio, con della brina fredda che stava invadendo strade, muretti ed alberi e cespugli. Il campanile della piccola chiesa di S. Nicola del piccolo villaggio di Firley stava suonando le ore 9 di sera, della settimana di Natale. 

La piccola taverna del "Cavallo Nero" aveva un grosso salotto intorno ad un accogliente camino, assieme alla sua buona birra, c'erano poi delle assidue presenze che rendevano l'ambiente allettante anche per i vicini dell'altro villaggio. C'era l'assidua cortesia di Mr. Clodd il maestro di scuola, l'anziano Eli Task il più grande agricoltore della zona e diacono, Mr. Downgate l'ingegnere agricolo, il capitano Silver, Josiah Corck gestore dell'unico negozio della zona, completava poi l'allegra brigata Tom Barton un prestante giovanotto venticinquenne già soprannominato Maestro Tom.

Questa storia di Tom Barton (possa la sua anima riposare in pace) aveva l'hobby di coltivar rose, e la sua mania era quella di riuscire a produrre una rosa nera. C'erano centinaia di rose nel suo giardino ed in una serra accanto: rose rosse, bianche, gialle, in cui Tom Barton provava vari incroci con specie diverse, nel tentativo d'ottenere la mitica rosa nera.

Davanti al caminetto a sorseggiare un cicchetto di whyskey oppure una grossa pinta di birra, gli ospiti tradizionali conversavano tra loro, il maestro di scuola Mr. Clood disse con voce impastata e con il fiato alcolico - E' dalla creazione HIC voluta dal buon Dio, sin dall'inizio dei tempi HIC che s'è cercato ovunque senza mai trovarne una HIC, e non se ne troverà mai di Rose Nere, nemmeno se lo volesse Satana!-

Il capitano Silver, disse con un tono di voce meno impastato e con minor puzzo di alcool, perché la sua pinta era ancora piena per tre quarti, che a Firley era da tempo immemore che c'era qualcuno che coltivava rose, cercando di produrre una rosa nera, senza però mai riuscir ad ottenere niente!.

La discussione attorno al caminetto si spostò su un'antica leggenda del luogo, che era nata nel XVI secolo, in cui la bellissima moglie del capo del castello Sir William Dorl, la bella moglie Lady Dorl amava i fiori, in particolar modo le rose, ed era intenta dietro al castello a coltivarle, cercando d'ottenere con vari incroci la mitica rosa nera. Nella notte di natale del lontano 1569 lady Dorl ebbe a concludere una serie di test su un'ultima generazione di rose, ottenendo finalmente una rosa nera. Lady Dorl era così raggiante del suo lavoro, che prese la rosa e corse dal marito, per mostrare il suo risultato ottenuto, ma mentre correva sul terrazzo, inciampò nella lunga gonna, e cadde per le scale rompendosi la testa. Fu trovata dopo varie ore dalla propria servitù, la donna aveva la testa rotta, emorragia celebrale era morta, tenendo in mano la sua rosa nera. Il marito sir William Dorl uscì fuori di testa, impazzito dal dolore, ebbe a costruire una bara tutta nera, e poi tumulò l'amata moglie nel cimitero di famiglia, con un sepolcro tutto nero. Questa cupe e tetra e triste atmosfera, ebbe per lungo tempo a gravare sulla dinastia dei Dorl, anche per la tomba nera che accoglieva le spoglie di Lady Dorl. 

E questo fu il termine della storia del capitano Silver, che poi ornò a sorseggiare la sua pinta di birra.

Gli occhi del giovane Tom Barton s'erano commossi, e disse che se in 445 anni nessuno nel villaggio di Firley era più riuscito a ricreare una rosa nera come aveva fatto Lady Dorl, allora il giovane Barton se non fosse riuscito a ricreare una rosa nera, avrebbe scoperchiato la tomba di Lady Dorl e l'avrebbe baciata, anche per andare a vedere se era vero che c'era una rosa nera nella sua tomba.

Per arginare l'esuberanza del giovane Burton, l'anziano Eli Task disse con voce pastosa e fiato alcolico - Parli di blasfemia mio giovane amico!, HIC con la giovane e precoce morte di Lady Dorl tu troverai solo Satana dentro la sua tomba HIC che se l'é portata via é perché se Dio avesse voluto una rosa nera, il buon Dio l'avrebbe già creata in natura, assieme a quelle rosse, bianche, gialle- [...]

Intanto stava facendosi tardi, e così tutti tornarono alle proprie case, prima che la notte diventasse troppo gelida da camminarci dentro.

Quella notte però Tom Burton non tornò a casa, come invece fecero tutti gli altri frequentatori della locanda del Cavallo Nero.

A casa di Tom Burton non vedendolo ritornare, non si preoccuparono, non era infrequente che Tom non tornasse a casa, ma andasse come ospite a dormire a casa di altri.

Quando però venne mattina e Tom Burton non rientrò alla propria casa per andare a lavoro, allora tutti in famiglia iniziarono a preoccuparsi. Tutto il piccolo villaggio di Firley non esitò un attimo ad aiutare la famiglia Burton nel ritrovar loro figlio. 

Tom Burton fu trovato in tarda mattinata, era vivo, impazzito, incapace di parlare, non aveva più gli stivali e neppure i calzini e nemmeno le mutande di lana, se ne stava fermo e mezzo nudo, zitto dentro l'appezzamento di 10 acri della Honeysucke farm. 

Fu portato in una piccola stanza dell'ospedale psichiatrico poco distante, sperando in un suo recupero. I dottori però dissero che Tom Burton era impazzito, era impazzito perché aveva avuto una sorta di shock naturale. 

Tutti quelli del paesino di Firley passarono il buio pomeriggio sino alla tarda sera, in cerca della giacca, del maglione, della camicia, degli scarponi, dei calzini, di Tom Burton. Tutti gli indumenti mancanti furono trovati ma erano sparsi quà e là tra Plumtree Lane, Forestway road, nei pressi di Bramble Farm, il tutto a circa oltre 2 miglia da dove fu trovato Tom Burton.

Il capitano Silver era molto amico del dr. Stark che lavorava nel sanatorio mentale, ed entrambi ebbero ad occuparsi del caso di Tom Burton, per cercare di capire che cosa fosse accaduto al baldo giovanotto, quanto al loro amico. A differenza degli altri pazienti del sanatorio mentale che erano violenti, Tom Burton era mite ed educato, non riusciva a parlare, gli fu dato carta e penna, per cercare di capire che cosa gli fosse successo.

Per molti giorni i suoi scritti senza un senso, furono raccolti dal dr. Stark e dal capitano Silver, in cerca d'indizi: c'erano scritti urli e frasi senza senso, ma la cosa più ricorrente era la parola "rosa", con dei disegni infantili che potevano far ricordare al disegno di rose. 

Nei suoi scritti Tom Burton scrisse 200 volte la parola "ROSA", 158 volte la parola "NERE", 42 volte la parola "ROSSO SCURO", 30 volte la parola "ROSA" sottolineata, 26 volte "ROSE", oltre 100 disegni assai approssimativi di rose.

Poi un giorno il giovanotto Tom Burton morì per un attacco di cuore, dal sanatorio mentale fu portato via con una bara, dopo una celebrazione religiosa nella chiesa del piccolo villaggio di Firley, il feretro fu tumulato nel cimitero del villaggio, con sopra delle rose.

Dopo la tumulazione, il dr. Stark ed il capitano Silver andarono a visitare la tomba di lady Dorl. I due sospettavano in qualche modo, che ci fosse un qualche tipo di legame che sul momento a loro sfuggiva. Durante il sopralluogo, i due scoprirono che l'enorme porta di pietra che sigillava la tomba era stata spostata. I due conclusero che per spostare l'enorme pietrone, ci sarebbe voluto un toro di giovane, un po' com'era Tom Burton, perché non sarebbe stato facile da spostare l'enorme pietra. C'erano 26 scalini per entrare dentro la tomba, gli scalini a forma di rosa in ferro nero, ed in effetti erano proprio così, come la leggenda raccontava, con la differenza che erano tutti rugginosi e nessuno probabilmente da tempo immemore era passato di lì. [...]

Tuttavia l'ipotesi del dr. Stark e del capitano Silver, fu che Tom Burton si fosse recato al cimitero, avesse spostato la pietra, fosse entrato dentro la tomba dei Dorl, ed avesse poi visto qualcosa che lo ebbe a condurre alla pazzia. [...]

________________

Tutti i personaggi in questa storia sono immaginari, 

e non sono collegate a nessuna storia reale veramente accaduta

________________

Mi sta tornando la memoria adesso, invece del buio più nero che ha coperto la mia memoria per lungo tempo. Mi ricordo della grande Luna piena, del freddo pungente, del silenzio del cimitero, ed io che camminavo tra le tombe. [...] Mi fermai davanti alla storica tomba munumentale di Lady Dorl, ma la leggenda della rosa nera era vera?! Smossi l'enorme pietra e scesi illuminato dalla luce della Luna, dentro il sacrario dedicato a Lady Dorl. Tutti i Dorl erano stati sepolti in questo sacrario, trovai infine la tomba di Lady Dorl, dalle cifre sulla tomba era stata stroncata appena a 26 anni di vita. Era vera la leggenda di Lady Dorl che era morta ancora giovane, passai timidamente una mano sulla tomba nera di ferro, quando all'improvviso nel silenzio più completo, comparve la figura femminile di una donna vestita di rosso, con al collo una preziosa collana di perle, la donna teneva in mano una rosa nera.

-Oh! Lady Dorl!- dissi facendo un passo indietro, quasi incredulo.

-Oh! William, alla fine sei venuto da me!. Guarda! io sono riuscita a creare la Rosa Nera!. Sigilla questo mio successo con un bacio!- la donna appoggiò gentilmente le labbra sulle mie.

-William?! Chi é William?! Sir William?!- pensai - Ma io non sono sir William, io sono Tom Burton!-

Le sue labbra non erano fredde ma calde e morbide, chiusi gli occhi e quando li riaprii, mi ritrovai davanti un corpo putrido e distrutto dalla morte, con un teschio umano senza capelli, dentro ad un vestito rosso, il teschio cadde a terra e rotolò su se stesso, come se stesse ridendo, e poi tutto scomparve nella polvere. 

Io provai a correre via, ma ero come immobilizzato, caddi a terra nonostante io volessi correr fuori, poi udii un distante temporale e della pioggia che stava cadendo a terra. Qualcosa era filtrato dai miei occhi e dal mio naso, poi nella mia gola, nel mio cervello, volevo urlare ma non potevo: poi tutto divenne buio come se ogni cosa fosse stata spenta.